Le contraddizioni di chi vuole la pace facendo la guerra

(Paolo Maddalena – tpi.it) – Nella stampa odierna si dà risalto alle parole di Putin, pronunciate in occasione della festa nazionale russa per la vittoria contro i nazisti, e d’altro canto si pone in evidenza quanto avvenuto nell’ultimo G7. Putin ha giustificato l’invasione dell’Ucraina affermando che l’Occidente stava per invadere territori russi e ha esaltato la vittoria contro il nazi-fascismo. Al G7 Draghi ha auspicato il ritiro dei russi dall’Ucraina, in particolare dal Donbass, mantenendo però l’idea della necessità delle sanzioni e dell’invio di armi. Da notare che il tedesco Scholtz ha assicurato che non ci sarà una guerra atomica dopo la fine del nazismo, non sappiamo sulla base di quali ragionamenti. Soltanto Papa Francesco, come al solito, dal palazzo.

Apostolico che affaccia su Piazza San Pietro, ha invocato all’Angelus la fine delle ostilità e l’avvento della pace. A mio avviso c’è una situazione di fatto che innanzitutto va chiarita. Certamente l’Ucraina è stata aggredita in modo selvaggio da Putin, e questo, in un contesto, al quale di solito ci riferiamo, ma che non è più attuale, sarebbe stato sufficiente a far scattare il diritto di difesa. Voglio dire che questo diritto presuppone che si risponde alla forza con la forza, ma con armi eguali, tenendo presente che quando si usa la forza non ci sono limiti al suo esercizio e che quindi questo tipo di difesa rischia molto seriamente di portare tutti a una guerra nucleare. Ciò significa che allo stato attuale dell’evoluzione dell’umanità i Popoli più deboli sono stati privati del loro diritto di difesa proprio dall’acquisizione della forza atomica da parte dei Paesi più forti.

Dunque è un assurdo stabilire che si combatte in Ucraina per far valere il valore etico del diritto di difesa, poiché, scendendo all’uso della forza, questa difesa è impossibile. Inoltre, come più volte ho detto, c’è un forte scollamento tra i governanti e i Popoli governati, e le decisioni dei governanti, si chiamino essi Putin o Biden, non tengono conto che gli orrori della guerra, con lacerazioni di ogni tipo, dolori, feriti e morti gettati in fosse comuni, sono subiti dal Popolo e non dai governanti. In questa situazione continuare la guerra significa perpetuare nel tempo le sofferenze, ingiustamente inflitte a un Popolo eroico che agisce pensando al suo buon diritto, ma che in realtà è lo strumento del quale abusano (e questo non è stato spiegato agli ucraini) coloro che muovono la guerra. La ignominia di questa illogica contraddizione è venuta fuori anche nel G7, dove Zelensky ha affermato che l’Ucraina non cederà mai i territori a lei appartenenti, e Draghi, contraddicendosi ancora una volta, ha voluto confermare il servile assoggettamento dell’Italia alle volontà di Biden, seguire quest’ultimo nell’invio delle armi all’Ucraina, tentando, e davvero non si capisce in quale maniera, la via della composizione negoziale del conflitto. Un barlume di luce appare su un articolo scritto sul Corriere della Sera da Enrico Letta, il quale pone in evidenza che l’Europa dovrebbe uscire da questo totale asservimento ai voleri di Biden, e costituire una forza unita e forte per imporre alla Russia un trattato di pace, allineandosi così a quanto ha detto Papa Francesco.

Sennonché anche Letta finisce per contraddirsi, perché termina il suo discorso affermando il suo sostegno a Mario Draghi che ha stabilito di inviare altre armi all’Ucraina. Insomma bisogna tener presente che da un lato c’è l’endiadi di civiltà e pace e dall’altro l’endiadi di inciviltà e forza. Per uscire dalla contraddizione non ci sono vie di mezzo, e poiché non è possibile usare la forza, visto il pericolo imminente di una guerra nucleare, non abbiamo altra via se non quella di continuare ad essere uomini civili, che agiscono secondo il diritto, e, per quanto ci riguarda, secondo la nostra Costituzione, la quale, come ho più volte ripetuto, ripudia la guerra e considera unico strumento della soluzione delle controversie internazionali le negoziazioni fondate su equità e giustizia. Non ci vuol molto per capire che in questo momento il diritto internazionale deve compiere una svolta, considerando che in una situazione di necessità, provocata dagli armamenti atomici delle maggiori potenze, non è possibile l’uso della forza e che quindi l’intera Comunità internazionale, passando dall’essere una Comunità di fatto all’essere una Comunità di diritto, deve riorganizzarsi (modificando la carta dell’Onu) e imporre, come certamente vorrebbero la maggior parte degli Stati, il ritorno alla pace e alla civiltà.

11 replies

  1. Che cumulo di contraddizioni e confusione di idee , per inculcare la sua idea fissa di base: l’Ucraina si deve arrendere, perché i paesi più deboli che non hanno armi nucleari devono arrendersi a chi le ha se no diventano loro responsabili della guerra e della sua durata. Aberrante!

