Dopo il festival di salerno, l’ultimo caso: l’autore israeliano

(estr. di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – […] L’egemonia culturale (cosiddetta) della destra fa ridere, finalizzata, come si è visto, ad egemonizzare le poltrone in Rai e ad arraffare nomine museali. Però la futuribile egemonia della sinistra fa più paura per la propensione che mostra a censurare questo o quello, dall’alto di una sedicente cattedra morale. Prima, Erri De Luca escluso dall’apertura del festival Salerno Letteratura dopo aver rifiutato l’uso della parola genocidio per Gaza e aver rivendicato il “diritto a una difesa esistenziale e necessaria per Israele”. Adesso, la petizione contro la presenza dell’autore israeliano Eshkol Nevo al festival “ Il Libro possibile”, in programma a luglio tra Polignano a Mare e Vieste. Una indignata raccolta di firme capeggiata dall’arcivescovo di San Giovanni Rotondo, Franco Moscone, e dalla vicesindaco di Bari Giovanna Iacovone, oltre a docenti, professionisti, attivisti e a non meglio precisati rappresentanti della società civile. La colpa di una delle più limpide voci della letteratura mondiale? Non avere espresso “una chiara e pubblica presa di distanza dalle politiche del governo israeliano”. Un delitto, par di capire, emendabile previo pubblico pentimento e sottomissione al supremo magistero dei buoni e dei giusti. Bene ha fatto la direttrice artistica, Rossella Santoro a ribadire con nettezza come da 25 anni il festival porti la cultura nelle piazze, accogliendo con la massima libertà “voci, sensibilità e posizioni differenti”. Poiché, senza la parola di Eshkol Nevo, altri a Polignano e Vieste avrebbero taciuto. Là dove destra e sinistra sono unite nella lotta, è nella censura della cultura russa, sanzionata come se i più famosi scrittori, musicisti e artisti fossero altrettanti strumenti nelle mani di Putin.
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Si comincia nel 2022 quando Paolo Nori denuncia la cancellazione di un corso su Fedor Dostoevskij (!) che avrebbe dovuto tenere all’Università Bicocca di Milano (“per non generare tensioni”, farfugliò un comunicato dell’ateneo). Nel luglio del 2025 tocca al celebre maestro Valery Gergiev essere cancellato dalla direzione della Reggia di Caserta, insieme al concerto sinfonico previsto nell’ambito della rassegna “Un’Estate da Re”. Mentre il ministro Giuli mette la testa sotto la sabbia, esulta il Pd locale:” Abbiamo lottato e vinto: la Campania non ospiterà un ambasciatore di Putin”. Eddai! Sappiamo dei tentativi di estromettere gli artisti russi dalla Biennale di Venezia, ed ecco che subito, a sinistra, risponde uno squillo. Con la fiera “Più libri più liberi” che chiede agli editori di sottoscrivere il patentino antifascista , con apposita dichiarazione. Un gentile cadeau per Giorgia Meloni (“Censura!”) che se confermato porterà alla disdetta di molti editori, sicuramente antifascisti ma insofferenti alla mordacchia, da qualunque parte provenga. […] Colpisce il silenzio della Schlein e del sinedrio del Nazareno. Se temono di perdere i voti dei censori, continuando a tacere su questo scempio di libertà il consenso di chi non ne può più di questi commissari del popolo in servizio permanente effettivo, se lo scordano. Sì, vi meritate il generale Vannacci.