Good morning Italia

(Toni Capuozzo) – Good morning Vietnam: così Robin Williams salutava in radio i ragazzi che stavano perdendo la guerra in Vietnam. Era una storia vera ispirata allo speaker Adrian Cronauer, alle sue conduzioni ironiche, alle sue battute, ai suoi paradossi più veri dei comunicati degli stati maggiori. Sarebbe crudele salutare allo stesso modo gli ucraini che si sono battuti e si stanno battendo, ma cedono terreno. E sarebbe inutile farlo con i russi che prima o poi cercheranno, con Kramatorsk, di prendersi per intero il Donbass, e dunque non stanno perdendo, anche se tutto questo gli costa. Bisognerebbe dire Good morning a tutti quelli che hanno fatto proclami, e sparso illusioni. Non Zelensky (cos’altro poteva fare, dopo il 24 febbraio ? Prima sì, qualcosa di diverso da ritenere irrinunciabile la Nato avrebbe potuto farlo, ma forse non glielo hanno concesso) ma gli altri sì. A cominciare da Von der Leyen (L’Ucraina deve vincere) e Josip Borrell (E’ una guerra che si vince sul terreno) e tutti quelli che parlando a nome dell’Europa ne hanno fatto una battaglia delle democrazie contro i regimi autoritari, molto di più di una guerra civile nell’Ucraina orientale che ha provocato gli istinti coloniali di Mosca. Bisognerebbe augurare buongiorno a tutta l’orchestra della propaganda, trombe e tamburini, analisti e odiatori. Talk show ed emozioni stanno chiudendo per ferie, si riapre a settembre, come una bottega di centro città. Ci avevano spiegato, prima di abbassare le serrande, che è diventata guerra di attrito, e logoramento, quasi un Carso di trincee e sortite alterne. Invece no, è stata un’avanzata lenta e metodica dei russi. Allora hanno sostituito la parola logoramento (perché, all’andreottiana, la guerra logora chi la perde) alla parola “cronicizzazione”: la guerra è diventata cronica, non è colpa nostra se vi ci siamo abituati e ci occupiamo di Marmolada o di Giappone o di Sharm El Sheikh. E’ colpa della guerra, che non ha più colpi di scena. No, mi spiace, ma non è così. I russi, per quando sbagliati li si possa ritenere, hanno piani abbastanza chiari, adesso: riprendersi il Donbass, e dichiarare un cessate il fuoco unilaterale: se non ci attaccate, non vi attacchiamo. E’ Kiev, e dietro a Kiev tutto l’occidente che li ha spinti e adesso fa il democratico e dice “E’ Kiev che deve decidere”, è l’Occidente che non sa più che fare, e perfino le armi, sempre più armi, sembrano il mantra di un gruppo di monaci incantati e distanti dal mondo. Come si può vincere ? Cosa vuol dire vincere ? Come si può almeno non perdere ? Buongiorno, mister Draghi, Lei aveva detto “Putin deve perdere”, no ? Come ? E’ vero, esattamente come Draghi un tempo aveva definito Erdogan un dittatore e adesso gli stringe la mano sul feretro delle invasioni in Siria e dei diritti dei curdi, quelli che un tempo ci avevano spiegato che la Russia stava esaurendo le scorte, che Putin aveva mesi di vita, adesso si dedicano solo alla cronaca della cronica guerra. Solo a metà, però. La guerra sta facendo, come ogni guerra, orrori. Muoiono civili nei bombardamenti delle città ucraine, e muoiono civili nei bombardamenti delle città che ucraine non vogliono più esserlo, come Donetsk. Muoiono bambini, per Grad russi e proiettili 155 Nato come quelli sparati dai nostri cannoni. Tutto può cambiare, le guerre non vanno avanti per inerzia. Ma cronici come malattie sono solo certi conflitti avvitati nel mappamondo, come in Kashmir o a Hebron. Questa può solo finire presto e male -Ucraina a pezzi – o andare avanti e peggio. La letteratura si è rovesciata: sono arrivati i tartari e hanno trovato la fortezza Bastiani vuota, senza più idee, chiusa per ferie.

