Questa Nato non è un albergo

(Massimo Gramellini – corriere.it) – Eminenti sociologi televisionari ci hanno spiegato che Putin è uno statista e la Nato una cattiva compagnia.

Eppure, da quando lo statista ha invaso l’Ucraina per non essere accerchiato dalla Nato, si ritrova circondato da sempre più nazioni che desiderano entrarvi.

Come mai Finlandia e Svezia, dopo una lunga tradizione di neutralità, vogliono mettersi sotto l’ombrello dell’Occidente proprio adesso? Per paura di Putin. Ed è la stessa ragione per cui a molti italiani non spiacerebbe, al contrario, uscire dalla Nato. Preferiscono non irritare quel russo prepotente che si trova dalla parte sbagliata della Storia, ma dal lato giusto del gasdotto. E qui la faccenda si complica.

La Nato è una strana casa, dove i genitori sono più giovani dei figli: gli americani vestono i panni dei genitori, protettivi e ingombranti, e gli europei quella dei figli, ribelli per vocazione e succubi per necessità (e comodità). Mentre chi si aggira spaventato sul pianerottolo vorrebbe entrare, chi sta dentro si lamenta, ma non schioda. Un po’ perché ai genitori fa comodo tenere i figli sotto controllo, e un po’ perché ai figli costerebbe fatica e denaro andare a vivere per conto loro.

Dove c’è la paura, lì c’è la soluzione, diceva Jung. Chissà che la paura di Putin non spinga l’Europa a mettere su casa propria. Solo così comincerà ad apprezzare di più anche quella di famiglia. Che, pur essendo piena di spifferi, a differenza delle case russe e cinesi non ha sbarre alle finestre.

30 replies

  1. Gramellini ormai è uno degli hater di Orsini, ma non lo nomina, quanto è infantile questo televisionaro indigesto del partito dei giusti
    Antefatto: Orsini dalla Berlinguer ha detto che Putin può definirsi in ogni modo ma ha risollevato la Russia post Eltsin da una catastrofe econonomica e sociale con politiche mirate, quindi tecnicamente e nel merito è uno statista

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  2. Mi piacerebbe..
    Mi piacerebbe riunire attorno ad un tavolo milioni di persone, a partire dai nativi americani, per finire agli ultimi bombardati da biden “per errore” in Afghanistan, passando prima per Hiroshima-Nagasaki; a tutti queste persone darei la gioia di avere finalmente una risposta, perché gramellini, a capotavola, spiegherà loro che si trovavano tutti dalla parte sbagliata della storia.

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  3. Esatto, le persone intelligenti la pensano così, e poi invece ci sono gli anti americani a prescindere, o gli alternativi al mainstream, che per esserlo, diventano mainstream dei complottisti

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  4. secondo Gramellot
    i paesi Nato sono come i scolaretti dell’asilo
    che hanno bisogno della presenza “ingombrante e severa ma saggia e necessaria”
    dell’educatrice a stelle e striscie
    altrimenti questi discoli ingrati e lamentosi ne combinerebbero di tutti i colori
    vuoi mettere invece di quelli fuori dell’asilo che vivono in un perenne lager?
    eppoi la smettano questi “televisionari” a spargere fandonie
    solo la “maestra” sa cosa è meglio per noi

    PS
    oramai è uno scontro totale tra USA e RUSSIA a livello planetario
    e la politica degli USA è: chi non è con me è contro di me
    i paesi sono costretti a schierarsi vedasi SVEZIA e FINLANDIA
    anche chi vorrebbe essere neutrale viene minacciato dagli USA con conseguenze economiche varie
    l’ultimo in ordine di tempo è stato il Pakistan, con repentino cambio di governo.
    l’ordine perentorio è stato dato anche all’Italia
    così si spiega anche la frenetica ricerca di fonti alternative al gas russo, non andando troppo per il sottile
    di chi sono i fornitori, tutti esemplari “democratici ed amici dell’Italia”
    e si spiega anche la crescente irritazione della Germania

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    • Adriano,
      due sere fa il tg1 ha dato la notizia che la Finlandia vuole entrare nella Nato, sottolineando che per il terzo o quarto anno consecutivo è il paese più felice del mondo secondo un rapporto delle Nazioni Unite.
      Quindi tutta una pappardella per dire sono i più felici del mondo ma hanno bisogno della Nato per difendersi da Putin.

      Stranamente la posizione italiana in cotanta classifica non è stata fornita.
      Sono andata a cercare e indovina un po’?
      Siamo 31esimi, dopo Uruguay.

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      • Gioia cara
        è da così tanto tempo che non guardo la tv
        che i miei ricordi risalgono ancora al bianco e nero.

