Dieci tesi sul presente conflitto

(Marcello Veneziani) – Ma qual è in sintesi il motivo del tuo, del vostro dissenso riguardo alla guerra in corso e alla vulgata dominante in Occidente? La richiesta mi è giunta da alcuni studenti liceali. Provo a riassumerlo in dieci tesi, che non pretendono di essere verità perentorie ma interpretazioni differenti. Vorrei che fossero accolte almeno come dubbi per leggere diversamente il corso degli eventi e non appiattirsi su quel che impone o somministra la Fabbrica del Consenso. Ma con una doppia premessa: l’attacco russo all’Ucraina va comunque condannato, in modo netto; la pietà e il soccorso alle popolazioni ucraine sono sacrosanti.

1) L’America di Biden non lavora per la cessazione del conflitto ma per la sua perpetuazione, perché il suo scopo non è salvare l’Ucraina ma eliminare Putin. Gli attacchi continui a Putin – criminale di guerra, macellaio – uniti al rifornimento di armi imposto anche agli alleati, servono in realtà a prolungare, aggravare e allargare il conflitto, incattivire la Russia e far sentire Putin braccato e pronto a usare le armi della disperazione o a fare blocco con la Cina. Biden fa rimpiangere Trump alla Casa Bianca.

2) I danni procurati alla Russia con le sanzioni e le ritorsioni provocano almeno gli stessi danni all’Europa e all’Italia e in prospettiva ci portano verso un’economia di guerra dagli esiti drammatici. Perché le misure antirusse non ricadono minimamente sugli Stati Uniti ma sui suoi alleati; così come la crisi geopolitica è sofferta dall’Europa e non certo dagli Usa, per la loro lontananza.

3) Se non circoscriviamo il conflitto e non lavoriamo per la sua rapida cessazione, rischiamo di subire una crisi economica, energetica e poi sociale senza precedenti, perfino peggio di quella prodotta dal covid. È necessario attivare tutti i mediatori possibili per una soluzione negoziale, partendo dalla stessa disponibilità espressa da Zelenskij a rendere l’Ucraina zona neutrale, non incardinata nella Nato.

4) Il riarmo dell’Europa, la costituzione di un esercito europeo e l’aumento delle spese militari, potrebbero anche essere una necessità; ma farlo alle dipendenze strategiche e militari della Nato e degli Usa, su loro input e in fondo con le loro finalità, che non coincidono con gli interessi europei, è una sciagurata follia.

5) Putin non minaccia l’Europa e l’Occidente ma l’attacco all’Ucraina può avere due chiavi di lettura, anche intrecciate: nella peggiore delle ipotesi, Putin vuole ripristinare la Grande Russia e l’Unione Sovietica annettendosi l’Ucraina, come del resto è stato negli ultimi tre secoli ed è giusto ostacolare questo proposito; nella migliore delle ipotesi vuole impedire che l’Ucraina diventi spina nel fianco e base militare della Nato puntata contro la Russia. E su questo va intavolata la trattativa. Ma in entrambi i casi il proposito di “attaccare l’Europa” non esiste.

6) I precedenti di questa guerra sono il golpe in Ucraina del 2014, la persecuzione della minoranza russa, lo strisciante revanscismo nazista, l’installazione di laboratori biochimici e centri di addestramento Usa sul territorio ucraino, l’annuncio delle basi militari Nato, oltre che l’ingresso dell’Ucraina in Europa. Che questi motivi siano diventati pretesti per l’aggressione di Putin è possibile; ma non toglie che siano fondati.

7) Se Putin è criminale di guerra lo è almeno quanto i vari presidenti statunitensi e britannici che hanno fatto bombardare città, ospedali e scuole e ucciso popolazioni civili e bambini in Iraq, in Libia, nello Yemen, in Siria, in Serbia, in Kosovo, e in tante altre località. Uccidendoli a volte anche in tempo di tregua con l’embargo ai medicinali e ai generi di prima necessità.

8)-Lo spartiacque tra il bene e il male secondo il metro americano, non è la democrazia, la libertà, la tutela dei diritti civili, ma la convenienza strategica. Gli Stati Uniti non hanno alcuna remora di avere nella Nato un autocrate come Putin, il turco Edogan e di avere come tradizionale alleato, l’Arabia saudita in cui i diritti civili sono calpestati.

