Approvato il nuovo decreto: feste, green pass, mascherine, tamponi: tutte le nuove regole

Oggi il Cdm ha dato il via libera al decreto Festività: dal 1° febbraio la scadenza del green pass “rafforzato” passa a sei mesi dall’ultima vaccinazione. Novità anche per terza dose e mascherine Ffp2

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(di Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini – corriere.it) – Oggi — giovedì 23 dicembre — il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto che introduce divieti e restrizioni per il Capodanno e nuove regole per il green pass.

Ecco cosa prevede.

Terza dose dopo 4 mesi

Un’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza riduce a 4 mesi il periodo minimo per la somministrazione del richiamo e della terza dose.

Green pass valido sei mesi

Il decreto prevede che dal 1° febbraio 2022 il green pass sarà valido 6 mesi dall’ultima somministrazione del vaccino.
La scelta di far entrare la nuova norma in vigore dal 1° febbraio è stata fatta per dare il tempo a chi ha già effettuato la seconda dose di prenotare il richiamo o la terza dose e così .

Al bar il green pass “rafforzato”

Fino al 31 gennaio potrà entrare nei bar per la consumazione al bancone soltanto chi ha il green pass “rafforzato” che viene rilasciato a chi è guarito o vaccinato.

Niente cibo in cinema, teatri e stadi

È vietato il consumo di cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e per eventi sportivi.

Mascherine all’aperto

Anche nelle regioni che si trovano in zona bianca è obbligatorio tenere la mascherina all’aperto.

Obbligo Ffp2

Per entrare nei cinema, teatri , stadi e sui mezzi di trasporto (treni, aerei, navi, bus e metropolitane è obbligatorio indossare la mascherina Ffp2.

Divieto feste all’aperto

Fino al 31 gennaio sono vietati gli eventi e le feste che implichino assembramenti all’aperto.

Tampone in discoteca

Per entrare nelle discoteche e nei locali aperti al pubblico, in cui si svolgono eventi o feste, dal 28 dicembre al 31 gennaio potrà entrare soltanto chi ha il green pass “rafforzato” (solo guariti e vaccinati) ma se non ha effettuato la terza dose dovrà anche esibire un tampone negativo.

Tampone nelle Rsa

Dal 28 dicembre al 31 gennaio i visitatori delle strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice dovranno avere il green pass “rafforzato” (solo guariti e vaccinati) ma se non ha effettuato la terza dose dovrà anche esibire un tampone negativo.

Quarantena dall’estero

Rimane in vigore la regola del tampone obbligatorio per chi arriva dall’estero anche se è vaccinato.
È prevista l’effettuazione di tamponi a campione al momento dell’ingresso in Italia dall’estero: in caso di positività, si applica la misura dell’isolamento fiduciario per 10 giorni. Chi non ha a disposizione un alloggio dove stare in isolamento va nel Covid Hotel.

Nove milioni di euro per lo screening nelle scuole

Per assicurare l’individuazione e il tracciamento dei casi positivi nelle scuole il Ministero della difesa assicura il supporto a regioni e province autonome nello svolgimento delle attività di somministrazione di test per la ricerca di SARS-CoV-2 e di quelle correlate di analisi e di refertazione attraverso i laboratori militari della rete di diagnostica molecolare dislocati sul territorio nazionale. Il decreto autorizza la spesa complessiva di 9 milioni di euro.

2 replies

  1. TAMPONE NELLE RSA
    solito errore di metodo
    il tampone per entrare in zona protetta a questo punto deve essere l’obbligo
    sia per per chi va in visita,
    sia per chi ci lavora, ma per loro dovrebbero stabilire una frequenza di 4 o 5gg tra i tamponi
    in modo da intercettare eventuali focolai

    mentre che tu abbia fatto 1 2 o 3 dosi non fa differenza, puoi portarti appresso inconsapevolmente
    il virus (che, tra l’altro, per gli inglesi “La variante Omicron infetta principalmente persone che sono state infettate
    da altre varianti in precedenza o che sono state vaccinate.)

    ma lo capiranno mai?

    ps
    se leggete da qualche parte che gli inglesi hanno trovato che la nuova variante porta meno in ospedale
    leggete bene cosa dice l’articolo perché, nell’originale della BBC, si dice che al momento i colpiti sono
    la fascia d’età con meno di 40 anni e che il rischi di finire al pronto soccorso è circa dimezzato
    e quello di essere ricoverato un poco di più, quindi il rischio c’è ancora e su chi ha età superiore
    ancora non c’è la certezza che si comporti in egual modo
    inoltre, anche con quelle percentuali, con quasi 120.000 casi giornalieri, gli ospedali si riempiono ugualmente.

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