“Non possiamo continuare a rincorrere il virus perché perderemo sempre, basta quarantene per i vaccinati”

(Luca Telese – tpi.it) – “Nessun vaccinato che ha avuto un contatto con un positivo deve più finire in quarantena”: Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive all’Ospedale San Martino di Genova, la spiega così. Nel dibattito pubblico di questi giorni questa proposta rappresenta una piccola “bomba atomica”, di fatto lo é.

Così, in questo principio, si può dire che sia riassunto il cuore del “teorema Bassetti”. Si tratta – forse – dell’unico modo che abbiamo per non suicidarci con la moltiplicazione infinita delle misure di prevenzione della pandemia, l’unica possibilità per non costringere ad autoescludersi dalla vita civile (senza motivo) milioni di italiani, l’unico modo per non ridursi a combattere il virus con armi vecchie (e dunque meno efficaci).

Ma proviamo a capire come, e soprattutto perché. Sono passati quattro giorni, ormai, da quando l’infettivologo ligure ha illustrato per la prima volta la sua idea in una “intervista-shock” al Corriere della Sera. Quando lo sento, per chiedergli delle reazioni abbia ricevuto lui è entusiasta: “Le migliori che potessi immaginare”.

Oggi anche uno dei governatori più rigidi contro i no-vax, Massimo Fedriga sostiene la sua proposta dalle colonne di La Repubblica: “Aboliamo la quarantena per chi ha fatto la terza dose”. Ma va anche detto che il Comitato tecnico scientifico per ora nicchia: “Ridurre i tempi di isolamento va bene – spiegano i consiglieri del governo – cancellarlo del tutto no”. Ovviamente la battaglia è solo iniziata.

L’infettivologo sospira, spiegando la sua idea a TPI: “Non c’è nulla di sovversivo. Sono le conclusioni a cui sono già giunte, in America, le principali autorità regolatorie. Credo che, spero in poco tempo, anche il Comitato tecnico scientifico arriverà a queste stesse conclusioni. Il motivo è semplice: non c’è alternativa”.

Ed ecco il cuore della proposta che, come lo spiega Bassetti, è questo: “Non sono opinioni, è matematica: lo scenario a cui siamo arrivati è quello di 100mila nuovi contagi al giorno. Una enormità. Siccome attualmente per ogni contagio ci sono almeno dieci persone che finiscono in isolamento, dai parenti stretti, ai genitori, ai fratelli, ai colleghi, il risultato è inevitabile”.

Quale, chiedo. E Bassetti: “Presto dovremmo avere un paio di milioni di italiani chiusi in casa, in quarantena. Un esercito di reclusi destinato a crescere di ora in ora: un intero Paese bloccato”. Bloccato anche sul piano logistico, sostiene l’infettivologo: “Accadrebbe, in peggio, quello che è già successo in Inghilterra. Così pongo, anche ai miei colleghi del Comitato tecnico scientifico, alcune sommesse domande: quando arriveremo a quel punto chi cucinerà il pane? Chi distribuirà i generi alimentari? Chi guiderà gli autobus? Chi soccorrerà i malati negli ospedali? Due milioni di italiani confinati ai domiciliari senza sintomi non ce li possiamo permettere”.

Domanda: come si spiega a chi legge che fino a ieri era giusto pagare questi prezzi e adesso no? Bassetti sospira: “I principali motivi sono due, e sono anche molto semplici da capire. Il primo: un anno fa non avevamo i vaccini di massa e oggi invece li abbiamo. Il secondo: la variante Omicron – aggiunge Bassetti – si comporta in modo del tutto diverso rispetto alla variante Delta, e reagisce in modo diverso al vaccino. È più contagiosa, meno mortale per i vaccinati, e – conclude l’infettivologo – entro pochi giorni si imporrà, di fatto, come la principale variante”.

