Due piccioni con una fatwa

(Marcello Veneziani) – L’emergenza per il pericolo fascista durerà fino alle 14 di lunedì 18 ottobre, quando si chiuderanno le urne a Roma, Torino e Trieste. Poi il tremendo pericolo cesserà e si tornerà alla normale demonizzazione quotidiana del medesimo.

Quando avviene un assalto demente e furente come quello accaduto una settimana fa alla sede della Cgil i colpevoli sono di due tipi: chi lo compie e chi non lo impedisce, pur potendo. Invece, a leggere i giornali e a sentire i media, la colpa storica, preistorica e protostorica è di Mussolini e del suo regime; e la colpa politica, militante ed effettiva è di Giorgia Meloni e del suo partito. E sullo sfondo, di tutti i milioni d’Italiani che la votano, anzi che votano sia lei che Salvini, e il centro-destra, correo per estensione e complicità. La sequenza alla vigilia del voto amministrativo è stata palese: il barone nero a Milano e i relativi fondi neri a Fratelli d’Italia, la scoperta dell’antisemitismo nel mite candidato a sindaco di Roma e infine l’assalto consentito alla sede della Cgil, perfino negoziato con la polizia, nel frattempo impegnata con i suoi infiltrati e no, a picchiare i manifestanti pacifici e a seminare tensione. Ma guarda la combinazione, che sequenza impressionante, sembra un promo per la campagna elettorale. A chi danneggia l’assalto alla Cgil? Alla Meloni e alla sua destra.

Con l’attacco di sabato scorso le sinistre e i loro alleati hanno colto due piccioni con una fatwa: hanno infatti colpito e criminalizzato i manifestanti green pass, e tutti i no vax, e insieme la Meloni e tutti i suoi simpatizzanti, elettori e alleati.

La saggezza cinese del sistema recita: la destra calante va trattata con tolleranza, la destra crescente è un pericolo costante e va colpita. È tutto un peana sui giornali alla buonanima di Fini che portò la destra a suicidarsi tra gli applausi dei media.

Il rapporto che c’è tra i caporioni della rivolta, tra i quali bisogna distinguere tra velleitari estremisti e veri facinorosi, e la destra politica, è in fondo lo stesso che c’è tra gli ultras della curva e i calciatori di una squadra. Se i primi sono esagitati e aggressivi, la colpa non è di chi gioca in campo. Gli ultras giocano un’altra partita sugli spalti, non vedono la partita, anzi i loro capi di solito danno le spalle al campo, sono presi da altro. Vi ricordate Genny a’carogna a Napoli, tutto preso a organizzare la tifoseria, con le spalle alla partita? L’unica incidenza che possono avere con le loro azioni sugli spalti o per le strade è far squalificare il campo della squadra a cui tengono. Sono dunque i principali nemici della loro squadra del cuore. Anzi, l’unica differenza tra gli ultras delle curve e gli esagitati dell’estremismo è che i primi almeno tengono alla loro squadra, pur danneggiandola, i secondi nemmeno, anzi si reputano rivali della stessa, ritenuta vigliacca, asservita, traditrice. Pensano che menando le mani e urlando nei megafoni si abbatta il Sistema globale. E del sistema che vogliono abbattere, come si è visto sabato scorso, sono i migliori alleati. Qualcuno di loro magari lo fa apposta, è mosso dagli stessi agenti…

Insomma se si dovesse trovare un filo di responsabilità, una relazione pericolosa, tra Palazzo e facinorosi, non bisogna risalire alla sede di Fratelli d’Italia ma andare al Viminale e prendersela col Ministro che lo ha permesso, non ha prevenuto e non ha nemmeno fermato in corso d’azione. Servendo giusto in tempo per i ballottaggi quattro fasci in padella.

