La svolta di Sua Castità Papa Francesco

(Marcello Veneziani) – Con una mossa doppia, Papa Francesco ha spiazzato i suoi ammiratori quanto i suoi critici più aspri. Da una parte non si è allineato alla crociata atlantica dettata dall’America, dalla Nato e dall’Unione europea, e ha assunto una posizione ecumenica, equidistante, come si addice a un pontefice proteso verso la pace, e non da cappellano militare disposto a benedire la guerra alla Russia. Dall’altra parte il suo elogio sorprendente della castità, rivolto in particolare ai fidanzati e la sua esortazione a rinunciare ai rapporti sessuali prematrimoniali. Con una sorprendente precisazione: “per quanto ciò sia in diretto contrasto con la mentalità comune”.

Finora il Papa è stato elogiato o attaccato perché si è aperto, o si è arreso, secondo i punti di vista, alla mentalità moderna; ora invece si espone assumendo una posizione decisamente controtendenza, in rottura col canone moderno e la liberazione sessuale, e lo fa dichiarandosi consapevole. È calata la sordina sul Papa quando ha assunto queste posizioni non conformi al canone presente: qualche veloce biasimo, magari sottovoce, ma tanto imbarazzato silenzio. A dir la verità, in questi nove anni di pontificato, l’attenzione verso le prediche del Papa è stata massima e laudativa quando si è espresso in favore di corrente, cioè pro-migranti, pro-secolarizzazione, pro-laicizzazione, pro-global contro la tradizione, il rito, la civiltà cristiana, i nazionalismi e i sovranismi. Invece ha sfiorato il silenzio-stampa nelle più rare occasioni in cui ha definito l’aborto un omicidio o ha parlato della Madonna e del diavolo, come un parroco d’altri tempi.

La posizione del Papa sulla guerra in Ucraina rispecchia, mutatis mutandis, quella di Giovanni Paolo II sulla guerra americana in Iraq con le relative sanzioni.

Ma più sconcertante, per molti, è la sua difesa della castità e della verginità. Una posizione coraggiosa, non c’è che dire, e coerente con la tradizione della Chiesa. Riconosciuto il rigore sul piano dei valori, resta però il disorientamento, la perplessità sul piano delle conseguenze, degli effetti pratici e dell’impatto che può avere sulle coppie, sui credenti e sui mezzi-credenti. Si sa che precetti di questo tipo vengono nella pratica disattesi o al più diventano un ideale regolativo; ma non sono la linea di condotta realmente adottata. Perché sono difficili, in contrasto non solo con la modernità e i suoi modelli di liberazione sessuale; ma sono difficili da sempre, perché in contrasto con la natura umana, le pulsioni, l’esuberanza giovanile. Arrivo a dire, ma non mi imbarco nella questione filosofica e antropologica conseguente, che sono principi di condotta “contronatura”, perché la natura invece spinge in direzione opposta. Non poche volte la virtù si esercita reprimendo la natura e i suoi impulsi, mentre il vizio a volte coincide col dare libero corso ai propri istinti e desideri.

Ma perché il Papa esprime un principio così arduo, di così difficile attuazione? Cosa si aspetta il Papa, che lo seguano le giovani coppie o che alla fine lo segua solo una piccola minoranza magari già incamminata sulla via della castità e della verginità? A cosa punta una posizione così netta e così divergente dai costumi della nostra epoca, non rischia di allontanare ancora di più i giovani dalla Chiesa e dalle sue raccomandazioni?

In realtà, la questione sessuale non è così semplice e lineare e non si riassume nell’alternativa tra castità e liberazione sessuale, rapporti prematrimoniali o no.

Il rapporto col sesso è diventato molto più problematico. Oltre i fidanzati casti e quelli che invece vivono pienamente la loro linea sessuale, ci sono varie tendenze divergenti: cresce tra i giovani l’isolamento, la scarsità dei rapporti sociali e sessuali, il rifugio in forme virtuali di sesso, la difficoltà di trovare un partner. Crescono i single o prevalgono i rapporti occasionali e fluttuanti. Sono molti i ragazzi che non hanno rapporti sessuali per timidezza, introversione, problematicità, insicurezza, fragilità. Non sono casti per scelta ma per condizione di vita, per indole o inattitudine ai rapporti intimi. Magari spaventati dall’aggressività sessuale e dai modelli competitivi. Cresce poi, a ridosso di questo popolo di “asessuati”, temporanei o stabili, la scelta omosessuale, le coppie dello stesso sesso, la fluidità di genere (vale anche per loro l’invito alla castità?). Alla procreazione si affianca sempre più la fecondazione artificiale, l’utero in affitto. E cresce il muro di diffidenza tra i sessi, eretto dalle mille campagne femministe sul MeToo, sul catcalling, sulle molestie sessuali o sulla scia di violenze e abusi sessuali.