Quando? “A fine fine gennaio 2022, che è come dire domani”. Per questo Bassetti pensa che sia giunto il momento di considerare la pandemia con occhi nuovi. «Il Natale 2021 è un racconto del tutto diverso da quello del Natale 2020 – spiega – non possiamo continuare a mettere in atto le stesse misure di un anno fa, quando nessuno era vaccinato. Non possiamo continuare a inseguire il virus, senza aggiornare le nostre strategie di contenimento alla nuova situazione».

Primo tema: il tracciamento dei contatti. “Con la diffusione di Omicron, come abbiamo visto, sta saltando. Nelle condizioni che si sono create la quarantena andrebbe riservata solo ai positivi. Non ha senso chiudere in casa anche i familiari e i contatti stretti, se sono in salute, se sono asintomatici e se sono vaccinati”.

Secondo tema cruciale, i tamponi: “Bisogna subito mettere fine alla tampo-manìa. Abituarci all’idea che i vaccinati il tampone se lo devono fare solo se e quando hanno dei sintomi”. La spiegazione è questa: “Si sta creando, a partire dai non vaccinati, una mito di falsa sicurezza sui tamponi: ma in realtà rappresentano solo una diagnosi istantanea, la fotografia di un attimo”. Non solo i tamponi antigenici, dunque, ma anche quelli molecolari: “In questi giorni di festa sto assistendo a spettacoli folli: gente che si compra gli antigenici su internet, e si dedica al tampone fai-da-te a casa. File infinite. Reagenti che scarseggiano. Ecco – sorride Bassetti – questo è il modo migliore per arrivare a due esiti inevitabili: i falsi negativi e il boom dei contagi inconsapevoli».

Al contrario, invece, il teorema Bassetti ha un obiettivo preciso: arrivare ad una fase «endemica» di convivenza con il virus.
“Basta farsi una passeggiata nelle corsie. Da quando Omicron è comparsa in Italia – il 26 novembre – il contagio nei vaccinati sta producendo, prevalentemente, sintomi lievi: raffreddore, tosse, febbre”.

Ed ecco il punto: “Finché questo sarà lo scenario, e finché questa sarà la variante prevalente, dobbiamo abituarci a considerare, dal punto di vista della profilassi, che Omicron vada trattata, nei vaccinati, come una brutta influenza”. Ovvero: “Chi è malato se ne sta a casa, mentre i suoi familiari, finché non hanno sintomi, conducono una vita normale. Siamo arrivati all’assurdo – aggiunge l’infettivologo – di parenti che restano reclusi a lungo, anche dopo che, sia il primo infetto, che loro stessi, sono completamente guariti dalla malattia”.

Ed ecco perché l‘altro tassello cruciale è la revisione del sistema delle “regioni a colori”. Spiega Bassetti: “Vanno mantenute, ovviamente, ma cambiando i parametri di determinazione del colore. Le misure restrittive – osserva – vanno limitate a zone più piccole: a livello provinciale e talvolta anche comunale”.

Ultimo tema-chiave, la statistica: “Se tutto quello che dico si realizza – osserva Bassetti – il totale dei ricoveri per Covid diventa un numero fuorviante. Nel nuovo conto – aggiunge L’infettivologo – bisognerebbe calcolare solo chi è affetto da insufficienza respiratoria o da indizi di polmonite da Sars-CoV-2”. Ovvero: “Non ha più senso calcolare i casi lievi o la positività di chi si trova in ospedale per altre patologie ma diventa positivo”.

Il cuore di questo ragionamento, tuttavia, è che il teorema Bassetti non si può applicare ai no-vax. «Chi non si immunizza rischia – osserva Bassetti – ma purtroppo non lo fa solo a suo rischio e pericolo. Occupa risorse, produce costi non necessari, intasa gli ospedali. Un vaccino costa allo stato 20 euro, ma ogni giorno di terapia intensiva ne costa 6000. Una cura monoclonale, sul conto del servizio sanitario, grava per 1500 euro”.

