Tre eresie sul Quirinale e il governo

(Marcello Veneziani) – Prendetela come un gioco, una pazzia, un sogno o magari un incubo. Da domani riprenderò a scrivere d’altro e con altri argomenti; in ogni caso quel che leggerete di seguito non coinvolge minimamente La Verità, è a puro titolo personale, sapendo di suscitare dissensi. Se volete la mia opinione nuda e cruda sulla giostra che si apre il 24 prossimo tra i due Palazzi, il Quirinale e Palazzo Chigi, ve la dico tutta con realismo folle, in tre mosse, senza giri di parole, sapendo di rischiare l’impopolarità.

La prima è: risparmiateci la candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale. Non giova all’Italia e allo Stato italiano, non giova alla destra o al centro-destra, divide gli italiani su un piano personale, etico-giudiziario, non sul piano politico o ideale. Berlusconi è un grandissimo personaggio, e un grandissimo imprenditore, è stato il più importante personaggio degli ultimi trent’anni; ma non ha lo stile, la caratura, il carattere, non ha più l’età e forse la salute, per fare il Capo dello Stato, fin oltre i novant’anni. E ancor più ci offende il modo in cui sta avanzando la sua candidatura, quel clima da campagna acquisti, con tutti gli annessi, girotondi inclusi. Berlusconi antepone se stesso a tutto, e dopo che per anni siamo stati costretti ad abbandonare le questioni politiche per difenderlo dagli attacchi personali, anche canaglieschi, sarebbe assurdo tornare a quello stesso punto e stavolta non per difendere un governo e una maggioranza di centro-destra ma lui, solo lui. Berlusconi pur di andare al Quirinale è disposto a tutto, anche a farsi sponsor dei grillini e del reddito di cittadinanza, come si è visto, e perfino garante di un governo di centro-sinistra o a maggioranza Ursula, come ha già fatto. Berlusconi al Quirinale sarebbe quasi una certezza che al governo non ci andrà la destra; sarà la sua polizza. La questione Berlusconi rischia anzi di sfasciare il centro-destra: perché se perde o non è sostenuto dai suoi alleati, la prima cosa che farà sarà rompere l’alleanza; e se dovesse vincere, la prima cosa che farà per restare al Quirinale sarà cercare l’accordo con gli altri, governo incluso. Berlusconi non sarebbe il candidato del centro-destra alla presidenza della repubblica, ma la sua gigantografia proiettata sul Quirinale, ovvero il coronamento della sua carriera personale. Unico piacere sadico della sua ascesa al Colle, immaginare la foto di Berlusconi dietro certe toghe rosse. Unica spiritosaggine ammessa: volevate una donna al Quirinale? Con Berlusconi ne avreste più di una. Ma sono boutade, quel tempo è passato.

La seconda. Mandiamo Mario Draghi al Quirinale. Per tre ragioni: 1) perché la dote migliore di Draghi è la sua credibilità internazionale, e al Quirinale potrebbe essere il garante più autorevole e l’ombrello migliore del nostro Paese nel consesso euro-atlantico ed economico-finanziario. 2) perché alla guida del governo, Draghi non ci pare affatto il toccasana del nostro Paese, non è stato significativo il suo ruolo riguardo alla salute, alla scuola, alla giustizia, al carovita, mentre resta – e dovrebbe restare – il garante più sicuro del Piano d’Investimenti, pur con tutte le riserve che suscita un uomo venuto dalla finanza e che ha altre priorità in testa (ma quelle miserabili dei partiti, di tipo elettorale e clientelare, non sono migliori). 3) perché abbiamo un precedente: il banchiere Carlo Azeglio Ciampi (che non volevamo al Quirinale per ragioni affini a quelle di chi oggi non vuole Draghi) è stato alla fine il garante più rispettoso del suo mandato, non malato di protagonismo, sobrio e patriottico, non prevaricò sulla politica e sui partiti, non tramò, a differenza di chi lo precedette e di chi lo seguì. Un presidente come Draghi potrebbe essere il contrappeso interno e internazionale per un governo di centro-destra, l’unico compromesso possibile. Un Draghi presidente sarebbe meno interventista sui temi politici, sanitari, giuridici e ideologici, ma sarebbe il supervisore agli occhi dell’Europa del piano economico di ripresa.

