Il recinto

(Giuseppe Di Maio) – Dei due polli che mia madre aveva messo da parte in un angusto pollaio uno sviluppò prima, divenendo presto uno splendido gallo di penne multicolori. L’altro subiva le beccate e le angherie del primo e, anche col passare del tempo, restava un piccione malconcio e spelacchiato. Ma un giorno mia madre decise di fare la festa ad un pollastro del cortile, e quello che le parve pronto per la tavola fu proprio il gallo colorato. Non passò manco un mese, che il pollo angariato mutò. Sviluppò di peso e dimensioni, si coprì di piume e penne sgargianti, diventando uno stupendo chicchirichì come mai era stato il suo predecessore.

Riporto questo aneddoto rurale per dimostrare che la disuguaglianza non è naturale, ma ideologica e politica, cioè generata da un vantaggio momentaneo che si vuole far diventare strutturale. Tutti quelli che esaltano la società delle differenze sono gli stessi che si avvalgono di alcuni vantaggi iniziali e li vogliono mantenere a discapito del proprio vicino, sul quale si accampano meriti naturali e guadagnati. Sono esattamente costoro a credere indiscutibilmente nella libertà generatrice di meritate differenze, ma sono proprio loro ad essere assolutamente coscienti che quelle differenze sono generate da prerogative senza merito, rubate. Difatti le due maggiori varianti politiche del recinto italiano: i conservatori e i reazionari, credono in una libertà elastica che accorcia e aumenta il segmento dei diritti e dei doveri a seconda del proprio tornaconto. L’animo conservatore non vede quanto le sue garanzie legali siano un furto, quello reazionario reclama il superamento dei limiti di legge per acquisire altri vantaggi. Entrambi enfatizzano la dimensione privata, il privilegio di nascita e di stirpe, i diritti acquisiti.

In Italia il cortile è particolarmente funzionante. L’alto steccato alpino e il limite costiero, fanno del nostro paese un’isola che rifugge dalle contaminazioni esterne. L’individualismo mediterraneo, che in fin dei conti ha dato vita alla civiltà umanista e cattolica (entrambe produzioni spirituali con robusti tratti anarcoidi), fallisce di fronte alle necessità di una società complessa e integrata. Nella smania di rincorrere la propria dimensione privata, ogni italiano contribuisce a far fallire la sfera pubblica e nazionale da cui dipende molta parte delle sue fortune reali. Ogni italiano è capace di magnificare il rispetto della cittadinanza dei paesi europei, ma non insorge alla mancanza di un salario minimo, alla guerra contro il magro reddito dei poveri, a una riforma della giustizia che depenalizza i reati dei ricchi, e così via… Ogni italiano crede di essere un gallo multicolore, ma i numeri dicono che è un piccione spelacchiato, che ormai non sogna nemmeno più l’arrivo di una massaia che inverta il suo destino.

2 replies

  1. Quando cominceremo ad “accogliere” dignitosamente questi nostri poverissimi concittadini?
    Nessuno sente “vergogna” per questo? Solo i “migranti” ci interessano? Nessuno si sente “in colpa” per questo scandalo cosi vicino a noi?Che differenza c’è con i lagher nazisti?

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/12/17/torture-sistematiche-sulle-persone-con-disabilita-17-arresti-in-una-onlus-di-palermo-le-intercettazioni-e-un-lager-nazista-le-urla-dei-pazienti-dottoressa-mi-faccia-uscire/6429283/

    Una vergogna infinita. Infinita.

    Piace a 1 persona

  2. Cmq buon articolo, chiaramente il gallo che arriva prima o dopo (con furto, vedi villa di Berlusconi) si pensa sempre aquila, mentre chi gli dà ragione è un pollo.

    "Mi piace"