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  2. “secondo la nostra Costituzione, la quale, come ho più volte ripetuto, ripudia la guerra e considera unico strumento della soluzione delle controversie internazionali le negoziazioni fondate su equità e giustizia”,

    perchè, quella tra Russia e Ucraina sarebbe una controversia?

    Perchè stando al dizionario

    https://www.treccani.it/vocabolario/controversia/

    controvèrsia s. f. [dal lat. controversia, der. di controversus: v. controverso1]. – 1. Differenza di opinioni sostenuta con proprie ragioni da ciascuna delle due parti contrapposte; disputa, dibattito: sorse, insorse una c.; sostenere, finire, troncare, comporre una c., mettere fine a una c.; non com., porre o mettere in c., in discussione

    https://www.treccani.it/vocabolario/guerra

    guèrra s. f. [dal germ. werra]. – 1. Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc., nella sua forma estrema e cruenta, quando cioè si sia fatto ricorso alle armi; nel diritto internazionale è definita come una situazione giuridica in cui ciascuno degli stati belligeranti può, nei limiti fissati dal diritto internazionale, esercitare la violenza contro il territorio, le persone e i beni dell’altro stato, e pretendere inoltre che gli stati rimasti fuori del conflitto, cioè neutrali, assumano un comportamento imparziale.

    e direi che quanto sta accadendo sia meglio descritto dal secondo termine piuttosto che dal primo.

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    • Direi che oltre che non rosso, sei anche non provvisto di cervice, visto che da che mondo è mondo, le controversie sono alla base dei conflitti, dal corridoio di Danzica al controllo del canale di Suez, alla sovranità sulle isole Falklands-Malvinas.

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      • Chiedo per l’ennesima volta: le sue capacità di comprensione sono inesistenti come potrebbe sembrare o semplicemente deve fingere di non capire per continuare a scrivere simili idiozie?

        Che le controversie ne siano all’origine non cambia il fatto che oggi c’è una guerra e i due termini non sono intercambiabili, per cui un conto è dichiarare una guerra ad un paese con cui si hanno delle controversie, altro è intervenire quando la guerra è già stata dichiarata dalla Russia come offesa alla libertà del popolo ucraino, viceversa i padri costituenti avrebbero scritto “L’Italia ripudia la guerra salvo in caso di attacca al suo territorio di una potenza straniera”, temo tuttavia che anche a fronte di una tale formulazione gli arrampicatori seriali di specchi come lei avrebbero trovato il modo di negare l’evidenza gli fosse servito per difendere l’indifendibile

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    • X no rosso
      Dove hai letto che la Russia di Putin ha dichiarato guerra all’Ukraina?
      Poi guarda che l’Itaglia ultimamente non ha mai dichiarato guerra ma ha sempre mandato
      la Difesa armata a combattere nelle missioni di PACE!!!
      Pensa un po’ alla magia delle parole x descrivere cio che è in modo che non sia!
      😂🤣😂🤣😭😢😭😢😭

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      • @Seve,

        “Dove hai letto che la Russia di Putin ha dichiarato guerra all’Ukraina?”,

        ah già, è vero, Putin dice che non c’è nessuna guerra, solo un’ “operazione militare speciale” ed il Seve di turno non può certo mettere in dubbio le parole di una faro di onestà e rettitudine come l’ex-KGB Putin, vero?

        Per il resto, sì, l’Italia ha partecipato a guerre di aggressione spacciate per esportazione della Democrazia, purtroppo (per lei e per Maddalena) questo non cambia di una virgola che quella di Putin resti una guerra, che l’invio delle armi non sia incostituzionale e che è abbastanza ipocrita che chi condannò all’epoca “missioni di PACE” come quella in Iraq oggi cerchi ogni pretesto per giustificare la succitata “operazione militare speciale”.

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      • X Nonrosso:

        anche se fai lo gnorri, ci sarebbe pure una leggina, la 185/90 se ricordo bene, che proibisce la fornitura di armi a nazioni in guerra o con gravi violazioni dei diritti umani.

        ma sono quisquiglie, di fronte agli affaristi NATO e di fronte alla tua zucca con cavità a risonanza incorporata.

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  3. @SM Sparviero

    “anche se fai lo gnorri, ci sarebbe pure una leggina, la 185/90 se ricordo bene, che proibisce la fornitura di armi a nazioni in guerra o con gravi violazioni dei diritti umani”,

    ci sarebbe o c’è?

    Per inciso, potrei chiederle di rendere conto di questa sua affermazione invitandola ad elencare quando e come le “gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani” sarebbero state “accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell’UE o del Consiglio d’Europa” (vedi https://presidenza.governo.it/UCPMA/doc/legge185_90.pdf ), ma mi limiterò a farle notare (nonostante la sua conclamata incapacità di comprensione e/o la sua totale mancanza di onestà intellettuale), che se l’invio delle armi all’Ucraina contrasta con la legge di cui sopra è a questa che si dovrebbe fare riferimento, finendola di straparlare della presunta (quanto fasulla) incostituzionalità del succitato invio di armi.

    Le chiederei se finalmente il concetto le si è scolpito nel cervello, ma ormai è lampante che o non ci arriva o deve fingere di non riuscirci.

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