9) I pericoli che minacciano l’Occidente sono quattro: a) l’espansione globale dei cinesi, la conquista di interi continenti e l’esportazione del loro modello nel mondo; b) l’espansione demografica e migratoria dell’Islam in un Occidente svuotato di nascite e di valori; c) il suicidio assistito dell’Occidente stesso in preda al nichilismo, alla perdita di vitalità, alla vergogna per la propria civiltà. d) La volontà di onnipotenza degli Usa che con i Dem vogliono essere l’Impero del Bene e i gendarmi del mondo che decidono i diritti o gli stati canaglia sulla base dei loro interessi, generando reazioni in tutto il mondo.

10) A differenza di alcuni partner europei che sono recalcitranti e critici verso gli imperativi di Biden, l’Italia di Draghi e dei Dem è il paese che più si è allineato ai Falchi, auspica l’invio di nostre armi e soldati, l’eliminazione di Putin in quanto criminale di guerra. E la grancassa di tv e media, nella loro ossessione monotematica, come ai tempi della propaganda di guerra, si è conformata e non ammette dissensi. Una linea che tradisce la tradizione politica di prudenza e di trattativa che ha caratterizzato l’Italia e la nostra Repubblica, guidata da Moro, Andreotti, Craxi. Avere in tempo di guerra un alto commissario euro-atlantico a Palazzo Chigi anziché un leader politico, ci sta esponendo a questi effetti.

Questi sono i motivi del nostro ragionato dissenso. Chi conclude che siamo filoPutin o è in malafede o è un cretino. Amiamo la verità e siamo per l’Italia, per l’Europa e per un mondo equilibrato, pacifico e multipolare.

La Verità

13 replies

  1. temo che tutti quei punto li si possono riassumere in uno solo:
    gli usa hanno incrementato il debito in maniera spaventosa, è al limite del default, hanno un debito complessivo di 28500 miliardi di dollari rispetto ai 2500 nostri. I conflitti non si possono più fermare, gli usa hanno necessità di spalmare il debito con il resto del mondo.
    Per fare ciò devono diventare ancora più egemoni o sarà la loro fine, lo zar russo lo ha capito

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  2. La soluzione c’è subito crisi di governo e al voto con matta rella in Sicilia a scrivere i suoi ricordi.

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    • Non ci vuole molto a fargli fare la figura degli idioti a quei due scappati di casa. Ogni settimana basterebbe fargli risentire quello che hanno detto quella prima

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  3. A novembre in USA ci saranno le elezioni di medio termine 2022 e si teme per la sorte dei democratici. 29 deputati democratici si sono già ritirati. L’inflazione non cala. L’economia degli Stati Uniti è colpita e danneggiata da più parti e la Fed probabilmente si prepara ad alzare i tassi di interesse. I Repubblicani cercheranno di riprendere il controllo del Congresso.
    Il giudizio su Biden è pessimo. Le critiche sulla sua condotta sulla guerra in Ucraina sono dure: il 71% degli intervistati lo giudica “incapace o scarsamente capace di gestire la crisi”. Inoltre, l’83% teme che possa causare un aumento dei prezzi, l’82% è terrorizzato da un possibile conflitto nucleare e il 74% non vuole che vengano mandate truppe in combattimento. Il “job approval” del Presidente è crollato, in un anno, dal 53% al 40%. Su questo pesa, naturalmente, anche l’economia e, in particolare, il boom dell’inflazione, schizzata oltre l’8%, come non si registrava da quarant’anni. Logico che una situazione di questo tipo si ripercuota sulle prossime elezioni congressuali.
    Per la NBC i Repubblicani hanno sorpassato i Democratici di due punti. Forbice che si allarga a 6 punti se si prende in esame il sondaggio di “Harvard-Harris”. Distanza che, la scorsa settimana, era di ben 11 punti per Rasmussen.
    Il Repubblicano Bill McInturff ha sostenuto che le elezioni di Mid term “per Biden saranno catastrofiche”. Mentre il Democratico Jeff Horwitt ha detto che, finora, dietro il Presidente, non c’è stata quella raccolta di consensi che avrebbe dovuto arrivare per l’aiuto dato all’Ucraina. “Potrebbe accadere -ha concluso Horwitt – se l’America fosse più coinvolta”. Noi, ovviamente, speriamo di no. In fondo, si possono vincere le elezioni (anzi, forse si vincono meglio) facendo la pace.

