Quei geni dell’Europa: prima si legano a Putin e al suo gas e poi lo minacciano

Quando scoppia una guerra, i governi dividono il mondo in “buoni” e “cattivi”. Questa suddivisione non piace a Papa Francesco che rifiuta “lo schema di Cappuccetto rosso”. Tuttavia, si provi a immaginare quali sarebbero le conseguenze di una classificazione diversa […]

(Alessandro Orsini – Il Fatto Quotidiano) – Quando scoppia una guerra, i governi dividono il mondo in “buoni” e “cattivi”. Questa suddivisione non piace a Papa Francesco che rifiuta “lo schema di Cappuccetto rosso”. Tuttavia, si provi a immaginare quali sarebbero le conseguenze di una classificazione diversa: una classificazione che veda gli intelligenti sulla parte destra della lavagna e gli stolti su quella sinistra. Se la suddivisione fosse tra stolti e intelligenti, quale lezione potremmo trarre?

Proviamo a ragionare al riparo da emozioni e sentimenti.

L’Unione europea ha condotto, dal 2014 a oggi, cioè dall’invasione della Crimea fino all’invasione dell’Ucraina, la seguente politica: da una parte, si è legata così tanto alla Russia sotto il profilo energetico da rischiare il collasso economico senza il gas di Putin; dall’altra parte, ha assecondato le politiche aggressive della Nato in Ucraina sapendo che, quasi certamente, avrebbero scatenato la reazione violenta della Russia. I precedenti non mancavano: la Russia aveva invaso la confinante Georgia nell’agosto 2008 per impedirle l’ingresso nella Nato contro cui Putin aveva tuonato molte volte. Insomma, l’invasione dell’Ucraina era facilmente prevedibile, com’è prevedibile, sin da ora, un conflitto futuro tra la Russia e la Finlandia se questa permettesse alla Nato di stabilire una presenza militare americana sul proprio territorio. Muovendo alla ricerca di stolti e intelligenti, che cosa possiamo dire?

L’Unione europea avrebbe dovuto scegliere tra le politiche aggressive della Nato in Ucraina con le sue numerose esercitazioni militari o la dipendenza energetica da Mosca. Proveremo a essere più chiari: l’Unione europea aveva davanti a sé due piani tra cui scegliere. Il piano A prevedeva di allontanare la Nato dall’Ucraina e legarsi energeticamente alla Russia, mentre il piano B prevedeva di avvicinare la Nato all’Ucraina e rendersi energeticamente indipendente dalla Russia. Che cosa ha scelto di fare l’Unione europea? Ha scelto il piano C, quello più illogico e irrazionale ovvero assecondare la postura aggressiva della Nato verso la Russia e legarsi energeticamente a Mosca. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti: la Russia ha invaso l’Ucraina per allontanare la minaccia della Nato dai propri confini e l’Unione europea, Italia e Germania in testa, è caduta nella disperazione. Senza il gas russo, è crisi nera. Alla luce di queste informazioni, è lecito domandarsi se la classe dirigente europea rientri nella categoria degli stolti o degli intelligenti. Lasciamo che sia il lettore a rispondere da sé. Da parte nostra, ci limitiamo a notare che il piano C dell’Unione europea è stato “arricchito” da una dose massiccia di eurocentrismo, vale a dire la convinzione che l’Europa sia il centro politico, culturale ed economico del mondo. L’eurocentrismo è diventato prorompente (e assai poco previdente) subito dopo l’invasione, quando il Corriere della SeraLa Stampa e Repubblica, hanno fatto a gara a chi indovinava per primo la data del collasso dell’economia russa a causa delle sanzioni occidentali. Avemmo un bel dire che l’economia italiana rischiava di collassare prima di quella russa per via delle sanzioni, ma ci fu detto che eravamo “putiniani”. Ecco la lezione per il “drago” di domani: non mettere la vita dei tuoi cari nelle mani di chi intendi minacciare. Se vuoi puntare il fucile contro qualcuno, non dargli le chiavi del forziere.

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6 replies

  1. Concordo! Si ragiona con lungimiranza non con il c.. altlantista oppure anche peggio quello di un Inglese che ha fatto di tutto per uscire dall unione europea e adesso vuole convolgerci all unione europea ! Si metta in ordine i capelli e il cervello ! Pensa pure lui come Bidet di essere ancora in grado di colonizzare il mondo ? ! Finora pare di si !!

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  2. Non è stata pianificata ieri, la riprova?
    Trump. Otto milioni di voti in più, otto.
    La campanella da quanto suonava forte è partita.
    Sdeng: sulle capocce nostre.

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  3. Tutto previsto.
    E questi si fanno già avanti:

    https://www.quotidiano.net/esteri/ucraina-news-guerra-russia-1.7802365

    Bonomi da Zelensky: si offrirà volontario in Dombass?

    Ragazzi, è tutto un maneggio, altro che Putin, qui c’è l’ assalto alla diligenza…
    A proposito, si palpiterebbe tanto per il destino del grano (“per salvare i bambini africani”, ovviamente…) se quest’ ultimo non appartenesse ad una multinazionale statunitense che vede sfumare tanti affari?

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  4. Ma di grano non ne hanno più nemmeno gli ucraini, solo psyop per pesci rossi, come scritto da Carolina il grano è già tutto di proprietà di multinazionali e rivenduto,
    Oltre al fatto che 17 milioni di ettari di terreno su 21 milioni siano stati venduti, dai governi amici degli amici, a multinazionali ammeri cani.

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  5. Ottimo articolo….
    Aggiungo che siamo ancora fortunati perchè i nostri brillanti capoccia europei hanno scelto il piano C.
    Se ci fosse stato anche un piano D ancora peggiore e più stupido del piano C avrebbero sicuramente optato per quello.

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  6. Orsini sono sempre stato sulle tue posizioni fin dal 24/2,Ho ordinato il tuo libro
    Ma mi sembra che incominci a farla fuori dal vaso

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