Un altro paradosso: “Ci dicono che siamo per i vaccini perché saremmo tutti schiavi di Big Pharma e dediti alla tutela del suo profitto – sorride Bassetti – ma in realtà è esattamente il contrario”. Cioè? “Per Big Pharma – e qui il medico sorride amaro – i no-vax sono letteralmente una miniera d’oro. Cure, terapie, ricoveri infiniti, tutti sostenuti da tonnellate di farmaci. Tutto a carico del servizio sanitario nazionale”.

Altra precisazione: “Con questa variante Omicron, per tutto quello che abbiamo spiegato – aggiunge l’infettivologo – i non vaccinati finiranno presto quasi tutti infettati. Non c’è scampo. Mentre i primi studi ci confermano che, fra chi ha ricevuto le tre dosi, solo il 5-6% può contrarre la malattia”.

Siamo arrivati alla fine. Il taccuino è pieno di appunti. È evidente che “il teorema Bassetti” produce una battaglia su due fronti. Da un lato con i no-vax, che denunciano di essere perseguitati. Ma dall’altra anche con quella parte di mondo scientifico che vorrebbe, in nome del principio di massima precauzione, restare attaccato alle vecchie procedure. Sorriso: “Non ce lo possiamo permettere. Se mi ritrovo a vivere sotto scorta – dice Bassetti a TPI – è proprio perché sto pagando un prezzo, anche personale, alla battaglia contro l’ottusità e la stupidità di chi nega la malattia. Ma non trova – conclude Bassetti – che peggio di questo c’è solo l’idea di non cambiare in nulla la nostra strategia, proprio mentre stiamo combattendo un virus che di stagione in stagione cambia in tutto?”.

10 replies

  1. Un nuovo esilarante episodio della banda Bassetti.

    Non ne ha presa una in 2 anni, e adesso fa il profeta continuando a propagandare i vaccini e negando che lo faccia perché poverino, uno che ha una lista di collaborazioni e finanziamenti con Big Pharma lunga un paragrafo, naturalmente parla perché interessato solo alla ricerca scientifica.

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  2. Aiuto, aiuto, il virus corre… Mai così contagioso, mai tanto pericoloso. Buca i vaccini del 20%, 30%, 50%, a seconda di due, tre, quattro, cinque, dosi… No, pare sia meno pericoloso, ma per ora mancano “i dati”…

    Questo è quello che ci sentiamo ripetere. O meglio, ci sentivamo, fino a ieri. E la nostra “percezione”, toccando con mano che molti nostri parenti e conoscenti si positizzavano e si ammalavano – numericamente di più che nel corso della prima ondata, per quanto mi riguarda – ci aspettavamo le mille volte minacciate nuove chiusure, obblighi vaccinali potenziati, ecc… ecc… Insomma, quello che sta facendo il resto d’ Europa: chiusure, limitazioni e coprifuoco.

    Invece: miracolo!
    Come sempre il Vangelo viene da Oltreoceano – solo se Dem. però . Niente più quarantene per i possessori di supergreen pass.
    Ma come! Non è molto più contagioso? Non “buca” i vaccini come vediamo ogni giorno tra VIp su facebook e tra i nostri amici supergreenpassati? Non dobbiamo portare mascherine anche all’ aperto e in solitudine? E sui mezzi le (costose) FFP”?
    Sì, ma da oggi si fa così, ci dicono: altrimenti si blocca il Paese.
    E quelli che si fanno i tamponi – caldeggiati dagli “esperti” prima del pranzo di Natale per essere “in sicurezza” – ora sono degli stupidi ipocondriaci che “intasano il sistema”. Ovvio: più tamponi si fanno e più i “numeri” crescono: meglio tenerli bassi altrimenti tocca “chiudere” ed i voti degli infiniti ristoratori, baristi, e circenses vari te li scordi. E giustamente: aiuti pressochè zero e giravolte infinite anche per loro, continuamente illusi di “normalità”.

