Diamoci del tu

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Fermi tutti: niente crisi di governo, né ora né mai. Lo scoop è di Francesco Verderami sul Corriere: “L’altroieri, mentre si svolgeva il Consiglio dei ministri e Draghi continuava a dare la parola nel dibattito, è stato notato un particolare. ‘Tocca a te, Stefano’, ha detto il premier rivolgendosi a Patuanelli”. E “Draghi non è […]

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  1. Diamoci del tu

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Fermi tutti: niente crisi di governo, né ora né mai. Lo scoop è di Francesco Verderami sul Corriere: “L’altroieri, mentre si svolgeva il Consiglio dei ministri e Draghi continuava a dare la parola nel dibattito, è stato notato un particolare. ‘Tocca a te, Stefano’, ha detto il premier rivolgendosi a Patuanelli”. E “Draghi non è solito rivolgersi ai ministri chiamandoli per nome…”. Com’è umano Lui. È la svolta: “Tutto sta nelle parole di Draghi a Patuanelli, ‘tocca a te, Stefano’”. Certo, se gli avesse dato del lei dopo avergli dato del tu (ricambiato) per 17 mesi, come del resto fa con gli altri ministri, o se – peggio ancora– l’avesse chiamato Pasquale, Ermenegildo, Pippo, ci sarebbe da preoccuparsi. Invece l’ha chiamato Stefano, quindi è fatta: “C’è una componente psicologica oltre che politica nella crisi innescata dal M5S”. Anzi, psichiatrica: Patuanelli, chiamandosi Stefano, moriva dalla voglia di sentirsi chiamare Stefano. E ora che finalmente Draghi ha esaudito il suo desiderio per “(ri)costruire un sistema di relazioni che rassicuri i grillini”, il ministro si placherà, lo dirà a Conte e la pianteranno con “la percezione di non contare, di essere tagliati fuori”.

    Che poi nessuno ha capito come sia nata, quella percezione. Per 17 mesi il premier li ha solo bypassati trattando con Di Maio e Grillo anziché col leader Conte, sparlando di lui col garante dopo che gli aveva sbarrato la strada del Colle. Li ha solo ricattati imponendogli di votare l’opposto del loro programma con la minaccia di dimettersi e dar loro la colpa (che poi sarebbe un merito), presentando decreti senza mai farli discutere e spesso neppure leggere, forzando il Parlamento a colpi di fiducie (un record di 54, per giunta col 90% di maggioranza). Li ha solo esclusi dalla Rai e da tutte le nomine. Ha solo smantellato il loro superbonus, il loro cashback, il loro ambientalismo, il loro multilateralismo in politica estera. Ha solo rimpiazzato la loro Spazzacorrotti con la schiforma Cartabia appaltata a FI e ai suoi pregiudicati. Ha solo lasciato che il ministro Di Maio li accusasse di “mettere a rischio la sicurezza nazionale” e di voler uscire da Nato e Ue, senza rimetterlo in riga e chiamargli la neuro. Ha solo benedetto la scissione dimaiana per renderli superflui. E ora che, meglio tardi che mai, stanno guarendo dalla sindrome di Stoccolma, anziché rispondere alle 9 richieste di Conte, dà del tu a Patuanelli (come faceva anche prima) e lo chiama col suo nome anziché con quello di un altro. Cosa vogliono di più? “È il metodo del premier, sostiene un esponente del governo: ‘Non cerca mai compromessi, cerca di comporre soluzioni’. Che è cosa differente”. Se poi i baluba grillini non colgono la differenza, la prossima volta gli regala il lecca-lecca e lo zucchero filato.

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      • Vuol dire che la servile Stampona istituzionale (il Coppiere della Serva: basta la parola) parla sempre del superfluo e mai del necessario, concentrandosi su stupidaggini (“Stefano”) di poco conto, e tacendo invece l’opera di smantellamento ad opera del presente Governo di quasi tutto ció che di buono anzi di ottimo per il nostro Paese era stato introdotto grazie alla presenza dei 5 stelle in Parlamento.
        La lista è piú su, nell’articolo a firma “Travaglio Marco”.

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      • In effetti è una sciocchezza: più gossip che analisi! Ne ha scritte di meglio Trav. A meno che non voglia dire che Draghi sta provando a mettere in atto le sue malefiche arti di plagio – che tanto successo hanno avuto nei confronti del piccolo (in tutti i sensi) e sprovveduto Giggino modellandolo a sua immagine e somiglianza – ora da usare nei confronti di Stefano. Magari per convincerlo alla decisione di non uscire dal governo e non finire nell’anonimato dell’appoggio esterno. Sarà mica uno dei governisti 5s di cui si vocifera, e che rifiutano una opposizione dura e pura per giunta senza restare in maggioranza?? Lo sapremo solo vivendo, almeno per una settimana o due.

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      • Vuole dire semplicemente che molti giornalisti sono dei servi, e sono ridotti a a tirar fuori inezie e puttanate per mostrarsi piú servizievoli nei confronti di potere e padroncini. E Travaglio li prende puntualmente e giustamente per il culo per questo.
        Piú chiaro di cosí.

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  2. Il “giornalismo” parlamentare italiano è più sciatto, scialbo e inattendibile di quello sportivo durante il calcio-mercato.
    Poi dicono che la gente non compra i giornali e non vota….

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  3. Questi si piegano ma non si spezzano ! Li sta lisciando per il verso del pelo e loro sono docili e mansueti sensibili alle adulazioni. In poche parole siamo fregati.

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