Parla Virginia Raggi

Nomi per il Colle non ne vuole fare, perché a suo avviso il punto è un altro, il metodo. “Io partirei dalle Quirinarie” sostiene l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, oggi consigliere comunale e avvocato, membro del comitato di Garanzia del M5S (“Ora stiamo lavorando ai regolamenti attuativi dello Statuto”).

(DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – Nomi per il Colle non ne vuole fare, perché a suo avviso il punto è un altro, il metodo. “Io partirei dalle Quirinarie” sostiene l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, oggi consigliere comunale e avvocato, membro del comitato di Garanzia del M5S (“Ora stiamo lavorando ai regolamenti attuativi dello Statuto”).

Diversi senatori hanno invocato il Mattarella bis, vari big tra cui lo stesso Giuseppe Conte hanno auspicato l’elezione di una donna. Che ne pensa?

Io partirei dal metodo, il prerequisito prima della persona. A mio avviso vanno coinvolti tutti i rappresentanti del Movimento: i parlamentari, i ministri, i consiglieri comunali e ovviamente gli iscritti. Ricordo che qualche anno fa facemmo le Quirinarie per decidere una rosa di nomi, sulla base dell’eredità di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo.

Quando puntaste su Stefano Rodotà non andò benissimo. Ed era il 2013, un altro mondo.

Il mondo cambia continuamente. C’è un dato di fatto, nessuno può portare avanti da solo un proprio candidato senza parlare con gli altri. Serve una figura di garanzia per tutti, come è nello spirito della Costituzione. Auspico un confronto il più ampio possibile, una sorta di assemblea del M5S con i parlamentari ma anche tutti gli eletti a livello locale, dove i famosi portavoce possano far sentire la propria voce per selezionare una rosa di nomi, da mettere poi in votazione sul web. Ma si può fare anche il processo inverso: l’essenziale è coinvolgere i territori. Abbiamo sempre vinto facendo così.

Ma se scegliete un nome con gli iscritti metterete gli altri partiti di fronte al fatto compiuto, e Conte si troverà in difficoltà al tavolo, no?

Per Conte è un’opportunità in più. Lui sa mediare ai tavoli, è una capacità che gli va riconosciuta. Secondo me non sarebbe un problema ma una carta che Conte saprebbe giocarsi, anche perché sarebbe forte dell’appoggio di tutto il M5S. Si potrebbe individuare qualche personalità al di fuori della politica: su nomi fuori dell’arco parlamentare si potrebbero trovare convergenze con gli altri partiti.

Ne ha parlato con Conte?

Un po’ di tempo fa. Ma c’è una collaborazione costante tra noi, visto che faccio parte del comitato di garanzia.

Ci sono nomi invotabili tra quelli che ha sentito fare per il Colle?

Non parlo di nomi.

Mario Draghi deve restare dov’è?

Non personalizzerei su Draghi. Questo governo è nato per applicare il Pnrr e i progetti relativi a esso. Adesso non possiamo frenare questa attività molto importante: l’Europa ci guarda, perché abbiamo termini da rispettare e i primi soldi stanno arrivando ora. È una fase molto delicata e dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione. E poi c’è un tema fondamentale di cui occuparsi, il caro bollette. Sono raddoppiate, e tanta gente non sa come fare. Serve stabilità

Che ne pensa dell’obbligo vaccinale per gli over 50? Molti parlamentari grillini in assemblea sono stati critici.

Dovremmo parlarne in un’intervista a parte. Ci saranno nuove assemblee e se ne discuterà ancora.

La accusano di essere una “ni-vax”. Hanno torto?

Argomenti triti e ritriti. Ci sono tante altre cose di cui parlare.

Per esempio?

Per esempio della legge elettorale. Dovevamo cambiarla, in entrambi i governi di cui abbiamo fatto parte. Bisogna tornare a una legge proporzionale, possibilmente con le preferenze, e andrebbe fatto prima delle Politiche.

Nelle quali magari lei potrebbe essere il piano B del M5S al posto di Conte.

I giochi di palazzo non mi interessano, queste polemiche non mi sfiorano.

Continua a sentire molto spesso Grillo, dicono.

Ci sentiamo e ci confrontiamo. Beppe è stato ed è una parte importante del M5S e sarebbe assurdo non sentirci. Ma lui si confronta spesso anche con Conte.

Come giudica i primi mesi di Roberto Gualtieri da sindaco di Roma? La promessa di pulire la città per Natale si è rivelata troppo ardua da mantenere.

Ora sono all’opposizione, sto osservando e studiando. Come ho già avuto modo di dire, Gualtieri non dovrebbe ascoltare i consigli di chi gli dice che è tutto facile.

Roma è molto difficile.

Roma è Roma.

33 replies

  1. Virginia, io ti stimo molto, ma tu stai sognando ad occhi aperti, quel M5S non esiste piu, e’ stato suicidato dall’insetto TRADITORE di Genova, al grido di DRAGHIGRILLINO.