Ma la più difficile, la più indigesta e forse surreale, viene adesso e so che ai vostri occhi sarebbe folle. Nell’attesa che si vada a votare alla scadenza prevista, il 2023 (visto che vogliono durare più a lungo possibile) e che nel frattempo le forze politiche abbiano il tempo di prepararsi per guidare il paese, suggerirei un governo, tenetevi forte, un governo guidato da Matteo Renzi. Sì, avete letto bene. Renzi. Perché sarebbe equidistante da destra e sinistra, scontenterebbe tutti ma non favorirebbe nessuno, magari crescerebbe un po’ il suo micro-partito, attirando altri dell’area centrista e non sarebbe un malvagio premier, come non lo fu al paragone con chi lo precedette e con chi poi seguì. Quest’ultima eresia so che non si avvererà, nessuno avrebbe il fegato e lo stomaco, ma anche la lungimiranza, la spregiudicatezza e il senso politico per sostenerlo, anche se è ancora lui a dettare l’agenda dei cambiamenti (fu lui a portare Mattarella al Quirinale, il Conte bis e poi Draghi a Palazzo Chigi). Ma dobbiamo pur stappare questo sistema, non possiamo andare avanti a colpi di dosi e feticismi.

Direte che ho pazziato, che ho mangiato male e ho bevuto peggio. Ma credetemi, per me è solo lucido realismo e senso dello Stato, dell’Italia e del suo bene, o forse del suo male minore. Poi alle elezioni vinca il maggiore (non il migliore, conta solo chi prende maggior numero di voti). Giuro che da domani parlerò d’altro, però queste cose dovevo pur dirvele, perché non riesco a tenermi dentro una cosa che reputo giusta e benefica.

La Verità

11 replies

  1. Giuro Marcellino, ti dico con sincerità cosa intendevo fare: mentre leggevo il tuo articolo avevo già preso nota su due tre punti, per replicare pacatamente.
    Poi, arrivato a Pinocchio, ho capito ..
    🚑
    Tranquillo, sono amici. Con loro puoi parlare delle voci che senti, anche quando dormi 😂

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  2. io ci sto con la terza, ma per una ragione diversa: per sfasciare, rottamare, vaporizzare, polverizzare il Bomba una volta per tutte.
    chiunque va al Governo, in Italia, è carne da macello, lo sanno tutti: tanto bravo tanto bravo all’inizio, poi quando si tratta di prendere in mano veramente la cosa pubblica, quando si tratta di dire dei “no” e scontentare qualcuno, finisce presto in pasto ai pesci.
    remember Monti, il primo Salvatore della Patria? dopo un anno di governo si candidò e, nonostante i soliti giornaloni lo accreditassero per la doppia cifra, prese uno striminzito 8% prima di scomparire nel nulla, ora è uno dei presidenti del consiglio più odiati della storia.
    remember lo stesso Bomba? partì portando il PD al 40%, tutti i giornalastri lo idolatravano, la Meli aveva il suo poster in camera, tutti a fare a gara per dire che era il più figo del bigoncio, dopo due anni prese una bastonata al referendum, e nel 2018 una seconda bastonata alle politiche.
    è il momento di finire il lavoro: fatelo governare ancora, in piena pandemia, con le varianti che schizzano, le scuole che aprono e chiudono, i genitori sul piede di guerra, la campagna vaccinale, lo smart working etc. etc.
    tempo un anno e dal 2% passa al -2%.
    e ce lo leviamo dalle palle per sempre.

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    • Mi tocca correggerti:
      1) il bomba è già il più odiato dagli italiani, non occorre finire il lavoro, bastano le prossime elezioni
      2) la Meli ce l’ha ancora il poster in cameretta.

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      • ma il Bamba da Rignano ha ancora uno zoccolo duro di decerebrati che lo seguono e pensano che sia davvero un grande statista, che pensano che le sue smargiassate siano grandi alzate d’ingegno.
        un nugolo di rimbambiti che va in brodo di giuggiole quando il Bomba ripete “noi facciamo politica” (lo slogan che usa quando deve accoltellare qualcuno alle spalle o fare una giravolta).
        so che è difficile far saltare questo zoccolo, ma forse se lo si lascia governare e fra un anno ha raso al suolo completamente il Paese sarà difficile poter dire “che grande politico questo Renzi!”.
        al limite “che grande pollo”.

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    • Io non conosco nessun renziano (tranne il mio ex dirigente, che voleva convincermi a votare sì al referendum: potevo denunciarlo per stalking), e sono convinta che fuori da Twitter e dal corsera il renziano non esista.

