Se Mussolini fosse vivo

(Tommaso Merlo) – Se Mussolini fosse vivo non sarebbe affatto fascista. Si renderebbe perfettamente conto che credere oggi in quella ideologia non ha nessun senso e sarebbe il primo a rinnegarla. Alcuni ritengono che Mussolini fosse un idiota, sarà. Ma in realtà fu prima un giornalista e poi un politico di successo. Fondò e diresse giornali e soprattutto partorì a tavolino quell’obbrobrio politico che è il fascismo e grazie al suo talento di snasare gli umori delle masse coronò le sue bulimiche ambizioni di potere. Le idee di Mussolini e tutto il suo regime meritano la spazzatura della storia, ma quella di Mussolini non è la biografia di un idiota. Lo conferma anche l’apprezzamento internazionale che ebbe i primi anni di regime.  Quanto ai suoi errori catastrofici e imperdonabili, sono errori politici. Errori dovuti alla sua ideologia sballata, al suo regime dittatoriale e soprattutto al contesto e alle circostanze storiche, ma non alla sua idiozia. Ma proprio perché non era un idiota, se Mussolini fosse vivo non sarebbe affatto fascista. Si renderebbe perfettamente conto che credere oggi in quella ideologia non ha nessun senso e sarebbe il primo a rinnegarla. Gli basterebbe ripensare ai suoi vent’anni di regime e confrontarli coi progressi che ha compiuto l’Occidente procedendo per una direzione diametralmente opposta a quella indicata da lui. Se Mussolini fosse vivo sarebbe il primo ad ammettere che il fascismo ha fallito inequivocabilmente la prova della storia. Gli basterebbero poche ore a passeggio per prendere atto del progresso garantito dalla democrazia e dalle libertà che lui aveva calpestato. Per questo se Mussolini fosse vivo direbbe ai camerati superstiti di abbassare le braccia e i manganelli e di smetterla di rendersi ridicoli rivangando assurdità. Le idee politiche messe nel congelatore diventano folclore. Diventano orpelli per il proprio ego. E vista la tempra, se fosse vivo oggi Mussolini si metterebbe a tavolino a partorire altro invece che perdere tempo in futili e tristi nostalgie. Perché la politica è guardare avanti, non indietro. Ma lo stesso vale dall’altra parte. Definirsi comunisti oggi è ridicolo. Se Lenin fosse vivo non sarebbe affatto comunista. Era un uomo troppo intelligente. Gli basterebbero poche ore a sfogliare un libro di storia scorrendo i crimini efferati commessi dal compagno Stalin e i danni che quel regime ha causato ai sovietici e al mondo intero. Lenin prenderebbe atto del fallimento storico della sua rivoluzione e del modello economico e sociale che proponeva e la archivierebbe per sempre senza nessuna esitazione. Altro che ipocrite nostalgie da Peppone e Don Camillo, Lenin e tutti i padri del comunismo riderebbero in faccia ai Comunisti col Rolex de noialtri. Le idee politiche messe nel congelatore diventano folclore. Diventano uno dei tanti orpelli che l’ego usa per distinguersi dagli altri e sfogargli contro le proprie frustrazioni esistenziali. Uno dei tanti orpelli che l’ego usa per costruirsi una falsa identità e sfogare contro il mondo le proprie frustrazioni esistenziali. La politica è guardare avanti non indietro. E’ imparare dagli errori del passato e andare oltre, è comprendere la complessità del presente e provare ad immaginare il futuro con tutti i limiti che abbiamo come esseri umani. Come hanno fatto e come farebbero oggi Mussolini e Lenin visto che non erano degli idioti.

27 replies

    • I fracassatori senza motivo hanno sempre dato una mano al sistema per ricompattarsi contro chi non si vuole sottomettere i fracassatori della sede della CGIL daranno una mano a Gualtieri per vincere il ballottaggio a Roma. Sarà il richiamo alle armi antifasciste a dare il coraggio a Conte di schierare il suo partito a favore di Gualtieri ed evitando il pericolo che i sostenitori della Raggi gli si rivoltino contro. Se la Raggi dovesse dissentire verrebbe accusata di essere fascista

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  1. Se Lenin fosse vivo non sarebbe un comunista. Infatti, poiche’ lo sono io, diventato comunista a dodici anni per correggere gli errori di Stalin.

