Il curatore fallimentare

(Bartolomeo Prinzivalli) – L’atteggiamento della politica nei confronti del paradosso draghiano lascia veramente basiti, poiché la presenza del banchiere ne indica incapacità gestionale e nonostante ciò tutte le compagini si sperticano in lodi e salamelecchi, manco si trattasse di un intervento divino.

Per intenderci è come se in un’azienda con più bassi che alti arrivasse il curatore fallimentare ed il consiglio di amministrazione gli tributasse un’ovazione perenne, attestando di fatto l’essere un branco di incompetenti. Ma almeno in fabbrica fosse cambiato qualcosa, invece il tubo lesionato continua a perdere, il macchinario si inceppa ogni tre secondi, gli operai lavorano male e rendono poco, la sicurezza è penosa, gli sprechi rimangono inalterati e quelle poche cose positive stanno lì come prima anche se adesso ne attribuiscono il merito a lui. Cos’è cambiato allora? Ma il clima, ovviamente. Consiglieri e dirigenti hanno finito di scornarsi, di farsi i dispetti ed accusarsi reciprocamente, adesso è arrivato il curatore ad attestare che sono una massa di coglioni e loro sono felicissimi. Mal comune mezzo gaudio. E addirittura gli chiedono a gran voce di restare, perché non vogliono più mettersi in gioco per dimostrare le proprie qualità, tanto ci pensa lui. In questo paradosso solo gli operai restano increduli: impoveriti, privati di libertà da misure discutibili, costretti a pensionamenti dilatati e senza più punti di riferimento. Alcuni giustificano il tutto come fine, finisssssima strategia amministrativa, parteggiando ancora per i vari consiglieri ed immedesimandosi nei loro presunti sacrifici di convivenza forzata, altri più semplicemente si convincono sia solo una gran porcata.

Mi chiedo con che faccia possano ripresentarsi per contendersi la guida dell’azienda, o di ciò che ne resta, quando per un motivo o un altro il curatore avrà considerato assolto il proprio compito…

9 replies

  1. Per quello che valgono, i sondaggi stanno indicando che gli italiani sono fermamente convinti che l’azienda Italia debba essere ancora guidata da coloro che l’hanno letteralmente distrutta. Poi basta fare la rassegna degli identikit dei probabili candidati a essere PdR e il quadro è completo.
    Da piazza Venezia a piazzale Loreto (tutto esaurito): è lo stesso popolo.
    Per quello che vale.

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  2. Ieri altri tre operai assassinati sul lavoro. Vabbè dai, ‘MAI PIU!’
    C’era uno che sul blog del M5S chiudeva ogni sua considerazione con: “QUANTO MANCAAA!!!”
    Dove sei finito amico?

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    • *Caino,
      Sono uomini. Mica donne per cui fare maratone televisive e leggi dedicate incostituzionali contro l’altro sesso .
      Perciò possono andare a farsi fo**ere.
      Morti.Tre al giorno , uno ogni otto ore .
      Non” una ogni 72 ore “, includendo nel numero tutti gli omicidi di donne, pochi casi isolati non solo quelli per gelosia malata da punire severamente : omicidi stradali, rapine finite male, liti varie, liti condominiali degenerate, mafia, le figlie che accoppano la madre o la nonna per papparsi l’eredità , ecc, tutti motivi per cui il genere è del tutto casuale.

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      • Bravissima, purtroppo non lo si vuole capire e si è visto con la tastata alle chiappe della giornalista di Toscanatv.

        Ma nel contempo, una sua collega di R4 che è stata malmenata da una occupante abusiva di casa, 15 giorni di prognosi, non ha avuto alcuna eco né solidarietà.

        Evidentemente non ci sono gli stessi criteri di valutazione: se non c’é sessismo maskilista non tira.

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