Sondaggi politici: flessione generale per i partiti del centrodestra, crescono Pd e Avs. La rilevazione settimanale di Swg per il Tg La7 sulle intenzioni di voto degli italiani

(repubblica.it) – I principali partiti di centrodestra subiscono una generale flessione a favore di una crescita delle opposizioni. È quanto emerge dall’ultimo sondaggio – fatto il 4 maggio da Swg per il Tg La7 – sulle intenzioni di voto degli italiani che delinea un quadro politico in leggero movimento.
Fratelli d’Italia si conferma prima forza del paese con il 28,8%, pur registrando un calo dello 0,3% rispetto alla settimana precedente. Segnali negativi arrivano anche dagli alleati di governo: Forza Italia scende al 7,5% e la Lega si attesta al 6,1%, entrambe in lieve contrazione. Al contrario, il Partito democratico mostra una dinamica positiva salendo al 21,8%, così come l’alleanza Verdi e Sinistra che guadagna terreno portandosi al 6,9%.

Nell’area del centro e delle altre opposizioni, il Movimento 5 Stelle subisce una piccola erosione scendendo al 12,4%, mentre si registra una vivacità diffusa tra le formazioni minori.
Italia Viva mette a segno la crescita più significativa del comparto salendo al 2,5%, seguita dai piccoli passi in avanti di Azione, +Europa e Noi Moderati. Resta invece stabile Futuro Nazionale al 3,6%.
Un dato rilevante emerge infine dal fronte del non voto: la quota di chi non si esprime cala di un punto percentuale, scendendo al 28%, segnale di una timida riattivazione dell’interesse dell’elettorato.

Sempio e lo scempio
(Di Marco Travaglio) – Da quando la cronaca giudiziaria la fa chi non ha mai visto un processo neppure col binocolo e crede che l’incidente probatorio sia la bicicletta delle gemelle Cappa che va a sbattere contro quella di Alberto Stasi, può succedere di tutto. Anche lo scempio del diritto, della pietà e della decenza che dura da più di un anno sul caso Garlasco, da quando la Procura di Pavia decise di battere le piste alternative alla condanna definitiva del fidanzato di Chiara Poggi. Dopo mesi di “rivelazioni” partorite da giornalisti, mitomani e giornalisti mitomani o fatte trapelare da avvocati e investigatori, neppure l’invito a comparire recapitato al sospettato Andrea Sempio, amico di Marco Poggi (fratello della vittima), ha chiarito cosa abbiano trovato i pm a suo carico. Ma si pensa, o si spera, che sia una prova formidabile. Perché dev’essere in grado di annientare la sentenza definitiva su Stasi. Senza una revisione che cancelli la sua condanna in Cassazione, il processo a Sempio sarebbe uno spasso. Potremmo avere un fatto unico nella storia: una donna morta due volte, uccisa da due diversi uomini a poche ore di distanza. Spiace per la compagnia di giro del Circo Garlasco, ma al momento il colpevole è solo uno, Stasi, che nessuno ha scagionato. Invece di Sempio – sempre in attesa della pistola o del pistolino fumante – non risulta alcuna traccia sulla scena del delitto (che pure frequentava per far visita all’amico Marco): anzi, le nuove tracce sulla colazione, che qualcuno sperava fossero sue, erano anche quelle di Stasi. La cui posizione esce peggiorata dall’inchiesta che doveva scagionarlo.
Ora, prima della fine-indagini, siamo agli interrogatori: dell’indagato Sempio, rimasto l’unico possibile assassino alternativo (dopo mille leggende metropolitane sul commando di una dozzina di killer), che si avvale della facoltà di non rispondere in attesa di conoscere gli elementi a suo carico; e dei testimoni Marco Poggi, fratello di Chiara, e le cugine, le gemelle Paola e Stefania. Ma prima i tre testimoni, mai indagati, venivano additati come complici o assassini (senza contare i sospetti infamanti e incestuosi sullo zio e le oscene insinuazioni su papà e mamma Poggi); e ora vengono spacciati per gente da torchiare su non si sa bene quale accusa da chi non conosce neppure la differenza fra un teste e un indagato, tant’è che si continua a disquisire sulla loro mancanza di alibi. Come se chi non è accusato di nulla dovesse cercarsene uno. E gli artefici di quella mostrificazione, anziché chiedere umilmente scusa per averli gettati in pasto a orde di guardoni da tastiera, danno lezioni di giornalismo a chi ha sempre denunciato lo scempio. E naturalmente passa per “giustizialista”, mentre quell’orda barbarica rappresenta il “garantismo”.
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Travaglio ha ragione su tutto. Garlasco è uno scempio a favore di telecamere e microfoni che si protrae da quasi 20 anni. Nessuno pensa al dolore dei genitori che hanno visto ammazzata la figlia una infinità di volte. Una continua vergognosa arma di distrazione di massa per da dare in pasto al sadismo del popolo.
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