Lo spazio dei “nuovi” M5S: l’elettorato ora sta a sinistra

La decisione del M5S di posizionarsi alla sinistra del Pd e della sua alleanza centrista è a mio avviso positiva, in quanto arricchisce l’offerta politica e permette a temi come la questione salariale, il precariato, la politica sociale e la lotta contro la povertà di essere più salienti nel dibattito politico […]

(DI LUCIO BACCARO* – Il Fatto Quotidiano) – La decisione del M5S di posizionarsi alla sinistra del Pd e della sua alleanza centrista è a mio avviso positiva, in quanto arricchisce l’offerta politica e permette a temi come la questione salariale, il precariato, la politica sociale e la lotta contro la povertà di essere più salienti nel dibattito politico e (si spera) di ricevere rappresentanza nel nuovo Parlamento. Ma è una strategia credibile e pagante? Da sempre i 5 Stelle si proclamano al di là di destra e sinistra. Nel governo Conte 1 si sono alleati senza grandi problemi con Matteo Salvini. Come reagirà il loro elettorato a questo riposizionamento? Si allontanerà ulteriormente o si riavvicinerà?

Alcuni elementi per rispondere a queste domande sono fornite da una recente indagine commissionata dal Max Planck Institute di Colonia, che dirigo. Essendo basata su un campione di quasi 4.600 persone, più grande dei sondaggi standard, questa indagine consente di esaminare le caratteristiche di chi intende votare per i 5 Stelle e le differenze rispetto agli elettori degli altri partiti.

Innanzitutto, circa il 40% di coloro che dichiarano di aver votato Movimento 5 Stelle nel 2018 (10,7 milioni di voti alla Camera, ndr) conferma di volerli rivotare alle prossime elezioni. Il secondo gruppo per dimensione (20%) è quello degli incerti. Il 10% dichiara che non voterà. L’8% si indirizza verso FdI e il 7% verso il Pd. I flussi verso gli altri partiti (compresa la lista nata dalla scissione dell’ex capo politico Luigi Di Maio) sono trascurabili e quasi inesistenti nel caso di Lega e FI. Insomma, con una buona campagna elettorale il Movimento potrebbe recuperare una parte dei suoi elettori passati, che al momento sono indecisi: tra questi il 46% risiede al Sud e il 55% ha difficoltà a far quadrare i conti.

Inoltre, gli elettori che sono rimasti fedeli ai 5 Stelle sono più di “sinistra” di quelli che se ne sono andati. Non solo sono più propensi a dichiararsi tali, ma hanno anche preferenze più progressiste tanto sulle questioni sociali che sui diritti civili. Per esempio, esprimono l’orientamento più favorevole tra gli elettori di tutti i partiti all’affermazione che “è responsabilità del governo offrire un lavoro a coloro che ne vogliono uno”, mentre il loro grado di accordo con l’affermazione che “il governo dovrebbe prendere misure per ridurre le differenze nei livelli di reddito” è lo stesso degli elettori della sinistra “radicale”. Allo spostamento su questi temi ha contribuito la ulteriore “meridionalizzazione” del Movimento: al momento più della metà degli elettori del M5S proviene dal Sud e dalle Isole.

I dati a disposizione, dunque, indicano che la scelta di occupare il campo della sinistra (economica), per quanto tardiva, non è campata in aria. Tra coloro che hanno scelto il M5S nel 2018 e ora sono incerti, l’89% vuole che il governo si adoperi per la riduzione delle disuguaglianze e il 73% per dare un posto di lavoro a chi lo cerca. Come dare concretezza a questi orientamenti? Occorre puntare su salario, politica sociale e politiche per il Sud.

Salario: il salario minimo legale è necessario. Bisogna evitare il compromesso al ribasso della direttiva europea, che consente ai Paesi con grado di copertura della contrattazione collettiva dell’80% di fare poco o nulla. In Italia il problema è che alcuni contratti collettivi hanno minimi molto bassi.

Sul reddito di cittadinanza, condivido il giudizio di Chiara Saraceno: il reddito di cittadinanza è una misura di lotta alla povertà e come tale ha contribuito a tirare fuori dalla povertà 450 mila famiglie (cifra fornita dall’Istat), non una misura di politica attiva del lavoro. Va rafforzato, non smantellato.

Infine, bisogna riprendere ad investire, soprattutto al Sud, abbandonato a se stesso dopo l’intervento straordinario. Vi è ampio spazio per investimenti in infrastrutture, digitalizzazione e cambiamento climatico, ma occorre che i vincoli europei lo consentano. Per il momento essi sono sospesi fino al 2023, ma il dibattito per la loro eventuale riforma è in corso, e le proposte in campo, ad esempio quella recentemente presentata dal governo tedesco, del tutto insufficienti. Come minimo, sarebbe opportuna l’introduzione di una “golden rule” per escludere gli investimenti dal computo del deficit.

