Alla guerra come alla guerra

(Toni Capuozzo) – E’ la tomba di Peter Pan, soldato di 21 anni appena compiuti. Da cronista ho raccontato molte guerre, e mi sono portato dietro un’abitudine. Quella di sostare davanti a cimiteri, ossari o monumenti grandi e piccoli che ricordano i caduti di ogni guerra. E’ qualcosa che ha a che vedere con un film forse non adatto ai bambini che mio padre mi portò a vedere da piccolo. Era “L’arpa birmana” e – almeno per come lo ricordo ancora adesso – era la storia di un reduce che, fattosi bonzo, tornava sul campo di battaglia a ricomporre e seppellire amici e nemici caduti. Avevo l’età e vivevo un tempo in cui giocavamo molto a guerra, con i nostri fucili fatti con manici di scope e le fionde. Improvvisamente, in quel mondo di giochi quasi festosi, di film con marines che prima di morire si vedevano offrire un’ultima sigaretta- “ragazzo, ce la farai anche stavolta”- di giapponesi che andavano all’assalto come formiche impazzite, mi si presentò l’idea di pietà, e che la guerra fosse un orrore. Gli anni adulti, poi, me l’hanno ricordato a ogni passo, a ogni paese. Mi sono chiesto tante volte che fine abbiano fatto i ragazzini che avevo raccontato nella guerra civile salvadoregna, se i muchachos siano diventati adulti oppure no. Mi sono portato dietro le immagini di generazioni con tanti vuoti, e ho imparato che in guerra, con la verità, muore l’innocenza. Cioè smetti di credere a un paradiso terrestre violato solo da un complotto, o da un leader cattivo, o da un mercante d’armi. Impari che l’uomo può cose orribili, e che la pace non è una condizione naturale: è una faticosa conquista, è una cultura alla quale arrivi e devi difendere con forza e mitezza. Così aspettavo il momento di andare alla tomba di Peter Pan. E’ l’eroe della nostra infanzia, quando ancora abbiamo bisogno di eroi. E’ il ragazzo che non vuole crescere, che resterà per sempre nell’isola che non c’è, con una banda di bambini perduti, mai nati, mai diventati grandi. Questo Peter Pan, soldato austroungarico, ha preceduto di qualche anno il nostro eroe. Peter Pan soldato ungherese era nato il 21 agosto del 1897. Peter Pan personaggio letterario era nato nel 1902, cinque anni dopo (era la stessa generazione, sì) ed era arrivato in teatro nel 1904. Però ci vorrà il cinema, ancora muto, a farlo conoscere al mondo, e temo che il paesino di Rusca Montana, che oggi è Romania, non avesse una sala cinematografica, e dunque il ragazzino Peter Pan non ebbe modo di sapere di avere un omonimo fantastico e famoso. Si sa per certo che nel 1914, a diciassette anni, venne richiamato alle armi, e mandato a combattere in Bosnia, poco lontano da dove il primo colpo della guerra mondiale era stato sparato a Sarajevo. Nel 1917 venne trasferito sul fronte italiano, il Carso prima e il Grappa dopo. Il 19 settembre del 1918, alle prime luci dell’alba, morì in un assalto alle trincee italiane. Adesso riposa in una tomba con il suo nome, la numero 107. E’ uno dei 295 austroungarici identificati, in mezzo 10295 morti senza nome, in gran parte ragazzi. Erano in gran parte ragazzi anche i 12615 caduti italiani, di cui 10332 ignoti. D’estate c’è sempre qualcuno che lascia un fiore, un sassolino, una conchiglia davanti alla tomba di Peter Pan, capobanda di tutti quei ragazzi mai adulti. Ieri c’era la neve, il nevischio si attaccava alla barba, e le nuvole basse facevano del posto un film in bianco e nero, muto. Ma anche i silenzi vogliono dire qualcosa, spesso.