    Asor Rosa non mi mai risposto…

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    • A ENNIO . Infatti solo dopo la morte di Stalin fu reso noto il testamento di Lenin in cui metteva in guardia dall’ affidare il potere a Stalin. Asor Rosa non risponde ? ormai è un comportamento di quasi tutti ( a meno che non ci sia un interesse concreto a farlo). Eppoi lui …. non avrebbe potuto dichiare smagliature nel partito o nell’idea ; figuriamoci !!:… lui era un professionista…….

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  2. Trovo le sua tesi suggestiva quanto può esserlo la trama di un film ma la storia è qualcosa di più complesso che la riduzione al questo e quello per me pari sono. Fascismo e nazismo si sono affermati come governi in pochi paesi ed in altri imposti con la forza; ogni cambiamento porta con se elementi negativi e positivi e questi andrebbero posti sul piatto del bilancio storico. Nei fascismi sono ben misere le cose che possiamo salvare e molto limitate, anche territorialmente. Non stiamo ad elencare gli orrori che come vediamo hanno prodotto un surplus violento che si trascina ancora oggi. Il Comunismo nella sua accezione reale ha prodotto tragedie, nessuno più lo nega, ma ha cambiato, in meglio, il destino di milioni di persone: una Russia industrializzata e non più feudo contadino degli Zar, la Cina ha potuto, attraverso un sistema diverso, sfamare il suo miliardo di persone; ma soprattutto il comunismo ha messo in moto movimenti di liberazione dallo sfruttamento e di emancipazione umana in tutto il Mondo, anche in quello capitalista. Chiedo: oggi, nei paesi occidentali, senza nazioni ed ideali che fungano da contrappeso e calmiere alle smanie delle parti datoriali, i lavoratori e l’umanità in genere stanno acquisendo o perdendo diritti? Nel nostro paese basti pensare al Partito Comunista Italiano e alla sua funzione di costruzione di una democrazia costituzionale. Quindi no, questo suo dire “si, ma anche gli altri….” la accosta molto alle tesi della destra attuale; sentivo gli stessi concetti da Crosetto (fondatore di FdI) poche sere fa in TV. Quindi dico ancora no, se Lenin fosse vivo sarebbe ancora comunista, e se ne sente la mancanza.

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    • Il comunismo italiano ha avuto alcune grandi fortune: la prima fu di non essere mai stato messo alla prova, la seconda di dover competere con il peggior partito socialista della galassia (cit.) e la terza di aver trovato sulla propria strada una persona perbene come Berlinguer che, non avesse avuto tra i piedi i Pajetta, gli Ingrao e i Cossutta, l’avrebbe trasformato in una matura forza laburista (dicendo “matura” escludo evidentemente le degenerazioni blairiane). Quanto al fatto che il comunismo sia stato uno strumento di progresso e di emancipazione, dipende. È vero per l’Asia (ma a che prezzi!), e in misura minore per l’America Latina e l’Africa. Sulla Russia andrei più cauto. Lì il comunismo riuscì a prendere il potere un un momento di vorticose trasformazioni sociali che in pochissimi decenni stavano portando un immenso e arcaico impero ad essere una delle più rilevanti potenze industriali. Ma lì il principale tappo era una monarchia assoluta e sclerotizzata, eliminata la quale si sarebbe potuta fare strada una moderna democrazia parlamentare (se ciò non cozzasse con una visione monocratica e para-messianica del potere politico interiorizzata dal narod russo). Non fu certamente strumento di progresso nell’Europa orientale, avvilendone tanto l’economia a quanto le talora gracili tradizioni democratiche. Si pensi alla Cecoslovacchia, che era uno stato ricco e solidamente democratico, la cui elite (a differenza della nostra) aveva una buona coscienza sociale. Venne piallata. Dopo aver preso in ostaggio i rispettivi popoli, le dirigenze comuniste est-europee rinunciarono presto a qualsiasi velleità rivoluzionaria per limitarsi a gestire l’esistente, cioè a perpetuare un sistema di potere selezionato secondo logiche mafiose, la cui legittimità si fondava esclusivamente sul benestare di Mosca, pertanto sordo alle istanze di trasformazione provenienti dalla società, che cercava di reprimere come poteva. Ma è innegabile che la presenza di quel blocco ai nostri confini orientale fu un ottimo deterrente grazie a cui i nostri lavoratori ottennero un moderno stato sociale che non a caso si è iniziato a smantellare poco dopo il crollo del Muro.

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  3. Marx si dichiarò espressamente “non marxista”, Lenin (da suoi comportamenti e dal testamento) non fu “leninista”, probabilmente Mussolini non sarebbe stato fascista nel senso di come lo sono molti oggi.