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    • Se dobbiamo essere sinceri, il “Draghi grillino” era stato espresso in modo ironico, all’interno di una frase scherzosa, opportunamente tagliata dai media (già proni).
      Ma, se dobbiamo criticare Grillo, ci sono molti altri motivi… non ultimo l’aver ritardato la “ricostituzione” del m5s di Conte, dopo averlo ‘ingaggiato’ e ripudiato in mezz’ora, dando modo a Lega & Co di spadroneggiare impunemente nel nuovo governo, in attesa del risveglio delle belle addormentate…

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      • Quoto e aggiungo, più importante di tutti, aver permesso a Crimi di essere il reggente del M5S per più di un anno, quando avrebbe dovuto durare non più di un mese.

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      • Si buonanotte, fossero ancora tra noi Dario Fo e Gianroberto lo prenderebbero a calci in culo un giorno si e l’altro pure, perche’ tanti fideisti hanno votato sulla piattaforma basandosi su quella sparata.

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      • Vero, ma la “sparata” è stata costruita ad arte più dai media, che dallo stesso Grillo.
        Poi anche lui, magari, ci ha marciato, utilizzandone la spinta per le votazioni…
        Ma che cosa avrebbero dovuto fare? Stare fuori dal governo, dopo aver vinto le elezioni? Magari avrebbero dovuto, prima, insistere su “Conte o voto”, ma ormai Crimi aveva calato le braghe…e persino prima di Leu! 🤬

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  2. fossi Raggi mollerei la politicae mi butterei nell’agroalimentare, IN CHE SENSO? nel senso, immaginatevi i prodotti RAGGI tutti a base di cinghiale, ravioli di cinghiale, ragu di cinghiale, lasagne al cinghiale, salumi di cinghiale, carni di cinghiale……….

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    • Tu da duro e puro che ne pensi di questo?

      “Ma se scegliete un nome con gli iscritti metterete gli altri partiti di fronte al fatto compiuto, e Conte si troverà in difficoltà al tavolo, no?”

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      • Penso che, posto che gli iscritti di oggi non sono più quelli del 2013 né quelli del 2018, e che stiamo parlando di un partito nella struttura e nell’elettorato quasi simile ad un partito tradizionale, è sempre un bene dare la parola agli iscritti, senza ovviamente quesiti farlocchi ma con piena libertà di scelta.
        Ho i miei dubbi che vengano fuori chissà quali nomi, tipo quelli di 7 anni fa, con Gabanelli, Strada e Rodotà ai vertici, e che poi la volontà degli iscritti venga rispettata, ma tentare non nuoce e comunque sempre meglio che dare campo libero a Dimma e soci “col favore delle tenebre”.

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    • Senti Brad, io ti stimo, ma sul serio, a volte mi pare che tu viva in un’altra dimensione.
      E che Rodotà, Gabanelli, ecc ecc sono usciti dal popolo 5s? Daje su, hanno fatto anni di campagna di convincimento (nobile, sia chiaro) commentando ogni lunedì la puntata di report (che all’epoca andava in onda la domenica), idem Rodotà super star del blog voglio scendere, di Santoro, blog di Grillo ecc.
      Proprio qua volevo arrivare: il movimento partito o meno, ha seguito, si è fidato dei suoi rappresentanti. Ora, ti pare il caso di far votare gli iscritti a briglia sciolta? Ma non li vedi i danni all’orizzonte? Ma te prego.
      Leggo Palombelli, De Gregorio, oggi leggo Gentiloni. Il vostro elettorato non è diverso dagli altri: va spronato, se no sempre italiani sono, sempre medi e mediocri, oppure credi che siano tutti come noi qui che ci alziamo la mattina e il primo pensiero è la politica?

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      • Angelina, io stimo te, come anche Gatto, come chiunque non le mandi a dire e prenda posizioni ragionate ma nette senza nascondersi dietro un dito.

        Ma permettimi: premesso che questo non è più, da tempo, il “mio” elettorato, gli “itagliani”, come qui li chiama qualcuno, quelle poche volte che gli è stato concesso di dire la loro senza intermediazioni, si sono sempre dimostrati abbastanza maturi votando contro il mainstream: no nucleare, no schiforma di Renzi, no legittimo impedimento, sì acqua pubblica, sì taglio parlamentari, per non andare troppo indietro nel tempo, e se si votasse oggi su eutanasia e cannabis (io sono contrario a quest’ultima), già si saprebbe come andrebbe a finire.
        Oggi non metto la mano sul fuoco, come ti ho detto, su cosa sceglierebbe il “mio” elettorato, proprio perchè, rispetto a 10 anni fa, manca il coinvolgimento, il dibattito, l’inclusione dal basso che c’era allora, che consentiva oltre alle tante caxxate che venivano fuori perchè “nessuno nasce imparato”, il risultato più importante, che era quello di appassionare la gente alla politica.

