Sempre meno democrazia. Per niente

Daspo per il leader dei portuali. Piazze vietate e idranti contro i no pass. Criminalizzazione di chiunque dissenta o esprima dubbi. Tutto per puntellare il muro di balle che avvolge la strategia anti Covid, non ammettere il fallimento del giro di vite sulla campagna vaccinale e coprire le menzogne sull’immunità di gregge e la durata della protezione dal virus dopo il vaccino.


(Maurizio Belpietro – laverita.info) – Il muro di balle che il sistema politico e mediatico ha eretto per puntellare il piano anti Covid mostra ogni giorno una crepa in più. Tuttavia, nonostante gran parte delle promesse fatte agli italiani non coincidano con la realtà dei fatti, invece di fare retromarcia e correggere gli errori, il ministero della Salute e la compagnia di esperti che lo circonda insiste. Anzi, coadiuvato da quello dell’Interno, a cui spetta il compito di vigilare sull’ordine pubblico, settimana dopo settimana limita gli spazi per manifestare il dissenso.

Come ho scritto più volte, non sono un amante delle manifestazioni che bloccano il traffico stradale o quello ferroviario. Tuttavia, in questo Paese sono almeno cinquant’anni che siamo assediati dai cortei sindacali senza che nessuno abbia nulla da obiettare. I governi hanno tollerato le interruzioni della Milano-Laghi ai tempi della crisi dell’Alfa di Arese e non hanno battuto ciglio quando i metalmeccanici occupavano i binari della Milano-Venezia, né quando ogni sabato i leoncavallini paralizzavano il centro del capoluogo lombardo, mettendolo in qualche caso a ferro e fuoco. Tuttavia, se qualcuno si azzarda a contestare il green pass sono dolori. Anzi, è una doccia fredda, perché si ricorre agli idranti, sistema che d’ora in poi immaginiamo sarà usato anche quando a qualcuno verrà in testa di contestare spontaneamente, cioè senza preavviso, un voto del Parlamento come quello sul ddl Zan o una legge che non piace. Siccome però innaffiare i manifestanti (ma non gli sballati che organizzano i rave party) è ritenuto insufficiente a convincere i renitenti al vaccino a offrire il braccio alla patria, a qualche funzionario del Viminale è venuta l’idea di un foglio di via per impedire a chi contesta il certificato verde di manifestare. Il primo ad aver avuto il privilegio di essere destinatario della misura è il leader dei portuali di Trieste, il quale con provvedimento della Questura è stato rimesso sul treno in partenza da Roma, allo scopo di impedirgli di manifestare contro il passaporto vaccinale. Si può essere d’accordo oppure no con le idee di Stefano Puzzer, si può ritenerlo un bravo sindacalista o un personaggio controverso, ma non avendo egli commesso alcun atto di violenza, e neppure bloccato il traffico, ma solo allestito un banchetto in piazza del Popolo, non si capisce perché gli sia stata impedita la permanenza in città, quando chiunque, soprattutto se clandestino, può rimanere dove vuole.

Ovviamente, a me è ben chiaro perché il portavoce dei portuali sia stato messo in tutta fretta su un treno per Trieste. Così come risulta evidente che si vuole far passare chiunque si permetta di sollevare dubbi sulle scelte del governo come un simpatizzante no vax o, peggio, un militante di Forza nuova, cioè di uno di quei simpatici signori a cui è stato consentito l’assalto della sede della Cgil a Roma. Tappando la bocca a chi critica le misure di Speranza e compagni, riducendo al silenzio i contestatori, si spera di puntellare il piano anti Covid, evitando di approfondire le molte contraddizioni, che invece meriterebbero un dibattito franco e, soprattutto, aperto.

Che ci sia da discutere e verificare ciò che è successo e se i provvedimenti adottati per contrastare la pandemia siano sufficienti, ormai è di tutta evidenza. Ne è prova l’andamento della campagna vaccinale, che nonostante l’obbligo di esibire il green pass sui luoghi di lavoro e al chiuso non ha prodotto gli effetti sperati. Ma ne sono dimostrazione anche le rare dichiarazioni di esperti che, pur essendo totalmente favorevoli al vaccino e dunque non tacciabili di inseguire le scie chimiche, di fronte ad alcune certezze governative sollevano il sopracciglio. Una fra tutte? Secondo il professor Andrea Crisanti la promessa di raggiungere l’immunità di gregge è un miraggio, perché quand’anche fra due mesi fossimo arrivati al 90% di vaccinati, si porrebbe il problema che la metà delle persone sottoposte a somministrazione del siero avrebbe perduto la propria immunità e si dovrebbe ricominciare da capo. «Il vaccino dura solo 6 mesi», ha dichiarato al Fatto, «e siccome la maggior parte delle vaccinazioni risale ad aprile-luglio, quelle persone dovrebbero essere rivaccinate». Tradotto, spiega il titolare del laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova, vuol dire che si dovrebbero vaccinare 8 milioni di persone ogni mese, e per sei mesi, allo scopo di avere 48 milioni di persone protette dal siero. «Il problema è che hanno giocato ipocritamente con il green pass e si sono incartati».

Si tratta di una voce isolata, del solito bastian contrario? Leggete quel che ha detto al Fatto Fabrizio Pregliasco, altro esperto. Raggiungeremo l’immunità di gregge? «No, forse con il 90% compresi i minori di 12 anni. Ma invece sulla vaccinazione dei figli minori si è diffusa una certa paura». Per quanto dovremo convivere con il green pass? «Il green pass è scollegato dalle vaccinazioni, è un elemento tecnico-politico che serve a indurre alla vaccinazione». Ciò che Pregliasco non dice è che «l’elemento tecnico-politico» non è servito a indurre alla vaccinazione, perché i contagi salgono e le vaccinazioni scendono, al punto che le prime dosi non sono mai state così basse da quando è cominciata la campagna di immunizzazione. Insomma, il giro di vite ha prodotto l’effetto contrario, ma dirlo non si può ed esprimerlo in piazza neppure.

6 replies

  1. Ovviamente il giornalista dimentica che gli idranti non sono stati usati per togliere il diritto di parola ai manifestanti, come lascia intendere, ma per permettere a coloro che in quei giorni volevano lavorare di far sbarcare centinaia di automezzi.

    Altra cretinata è prendersela col Governo per il daspo, come se la Questura fosse agli ordini del Governo.
    Occupare un luogo pubblico per protesta, senza chiedere i permessi in Procura, è una manifestazione non autorizzata.
    Fare pretestuosi confronti, con altre manifestazioni autorizzate, serve solo ad inculcare negli ingenui che ci siano cittadini/manifestanti privilegiati e altri che subirebbero soprusi perchè scomodi a qualche cupola del male.

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  2. “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. Martin Niemöller

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