8 replies

  1. I cantori della Resistenza fino all’ultimo ucraino proscritto a forza ora andranno a spiaggiarsi mollemente su qualche atollo o a veleggiare su panfili in radica, tra radical scioc (voluto); della guerra si occuperanno finite le ferie, abbronzati come bronzi e freschi di make-up televisivo. La guerra ha stancato persino l’opinione pubblica: e che si scannino pure tra russi e ucraini, noi le armi gliele abbiamo mandate, a entrambi gli schieramenti, per proseguire fino alla fine dei tempi.

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  2. Tu e Capuozzo, cara Elena, potreste essere una bella coppia. Scambiarvi i numeri di telefono no? Lo dico senza ironia. Va bene, solo un poco.

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  3. Se la politica di un Governo, impegnato in un conflitto in Patria, è usare i civili come scudi, massimizzare le vittime per spettacolarizzarne la morte, si finisce in una strage imperdonabile e ingiustificabile.
    Persino l’Onu ha dovuto ammettere che Kiev è responsabile della mattanza.

    Segnalo:

    https://www.agi.it/estero/news/2022-07-09/ucraina-onu-anche-kiev-responsabile-morti-ospizio-lugansk-17385128/

    Le accuse dell’Onu a Kiev per le morti nella casa di riposo nel Lugansk

    Per le Nazioni Unite i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, dove morirono oltre 50 tra anziani e disabili, rendendo l’edificio un bersaglio per gli attacchi russi. Una responsabilità importante

    AGI – Anche le forze armate ucraine hanno una responsabilità importante, forse uguale a quella russa, in quanto accadde, circa due settimane dopo l’inizio dell’invasione di Mosca, in una casa di cura nella regione di Lugansk, dove morirono decine di persone. È quanto ha stabilito un rapporto dell’Onu, secondo l’agenzia Associated Press.

    Nell’ospizio c’erano soprattutto anziani e disabili, che rimasero intrappolati all’interno, senza luce elettrica e acqua, quando i ribelli filorussi assalirono la struttura, vicino al villaggio di Stara Krasnyanka.

    L’assalto provocò un incendio che intrappolò all’interno quanti erano allettati. Secondo le Nazioni Unite, almeno 22 dei 71 pazienti riuscirono a trarsi in salvo, “ma il numero esatto delle persone uccise rimane sconosciuto”.

    Subito dopo l’attacco, Kiev accusò Mosca di aver causato la morte di oltre 50 persone. Ora le Nazioni Unite correggono la versione, sostenendo che pochi giorni prima dell’attacco dell’11 marzo, i soldati ucraini presero posizione all’interno della casa di cura, rendendo l’edificio un bersaglio.

    Il rapporto dell’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite non arriva a sostenere che le parti abbiano commesso crimini di guerra, ma osserva che la battaglia nella casa di cura è un esempio di come possano essere usate le persone come “scudi umani” nelle aree di guerra

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    • Era ora, Elena.
      E fosse il solo caso!
      Purtroppo tutta la guerra viene combattuta COSÌ dagli Ucraini, occupando case, ospedali, girando intorno a caseggiati…rendendo i singoli edifici civili postazioni militari, quindi attaccabili, e poi accusando i russi dei LORO misfatti.
      Ci hanno stressato parlando dei civili chiusi nelle cantine, dove LORO li avevano costretti ad andare, a volte anche a colpi di calcio di fucile, incendiando le case dopo averle sventrate per fare, di appartamenti contigui, un’unica postazione.
      Già lo scrisse WP, ora, alleluja, se ne accorge l’ONU.
      E dire che bastava vedere i video di Rangeloni, invece che bersi le menzogne dei cosiddetti inviati di guerra di Rai e la7.

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  4. Povero tuttoguasto tuttoscemo è talmente imbevuto di propaganda msm che non capisce più dove ha la testa e dove ha i piedi sempre che una testa l’abbia e il dubbio è grande.

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  5. Chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale, e non la spocchia e faciloneria ideologica di certi utenti di Infosannio, vada a leggersi la biografia di Rangeloni per rendersi conto della PARZIALITÀ del suo racconto sul Donbass.

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