L’antifascismo permanente finisce col dare ragione al superfascismo

(Marcello Veneziani) – Signori dell’Antifascismo permanente e del fascismo eterno, che vi apprestate per l’ennesima volta a celebrare con enfasi morale e politica il 25 aprile, vi rivolgo col cuore in mano un’appassionata o spassionata esortazione, nel vostro interesse e per il bene della stessa causa che intendete perorare.

A via di ripetere che il nemico assoluto del Potere vigente è il fascismo, finirete con lo squalificare agli occhi della gente l’antifascismo e col rivalutare il fascismo. Riflettete per un momento: se la gente, come si può largamente notare, non sopporta più il Pensiero Unico, il Racconto Unico, il regime di sorveglianza, egemonia e dominazione in corso, e se voi identificate tutto questo con l’antifascismo, e tutto ciò che si oppone ad esso con il fascismo, spingerete quella stessa gente a disprezzare l’antifascismo e ad apprezzare ciò che è ai suoi antipodi, e che chiamate fascismo.  una deduzione semplice, elementare, di buon senso.

Il fallimento del sistema in vigore, la diffidenza popolare verso l’establishment e il mainstream, la lontananza sempre più marcata dal minuetto delle istituzioni e dal gergo dei mass media padronali sono ormai troppo vistosi agli occhi della popolazione; dunque non vi conviene tradurre il consenso al sistema come una professione di antifascismo e il dissenso verso il medesimo col nome di fascismo. Perché sotto sotto poi la gente penserà: allora l’unica alternativa a tutto questo si chiama fascismo. E allora magari rivaluta proprio partendo quel che per voi è oggetto di scandalo e di vituperio da troppi decenni.

Leggevo giorni fa un libro uscito di recente, Dei e potenza (ed. Altaforte) che raccoglie scritti sparsi di un pensatore francese in disparte, morto tre anni fa. Giullaume Faye la pensava esattamente come voi ma arrivava coerentemente a conclusioni opposte. Ritenendo il fascismo un fenomeno non concluso con l’esperienza storica mussoliniana, ma un movimento globale di portata immensa, Faye osservava che il fascismo si oppone “in ogni dominio umano, culturale, estetico, filosofico, spirituale e ovviamente sociale, economico, geopolitico e politico”. E concludeva che “il fascismo è la sola visione del mondo che si oppone diametralmente e da ogni punto di vista, nelle analisi come negli obiettivi e negli ideali, ad ogni altra ideologia”. Anzi, “il fascismo è il solo portatore di un progetto radicale”.

Capovolta di segno, è la stessa convinzione che alimenta la fabbrica di opinioni del Regime. La fonte di Faye è in uno scrittore e giornalista italiano che viveva in Francia, Giorgio Locchi, che scrisse quarant’anni fa un piccolo saggio su “L’essenza del fascismo” che precorreva, a rovescio, la tesi di Umberto Eco sul fascismo eterno o Ur-faschismus. Per Locchi il fascismo non era infatti un fenomeno circoscritto nel passato, ma una sorta di fuoco perenne acceso nella storia europea. Anzi l’essenza del fascismo supera le esperienze contingenti e caduche del fascismo storico: i fascismi passano ma il fascismo come essenza resta. E diventa anzi l’unico movimento veramente rivoluzionario, come aveva del resto intuito il filosofo francofortese Max Horkheimer, citato da Locchi e da Faye. E’ una tesi suggestiva, perfino affascinante, che personalmente non condivido, soprattutto nella declinazione “sovrumanista” che ne danno i due autori.

Per Faye “il Sistema è perfettamente cosciente di tutto ciò” e perciò dagli anni trenta fino a oggi, “ci si è inventati un fronte antifascista” che è dunque diventato permanente. Anzi col passare degli anni, e con l’allontanarsi dell’esperienza storica del fascismo, e della sua caduta, l’antitesi fascismo-antifascismo si è acutizzata ed è diventata la chiave di lettura principale per capire il mondo d’oggi. Cosa sono del resto le denunce continue di un risorgente nazionalismo, populismo, razzismo, xenofobia, machismo, se non variazioni sulla stessa corda fascista? L’antifascismo, nota Faye, è ormai “una reazione religiosa e metafisica”, dunque non più storica o politica.

Secondo Faye l’esasperazione del dualismo fascismo-antifascismo sorge “a partire dal momento in cui il Sistema non ha più avuto il suo fratello nemico interno comunista, negli anni Novanta”; allora “il fascismo è stato di nuovo designato come pericolo assoluto”. Faye critica quanti da destra accusano l’ideologia dominante di dare la caccia ai “fantasmi”. Al contrario, “l’ideologia dominante è perspicace e ha perfettamente ragione di temere lo scenario di un ritorno di fiamma del fascismo”. Perché il fascismo “è sempre vivente, e più che mai”. Tutto questo allarme antifascista, nota Faye, è cresciuto con la crescita dei movimenti identitari. I governi, nota lo scrittore francese, tentano allora freneticamente di legittimarsi in negativo: o noi o il diluvio, ossia “l’Idra fascista, la Bestia immonda, la pornografia politica e morale, il saccheggio del Tempio dei diritti dell’uomo, in pratica la Tirannia aggravata dall’abominio razzista”.