        31esima? di quale parte della popolazione?
        di sicuro una parte non se lo chiede manco più
        ieri ero in una sede provinciale del patronato ACLI
        c’erano molte persone che cercavano assistenza per la domanda di rateizzazione delle bollette del gas.
        Che ci provino a chiedere a queste persone quanto sono felici…
        di sicuro tutte queste persone a casa hanno il condizionatore…

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      • Non so dove ho letto che se si presenta l’isee relativo credo al 2020 in automatico scatta una tariffa super agevolata per i non abbienti. Ora resta solo da spiegare al nonnino pensionato (da fame) che deve recarsi al Caf a presentare l’isee se no paga quanto Briatore.

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      • Paolina
        mi spiace deluderti
        ma le cose non stanno proprio così hanno degli sconti infimi

        REQUISITI ED ISEE superiore a 12.000€ BONUS LUCE dai 125€/anno ai 173€/anno

        BONUS GAS
        dai 32€/anno ai 264€/anno Dal 1 gennaio 2021, l’accesso al bonus avverrà con rinnovo automatico. Ogni anno, sarà sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE utile per le differenti prestazioni agevolate.
        Se famiglia numerosa (almeno 4 figli a carico) ISEE non superiore a 20.000€.
        Titolarità del Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

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      • lo scrivo meglio:
        bonus luce cioè sconto di 125 fino a 173 € all’anno TOTALE sul totale della spesa complessiva
        bonus GAS cioè sconto dai 32 FINO ai 264 € all’anno TOTALE sul totale della spesa complessiva
        a seconda dell’ISEE e dei componenti della famiglia

        con i prezzi attuali quasi un calcio

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  5. “Come mai Finlandia e Svezia, dopo una lunga tradizione di neutralità, vogliono mettersi sotto l’ombrello dell’Occidente proprio adesso?”
    Io aggiungerei. Come mai il guitto, attore, Zelensky, chiede da anni di farlo?

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    • E’ un altro capolavoro geopolitico e strategico del de-nazificatore con le armate e gli armamentari neonazi.
      Come quando gli US riuscirono a mettersi contro l’intero mondo islamico, bruciando copie del Corano e suoi lettori in streaming.
      Almeno alla Cina bisogna riconoscere che ha un altro approccio, più subdolo ma un altro approccio.

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  6. Oggi devo dare ragione al “Gerarca di peluche” , la NATO non e’ un semplice e banale albergo, ma un bellissimo e lussuoso albergo a ore…

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  7. La necessità del Gramo di ridurre la realtà complessa a pochi, semplici e rassicuranti, per il suo mondo interiore, schemi familiari, di riportare continuamente il grande al piccolo e viceversa, è sconfortante.
    È un meccanismo deprimente, che lo rinchiude ogni volta ben più che le sbarre di quelle finestre “dittatoriali”, non sapendo, egli, proprio uscire dal labirinto metaforico che si costruisce da solo, incessantemente.
    E quanto deve sentirsi orgoglioso di sé e della sua geniale inventiva.
    Quanto deve piacergli sentirsi dalla parte GIUSTA della storia… sgomita e lacrima costantemente per potervisi collocare.
    “La parte sbagliata della storia” mi riporta tristemente al “destino manifesto” dei nativi americani…
    Ed è agghiacciante, specie in questo momento storico.

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    • “Destino manifesto

      Destino manifesto (in inglese Manifest destiny) è una frase che esprime la convinzione che gli Stati Uniti d’America abbiano la missione di espandersi, diffondendo la loro forma di libertà e democrazia. I sostenitori del destino manifesto credevano che l’espansione non fosse solo buona, ma che fosse anche ovvia (“manifesta”) e inevitabile (“destino”). In origine frase ad effetto della politica del XIX secolo, destino manifesto divenne un termine storico standard, spesso usato come sinonimo dell’espansione degli Stati Uniti d’America attraverso il Nord America e verso l’Oceano Pacifico.

      Il destino manifesto fu sempre un concetto generale più che una specifica politica. Il termine combinava un credo nell’espansionismo con altre idee popolari dell’epoca, compresi l’eccezionalismo americano, il nazionalismo romantico e un credo nella naturale superiorità di quella che allora veniva chiamata la “razza anglosassone”. Mentre molti autori, quando discutono del destino manifesto, si concentrano principalmente sull’espansionismo statunitense, altri lo vedono in termini di una più ampia espressione di un credo nella “missione” degli USA nel mondo, che ha significato cose differenti per persone differenti nel corso degli anni.

      Questa varietà di significati possibili venne riassunta da Ernest Lee Tuveson, che scrisse: «Un vasto complesso di idee, politiche e azioni è compreso nella frase ‘Destino manifesto’. Queste non sono, come dovremmo aspettarci, tutte compatibili, né provengono da un’unica fonte.».