L’intera vicenda può essere riassunta con un titolo famoso di Konrad Lorenz, l’etologo: “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” Il principio, infatti, è il medesimo. Se quattro scalmanati attaccano, senza ostacoli, la sede della Cgil, l’effetto lo subiranno nell’ordine: i diecimila manifestanti di piazza che erano al 99% totalmente estranei; i milioni d’italiani che non vogliono l’obbligo del green pass; la destra romana e il loro candidato sindaco; l’intera destra italiana con la loro leader e i milioni di cittadini che la votano; gli alleati della destra italiana e i milioni di cittadini che la votano. Ecco il danno dei “cento farfalla” a tutto il pianeta destra. E il bello è che lo si sa in anticipo, quando si compie l’assalto. Un gesto del genere non sconfigge né scalfisce la Cgil, la sinistra, il governo, il sistema mondiale, come loro dicono; ma permette ai medesimi di risorgere, di sfruttare politicamente l’evento, di reprimere e condannare, di sentirsi, loro che sono al potere, martiri e vittime niente meno che del nazifascismo. E non si capisce poi perché proprio la Cgil come obbiettivo, forse solo perché era più a portata di mano. Vedere un energumeno “nero” in sede vicino al ritratto del grande Peppino Di Vittorio, costringe a una scelta: e tra i due scelgo il compagno sindacalista e combattente, interventista volontario. Mille volte. Quella brutta voglia di menare le mani, quel narcisismo manesco che cerca megafoni e attenzioni, quella ridicola convinzione che si possa cambiare il mondo semplicemente alzando le mani su qualcosa o su qualcuno… Quello sfascismo sborone da curva sud nulla ha a che vedere con la storia, la politica, i popoli, le idee.

Infine un pensiero a quelli che vogliono ancora campare sul pericolo fascista, dopo aver tradito il proletariato, la lotta al capitale e alla borghesia, la rivoluzione. Ma non vi vergognate neanche un po’, non vi sentite dei vermi un po’ dementi ad accusare il fascismo, la destra e mezza Italia che la vota, per le violenze che sono state permesse a un manipolo di scalmanati? Non vi sentite miserabili ad attaccarvi a questo, nel momento in cui la politica, voi in testa, vi riduce al ruolo di comparse, macchiette e maggiordomi di Draghi e dei Tecnici, voi cercate un minimo profitto politico-elettorale immediato, agitando l’antifascismo… Da non antifascista mi indigno, ma se fossi antifascista mi indignerei ancora di più.

La Verità 

14 replies

  1. Il confronto in tv Michetti-Gualtieri raggiunge vette di nulla agonistico

    (di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – Il format dei confronti Sky tra concorrenti a qualche carica rilevante per la nazione (ma anche alle primarie del Pd, per dire) è serratissimo, all’anglosassone: alla domanda del conduttore, i candidati hanno 30 secondi per rispondere, poi suona il gong. Il sottotesto, quasi una radiazione di fondo, è: quante panzane si potranno mai dire in 30 secondi? Voi non avete idea. I due aspiranti sindaci di Roma, Gualtieri e Michetti, sono andati oltre la panzana: hanno prodotto l’antimateria. Vette di nulla agonistico. Gualtieri ha un sorriso simil-Lexotan e una postura da busto ortopedico; Michetti pare indossare una maschera di quelle che usano i rapinatori di banca, con le facce dei politici, e tiene i palmi delle mani incollate sul tavolo (vecchio trucco di comunicazione assertiva, a dire al romano: “Ti voglio essere Duce; vedi come m’affaccio”).
    Michetti: “Il Green passe (sic, ndr) è una misura che sta adottando il governo, il sindaco di Roma non può fare altro che ad ossequiare (sic, ndr) quella che è la procedura”. Gualtieri: “È uno strumento importante per contrastare la pandemia”. Gualtieri fatica ad arrivare alla fine dei 30 secondi; inanella anafore per perdere tempo (“È una misura che ci consente di far ripartire l’economia; una misura che…”); pronuncia non concetti, ma surrogati, tofu di concetti (“I vaccini sono importanti”). Mentre parla Gualtieri, Michetti si toglie i nervetti di manzo dai denti facendo schioccare la lingua. Ha un set di formule standard (“Il marchio Roma”, “Occhio vigile h24”); sforna un verso alessandrino burocratese che avrebbe fatto la gioia di Gadda: “Senza impianti il rifiuto né lo tratti né lo smaltisci”. Gualtieri sgancia una bomba: “La bassa affluenza è segno di sfiducia nella politica”; è il succo della sua campagna elettorale: sono innocuo, non vedete come mi esprimo? Sempre meglio che fascista.
    Richiesto di commentare sui diritti civili, Michetti dice che sono venuti 19 suoi amici da Barcellona e hanno pensato che gli autobus fossero gratis perché non è passato il controllore.
    A questa destraccia, oltre all’amorevole cura con cui tratta i fascisti, andrà imputata la colpa di averci costretto a votare uno del Pd.

