Dall’abolizione del Reddito di cittadinanza al no al Salario minimo: la vera guerra questo governo l’ha dichiarata ai poveri

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Quando si dice le priorità. A scorrere l’agenda del governo e dei lavori parlamentari, la corsa alla riforma della legge elettorale su misura (delle destre) per le prossime elezioni Politiche sembra diventata la principale urgenza della maggioranza asserragliata nel Palazzo per portare a casa il risultato prima dell’estate. Fuori, però, c’è il Paese reale. Fotografato ieri dai numeri dell’ultimo rapporto della Rete Caritas che nel 2025 ha assistito 282.539 persone (e altrettanti nuclei familiari), un numero mai registrato prima e in crescita dell’1,7% rispetto all’anno precedente.
“La povertà – si legge nel dossier – tende sempre più a perdere il carattere dell’eccezionalità e della temporaneità, assumendo i contorni di una ‘strutturale normalità’…”. E non è tutto. “Non si registrano flessioni rispetto al periodo precedente alla pandemia, a conferma di una povertà che tende a radicarsi e a diventare condizione stabile nella vita di molte famiglie”. Non manca l’emergenza nell’emergenza: il numero degli over 65 che si rivolgono alla Caritas è cresciuto del 191%, a fronte di un aumento complessivo dell’utenza del 48%.
Un quadro desolante che accende un faro sull’intreccio sempre più stretto e drammatico – che sfugge evidentemente tra i velluti dei palazzi del potere – tra povertà economica, invecchiamento, fragilità sanitaria, indebolimento dell’ammortizzatore familiare e isolamento sociale. Senza contare la presenza sempre più diffusa di lavoratori poveri, che rappresentano circa il 31% degli assistiti sia nella fascia 35-44 anni che in quella 45-54. Mentre le famiglie con figli minori a carico continuano a rappresentare il nucleo principale (il 52%) delle domande di aiuto.
Un quadro impietoso che certifica il totale fallimento delle politiche del governo Meloni. Dall’abolizione del Reddito di cittadinanza, depotenziato e rimpiazzato dall’Assegno di inclusione riducendone l’importo e la platea, alla totale chiusura all’introduzione di un Salario minimo legale, a cui è stata preferita la misura farsa del Salario (in)giusto che non disinnesca neppure la vergogna dei contratti pirata. Altro che guerra alla povertà. La guerra questo governo l’ha dichiarata ai poveri.