Di conseguenza, l’esortazione del Papa si rivolge a una ristretta minoranza, e alla più ristretta minoranza di fidanzati credenti e praticanti. Quello di Papa Francesco va apprezzato come un coraggioso ritorno alla tradizione e al rigore delle scelte morali, ma è sostanzialmente impraticabile. Più realistico sarebbe insistere su un altro spartiacque non fondato sull’astinenza sessuale e la castità ma sul modo di concepire i rapporti sessuali: il rapporto sessuale non va bene se il partner diventa solo oggetto del piacere o strumento della propria esuberanza sessuale, della propria dominazione. Se invece il sesso non mortifica ma esalta l’amore, l’unione profonda tra due persone, il rispetto dell’altro, può essere compatibile con la fede e la morale. Mi sembra una linea più ragionevole, più realistica, più consona non tanto ai nostri tempi quanto alla natura umana. Poi, certo, temperanza, capacità di rinuncia, spirito di sacrificio, sono virtù nobili da incoraggiare. Ma senza arrivare a forme di castità che sfiorano la castrazione. Ho semplificato un discorso molto più complesso, ma è necessario per capirci, almeno nell’arco di un articolo. Resta però un problema che il papa non ha affrontato ma è cruciale: prima dei rapporti sessuali è ormai in discussione il rapporto col sesso.

La Verità

7 replies

  1. Una botta al cerchio ed un’ altra alla botte, per non scontentare la sua “destra”. Del resto i rapporti prematrimoniali sono ancora peccato, per la Dottrina della Chiesa, quindi non poteva dire alktrimenti.
    Per i “frequentatori” della confessione: quando si coinfessa un peccato, ci deve essere il sincero pentimento e la determinazione a non commetterlo più, altrimenti, se usciti dalla chiesa si torna dalla fidanzata in maniewra “non casta”, la confessione non è valida: non si prebde in giro un Sacramento.
    Ma su tutto questo si preferisce glissare…
    Comprendo che sia piuttosto scomodo per chi pensa di andare alla seduta gratuita di un simil-psicologo, ma così è.

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    • Non si tratta di “insegnare”, il Papa non è un Salvini qualunque, è vincolato alla Dottrina della Chiesa. Certo che per essere il massimo Paese cattolico, praticamente ” obbligato” a Battesimi, Comunioni et similia, di Cattolicesimo si sa ben poco. Anzi, pochissimo.
      Come si può dialogare riguardo ciò che non si conosce? Cattolicesimo non vuol dire ” volemose bene”, ma credere nei Dogmi, quelli sì”,tassativi”.
      Alcuni sono espressi nel Simbolo Niceno ( volgarmente il “Credo” ) ma ce ne sono altri: l’Immacolata Concezione, ad esempio, relativamente recente e proclamato ex cathedra in un momento politico particolare ( e “suffragato” dalle apparizioni di Fatima e Lourdes) piuttosto difficile da digerire. Esaminandoli ad uno ad uno, altro che terrapiattisti… Eppure per dichiararsi cattolici occorre crederci. Ancora la Dottrina non è cambiata, anche se, per mantenersi i fedeli ( si fa per dire), si glissa…

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  2. “si è arreso, secondo i punti di vista, alla mentalità moderna;”
    Ah sì? Non me ne sono accorto: a me sembra comunque sempre conservatore. Non scambiamo per progressismo poche frasi di buon senso che solo ladri, corrotti e profittatori negato per i propri interessi.

    A mio avviso castità e verginità non sono soltanto un retaggio del passato o qualcosa che oggi non ha più senso, ma un tempo aveva valore. Castità e verginità sono l’opposto di un valore, sono mezzi di oppressione e di discriminazione della donna. E non venitemi a dire che non sono solo concetti da applicarsi alla donna: da sempre la verginità della donna è valutata in modo opposto a quella di noi uomini. Per decenni abbiamo riso a film che dipingono in modo diametralmente opposto l’uomo con molte donne e la donna con più di un uomo.

    È “ora di basta” con questi mezzi di oppressione di massa.

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  3. “Cresce poi, a ridosso di questo popolo di “asessuati”, temporanei o stabili, la scelta omosessuale, le coppie dello stesso sesso, la fluidità di genere (vale anche per loro l’invito alla castità?).
    😀😀😀😀
    Ma no!! Cosa hai capito, Veneziani? Per loro l’invito è all’accoppiamento ininterrotto, continuo e permanente!
    Spero che lo spiegherai tu, quando sarai incaricato di scrivere la prossima enciclica “Caput mentulae”.

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  4. Le encicliche non sono vincolanti. Lo è solo la parola papale quando viene proclamata ufficialmente “ex cathedra”. Ciò avviene raramente, per il resto fa fede la Dottrina della Chiesa tradizionale, volgarizzata da Woytila nel Nuovo Catechismo, per chi volesse farsene una qualche idea velocemente, senza scomodare la patristica e la storia dei Concili.

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  5. Veneziani:”ho semplificato un discorso molto più complesso, ma è necessario per capirci, almeno nell’arco di un articolo”.

    Appunto la prossima volta evita…. Scrivi un libro piuttosto

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