Berluscron e le giovani varianti

(Tommaso Merlo) – Siamo nel pieno di una nuova ondata berluscroniana. Davvero estenuante dopo decenni d’infezione. Che berluscron fosse molto contagioso si sa da decenni ma era difficile prevedere che resistesse così a lungo. Colpa di tutti coloro che non hanno mantenuto l’opportuno distanziamento politico e delle giovani varianti. Gli effetti del berluscron sono noti, provoca un brutale crollo della moralità e dell’onestà intellettuale e scatena un egoismo talmente acuto da generare una totale dissociazione dalla realtà. Poveri cristi da una parte, deliri ego-poltronistici dall’altra. Per capire quanto berluscron si sia diffusa tra i palazzi romani basta restare all’attualità. L’elezione del Presidente della Repubblica si sta rivelando una festival della peggiore partitocrazia mai apparsa in Occidente. Invece che un trasparente e salubre esercizio democratico collettivo, un verminaio d’ipocrite tattiche e stucchevoli balbettii che trapelano da dietro le quinte. Invece che un confronto aperto per identificare le personalità più illuminate e degne del ruolo, una bega tra politicanti screditati per piazzare qualcuno “di amico” e che gli permetta di restare incollati allo scranno fino all’ultimo. La solita epidemia partitocratica, la solita ondata di berluscron con le sue giovani varianti. Nel frattempo nonno Draghi si è degnato di apre bocca ma solo su quello che vuole lui. Come se fosse ancora in banca e temesse che qualche parolina fuori posto facesse impennare lo spread tra il suo culetto e la poltrona quirinalizia. Cosa abbia detto nonno Draghi come al solito rimane un mistero della fede, ma pare che vada tutto alla grande. Linea aperturista e del money first non scordando di accendere un cero a San Virus di tanto intanto. Nonnetto Draghi gioca facile senza uno straccio di opposizione e coi giornali a pecorella, ma non se la passa così bene come potrebbe sembrare. Era a casa coi nipotini a pianificare il trasloco al Quirinale quando gli è squillato quel dannato telefono. Conte era stato uccellato e toccava a lui portare avanti la baracca. Li possino. Quegli straccioni dei politicanti lo hanno tirato in mezzo nel momento peggiore. Non c’è nulla di più pericoloso per i miti che sporcarsi le mani. E soprattutto nel mezzo di una tempesta. E soprattutto in Italia, noto covo di ipocriti e voltagabbana seriali. Ma nonno Draghi non poteva certo nascondere la testa sotto al materasso. Qualcuno avrebbe approfittato delle sue chiappette al vento. Ed eccolo allora sfoderare il suo impeto patriottico e mettersi al servizio delle istituzioni. Giusto qualche mese, in attesa del trasloco quirinalizio con tanto di processo di beatificazione annesso. Strategia sensata anche perché il livello delle classi dirigenti nostrane è talmente misero e penoso che uno col suo curriculum non ha l’ombra di un rivale nei palazzi romani. Tutto sembrava filare liscio se non fosse per il repentino scoppio di una nuova ondata di berluscron. Altro che immunità di gregge. Gran parte dei cittadini hanno sviluppato gli anticorpi, ma quello è un virus che colpisce soprattutto chi indossa una cravatta ed ha una poltrona vellutata sotto le onorevoli natiche. Una variante che si diffonde nei palazzi del potere e rende l’ego dei politicanti ancora più sordo ed ottuso, ancora più arrogante e autoreferenziale. Già, poveri cristi da una parte, deliri ego-poltronistici dall’altra. Già, bisnonno Silvio vuole traslocale al Quirinale per restare al servizio di se stesso. Roba da film horror trash nella realtà, una eventualità nei palazzi romani. Non resta che attendere il picco. Bisnonno Silvio è un noto trombatore di prossimo e finora nessuno è riuscito a castrarlo. Il suo scopo è contagiare anche la futura memoria. Vuole sconfiggere definitivamente nemici politici e giudiziari ma anche quelli che gli ronzano nella coscienza. Vuole convincere tutti e anche se stesso di essere un persona perbene, una grande personaggio della storia repubblicana ingiustamente perseguitato. Che sia in corsa per il Quirinale è già una vittoria per lui ma se vi riuscisse sarebbe una vera e propria redenzione politica e personale. Davvero un film horror trash. Nonno e bisnonno. Palazzi e realtà. Una ondata berluscroniana davvero estenuante. Tutta colpa di coloro che non hanno mantenuto l’opportuno distanziamento politico e delle giovani varianti. E ai poveri cristi non resta che attendere il picco.

7 replies

  1. Non una mutazione sviluppatasi da quelle già in circolazione, ma una nuova variante che avrebbe compiuto il doppio salto di specie: da uomo a topo e successivamente da topo a uomo.Capito mi hai?

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  2. Più osservo Berlusconi e più comprendo quanto sia l’immagine di una vittima. Non di se stesso ma della cattiveria del mondo. Un grande Cesare, forse il primo o forse l’ultimo in quanto a fasti, lutti, vittorie e tragedie.L’ultimo a dare lustro e benessere materiale al nostro paese. Pratico, seppe mantenere equilibri davvero difficili, come pochi. oggi, fa male tanta ingratitudine e frettoloso delitto nel progettare il parricidio al sentore delle idi marzoline. un popolo di Bruti, Cassi, nati in una Cà d’oro, affilano i lunghi coltelli per la notte dei cristalli. Ditta-Torelli scal-piccianti in attesa dello scannamento. Non importa se la casa comune la faran orfanotrofio, bisca, bordello e saran al par dei proci, figli di NN o per via materna, puttana. Del resto, lo attesta Dante lo stato del paese, sempre teso alla nostalgia delle case chiuse.Fa male vedere tanto astio contro un mecenate, benefattore e forse, un poco, ingenuo. Forse , la volpe zoppa è una favola inedita di La Fontaine…

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  3. Concordo gentile Viviana. Quello che stupisce è che nessuno osa pronunciali questi nomi o altri quali idonei candidati al quel ruolo. Manca il coraggio. Siamo in una situazione delicata. Secondo me le quirinarie erano una grande manifestazione di democrazia. Ma il passato non ritorna o forse si! G. Mazz.

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