La pace si allontana

(Bartolomeo Prinzivalli) – In periodi drammatici come quello attuale è necessario non trascurare alcuna pista, anche la meno convenzionale, purché si giunga alla cessazione delle ostilità per ripristinare gli equilibri precari che consentano alle economie, ormai in ginocchio, di risollevarsi. C’è chi prega, chi si affida alla geniale strategia americana dell’escalation militare, chi confida nella fantomatica salute deficitaria di Putin, chi nella diplomazia e nella mediazione turca. Esistono comunque altre strade, certamente meno razionali ma non per questo talmente assurde da non rimanere intentate: una di queste era senza dubbio rappresentata dalla volontà di Salvini di recarsi a Mosca per ricoprire un ruolo da protagonista nel processo di pace, purtroppo tramontata sul nascere a causa di invidiosi detrattori. Letta, in primo piano, non ha perso occasione di puntare il dito contro il novello diplomatico verde, parlando di imbarazzo internazionale e di perdita di reputazione del paese dall’alto della sua postura perfettamente eretta a causa del bastone sito nel didietro, brutte figure che lui non potrebbe mai fare dato che nessuno lo conosce e l’ha mai calcolato al di fuori dei quattro giornalisti interessati ad immortalare qualsiasi cosa pensi, o gli suggeriscano di pensare, mentre il padano lo riconoscono perfino in Polonia. Anche la stessa Meloni si smarca ed il resto dell’emiciclo, leghisti compresi, non gli risparmia frecciatine sarcastiche, invece di ringraziarlo per la disponibilità.

La diplomazia è soprattutto questione di convinzione, ed in quanto a convinzione il buon Matteo potrebbe tenere dei seminari; gran parte del merito di ciò va ai media che per un anno ne hanno ingrassato a dismisura l’ego prendendo per oro qualunque sparata evacuata, nel tentativo (riuscito) di tirar giù un esecutivo sgradito, gli stessi che oggi gli danno del ridicolo invece di pagargli danni psicologici per cui non basterebbero decenni di sedute. Anch’io da piccolo guardando i film di Karate Kid credevo bastasse passare la cera su un cofano per imparare un’arte marziale a livello cintura nera, saltando anni di allenamento e disciplina; poi sono cresciuto, certo, ma non mi sento di biasimare chi guarda una situazione internazionale delicata ed instabile ripetendo dentro di sé: “Posso farcela.”

La buona volontà va sempre premiata.

Ma come avrebbe potuto riuscire dove altri hanno fallito? Cosa avrebbe potuto insegnare a Putin? Quale punto di vista del quale il leader russo non abbia tenuto conto?

Innanzitutto la volubilità umana di uno che, fino a qualche anno fa, chiedeva la secessione denigrando il tricolore ed ora si spaccia per il più grande patriota italiano metterebbe quantomeno la pulce nell’orecchio dello zar sulla fedeltà dei filorussi di Crimea e Donbass, consigliando maggiore cautela sulla irreversibilità di una conquista sul campo, poi la comicità involontaria e la predisposizione naturale alle figure di merda potrebbero allentare la tensione portando buonumore al Cremlino, e lo sa il patriarca quanto Putin abbia bisogno di ridere; la storia dell’infanzia traumatica segnata dal pupazzetto di Zorro rubato e la crisi alimentare che porterà irrimediabilmente ad un’interruzione delle sagre potrebbero infine intenerire il rude orso sovietico, persuadendolo a desistere e cercare la via del compromesso.

Purtroppo ciò non potrà accadere, quindi la pace si allontana, a meno che il leader di Pontida non decida all’ultimo momento di imbucarsi con Giletti nella trasferta televisiva di Mosca. Mal che vada un bel selfie nella Piazza Rossa varrebbe comunque il viaggio, e poi i russi, per quanto carogne possano essere, mica lo lascerebbero a digiuno?

5 replies

  1. Già temevo, dopo le prime righe, che Prinzivalli scrivesse un articolo “serio” (come tono; come contenuto è sempre serissimo e centrato), ma, grazie al cielo, quanto a ironia non mi delude mai.
    😆

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    • Secondo te Brezza, non c’è un “non” di troppo (quello che evidenzio in maiuscolo) nella frase “Esistono comunque altre strade, certamente meno razionali ma non per questo talmente assurde da NON rimanere intentate”?

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