La scissione del “nuovo” Movimento

(Tommaso Merlo) – La Raggi dice che gli elettori non sono mandrie e non dà indicazioni per il ballottaggio a Roma, Conte dice invece che voterà Gualtieri e i vertici del Pd lo ringraziano di cuore davanti alle telecamere. Quello che rimane del Movimento è spaccato tra movimentisti e governisti pidini. Vedremo se finirà come al solito in nulla o se finalmente nel Movimento troveranno le palle per fare politica davvero. Dopo mesi di moine, la scissione di quello che rimane del Movimento sarebbe la cosa più onesta e intelligente da fare. Conte e i suoi fans vogliono che il Movimento si apparenti col Pd dando vita ad un fantomatico fronte progressista. Ne parlano e ci lavorano da mesi. La Raggi e l’Appendino erano gli ultimi ostacoli, ora la strada pidina è spianata. Letta parla di “nuovo” Ulivo in cui il “nuovo” Movimento ne diverrebbe un rametto se non rinsecchisce prima. Conte non ci sta e preferirebbe fare il cespuglio ma la solfa non cambia. Si torna di fatto indietro alla vecchia ammucchiata di centrosinistra. Pare che molti dentro al “nuovo” Movimento facciano i capricci. Questo perché il Pd non è un partito qualunque, è l’emblema della vecchia partitocrazia e il Movimento è nato dalle sue ceneri. Apparentarsi col Pd significa tornare indietro di anni rinnegando la propria storia. Significa rimangiarsi quel poco che ancora il Movimento non si è rimangiato. Tornando addirittura allo schema destra e sinistra che il Movimento ha sempre giustamente sostenuto fosse una bufala. E con la beffa di accasarsi nel centrosinistra col Pd che è un partito di destra. Il Pd è stato poi storicamente un acerrimo nemico del Movimento che ha contrastato ferocemente fino dagli albori. Vinte le elezioni del 2018 gli ha voltato le spalle e nelle grandi città ha boicottato le sindache del Movimento facendole alla fine perdere. L’obiettivo del Pd non è allearsi col Movimento, è riassorbirne quel poco che ne rimane in modo da chiudere per sempre la spiacevole parentesi movimentista e tornare alla normalità partitocratica. Come membro del “nuovo” Ulivo, il “nuovo” Movimento si contenderà giusto qualche manciatina di poltrone e il 2018 diventerà un brutto ricordo. Davvero una fine triste ma ci sta. Quella di Conte e dei suoi fans è una linea incomprensibile ma legittima. Non si capisce però perché tutto quello che resta del Movimento li debba seguire. Una scissione sarebbe più onesta e intelligente. Che ognuno vada per la sua strada e buona fortuna. Vedremo se è la volta buona oppure se finirà come al solito in niente. Uno degli aspetti che ha distrutto il Movimento è stata proprio l’assenza di dibattito interno chiaro e franco fra opposte visioni e l’assenza di un’analisi politica trasparente ed approfondita. Ad ogni bivio si è tutto ridotto a cinguettii politichesi, manovre dietro le quinte e cagnare social e alla fine ha sempre prevalso la volontà dei reggenti e l’inossidabile linea governativa timbrata puntualmente dagli iscritti superstiti. La fuga in massa di parlamentari e cittadini è stato l’unico ripiego. Vedremo se finirà così anche questa volta oppure se la Raggi o chi per essa troveranno le palle per fare politica davvero. Sfidando apertamente Conte e i suoi fans, fronteggiando la loro intransigente e retrograda linea governista e pidina anche a costo di arrivare ad una sacrosanta scissione.

19 replies

  1. Ma che bella idea. Del resto questa ricerca del nemico interno, questa caccia al traditore, questa convinzione che quando questi sarà finalmente rintracciato ed espulso dal “corpo sano” finalmente si procederà come si deve rende il suo pensiero profondamente di sinistra. E profondamente illusorio. Sacri principi, totale irrilevanza: ecco il futuro dopo una eventuale scissione. Per la gioia dei nemici del Paese smettere di esistere politicamente, questo è certo. Ma come fa bene al proprio ego, dico bene caro Merlo?

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      • Per essere più precisi, Giansenio, l’hanno fatta gli elettori “destri” del m5s che sono tornati alla loro destinazione naturale, alla prima favorevole occasione (Conte1)…
        E purtroppo non sono finiti, ma sono stati e spero saranno sostituiti da elettori della sinistra delusi, magari attratti da Conte.

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    • Sono perfettamente d’accordo con lei. Fu così che i 5* persero delle ottime teste pensanti, alla Tavolazzi o alla Pizzarotti (che per inciso rivinse a Parma da solo, e con largo margine). Ma all’epoca se ne fregarono perché tanto erano in tumultuosa crescita. Però, tra i Robespierre di allora c’erano anche-soprattutto- mediocri opportunisti che hanno continuato a fare carriera, come Di Maio. I più, meno dotati, hanno fatto addirittura il salto della quaglia accampandosi nei partiti della peggiore restaurazione (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Renzi) alle prime difficoltà. Quindi apprezzo la linea raziocinante di Conte, ma fossi in lui cercherei di far rispettare la regola dei due mandati (per lo meno parlamentari) per liberarsi di certa rumenta e stabilirei criteri di selezione più rigorosi

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  2. “…è una linea incomprensibile ma legittima.”
    Piuttosto direi: comprensibile(per continuare com’è) ma ILLEGITIMA(poichè tradisce i principi/obiettivi naturali del Movimento).
    Gianroberto si sta revoltando nella tomba!