9 replies

  1. MARCO ZORZI
    non posso sapere cosa succede oggi in Ucraina.
    So che, per giustificare il bombardamento di Belgrado, tutte le televisioni spiegarono che in Kossovo era in corso un genocidio e non era vero.
    So che, per giustificare l’aggressione all’Iraq, tutte le televisioni dissero che Saddam aveva le armi di distruzioni di massa e non era vero.
    So che, per giustificare l’infame distruzione della Libia, tutte le televisioni dissero che Gheddafi stava massacrando il suo popolo e non era vero.
    So che, per giustificare la guerra per procura contro Siria, tutte le televisioni dissero che Hassad usava le armi chimiche e non era vero. So che, per giustificare un colpo di stato operato in Ucraina ai danni di un presidente regolarmente eletto, tutte le televisioni dissero che la polizia sparava alla folla e non era vero. So che, per giustificare la bieca violenza delle bande neonaziste ucraine, tutte le televisioni dissero che i ribelli del Donbass avevano abbattuto un aereo di linea olandese e non era vero. Non solo le televisioni mentirono, ma lo fecero spudoratamente, usando immagini palesemente false e spesso assegnando alle vittime il ruolo di carnefici e viceversa, con un mostruoso ribaltamento della realtà.
    Oggi non so cosa sia avvenuto a Boutcha, dove le truppe russe si sarebbero abbandonate a una violenza indiscriminata contro la popolazione civile (e non si capisce per quale ragione, visto che l’esercito russo, se lo volesse, avrebbe a disposizione armi in grado di radere al suolo non solo Boutcha, ma qualsiasi città dell’Ucraina).
    Una cosa però so di sicuro. I giornalisti della carta stampata e delle televisioni mentono spudoratamente. Come hanno fatto in Italia con Conte. Hanno dato retta al premio Nobel delle balle: il nostro insostituibile Matteo, quello del Rinascimento Arabico.

    Piace a 5 people

      • Sappiamo benissimo e da svariati anni che il primo bastardo italiano é quello che ha una sacra nostalgia tra guelfi e ghibellini.. una storia mai risolta tra i bellici fiorentini ! Che non paghi di vivere in una delle regioni e territori del mondo ( dove paghi anche l aria che respiri ) non pago di sfruttare il suo misero shh ! Internazionale !! ci fa persino da contrappeso per no pagare il pegno di 6 milioni di dollari rubati all unicef da suo cognato!! Sigh e shh ! Che viva in stretta pace a piazzale Michelangelo tra i suoi amati sponsor e vicini di casa ( Menarini e Scervino che offrono la lauta compensazione! )mentre lui si fa in 4 per fare tutto tranne quello per cui é pagato !! Ha i grand prix e conferenze , ci pensano i peones del suo partito a tenere alta la sua popolarità!! Il potere di un ex é la conoscenza..

        "Mi piace"

  2. Ogni anno salgo il Grappa per la Sass Brusai e mi reco nel cimitero austroungarico alla tomba di Peter Pan sul bordo della quale depongo un sasso e dei fiori di montagna. Collocata a nord, guarda le Pale di San Martino e più lontano le altre vette dolomitiche. Per lui e per ognuno recito il Kaddish.

    "Mi piace"

    • Anche io e molte volte all’anno e mi fermo a guardare le pacifiche vacche al pascolo.

      Dentro al sacrario ci sono le ossa di mio zio che prima della guerra portava le vacche all’alpeggio sul Grappa e immagino che le guardasse pacifiche pascolare.

      "Mi piace"

  3. Perfetto Viviana.

    Ma il suo commento potrebbe essere esteso ad ogni guerra da parte di ogni popolazione del globo: i buoni contro i cattivi.

    Purtroppo conosciamo solo le guerre “occidental-centriche” ( mi si perdoni): pare che tutti gli altri popoli ( perennemente in conflitto, anche se meno “gettonati”) vivano in un pacifico stato di grazia fino a quando non incontrano l’ Occidente.
    Non è così: conflitti più o meno tribali hanno caratterizzato da sempre ogni raggruppamento umano, ogni tribù, ogni villaggio.in ogni Continente. Il contendere sempre il medesimo: territorio, quindi risorse.
    Ovviamente più la popolazione mondiale crescerà, più le risorse si faranno scarse e più le guerre aumenteranno di numero e di letalità.

    "Mi piace"