Chi va in tivù non si regge più

(Marcello Veneziani) – Cari spettatori allergia, allergia, direbbe oggi un nuovo Mike Bonanotte anti-conduttore della No-Tv. Gli italiani non sopportano più “quelli che vanno in televisione”; anche quando la vedono sono affetti da videofobia e vedono i programmi solo per imprecare contro chi capita a tiro. Hanno una crisi di rigetto per quelli che vanno in video, l’etnia dei televisivi cronici. In primis i politici, poi gli ospiti fissi, intellettuali, magistrati, virologi, conduttori e influencer di varia umanità. La popolarità da video è un vistoso titolo di demerito e di squalifica, è come se fosse sovrimpresso sulla loro fronte un timbro del tipo: scaduto, già visto, usurato, nunsereggepiù. L’indice di notorietà televisiva è inversamente proporzionale all’indice di gradimento. Più ci vai meno piaci. Vai in tv? Allora dimettiti. Il telegenocidio non risparmia ormai nessuno. Alcuni personaggi oracolari persero la loro aura quando scesero nel pollaio dei talk show. I presenti hanno sempre torto. L’avversione degli italiani non si limita infatti ai politici ma si estende a tutte le compagnie di giro dei talk show che si affacciano ogni giorno nei vostri video. Chi va in tv non deve argomentare o tentare un ragionamento appena articolato ma deve sparare frasi ad effetto, slogan all’ingrosso, sentenze semplici e puerili. Deve poi partecipare a combattimenti dei galli nel pollaio, alzare la voce e la cresta per imporsi sugli altri, togliere la parola al prossimo, parlargli addosso, saper offendere e mortificare l’antagonista, o compiacere il conduttore, alzando la zampa a comando e facendo l’inchino. Chi va in tv dà la faccia al presente disastro, diventa l’indossatore della collezione autunno-inferno della repubblica. Il consiglio amichevole e non polemico a loro è la ritirata, via via sfumando fino a passare alla clandestinità. E si aprano nel paese le selezioni per una classe dirigente mai vista, che non vuole partecipare a nessun grande fratello show, a nessuna isola dei famosi o dei fumosi. Alla fine il consiglio ai teleusurati e l’invettiva contro di loro coincidono e si compendiano in una sola parola: SPARITE. Migliorerà la vostra reputazione, anche semplicemente facendovi dimenticare. Intanto voi spettatori emeriti, come si dice degli ex, pensate solo una cosa: ci sarà sicuramente un’altra cosa migliore da fare che vedere la tv. Una cosa più utile, più bella, più buona, più eccitante, più divertente, più viva.

5 replies

  1. Certo che c’è “una cosa più utile, più bella, più buona, più eccitante, più divertente, più viva” che vedere la tv. Purtroppo però quella cosa non è leggere Marcellino Veneziani..

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  2. Ha ragione Veneziani la tv è insopportabile e sfiora solo la superficie dei problemi dovendo semplificare necessariamente tutto quindi non fornisce risposte a nessuno. Chi partecipa ai talk show si rende complice di questa realtà e perde credibilità nel caso in cui ne abbia. Alcuni non hanno neppure capito come funziona e argomentano futilmente al comando di pseudo giornalisti prezzolati. Che delusione! Meglio leggere un buon libro o ascoltare musica per scaldarci il cuore.

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