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  3. Dei tre punti, i primi due sono oggettivamente, a mio avviso, molto realistici; cioè, dicono quel che secondo me è oggettivamente vero. Sul terzo ho dubbi.
    Tecnicamente parlando non saprei dare del tutto torto al Veneziani, devo dire (peraltro con mio grande stupore, credetemi!), ma il Rignanese d’Arabia è talmente antipatico, ma talmente odioso e insopportabile da escluderlo a prescindere. Non so voi, ma a me, di Firenze, dà noja anche già la sua voce, al punto da orripilarmi: dico davvero, mi si rizzano i peli delle braccia, e subito dopo mi viene la nausea. E poi però c’è un punto su cui son discorde: considerato il grado mostruoso di intrallazzità dell’Adiposo di Rignano, non son affatto sicuro che la situazione attuale sarebbe tale da mandarlo sul lastrico politicamente parlando. Purtroppo la sua capacità di restare a galla (guarda caso proprio come quegli output di forma cilindroide particolarmente fragranti che tutti conosciamo) si è dimostrata pazzescamente forte: almeno in questo devo riconoscergli una qualche abilità.
    Il figlio putativo di Banano Berlusconi temo che continuerebbe, al netto della sua follia narcisistica, a romperci le palle amcora per tanto. Questo peraltro, temo, non ha a che fare col punto tre. Lui resterà nella politica, quindi figura pubblica, chissà per quanto ancora. Purtroppo per tutti (quelli che non vivono avendo a che fare con quel partitucolo di pezzenti morali)… 😔

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  4. La quarta eresia sei te o Marcellino.Per me molto semplicemente Berlusconi è un condannato per frode fiscale,nonché pluriprescritto.Draghi è un banchiere a cui non può interessare la condizione delle classi popolari.Sul bullo di Rignano basta stendere un velo pietoso anche su di te Marcellino

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  5. Sono tre criminali egomaniaci narcisi.

    Non c’é nulla di buono a tenerli in giro, sono socialmente più pericolosi di tutti i novax e sivax messi insieme.

    Per carità, mandateli fuori dalle istituzioni! E possibilmente anche fuori dai c…..

    Ah, già, dimenticavo il quadro dato a Gigino.

    Allora ce ne è un altro da mandare fuori dalle 00.

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  6. Su Draghi ho le mie personali riserve che invece potrebbe dimostrarsi un buon premier, se gli viene dato tempo e modo con la mediazione del corpo politico; in questi 10 anni di sgoverno non Ve ne è stato uno che ha terminato la legislatura; al ché mi chiedo con quale cipiglio si possano chiedere riforme strutturali; per quanto se ne ne leggono e per quanto ne parlate voi giornalisti i migliori dei quali, riescono ancora a fare da ago della bilancia e ponte tra la politica e la popolazione, senza arrampicarsi sugli specchi del protagonismo per ammiccare, di buon grado, promozioni e scoop; poi osella, il marchio di fabbrica di una tracotanza che ha reso poca giustizia e tanti maneggi contro la popolazione inerme e povera, da sempre, oggetto di dispute e dissidi con le dovute cautele e condizioni di status sociale, potere politico e economico; in questo paese che vuole estirpare le erbacce confondendo il povero con un sicuro ladro e un ricco o benestante come un sicuro signore cui nessuno, manco il padreterno, può ingabbiare.
    Narrazioni arcaiche di un arcadia sempre verde e funzionale ad una restaurazione e ad un conservatorismo che vede nelle società per azioni, fondazioni, titoli e altro che non so, il medium necessario per acquisire proprietà in svendita e ciò che culturalmente e storicamente rappresentano, sradicandoli di buon grado dal territorio e dalla loro storia perché fanno mercato e perché elementi di attrattiva turistica altolocata, mentre si moltiplicano le necessarie serve e cameriere e il corteo dei cuochi e dei maggiordomi.
    La valutazione del patrimonio immateriale è connessa al valore materiale con tanto di timbro in ceralacca.

    Adesso potete tutti andarvene sotto gli ombrelloni!

    Al signor Martello, chiedo se conosce Paracelso e Cornelio Agrippa e, letto nel blogg, il nome di Pico della Mirandola nominato come un gonzo a gargonza..

    La letteratura e la filosofia, astruserie da riporto o specchi di interpretazione?
    Ognuno la veda come vuole, osella e chi non vi accontenta!

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