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  4. Mussolini sarebbe ancora fascista, ma come nel film “Lui è tornato”, entrerebbe nelle sedi di FdI, di CasaPound e di Forza Nuova, li metterebbe in ridicolo e direbbe: “Il fascismo è un’idea, e questi non ne hanno nessuna”
    E poi, in diretta nazionale: “Vi ho lasciato che eravate un popolo di analfabeti, sono tornato dopo ottant’anni e vi ritrovo un popolo di analfabeti”
    E sarebbero verità davvero tragicomiche

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  5. Sì ecco, ora parte l’elogio di Mussolini: le nuove leve di Infosannio.
    E come ti sbagli!
    Pengue?? Stai leggendo?

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  6. Il Neofascismo post-bellico aveva un senso. La rivendicazione delle scelte fatte da una Comunità ampia ( il dissenso durante il Fascismo fu combattuto con violenza, isolato ed in parte esiliato ma il consenso era molto maggiore) soprattutto dopo la caduta dj Mussolini, con la RSI. Questa Comunità era stata sconfitta ( e meno male..) ma non voleva “rinnegare” i principi e le motivazioni delle sue scelte. Pur non volendo “restaurare” nulla di simile. L’MSI nacque su questa base. Ma una cosa era la Società di fine anni 40, poi 50, 60 e 70, altra cosa la Società del terzo millennio. Il Neofascismo di oggi oltre ad essere ridicolo ( i rappresentanti del non “rinnegare non restaurare” sono tutti morti) è pericoloso perché lo esprime in piazza un gruppo di provocatori, abituati a soffiare sul fuoco ad ogni pretesto utile. Cercano di insinuarsi in qualunque malessere per virulentare le proteste. I loro argomenti sono uno specchietto per le allodole, nulla di quello che dicono e fanno è in buona fede. Nella migliore delle ipotesi è un ribellismo infantile patologico nella peggiore è un cancro da estirpare ( anche se per fortuna non attecchisce realmente nel corpo sociale del Paese).

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  7. 10 milioni di lavoratori mantengono 50 milioni di parassiti, eccetto 5 di pensionati che han depositato per una vita. incrociamo le braccia per 6 mesi e poi contiamo i morti per fame. tutti dall’altra parte. altra salvezza non esiste, a parte expat.
    abbiamo un potere immenso, unico. serve solo la volontà attiva. già lo faccio da tempo ed i frutti sono incoraggianti.
    lavoro meno, vivo meglio e non son ricattabile.

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  8. Ma basta cazzate! Ma che c’entra Mussolini?!?! Il Green pass va eliminato immediatamente, la Lamorgese deve dimettersi, gli iscritti ai sindacati devono bruciare le tessere e i picchiatori su commissione devono essere processati per direttissima. Poi, se per legge vogliono sciogliere Forza Nuova e Casa Pound bene, i neri cambieranno nome….. è come voler cancellare la Mafia con un disegno di legge…. Basta cazzate!

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  9. con la comparsa del test del dna dovrebbe riconoscere e risarcire una pletora di figli tarati e deficienti che ha generato nella sua lunga carriera di maiale. chiedetelo a donna rachele.

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    • ho la roulotte, costa poco anche di tasse un’inezia. la casa la vendo e mi mangio i soldi a puttane. almeno le godo io e non i soliti.l’imu la paghi l’acquirente , l’anno prossimo. mica si viene al mondo per fare il masochista! dillo ai cretini che si ammazzano per niente.

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  10. Ma io alla fine dell’articolo ci metterei pure: “se mi nonno c’aveva 5 palle era un flipper”.
    Secondo me ci sta bene
    La verità è che Tommaso Merlo da un po’ di tempo è in confusione totale e non sa più che scrivere. Il paragone fra epoche diverse non si può fare nemmeno nel tennis, pensa un po’ a livello politico fra l’inizio ‘900 e l’epoca attuale.
    Fa un elogio di mussolini (che non mi sarei aspettato tempo fa da lui). Da come si è comportato mussolini, anche se non fosse stato fascista oggi, avrebbe in ogni caso approfittato della situazione, che ne so, come meloni? o come draghi?
    (salvini no perché sembra troppo scemo)

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  11. Mussolini era un socialista. Conquistò il potere grazie all’ establishment ed all’ aiuto Statunitense in chiave anti sovietica. E il Vaticano, al quale donò il Concordato, lo chiamo’ L’ uomo della Provvidenza.
    Per Toutatis… mi ricorda qualcosa…

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