        I problemi oggi sono essenzialmente due: il primo è che Conte è una brava persona, per carità, è stato un ottimo PdC ed avrebbe avuto tutto da guadagnare (ed anche noi) nel fare il suo percorso politico distinto e separato, ma con il M5S che fu non c’entra proprio nulla; il secondo, ben più grave, è che oggi è tutto delegato a quattro auto-nominatisi “padrini” che sono suppergiù lo specchio degli iscritti attuali, ed io sono certo che se proponessero un quesito su Amato PdR, questo passerebbe, come passerebbero Gianni Letta, Casini, Pera, Franceschini, forse la Casellati e la Cartabia e non voglio immaginare B.
        Draghi passerebbe con il 95% di QUESTI iscritti; con quelli che c’erano solo 5 anni fa, non arriverebbe al 15%.
        Una base rivoluzionaria, come quella del tempo che fu, non credo che avrebbe potuto o potrebbe fare più danni di così.

        E poi, permettimi: lasciami sognare, che ci è rimasto poco altro!

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      • E allora torna all’inizio!
        Io ti ho riproposto la domanda che è stata fatta alla Raggi. E tu, nonostante tutto quello che scrivi, e soprattutto il fatto che ormai il dibattito politico non esiste più con quel coinvolgimento della gente normale, che legittimamente poteva partire da una puntata di report, ebbene ciononostante tu auspichi che la base venga interpellata perché tentare non nuoce. Dai su. Questi sono capaci pure di far passare Berlusconi.

        Su Conte col tempo ho cambiato idea: come ho già detto altre volte con gran scuorno (cit.) del sociopatico la coerenza è sopravvalutata quindi devo ammettere che ormai sembra chiaro che non ce la possa fare. Lo speravo per il bene di tutti, anche mio, ma da questo stallo lui non esce. Mi aspetto un massacro il 24 p.v. Sperando sia l’ultimo.

        P.s. Sui referendum e la domanda chirurgica (cit.) non ho alcun dubbio sulla scelta dell’italiano. Sì /no e stop. Sono strasicura che sceglie nel modo giusto e ragionato, nonostante la campagna mainstream. Ma che il popolo 5stelle o leghista debba lui proporre Canfora (per fare un esempio) beh, mi sembra assurdo. Fateli voi i nomi visto che vi strapaghiamo! E se no che democrazia rappresentativa sarebbe?

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      • Mi sia concesso un appunto: sulla falsa riga di GELOSO e INVIDIOSO grad, tu confondi la COERENZA con la SISTEMATICITA’.

        Essere coerenti non implica affatto non cambiare mai pensieri, opere … e omissioni: mi sono capito (cit.)?

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      • Non auspico, perché come ti ho detto sono ormai distante da “questa” base, ed anche perché la spinta rivoluzionaria è ormai a zero; ho detto solo che sarebbe sempre un bene interpellare gli iscritti, come sarebbe un bene che lo facesse il PD o un qualsiasi altro partito, sebbene non siamo in presidenzialismo (e per fortuna, perché potremmo scegliere solo fra la kasta), ma principalmente con lo scopo di coinvolgere i cittadini il più possibile nella vita politica.

        È un percorso di crescita, che per quanto lungo deve pur iniziare; sono convinto anch’io che se si coinvolgessero oggi tout-court 60 milioni di italiani, verrebbero fuori la D’Urso, la Ferragni o Magalli, quel che mi fa rabbia principalmente è che quel percorso di educazione di massa al coinvolgimento alla politica che cominciò 10 anni fa sulla spinta dell’indignazione e che iniziava a dare qualche frutto, si è chiuso nel peggiore dei modi.
        Perché se la politica continua a restare elitaria e sub iudice dei soliti noti, nessuno poi avrà il diritto di lamentarsi dei nomi che vengono fuori (sempre gli stessi come nel feudalesimo, fra l’altro) e delle decisioni che vengono prese sulle nostre teste.

        E non sfottermi il gatto, che quando ti legge non lo vedi ma ti fa le fusa! 😆

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    • ma che stai a dì?

      Dove la vedi una lombardizzazione qui?

      Una che ha detto tra l’altro che Dragula deve restare a P.Chigi per fare le cose che ha da fare come PdC.

      TIE’ DRAGO!

      Perché non dimentichiamoci del Libanese nel 2012.

      Di fronte alla Lupa anche i Draghi chineno la testa!

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      • Appunto, più o meno la stessa cosa che direbbe la Lombardi.
        Un M5S di altri tempi avrebbe detto che Draghi prima va a casa e meglio è, dato che gli italiani si erano espressi diversamente ed anche per milioni di altri motivi che ora per mancanza di tempo e voglia non mi va di ripetere, ma che ti puoi immagianre.

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      • Più o meno la stessa cosa che DIREBBE la Lombardi?

        E come lo sai che lo DIREBBE?

        Sei dentro la sua testa?

        Per ora non ha detto NIENTE su Draghi.

        E chi tace, spesso, acconsente.

        E la Raggi sa bene che questo non è più M5S di una volta.

        Poi mi raccomando, dì che sono tutti uguali.

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  3. “Conte sa mediare ai tavoli”

    Nel senso che lo mandano in cucina a protestare con il cuoco, alla cassa gli contestano i conti dei clienti, i quali poi non la smettono di darsi di gomito quando passa.

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    • Concordo ! Calenda ma che ci azzecca ?…un pochetto di cavoli suoi non se li fa nemmeno se gli chiudi la bocca con un cerotto .. imsisterebbe con le sue carismatiche doti di attore -mimo ..

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