La cassa piange ma i consiglieri comunali di Roma si aumentano lo stipendio

(Lorenzo De Cicco – il Messaggero) – Tutti (o quasi) d’accordo. Il Pd ha già affrontato l’argomento nelle proprie riunioni interne, riservatissime sul punto, ed è pronto a condividere la mossa con gli alleati di maggioranza. Dagli scranni dell’opposizione c’è chi vede la proposta di buon occhio e sottobanco, già prima di Natale, ha fatto capire che non si farebbe scrupoli a votare sì. Il tema delle larghe intese? Gli stipendi. 

Nello specifico, quelli dei 48 consiglieri dell’Assemblea capitolina. Gli onorevoli comunali, che per tradizione si fregiano dello stesso titolo di deputati e senatori, sono pronti a ritoccare all’insù la propria busta paga, oggi inchiodata a quota 1.500 euro netti al mese, tetto che raggiungono peraltro solo gli stacanovisti, quelli che non mancano nemmeno una seduta. 

«Oggi guadagniamo troppo poco, un quinto di un consigliere regionale e perfino meno di un presidente di municipio. E con un bel daffare durante la settimana», si è sfogato uno dei promotori dell’iniziativa il 4 gennaio, in una seduta di gruppo col sindaco Gualtieri. Ergo, urge adeguato aumento. Anche il primo cittadino ha dato il via libera. 

Del resto per sindaci e assessori, in tutti i grandi comuni dello Stivale, è arrivato un assist dal Parlamento a novembre, subito dopo le elezioni amministrative: potranno rimpinguare il proprio stipendio, fino a pareggiare quello di un presidente di regione. Nel caso di Gualtieri – e dei colleghi a capo delle grandi città – si passerà da 5.700 euro netti al mese a oltre 11mila. Sfruttando la stessa legge, avranno un cospicuo aumento anche i membri della giunta. 

E i consiglieri? Alcuni parlamentari, poco prima delle feste, avevano presentato un emendamento per elargire pure alle truppe delle varie assemblee cittadine il raddoppio del salario. Ma il governo ha bocciato l’iniziativa, creando mal di pancia trasversali. 

Per il Pd ha parlato il segretario del Lazio (e senatore) Bruno Astorre: «È incomprensibile la bocciatura dell’emendamento, i consiglieri comunali hanno un ruolo fondamentale e carico di responsabilità. Una funzione importante che gli va riconosciuta, anche economicamente. Spero si riesca a porre rimedio a questo errore al più presto, noi sicuramente andremo avanti su questa strada». 

TEMPI

Visto che da Camera e Senato non sono arrivate buone nuove, ora Palazzo Senatorio ha deciso di fare da sé, modificando il proprio regolamento interno: lo stipendio del consigliere sarà un terzo di quello del sindaco. Circa 3.500 euro netti. A 4 eletti del Pd è stato chiesto di stendere la bozza della delibera, che sarà discussa in Aula con urgenza, entro fine mese, subito dopo il varo del bilancio. 

«Non vogliamo passare per questuanti – confida, chiedendo l’anonimato, un consigliere dem – incassiamo gettoni senza contributi, nulla, per un importo più basso del minimo tra i dipendenti comunali. E votiamo noi un bilancio di 5 miliardi, con tutte le responsabilità che comporta».

Categorie:Cronaca, Interno, Politica, Roma

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13 replies

  1. Hai capito il furbetto di Gualtieri! Non si accontenta del magro stipendio della Raggi ! Come non avesse gia rubato abbastanza prima ! Adesso va bene l aumento di stipendio ! Un uomo senza parola e però che adesso dice che il suo stipendio non é adeguato al suo Alto ruolo! La Raggi era una vera cogliona ! Non rubava ! Bravi romani che vi siete votati il solito giro dei ladri della capitale !

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    • Egregio Manna, non generalizziamo. Brava quella maggioranza di Romani che
      – non ha votato
      – ha votato questi improvvidi
      Chi, come me, ha votato V. Raggi nutre ancor più disprezzo per Grillo e per i parlamentari M5S che hanno appoggiato il governo Draghi, oltre a quelli che in Regione Lazio collaborano con la giunta minoritaria Zingaretti/PD sfasciando tutto.

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      • Dico: che vuoi? Cosa hai che non ti torna, eh? Io mi esprimo se e quando ne ho voglia, e la mia assiduità non è certo affar tuo.
        Tu invece? Oltre a leggere le opinioni altrui e a non capirle nemmeno per sbaglio, ce l’hai un’idea?
        Una qualunque è sufficiente.

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      • Mi chiedevo solo, da romana, qual’ era il suo convincimento su Gualtieri, e sul PD di cui è portacolori e che, pare, sia suo ! Ero convinto di rivolgermi a persona competente e autorevole, ma mi sbagliavo ! A questo punto aggiungerei anche i non romani all’ultimo capoverso di Andreaex qui sopra esposto !

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      • “qual’ era il suo convincimento su Gualtieri, e sul PD di cui è portacolori”

        Io sono portacolori del pd?
        Ma sei sicuro di non essere dislessico? Disgrafico è sicuro.
        “e che pare sia suo” non so che intendi, ma vabbè come al solito scrivi come pensi.

        “Ero convinto di rivolgermi a persona competente e autorevole”:
        Ah sì? Ma l’altra volta mi hai insultato pesantemente perché secondo te IO avrei offeso Travaglio, ho tentato invano (e con biblica pazienza) di spiegarti che avevi capito male (come tuo solito) e ora sono di nuovo persona autorevole?
        A Dani’, della tua approvazione o disapprovazione proprio non mi importa (voglio essere sobria e non dirti il mio reale sentire). Ti invito invece a esprimerla tu qualche idea, sempre se la trovi in quel recinto dissestato, e sempre su un argomento a piacere.

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  2. Ma quali sarebbero queste grandi responsabilità? A me sembra che possono tranquillamente fare tutte le porcate possibili immaginabili che tanto in galera al massimo ci finisce il sindaco per 2 minuti e finita lì. Sono proprio scemi questi romani!

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  3. “Parlamento a novembre, subito dopo le elezioni amministrative: potranno rimpinguare il proprio stipendio, fino a pareggiare quello di un presidente di regione. Nel caso di Gualtieri – e dei colleghi a capo delle grandi città – si passerà da 5.700 euro netti al mese a oltre 11mila. Sfruttando la stessa legge, avranno un cospicuo aumento anche i membri della giunta”

    Un’altra cosa piuttosto grave passata in sordina.
    Di questo si dovrebbe occupare una vera militanza politica (di destra o sinistra poco conta in questo caso), ma la militanza è intossicata dalla partitocrazia, ne fa parte, e ha le stesse finte priorità.

    Ma è una legge nazionale, non romana.

    Lo dico a coloro che anche giustamente ce l’hanno coi romani, perché molti romani, la maggioranza, questo sistema lo subiscono, non lo sfruttano.
    Lavorano più di piemontesi e lombardi, pagano tutte le tasse e, come se non bastasse, usufruiscono di servizi di merda.

    A molti romani stanno sul cazzo molti romani, esattamente come a voi.

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