Recita a porte chiuse

Rivalta, alle porte di Torino: la dirigente scolastica ha deciso che la recita di Natale sarà a porte chiuse, perché per accedere all’auditorium serve il super green pass e i genitori no vax non possono entrare

(di  Massimo Gramellini – corriere.it) – Per accedere all’auditorium della recita di Natale serve il super green pass, perciò alcuni genitori non possono entrare. E la preside allora che fa? Vieta l’ingresso anche agli altri, la stragrande maggioranza. Succede a Rivalta, alle porte di Torino, dove il sindaco guida la protesta contro la dirigente scolastica, diventata il simbolo di quella strana eterogenesi della bontà per cui, a furia di voler includere chiunque, si finisce per escludere tutti. Prima di crocifiggerla in automatico, mi sembra però giusto ascoltarla. La preside dice che una festa di bambini è tale se non fa soffrire nessuno. I figli dei no vax si sentirebbero discriminati nel ritrovarsi senza genitori al seguito. Di una giornata gioiosa rimarrebbe loro il ricordo umiliante di un’ingiustizia subita, di cui non capirebbero neppure il motivo. Dovendo inevitabilmente fare un torto a qualcuno, la preside ha deciso di proteggere i pochi a danno dei molti. Nella convinzione che il dispiacere che proveranno i figli dei genitori «in regola» quando non vedranno i propri cari in platea lascerà meno tracce nella loro psiche di quelle che potrebbe lasciare nei figli dei no vax il sentirsi trattati in modo diverso rispetto ai compagni. E ai genitori vaccinati privati di un diritto, chi ci pensa? Non la preside, lei guarda la vicenda soltanto dal punto di vista dei bambini, d’altronde è il suo mestiere. Sono i genitori no vax a non fare il loro, coartando persino la libertà dei figli pur di affermare, come sempre, la propria.

4 replies

  1. la facessero in streaming, così mamme e babbi (e pure gli altri non identificati) non si spintonano
    per immortalare i loro Carmelo Bene in nuce

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  2. Ricordo ancora con orrore le recite scolastiche. Che non piacciono ad alcuno. Meno che mai ai bambini. Ma forse a qualche insegnante “creativa” (leggi fancazzista) e a qualche genitore per il filmino. Sempre che il figlio non faccia solo da comparsa…allora lo senti l’ odio in chat!

    Non sarebbe ora di abolirle, dopo secoli, e cominciare a istruire?
    Istruire? Oddio, che brutta parola!
    Dimenticavo che a scuola si va per socializzare, accogliere, integrare, togliere i figli dalle scatole dei genitori… come questa pandemia ha dimostrato oltre ogni ulteriore dubbio anche a chi aveva ancora qualche… speranza…

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  3. da notare la supercaxxola di Gramellini, che alla fine butta la croce sui NoVax che non fanno il loro dovere. Fomentando odio sociale nei loro confronti, ovviamente. E’ grave e nessuno lo percepisce come tale.

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