La differenza più grande tra elettori dei 5 Stelle e quelli della sinistra tradizionale è proprio sulla questione europea: chi vota per il Movimento è un po’ meno euroscettico della media nazionale e molto meno euroscettico degli elettori di Lega e FdI; l’elettore Pd è invece decisamente euroentusiasta. Un atteggiamento un po’ più cauto e una maggiore attenzione all’interesse nazionale nelle negoziazioni europee, dopo anni in cui questo è stato colpevolmente trascurato, gioverebbero non solo alla sinistra ma all’Italia tutta.

*Direttore del Max Planck Institute di Colonia

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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8 replies

  1. Attenzione: molte persone che scrivono su giornali e blog ( non mi riferisco a Baccaro, ma il Max Plank per gli studi Socilali non è certo orientato “a destra”) occupano il posto che occupano – o hanno occupato o sperano di occupare, come ben vediamo dai continui travasi di giornalisti, medici, scrittori, … nella politica – proprio grazie alla Destra ed alla Sinistra, che si sono divisi i posti papabili ed occupabili di questo Paese (e dell’ intero Occidente). Quindi di Destra e di Sinistra si continua e si continuerà a parlare: l’ “etichetta” conta.

    Purtroppo in molti, le parole ” a sinistra del PD” evocano Centri Sociali, muri imbrattati, droga libera, fancazzisti cinquantenni e immigrazione a go- go. Perchè più che altro per questo, nei fatti, è finita la un tempo gloriosa rivolta degli anni sessanta . Oltre al fatto che troppo spesso quelli “a sinistra del PD”, una volta riscosso un certo successo, si sono ben “adattati” alla “superdestra”, pensando più che altro a fare soldi e accumulare potere, arrivando persino a comprarsi l’ utero di una poveraccia ( vedi Vendola) e provvedendo a legiferare affinchè tale “diritto” venisse nei fatti sdoganato anche qui. Neanche il peggioir fascista ci aveva mai provato, dal dopoguerra in poi.

    Sono cose che gli elettori non dimenticano, anche se i giornali glissano e nessuno viene mai “sondaggiato” su questo.

    Il Movimento ha preso i voti che ha preso proprio perchè , come dice @paolo calzavara, sembrava “andare avanti”, sul modello “Casaleggio ( e primo Grillo, quello degli spettacoli)” che certamente di “sinistra-sinistra” non era.
    Come non sono di “sinistra” ma semplicemente necessari i provvedimenti che Baccaro elenca: salario minimo, reddito di cittadinanza, investimenti al Sud .
    Ma non solo: investimenti in tutto ciò che è pubblico: con la sparizione prima di tutto delle millanta Coop, ONG, ONLUS, “pseudo Associazioni e volontariati” di ogni tipo e genere che millantando “bontà e altruismo” nei fatti privatizzano gli aspetti più sensibili della salute e della gestione degli incapaci (malati, bambini, anziani) togliendoli al controllo pubblico. Basta guardare la TV: evidentemente pieni di soldi, tali infiniti Enti monopolizzano ormai, con spot lunghissimi e immagini e toni sempre più violenti, ogni pausa pubblicitaria in TV ed il Rete. Evidentemente “rendono”, e molto. Nei fatti sostituiscono, come un tempo che si pensava passato per sempre, i diritti con la pseudo-carità.
    Sottrarre sempre più spazi al pubblico impingua il privato, drenando i risparmi dei cittadini. E non solo il risparmio: “Vedete? Il pubblico non funziona, affidatevi a noi che siamo buoni e capaci…”.
    Il non far funzionare ciò che è pubblico regala nei fatti ogni potere ai privati, ed è ciò che anche la “sinistra” persegue da tempo.

    Siamo inoltre un Paese sotto tutela. L’ intera Europa lo è; la Cortina di Ferro non divideva la “libertà” dalla “tirannia”, ma due diversi modi di controllare la popolazione: attraverso il Mercato ( ed i suoi annessi e connessi: pubblicità, bisogni indotti, censura, odio sociale, isolamento dei pensanti…) o attraverso la politica ( con i suoi annessi e connessi: violenza, censura, controllo “fisico”…)
    Steven Pinker ha dato quello che a mio parere è la migliore definizione di democrazia : la forma di governo meno violenta nei confronti della popolazione. Per quanto il massacro di ragazzi dormienti alla Diaz e a Bolzaneto indichino che quando la “democrazia” vuole… diviene immediatamente feroce tirannia.

    Le etichette “destra” e “sinistra” dovrebbero essere proibite nel linguaggio del Movimento: ci pensano già i giornali ad attribuirle, ben consci che l’ etichetta “sinistra” toglierà al movimento parecchi voti ed altrettanto farà l’ etichetta “destra”.
    Nell’ immaginario collettivo le due etichette ( con tutto quello che la pubblicità mediatica associa all’ una e all’ altra) sono ormai scolpite in maniera indelebile, e funzionano. Per questo si continua ad usarle: Berlusconi le usò contro i “comunisti”, il PD le usa contro i “fascisti”. Non a caso ideologie morte da tempo.
    Mi meraviglia che uno studioso come il prof. Baccaro non l’ abbia capito.

