La Befana col bollino rosso

(Marcello Veneziani) – Ma si potrà nominare la Befana invano, almeno per oggi, o si rischia di urtare la suscettibilità di qualcuno, che so, il Collettivo femministe, l’Anpi, la Boldrina, la Murgia, i Virologi? Si potrà parlare di un personaggio che certamente non ispira Bella Ciao?

È un insulto alle donne rappresentarla in quel modo indecente, con la scopa tra le gambe, le scarpe tutte rotte e il sacco gravoso sulle spalle? Penderà sui bambini l’accusa di molestie sessuali e sfruttamento femminile per la petulante richiesta di prestazioni alla suddetta vegliarda e la pretesa di estorcerle calze piene di regali? E gli adulti consenzienti rischieranno l’imputazione di tentato befanicidio perché lei è costretta a mettere a repentaglio la sua incolumità volando a rischio smog e covid su mezzi molto precari, nella fascia notturna e calandosi in canne fumarie e camini accesi?

Si risentirà il Sindacato Trasporti Aerei, che so, la Cgil-Befane? O una volta all’anno, almeno, è lecito restare nella tradizione senza nessuna regolamentazione politicamente corretta e sindacalmente protetta? Potremo votarla per il Quirinale senza temere di scambiarla per la Bonino?

Si potranno poi citare, almeno domani, i Re Magi o si devono prima dimettere dal regno e sottoporsi alle primarie? E se insistono a rivendicare la loro regalità dovremo subito ritenerli uno spot monarchico contro la Repubblica? Si potrà dire che i suddetti tre regnanti vanno al presepe seguendo la stella cometa o devono per forza scaricare l’app col navigatore e lasciare le corone ai metal detector, parcheggiare i cammelli e proseguire a piedi perché la grotta è nella ztl? E non rischiano di essere fermati ai controlli doganali, uno per contrabbando di valuta (l’oro), l’altro per detenzione stupefacenti (incensi) e passa solo il terzo perché nessuno sa cosa sia la mirra? Ma soprattutto la loro presenza offende i migranti perché sono facoltosi e non bisognosi, portano doni e non chiedono aiuti, arrivano con mezzi autonomi e non con barconi di fortuna e accorrono per adorare il nostro Dio e non per imporne uno loro? E il Papa cosa dice, che dobbiamo trasformare i Re Magi in Poveri Migranti, di religione islamica magari, accolti nel presepe non da spaesati angeli ma da Organizzazioni non governative? E il presepe, già il presepe, si potrà smantellare domani con l’idea di usarlo l’anno prossimo o si dovrà farlo esplodere gridando Allah Akbar e l’anno prossimo sostituirlo con una struttura polivalente, un po’ moschea, un po’ museo dell’olocausto, un po’ centro ricreativo per non credenti? Si potrà salvare solo l’albero per ragioni ambientaliste? E Gesù Bambino dovrà prima passare dall’anagrafe, Erode permettendo, per registrarlo come Perù Bambino così non offende la suscettibilità di islamici, ebrei e non credenti e per escludere ogni paternità surrogata, anche divina, e ogni intrusione dello Spirito Santo? E la Madonna dovrà denunciare San Giuseppe perché lei è minorenne e lui maneggia seghe e bastoni e dunque è un potenziale violento maschilista? Tra i pastori adoranti dovremmo prevedere anche una quota gay e trans, più una percentuale di neri e di clandestini? Nel presepe sarà obbligatorio un insediamento rom? E tra i Re Magi almeno uno dovrà essere disabile e uno trans? E come la mettiamo con tutte quelle pecore, quelle mucche e quegli agnelli che gremiscono il presepe, di cui è prevedibile la brutta fine, non teniamo conto dei vegani e degli animalisti? Il prossimo presepe si dovrà fare solo con i cereali? Apprensioni legittime soprattutto perché, come è noto, l’Epifania ogni festa porta via e da domani si torna alla realtà, che pressappoco è questa qua.

12 replies

  1. Ormai questo genere di articoli cominciano a sentire di muffa.

    Giornalisti nostalgici dei bei tempi in cui le donne andavano in chiesa col velo e a cui facevano sfornare figli per la Patria per andare a spezzare le reni alla Grecia, bei tempi in cui gli uomini non mancavano una messa domenicale ma nemmeno una puntata nei bordelli il sabato precedente, bei tempi in cui si andava in fabbrica ad undici anni con settimane da sessanta ore, calci nel sedere e cappello in mano per ricevere una paga miserabile, bei tempi in cui se si alzava la testa si rischiava, tra il chiaro e lo scuro, di ricevere una scarica di manganellate condite con razioni di olio di ricino…

    Ecco, questo genere di giornalisti, oggi, assumono questa ridicola aria di superiorità intellettuale fingendo di essere politicamente scorretti.
    Sciorinano ironia (falsa come la loro coscienza) atteggiandosi a simpatici corsari che osano farsi breccia nel mare del “conformismo”.
    In realtà le loro irrisioni mirano nient’altro che a sminuire, a relegare in un angolo aizzando un pubblico ludibrio, qualsiasi barlume di conquista civile che loro vorrebbero tanto mettere sotto piedi perché offuscano i loro sogni reazionari.

    Com’era quella canzone di Mina?
    Ti conosco mascherina.

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  2. Gsi,
    complimenti.
    Condivido spesso i tuoi commenti, sempre molto centrati ed intelligenti, ma questo è da standing ovation!
    👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻

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    • Reciproco Anail. Anche con altri che commentano e che condividi su questo sito. Anche se i miei like (non so perché: la mia mail è reale) non non sono accettati.

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      • Come diceva quel tale, in Italia ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.

        E voi due che vi fate pure i complimenti a vicenda, per dimostrare di non avere capito niente dell’articolo che avete letto (o forse avete guardato solo le figure) ne siete la conferma piena.

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      • Un tale invece diceva che ci sono anche i fascisti doc che raccontano sempre la filastrocca di quel tale diceva che ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti.

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      • Un altro tale invece diceva che ci sono anche fascisti DOCG che raccontano sempre la filastrocca di quel tale che diceva che ci sono anche i fascisti doc che raccontano sempre la filastrocca di un tale che diceva che ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti… che al mercato mio padre comprò.

        IMB3CILL3!

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      • X GSI:

        chi diceva quella filastrocca era un certo Ennio Flaiano.

        Quella che hai raccontato tu, invece, ti esce dalla tastiera.

        Non è una piccola differenza. E non è a tuo favore.

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