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  3. “… oppure se la Raggi o chi per essa troveranno …”
    Va bene tutto Tommaso ma “chi per essa” non si può sentire eh! XD

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  4. “Vedremo se finirà così anche questa volta oppure se la Raggi o chi per essa troveranno le palle per fare politica davvero. Sfidando apertamente Conte e i suoi fans”

    Estremismo politico allo stato puro.

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  5. Bersani: «Caro Letta, uno sforzo in più per l’alleanza. Ora serve una novità politica»
    LaPresse

    L’ex segretario si rivolge all’attuale leader del Pd:«Faccia una chiamata, un gesto per mettere insieme chi si sente di sinistra e M5s. Per Calenda ci sono i pragmatici e i coglioni. Per le destre è girato il vento».
    «Un campo progressista anche in Italia, ma è una dinamica mondiale, questo va detto a chi come Calenda dice che la divisione non è fra destra e sinistra ma fra pragmatici e populisti. In pratica quelli intelligenti e i coglioni. E chi è intelligente lo dice lui».
    «Sono stato fra i primi a sentire che arrivava la destra quando sembrava scomparsa, adesso dico che la destra sovranista si può battere perché nel mondo è girata l’aria. Hanno avuto la possibilità di governare e hanno fallito e perché si sono affacciati problemi – il Covid, la pandemia, il clima – dove ci vuole un esercizio collettivo».

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  6. Caro mister Tommaso Merlo, stiA SERENO e si preoccupi del suo posto di lavoro perche con questo giornalismo sarete a passeggio ! E lo avevamo detto 12 anni fa, si ricorda ? Pare che parecchi di voi siano in cris !
    i

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  7. No-n ho capito di quale “scissione” si parla. La Raggi ha le sue idee e le sostiene con convinzione visto nelle ultime elezioni è stata una dei pochi candidati del MoVimento a prendere percentuali di voti a due cifre. Conte ed altre persone del MoVimento rispetto al ballottaggio di domenica prossima hanno una posizione diversa dalla Raggi, ma si tratta di situazioni già previste. E la Raggi noon ha assolutamente parlato di “scissioni”. Anche nel Pd ci sono Lettiani, Renziani (sarebbero dovuti andare ad Italia Viva ma sono ancora lì che rompono i c…), etc… eppure stanno tutti nello stesso partito. Non si capisce perché la stessa logica non possa essere applicata al M5S. Tranquilli: non c’è nessuna scissione in vista.

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    • x Lantan

      Di scissione parlano sempre quelli da sempre contro il M5S. Aizzare i duri e puri è l’ultima trovata , basta leggere solo qui i commenti.
      Per contare qualcosa e governare ci vuole alleanza. Ma i duri e puri vivono ancora sognando “da soli vinceremo”
      Dall’altra parte sono più intelligenti, hanno capito la strategia di Conte, cercare di guadagnare tempo , recuperare voti solo se uniti,
      e questo fa paura al PD, a Renzi, a Calenda e al tutto il cucuzzaro fascio/legaiolo al seguito.
      Significativo l’endorsement di Renzi a Di Batista:
      “Più credibile Di Battista di Conte, lui combatteva la casta”

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  8. Chi dice che la scissione del MV non avverrà ha ragione da vendere, infatti all’ultima tornata elettorale, ad eccezione di due realtà non a superato il 4%,

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  9. ma quale scissione e scissione, sono mesi e mesi che si blatera di scissione, di un partito di Conte, di un partito di Di Battista, di un partito dei duri e puri, e alla fine non se ne fa niente.
    e non se ne farà niente neanche stavolta.
    la stragrande maggioranza vede ancora il Bamboccio con la pochette come il Salvatore, l’Unto del Signore, quello che doveva risollevare le sorti del Movimento.
    non ha risollevato un cazzo, è buono solo a fare il piacione sui social e nelle piazze per convincersi che è il più amato d’Italia e per sperare di tornare a Palazzo Chigi. ma a che serve? nell’ultima tornata elettorale il Movimento ha preso una stangata, e la popolarità del Bambacione non si è tradotta in voti.
    perché?
    perché vi dovete mettere in testa che i risultati elettorali del 2018 erano gonfiati: una quota di elettori del M5S e una quota di scappati di casa da altri lidi perché disgustati dai partiti tradizionali.
    gli scappati di casa di destra se ne sono andati dopo il Papeete, nel 2019.
    gli scappati di casa di sinistra sono lentamente tornati al PD dopo che se ne è andato (sulla carta) Renzi. ora che il Movimento, grazie alla strategiona del Pagliaccio e del Bamboccio, è una brutta copia del PD, questi elettori preferiscono il PD originale.
    non siete d’accordo?
    spiaze.
    continuate a sperare nel Bamboccio allora.
    però non ci saranno scissioni, perché nessuno ha voglia di rischiare di diventare un cespuglio del cespuglio, ed è la fine che farebbero Raggi & co. se fondassero un loro partito.

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  10. A tutti i merli e i cagliostri:rassegnatevi ,se i duri e puri,fedeli alle origini ,i di battisti etc. etc. faranno una scissione nascerà un nuovo prefisso telefonico e tanti saluti
    .E i merli e i cagliostri godranno come ricci

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