Covid, Walter Ricciardi: “In autunno sarà necessaria una nuova dose per tutti”  

(Gianluca De Rossi – il Messaggero) – Altro che liberi tutti: il Covid con i primi caldi non scomparirà. Anzi, i numeri dei contagi sono sottostimati a causa dei pochi test effettuati. E la sensazione che il virus sia meno aggressivo, e causi meno morti (ieri 155 vittime), è sbagliata: troppe le persone non vaccinate, o vaccinate male (coloro che non hanno concluso il ciclo di somministrazioni) che diventano facile bersaglio del Covid e delle sue varianti, tanto che si prospetta un’estate con numeri più alti di casi (ieri 62.037 contagi) e di morti, e in autunno potrebbero crearsi le condizioni per una nuova ondata.

Walter Ricciardi, docente di Igiene e Medicina preventiva all’università Cattolica e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, non usa giri di parole per fotografare lo stato della pandemia in Italia: l’unica barriera per fermare il Covid resta il vaccino, per tutti. Un’inoculazione da fare una volta l’anno per cercare di fermare il boom dei contagi, così come avviene con il vaccino antinfluenzale. Lo confermano anche i dati dell’Iss: grazie ai vaccini, si sono evitati circa 150 mila morti.

Professor Ricciardi siamo arrivati al picco pandemico?

«Non siamo arrivati al picco. Dobbiamo ancora aspettare perché ci stiamo confrontando con una variante del Covid estremamente contagiosa e probabilmente i numeri italiani sono sottostimati. Non dobbiamo abbassare la guardia, perché corriamo il rischio di avere un ulteriore aumento di casi».

In Italia si stanno facendo pochi tamponi?

«Sì, pochi test».

Molti pensano che il Covid sia finito, le risulta?

«Sì, è una sensazione sbagliata, e questo comporta una vulnerabilità maggiore per coloro che non hanno ricevuto il vaccino o che si sono vaccinati male, magari facendo una sola dose o comunque non completando il ciclo vaccinale».

Faremo anche la quarta dose, un nuovo booster?

«La vaccinazione con tre dosi non protegge completamente dall’infezione, ma protegge dagli effetti gravi del Covid, dall’ospedalizzazione e soprattutto dalla morte. Il nuovo richiamo permette ai fragili e agli over 80 di rafforzare le difese. In autunno, poi, sarà necessaria una nuova dose per tutti».

Arriveranno nuovi vaccini?

«L’autunno sarà un momento delicato e difficile, perché ci saranno le condizioni favorevoli per la propagazione del virus e ci sarà un’attenuazione della protezione vaccinale in tutta la popolazione. Speriamo di avere dei vaccini onnicomprensivi, perché i vaccini che oggi abbiamo non proteggono in maniera completa e gli anticorpi monoclonali, tranne in un caso, non si sono rivelati efficaci contro il virus».

A che punto sono?

«I risultati dei nuovi vaccini sperimentali arriveranno in autunno, dobbiamo solo aspettare».

Quindi è suggeribile un booster per tutti?

«Quando arriveranno i nuovi vaccini sarà consigliabile un richiamo per tutti».

Come convincere a vaccinarsi chi ha scelto di non farlo?

«Ci vorrebbe un ruolo più attivo dei medici di famiglia».

Che estate sarà, come quella del 2021?

«Rispetto all’anno scorso abbiamo fatto molte più vaccinazioni e anche se ci sono ancora numeri alti di casi ci sono meno persone soggette a conseguenze gravi, quindi con meno pressione sui sistemi sanitari».

Indosseremo ancora la mascherina al chiuso?

«Il ministro Speranza parlerà subito dopo Pasqua delle mascherine al chiuso, guardando i dati. Ma è molto probabile che saranno proprio i dati a dirci di non togliere le mascherine, non solo al chiuso, ma anche all’aperto in tutti i casi di assembramento».

I bambini non vaccinati restano un vettore del virus?

«La vaccinazione dei bambini è stata un fallimento perché i genitori hanno più paura del vaccino che della malattia. E il virus così continua a infettare i bimbi e a circolare. Non sappiamo gli effetti a lunga durata del Covid sui più piccoli, e ricordo che un 10% di bambini si è ammalato in modo grave. Ma questo non basta a convincere i genitori a fidarsi dei vaccini».

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