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  4. Angelo Rinascente Maragliano
    Sembra che si avvicini un accordo fra Russia e Ucraina.
    Le Regioni del Donbass e la Crimea verrebbero riconosciute ai russofoni.
    L’Ucraina non entra nella NATO, ma nulla osta all’ingresso in UE.
    Questi gli accordi base, gli altri argomenti faranno parte dei nuovi, estenuanti colloqui, come accade sempre nei tavoli imbastiti per la pace, durante un conflitto.
    Pertanto viene logica una domanda: ma queste cose non potevano essere accettate prima,
    e si evitava una guerra che ha fatto almeno 40.000 morti, ha distrutto un Paese, messo in crisi relazioni diplomatiche con la Russia, e fatto spostare l’asse economico dall’Europa verso l’Asia?
    La Russia ha fatto contratti con l’Arabia Saudita, che pagherà in yen e non in dollari, contratti con l’India e rafforzato i rapporti con la Cina.
    E, a livello diplomatico, specie con lo scienziato Di Maio, per le offese dette a Putin, si sarebbe evitata una frattura personale, difficilmente sanabile.
    Sarebbe bastato che “l’eroe Zelensky” fosse stato più “terrestre e meno celestiale”, meno idealizzato ed istigato dall’Occidente , e si sarebbe evitato tanto, ottenendo le stesse cose.
    Anche l’informazione sta cambiando: si adegua a ciò che sta per avvenire: Nuovi ordini.
    Stasera, mi pare su RAI tg24, intervistato in diretta un economista della New York University di Shangai, ha detto, papale papale, tutto ciò che io vado ripetendo da 3 settimane.
    E non perché io sia un grande esperto, ma perché era tanto lapalissiano il tutto, che sembrava stranissimo non comprenderlo.
    Strano o logico, se si considera che il tutto era orchestrato da oltre oceano.
    Biden ha un gradimento negli Usa del 34% il più basso mai avuto da un presidente.
    Anche questo vuol dire tanto circa una possibile soluzione del conflitto.

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  5. non finirà a tarallucci e vino, con 30 trilioni di dollari di debito che continua a salire vertiginosamente la guerra è l’unica soluzione plausibile

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  6. Maurizio.
    Biden mette i partner Ue con le spalle al muro e li costringe ad aumentare la spesa per gli armamenti con viva e vibrante soddisfazione delle potenti lobby delle armi made in Usa.
    A nostre spese viene risanato il bilancio degli Stati Uniti: una pacchia per i nostri alleati. L’apparato industriale-militare statunitense ha da sempre condizionato le scelte politiche delle amministrazioni Usa sia repubblicane che democratiche. Se non si riescono a piazzare le armi prodotte in qualche parte del mondo, quella lobby rischia il fallimento.
    Ora dopo la fine dell’intervento in Afghanistan bisognava trovare con la massima sollecitudine un altro teatro di guerra, onde consentire al complesso industriale-militare di fronteggiare una devastante crisi di sovrapproduzione, cercando di smaltire più in fretta possibile il materiale bellico in eccedenza.
    Anche la Russia ha lo stesso problema: la crisi economica la spinge a trovare una via d’uscita tramite il potenziamento del proprio arsenale bellico, per poi smaltirlo in una guerra.
    La guerra, quindi, non è un corpo estraneo all’ordinamento socioeconomico del capitalismo,anzi ne è una componente non secondaria: la competizione economica prima o poi è destinata ad assumere la forma del confronto militare,dal cui esito emergerà la superpotenza (o imperialismo) dominante.
    E’inutile girarci intorno: ‘imperialismo rappresenta la fase suprema del capitalismo. La posizione strategica dell’Ucraina rende intelligibile l’appetito di Russia e Usa
    L’espansione ad est di quest’ultima tramite la Nato ha destabilizzato l’area e provocato l’intervento di Putin. L’Ucraina, certa della protezione Usa, ha alzato il tiro delle provocazioni chiedendo l’ingresso nella Nato. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’intervento di Putin ha smascherato il bluff degli Usa spalleggiati dagli alleati Ue: “infatti, vigliaccamente hanno abbandonato l’Ucraina al suo rio destino scappando a gambe levate” (Prof. Orsini). Si limitano, comodamente sdraiati sui divani, a rifornire di armi gli ucraini destinati a diventare carne da macello per i disegni imperialistici delle 2 super potenze. Vengono comunque assicurati i giganteschi profitti delle lobby delle armi, alimentati anche dall’aumento delle spese militari fino al 2% del pil da parte dei cagnolini da riporto della Ue. Le invettive di Biden non ingannano nessuno: la guerra finirà per indebolire sia Russia che Europa a tutto vantaggio della super potenza d’oltre Atlantico, che rafforzerà la sua leadership sull’Europa e, una volta neutralizzate Russia e Ue, potrà giocarsi con la Cina il primato nello scacchiere del Pacifico.

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  7. Intanto il Vaticano ha accettato di pagare il gas in rubli per un valore di 10 milioni di Euro
    Alla faccia di draghi di komodo e di gigino o bibitaro.

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