    Insomma, da un giorno all’ altro, contrordine ragazzi. L’ ennesimo.
    Un bagno di umiltà, una dichiarazione finalmente onesta riguardo il fatto che la situazione è ancora in fieri, gli errori sono stati tanti, e che si fa quel che si può?
    Giammai! “Bisogna credere allla scienza”!
    E cosa ci dice la “scienza” riguardo la pericolosità della variante Omicron? “Mancano i dati, ma per ora “pare”…

    Pare, Appunto.
    E siamo in attesa delle decisioni degli US, di Israele e della Pfizer ( che sono la medesima cosa) e dell’ elezione del PdR per sopportare la prossima giravolta. O il prossimo boioster che, per foirza di cose, inseguirà il virus senza mai raggiungerlo.
    Sperando sempre nell’ italico stellone che faccia sì che il Covid si suicidi. come è sempre accaduto. Basta aspettare…

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  3. E i clown fanno “bla bla bla”…
    Ed i pagliacci eccoli qua,non fan ridere e non fanno piangere,ma sono semplicemente insulsi figuranti ciarlatani da fiera…
    Purtroppo parlano,parlano….e continuano a parlare,ma ogni pagliacciata a un limite…,e “questi” lo hanno superato abbondantemente.

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  4. Bassetti cita sempre l’esempio ” delle mie corsie” , ma l’Italia e l’Europa sono un po’ più grandi del S.Martino.

    Sembra la sua un’analisi fatta senza verificare i dati nazionali , dividendo di fatto i contagiati in untori di serie A ( i Si vax con terza dose ) ai quali tutto è concesso, untori di serie A1( Si vax con 1/2 dosi o guariti con una dose) ai quali non si sa bene cosa è concesso fare , e untori di serie B ( No vax) da chiudere in recinti controllati a vista.

    Si lascerebbe di fatto la decisione di fare o no la quarantena , non al medico. ma alla libera scelta del soggetto.( ho o non ho i sintomi …..naso che cola , mal di testa , affaticamento, starnuti, mal di gola……sembra un comune raffreddore).

    Quindi , di fatto per Bassetti, , il triVax , anche se portatore del virus , non è un pericolo per soggetti fragili e immunodepressi !!!

    In ogni caso tutti tenderemmo a minimizzare i sintomi pur di poter uscire..

    Non mi sembra una grande idea quella di Bassetti..

    Gianni

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  5. Veramente questo articolo sembra superato dal momento che oggi Il Fatto Quotidiano scrive:

    IL NUOVO DECRETO – Il governo cancella la quarantena da contatto con positivo per chi ha fatto il booster o due dosi di vaccino da meno di 4 mesi: le uniche prescrizioni sono 10 giorni con la Ffp2 e un tampone al quinto giorno se compaiono i sintomi. Isolamento fiduciario ridotto da 7 a 5 giorni per i vaccinati da più di 4 mesi. Per i non vaccinati il termine resta a 10 giorni. Scartata l’ipotesi del certificato verde rafforzato per lavorare, ma dal 10 gennaio viene esteso anche ad altre attività: dalle fiere agli impianti sciistici

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  6. “Non ha senso chiudere in casa anche i familiari e i contatti stretti, se sono in salute, se sono asintomatici e se sono vaccinati”

    Strano, perché sono quasi due anni che ci dicono che il grosso del contagio viene proprio dagli asintomatici (per questo si è arrivati ad autentici deliri logici tipo le mascherine per i sani e poi addirittura le mascherine pure all’aperto) e invece adesso, puf!, gli asintomatici se vaccinati (ma non contagiano pure i vaccinati?) non sono più un problema e non contagiano più. I problemi appaiono e scompaiono a seconda con quale piede il virologo si alza dal letto.

    Poi questa gente si chiede: ma com’è che nessuno (a parte l’adorante Telese) crede più a una parola di quello che diciamo?

    Ecco, per questo!

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