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  2. si possono evitare i ballottaggi. rossi o neri sempre fascisti sono. meglioandare al mare, fosse l’ultima volta. anzi, a maggior ragione.

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  3. Mi chiedo cosa spinga un essere umano
    (se non è squilibrato) ad essere “non antifascista”.
    Il fascino del fez? Le truppe vittoriose che entrarono ad Addis Abeba, cioè l’impero? Il bivacco di manipoli evitato per magnanimità? Potere spezzare le reni a qualcuno? Corpi stecchiti sulla steppa? Cosa?? Boh! Lo so, risposte al perché esistano amori maledetti non ce ne sono. Goditi il tuo “non antifascismo” , auguri.

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  4. Il “guaio” è che la destra politica, che questo velleitario caciaballe vorrebbe composta da lord inglesi, non solo non ha mai fatto i conti col passato, ma strizza continuamente l’occhio agli estremisti, in maniera ossessiva, al limite dello stalking. Chi candida i parenti del duce fino al ventesimo grado, e perché lo fa? E i vari picchiatori professi che si fanno fotografare mentre fanno il saluto romano, o intonano peana ad Auschwitz, o si vestono da nazisti? Chi ha candidato a Trieste l’ex segretario locale di Forza Nuova, allenatore di pugili nazisti e Tuiach vari? Questo avviene solo da noi e in certi Paesi dell’Est. Certo, ciò che il buffalmacco afferma sulla sinistra è talmente condivisibile da apparire banale (se Di Vittorio vedesse…). Ma dovrebbe guardare al pattume in casa propria- su cui non ha mai detto nulla (paura di prenderle?)- prima di alzare il ditino sporco

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  5. Nessuno si chiede perché uno stuolo di psicopatici mette in atto una cazzata di portata enorme a Roma sette giorni prima del Ballottaggio assaltano la sede della CGIL. Invece di fare accuse a Polizia e politici di sinistra Meloni e suoi adepti insieme al doppiogiochista Salvini si chiedano chi ha pagato quei pazzoide per fare la gran cazzata. Se Michetta perde io chiederei i danni ai vari esponenti delle organizzazioni di casinari a pagamento.

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  6. O Marcellino la tua destra ha governato a lungo guidata dal pregiudicato di Arcora alla cui destra sedeva il mafioso Dell’Utri,trait d’unione con la mafia,alla sua sinistra il corruttore di giudici Previti.Poi vari sodali tipo Formigoni Galan D’Ali e i nipoti di Mubarak.Occupati dei tuoi compagni di merende
    Spiega alla tua sorella Meloni che le bombe della strategia della tensione sono tutte di matrice estrema destra,per bloccare l’avanzata della sinistra.E poi vai a letto e copriti.

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  7. @ Caino, urge che lei si ristudi l’ origine del fascismo. Prima di arrivare nelle piazze aveva “foraggiatori” ovunque, di quelli che contano: US, Vaticano,, industria, Monarchia, banche…
    O pensa che siano le piazze a fare la storia? Le piazze e gli atti di forza arrivano solo dopo che la saccoccia è piena ed il terreno è ben arato.

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  8. Pensa veramente che un modesto pittore ed un altrettanto modesto giornalista arrivino al potere perchè sono “cattivi” ed una mattina si sono alzati decidendo di conquistare il Paese?
    Senza appoggi non fai neppure il bidello. Con tutto il rispetto per i bidelli.

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  9. Carolina,
    Us, Vaticano, Industria, Monarchia, banche… ti sembrano organizzazioni di sinistra?
    Ti sembrano antagonisti del fascismo?
    Appoggi sì, ma amicali, non certo della parte opposta!

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  10. Leggo solo ora l’ articolo di Veneziani ( mi interessano più i commenti purchè non siano altrettanti articoli).
    A Veneziani!!! Grande “intellettuale”!!! Il Lorenz della farfalla non è l’ etologo Konrad ma il matematico Edward!!! E il fantomatico “libro” è in realtà il titolo di una famosa conferenza del 1972. Vorrei proprio che Veneziani mi prestasse quel libro dell’ etologo Konrad Lorenz che parla dell’ effetto farfalla: certamente lo avrà nella sua ben fornita libreria.
    Purtroppo l’ “effetto” Croce e Gentile è più duro a morire del fascismo. E forse c’è un nesso. Più che forse.
    A proposito di terrapiattisti, di vaccini “immunizzanti” e di “immunità di gregge”.
    Di pecore. E pure ignoranti.

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