      La frase “destino manifesto” venne all’inizio usata principalmente dai sostenitori della democrazia jacksoniana negli anni 1840, per promuovere l’annessione di buona parte di quelli che oggi sono gli Stati Uniti d’America occidentali (il Territorio dell’Oregon, l’Annessione texana e la Cessione messicana) a partire dalla presidenza di James Knox Polk.

      Il termine venne riesumato negli anni 1890, questa volta dai sostenitori repubblicani, come giustificazione teorica per l’espansione statunitense al di fuori del Nord America. Il termine cadde in disuso tra i politici statunitensi nel XX secolo, ma alcuni commentatori ritengono che alcuni aspetti del destino manifesto, in particolare il credo in una “missione” statunitense per promuovere e difendere la democrazia in tutto il mondo, continui ad avere un’influenza sull’ideologia politica statunitense.

      Origine della frase
      La frase venne coniata nel 1845 dal giornalista John L. O’Sullivan, all’epoca influente sostenitore del Partito Democratico. In un saggio intitolato Annessione, O’Sullivan incitava gli Stati Uniti ad annettere la Repubblica del Texas, non solo perché il Texas lo voleva, ma perché era «destino manifesto dell’America di diffondersi sul continente». Tra molte controversie, il Texas venne annesso poco dopo, ma il primo utilizzo della frase “Destino manifesto” da parte di O’Sullivan, attrasse poca attenzione.

      La seconda occasione in cui O’Sullivan usò la frase divenne estremamente influente. Il 27 dicembre 1845, nel suo quotidiano, il New York Morning News, O’Sullivan scrisse della disputa sui confini in corso con il Regno Unito e riguardante l’Oregon. O’Sullivan sostenne che gli Stati Uniti avevano diritto a reclamare “l’intero Oregon”:

      «E tale rivendicazione è per diritto del nostro destino manifesto di diffonderci e possedere l’intero continente, che la Provvidenza ci ha dato per lo sviluppo di un grande esperimento di libertà e di autogoverno federato, che ci è stato affidato.»

      John L. O’Sullivan, fu un influente editorialista, ma oggi è generalmente ricordato solo per il suo uso della frase “Destino manifesto” per sostenere l’annessione del Texas e dell’Oregon.
      Ovvero, O’Sullivan credeva che Dio (la “Divina Provvidenza”) avesse dato agli Stati Uniti una missione per diffondere la democrazia repubblicana (“il grande esperimento di libertà”) in tutto il Nord America. Poiché il Regno Unito non voleva usare l’Oregon allo scopo di diffondere la democrazia, pensava O’Sullivan, le rivendicazioni britanniche su quel territorio potevano essere ignorate. O’Sullivan credeva che il destino manifesto fosse un ideale morale (una “legge suprema”) che sostituiva altre considerazioni, comprese le leggi e gli accordi internazionali. ”

      Segue link

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  8. “gli americani vestono i panni dei genitori, protettivi e ingombranti”
    Si, come Gladio, Gelli, mafia, terrorismo, Pinochet Videla e compagnia cantante.
    Tutti premurosi genitori dell’umanità.

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  9. Vedo che nella chat date un po’ tutti addosso a Gramellini; partiamo con una dimostrazione per assurdo: la Nato e il male assoluto e bisogna distruggerla e sostituirla con una bella organizzazione militare dell’Unione Europea (sarà bellissimo vedere una Lituania qualsiasi bloccare ogni decisione militare in sede di consiglio, vabbè ma questo è un dettaglio). Quello che proprio non riesco a capire chi blocca questa decisione e questa operazione, gli Stati Uniti d’America?

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    • ci fosse una ADE (alleanza di difesa europea)
      sarebbe sabotata in primis da UK
      e secondis sarebbe in competizione ed antagonista agli USA
      rendiamoci conto che gli USA sono il BIG BOSS del momento, ma potrebbe anche essere qualsiasi altro paese, sarebbe in competizione con chiunque, non si adeguasse ai suoi desiderata geopolitici-economici.
      Quello che è stato l’impero inglese fino all’inizio della II guerra mondiale, che ha fatto la guerra a quasi tutti i paesi del mondo.

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    • per EC 12 :22

      La risposta è: sì, gli USA.

      Chi ci prova campa poco, finanziariamente, economicamente, politicamente e…poi c’è la soluzione Aldo Moro

      ttps://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/05/06/Andreotti-Quando-moro-fu-aggredito-Kissinger-_8662918.html

      la fonte è l’ANSA

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    • E tu cosa proponi?

      io non conto un caxxo
      nel mio piccolo posso solo esprimere un’ opinione
      sei tu che fai domande all’etere cosmico

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  10. Ma da dove viene tutta questa incrollabile certezza riguardo svezia e finlandia?
    referendum non mi pare, il pagnoncelli di turno?

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  11. Peccato che quelli che stanno dalla parte sbagliata della Storia (Cina, India, Russia, Iran) si avviano a diventare il centro economico del mondo.

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