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  2. Ad un presupposto o postulato sbagliato e si costruisce una teoria sbagliata.
    Definire di sinistra una legge erga homnes (leggi sociali) come possono definirsi di sinistra?
    Forse perchè la sinistra non le ha mai proposte e fatte?’
    Stabilire che il Movimento si sposta a sinistra perchè fa delle leggi giuste?
    Quindi se una legge è giusta è di sinistra se invece è di destra è nefasta.
    Ma la vogliamo smettere di mettere le barricate e i confini.
    Il Movimento carissimo scrittore non guarda né a destra né a sinistra, guarda al futuro che cerca di migliorarlo per le generazioni
    future e quindi è disposto a votare tutte le leggi buone e contrastare quelle fasulle.
    Quindi informazione giusta e trasparente.

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    • Non fare il furbo.

      Quello che voleva dire è che i valori di SINISTRA li rappresenta M5S, non certo i sorci del PD e tanto meno i destromani conclamati.

      E la cosa più grave e che a te secca di più da quel che scrivi, è che è proprio la sinistra che li ha traditi, quei valori adesso ripresi da M5S. Non sono semplicemente ‘necessari’, sono ideologicamente di sinistra in contrapposizione alla destra ladrona e rapace che da sempre spadroneggia e a cui si sono uniti i sinistrati post -68, da Weltroni a Berty-Notti.

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  3. Il mv5s delle origini, non il mv5s a guida mr tentenna sancho panza, questo nuovo mv5s è un appendice del PD di cui è servo e succube, non per niente Hanno votato 53 + 2 fiduce al governo draghi e sarebbero stati pronti a rinnovargli la fiducia.
    Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

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  4. A CHIACCHERE son tutti a sinistra, nel concreto sono tutti FALSI in questo SISTEMA NEOLIBERISTA.. i votanti rimasti di questo progetto “volutamente” fallito sono semplicemente FIDEISTI con il prosciutto sdraiato sull’iride. ..

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  5. Vedo che “sinistra” e “destra” sono duri a morire: servono, quindi si continua…
    Per lo più con la propaganda del Movimento “a sinistra” evidentemente lo si vuole usare per sdoganare nuovamente qualcuno.

    Non ci sono provvedimen ti “di destra” e di “sinistra”: semplicemente provvedimenti utili alla popolazione: salario minimo (attenzione che non livelli tutto al ribasso, però: ci sono Aziende che pagano di più…), un supporto alla povertà e nei momenti di difficoltà ( chiamatelo come volete…), l’ aumento della spesa pubblica soprattutto nei riguardi di Sanità e Scuola ( il cosiddetto Nord si sta pericolosamente avvicinando ai minimi del Sud anzichè viceversa) … ecc… Cosa servirebbe lo sappiamo tutti.

    Ma anche (lo so che la cronaca non interessa più i media, infatti viene silenziata, ma in ogni Regione abbiamo accoltellamenti ogni giorno, in un crescendo di violenza urbana ormai insostenibile) …) un maggior controllo del territorio; un inasprimento delle pene nei confronti delle “baby gang” che di baby non hanno proprio nulla (e a questo proposito occorrerebbe abbassare la punibilità a 16 anni ); un contrllo dell’ immigrazione serio e oculato ( anche con blocco navale, se necessario, come fece Prodi: incredibile che una ONG possa entrare in porto nonostante il divieto e speronando la Guardia di Finanza: provate a farlo a Marsiglia o Amburgo…) e l’ immediato rimpatrio per chi delinque ( le carceri sono al collasso con una percentuale di irregolari altissima ). Che diventerebbe pressochè impossibiule con lo jus scholae: chi potrebbe rimpatriare il genitore di un cittadinio italiano ( è questo il problema…).
    A questo proposito, la cittadinanza su richiesta a 18 anni ( come accade ora: nei fatti i bambini non ci perdono certo alcunchè ad aspettare qualche anno, hanno i servizi a disposizione come tutti gli altri) e soprattutto la possibilità di scegliere autonomamente solo una cittadinanza ( come avviene in Germania) chiarirebbe molte cose.

    Per i più poveri ( e quesrto riguarda sia gli Italiani sia gli immigrati regolari), il disordine sociale è uno dei primi problemi: la consapevolezza di essere in balia del più forte, di abitare in luoghi di spaccio libero e criminalità crescente, l’ insicurezza per le proporie coise e la propria persona, il degrado la necessità di guardarsi continamente intorno, il costante tentativo di tenere i figli lontani da esempi delinquenziali, la concorrenza continua col lavoro nero, minano la salute e la volontà.
    Un certo tipo di immigrazione irregolare e il sostanziale lasciar fare ( anzi, nei fatti alimentare) della politica portano un sacco di soldi a chi già ne ha (grandi spacciatori, caporalato, approfittatori di ogni tipo di schiavismo ed ogni genere di traffici) .
    Le conseguenze, come al soliuto, le pagano i più fragili che cercano di rimanerte onesti.

    Togliete questa formidabile benzina alla “destra” e questa non sarà più in testa ai sondaggi. E’ certo.
    Ma non lo si fa: corrono tanti soldi in quel sottobosco sempre più ampio, e i soldi non puzzano. Per nessuno.

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