Insomma, un bel testacoda: l’antifascismo permanente finisce col dare ragione al superfascismo semprevivo, e viceversa. E noi che non siamo credenti né del superfascismo eterno né dell’antifascismo perenne, restiamo sgomenti, e leggermente divertiti, da questo perverso intreccio di convergenze. Una ragione in più per ripetere: state attenti ad abusare del fascismo, perché prima o poi le streghe a lungo evocate, rischiano di arrivare. Magari da direzioni impreviste, da soggetti inattesi…

8 replies

  1. Io sono basito…questa contorsione lessicale ha dell’incredibile. Lo rileggo…
    Ma forse basta la chiusa:
    “state attenti ad abusare del fascismo, perché prima o poi le streghe a lungo evocate, rischiano di arrivare. Magari da direzioni impreviste, da soggetti inattesi…”
    Il fascismo esiste ed imperversa.
    Hanno tremendamente ragione Faye e Locchi.
    Veneziani ci fa o ci è?
    Il nazionalismo becero populista del Salvini ministro che pochi anni fa veleggiava sul 40% e passa e propagandava da mattina a sera sparlano, ad esempio, era fascismo…
    Gli intellettuali liberi dovrebbero saper riconoscere le varie forme che assume, che siano di destra come M.V. o meno… Sempreché siano liberi. Non è probabilmente il suo caso…
    Che pena però…

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  2. Emerito Marcellino,io abito in Versilia dove nel 1944 i nazisti massacrarono 560 persone,donne vecchi bambini,a S.Anna di Stazzema dove arrivarono guidati da fascisti italiani del posto purtroppo rimasti sconosciuti.Tu che sei un emerito studioso del fascismo e se permetti un nostalgico malcelato e lo conosci in tutte le sue declinazioni come mostra il tuo pomposo post come configuri il fascismo che ha operato a S.Anna?

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  3. Marcello Veneziani…angosciato al pensiero che possa essere svalorizzato l’antifascismo, e allo stesso tempo rivalorizzato il fascismo, è molto interessante.
    Sembrerebbe scritto per il 1° Aprile, e non per oggi.

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  4. Veneziani per me come intellettuale è credibile quanto lo era Fede come giornalista.
    Ma il contenuto dell’articolo lo condivido.

    “Una ragione in più per ripetere: state attenti ad abusare del fascismo, perché prima o poi le streghe a lungo evocate, rischiano di arrivare. Magari da direzioni impreviste, da soggetti inattesi…

    Ha ragione da vendere, basta vedere i né Nato né Putin, che tacciono sempre sui desideri di libertà e indipendenza del popolo ucraino.
    I “né né” sempre molto né Nato, poco né Putin.
    Antifscisfi di sinistra molto equi e solidali che espongono striscioni contro la Nato ma nessuno contro Putin, vedere la sfilata dei pacifisti di estrema sinistra al 25 Aprile.
    Ma i comunisti ambivano in passato alla dittatura del socialismo reale in salsa stalinista.
    Sono di origine mezzo fascista, molti passati dal braccio teso al pugno chiuso.
    Ma erano uomini che ambivano ad una società migliore, ignari dei limiti di quel sistema.
    I filoputiniani di oggi che scusante hanno, la Nato?
    Si incazzano se li tratti da Putiniani ma non provano il minimo imbarazzo a condividere la propaganda filo russa.

    Cosa vuol dire essere ANTIFASCISTI nel 2022 se non essere a favore delle democrazie e contro le dittature?

    C’è una dittatura che sta massacrando una giovane democrazia, che con tutti i suoi limiti ambiva a sottrarsi al dittatore Putin, per non fare la fine della Bielorussia.
    La delegittimazione della resistenza ucraina perché ci sono nazisti è ridicola, visto che rappresentano una minoranza nel Paese che ha espresso come leader, con libere elezioni, un ebreo convintamente democratico.
    C’erano più fascisti in Italia durante la resistenza italiana alla dittatura fascistadi Mussolinj che nazisti in Ucraina oggi nella loro resistenza alla dittatura fascista di Putin.

    Cercasi partito disperatamente.
    Ma qualcosa che sia una alternativa a ciò che viene spacciato per alternativa.

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  5. Sempre in moderazione, anche quando faccio il bravo ragazzo 🙂
    C’ho messo 20′ per srivere quel messaggio in bottiglia affondato prim’ancora di prendere il largo.

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