Renzi sbarca in Russia (dopo l’Arabia): un posto nel cda di Delimobil, colosso del car sharing

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 20-01-2021 Roma Politica Senato – Scostamento di bilancio Nella foto Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 20-01-2021 Rome (Italy) Senato – Budget variance measures In the pic Matteo Renzi

(Claudio Bozza – corriere.it) – Dopo le consulenze (e le forti polemiche) in Arabia saudita , spunta un nuovo lavoro per Matteo Renzi: stavolta in Russia. L’ex premier, da agosto, è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di Delimobil, la più grande società di car sharing in Russia. Un colosso, che ha sede in Lussemburgo, costola dell’impero costruito dall’imprenditore napoletano Vincenzo Trani, a Mosca da quasi vent’anni, che tra i numerosi incarichi in board finanziari è anche presidente della Camera di commercio Italo-Russa e console onorario della Bielorussia in Campania. Trani, inoltre, è stato il primo italiano a vaccinarsi con il siero russo Sputnik e poi ha fatto da mediatore per farlo produrre da un’azienda farmaceutica in Brianza.

La notizia del nuovo incarico per Renzi (che già in Arabia percepisce un cospicuo compenso come membro del Future Investment Initiative, fondazione che fa capo a Mohammad bin Salman) è emersa nell’ambito della procedura di trasparenza avviata da Delimobil, che sta per quotarsi a Wall street, dove punta a raccogliere almeno 350 milioni di dollari per continuare a crescere e acquisire nuove società per la mobilità condivisa, e non solo. Nel prospetto per lo sbarco nella più importante Borsa mondiale, visto che Renzi è indagato per finanziamento illecito e false fatturazioni, Delimobil precisa cautelativamente che nel caso in cui l’ex premier venisse condannato dovrà dimettersi dal cda. Il compenso per l’incarico in Russia? Non è precisato, ma per l’intero consiglio di Delimobil è l’equivalente di un milione di dollari l’anno.

L’azienda guidata da Trani nel primo semestre del 2021 ha dichiarato 4,93 miliardi di rubli l’equivalente di 68,6 milioni di dollari, raddoppiando il fatturato. Il rapporto tra l’imprenditore e Renzi risale al 2016, quando organizzò il forum internazionale di San Pietroburgo, dove l’ex premier italiano incontrò Vladimir Putin .

Su Twitter, rispondendo al giornalista Luigi De Biase, Alessio De Giorgi (timoniere dei social network di Italia viva) ha affermato che Renzi «nel consiglio di amministrazione di Delimobil ha preso il posto di Enzo Amendola». Ma ciò non corrisponde al vero: il sottosegretario agli Affari Europei, legato a Trani da una lunga conoscenza, precisa «di essere stato un consigliere indipendente e, di fatto, di aver fornito un consiglio di indirizzo come esperto di politica estera» per Mikro Kapital (braccio finanziario di Trani con base in Lussemburgo), rassegnando poi le dimissioni da tutti gli incarichi al momento in cui ha assunto ruoli politici e istituzionali.

Il senatore si dice «molto felice di collaborare all’attività della società Delimobil il cui socio di riferimento, Vincenzo Trani, è un imprenditore da me stimato». La prossima quotazione a Wall Street «rappresenta una fase di internazionalizzazione importante a livello globale — si legge in una nota dell’ex premier —. Il senatore Renzi, da sempre convinto dell’importanza di valorizzare le competenze degli imprenditori italiani in tutto il mondo, sarà al fianco del dottor Trani in questa sfida. Ovviamente la presenza di Renzi nel board Delimobil rispetta tutte le regole della vigente legislazione italiana».

Dopo gli arabi, pure i russi: Renzi fa affari con le auto

Conflitto d’interessi. L’ex premier nel cda della più importante società di car sharing nella nazione di Putin. Il proprietario è un napoletano

(di Michela AG Iaccarino e Tommaso Rodano – Il Fatto Quotidiano) – Un’altra società, stavolta in Russia. Gli affari privati del senatore Matteo Renzi non conoscono confini e guardano soprattutto verso Est. Dopo gli incarichi con l’Arabia Saudita del principe Mohammad bin Salman – considerato dalla comunità internazionale il mandante dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi – stavolta l’ex premier entra nel consiglio d’amministrazione della più importante società di car sharing in Russia, Delimobil, che si sta preparando alla quotazione alla borsa di Wall Street.

È di nuovo una scelta lecita: il mandato non è incompatibile con quello da senatore. Il trattamento economico non è noto, la risposta è quella a cui lo staff di Renzi si affida in queste circostanze: “Il compenso diventerà pubblico con la dichiarazione dei redditi”. Sempre che sia possibile distinguerlo tra i gettoni accumulati da Renzi negli altri advisory board in giro per il mondo.

La circostanza dell’incarico all’ex premier è emersa dai documenti resi pubblici da Delimobil in vista della quotazione (in Italia il primo ad accorgersene è stato il giornalista del Tg5 Luigi De Biase su Twitter). La società, che detiene circa il 30% del mercato del car sharing russo, ha sede in Lussemburgo ed è stata fondata da un imprenditore napoletano, Vincenzo Trani, ovviamente ben noto al Cremlino (ma apprezzato anche in Bielorussia: il presidente Lukashenko lo ha nominato console onorario a Napoli nel 2009) e influente nelle relazioni commerciali sull’asse Italia-Russia.

Trani ha iniziato la sua carriera nella galassia finanziaria della Federazione trasferendosi a Mosca nel 2000. “Il gruppo finanziario che fa capo a Vincenzo Trani – si legge in una documentata inchiesta del collettivo di giornalismo investigativo Irpi Media – è distribuito tra Lussemburgo, Russia, Italia e Svizzera. Tra le centinaia di società con cui ha relazioni commerciali, alcune sono state indagate in procedimenti molto recenti: le inchieste sui 49 milioni della Lega, l’affaire Metropol, gli investimenti spericolati del Vaticano e la cartolarizzazione di crediti delle aziende sanitarie. Né Vincenzo Trani, né il suo gruppo sono nominati né tantomeno indagati in queste vicende”.

È inoltre noto per aver fondato la finanziaria di microcredito Mikro Capital, cui fa capo Delimobil, è presidente della Camera di commercio Italia-Russia ed è il primo italiano ad essersi vaccinato con il siero russo Sputnik-V, di cui è stato il principale sponsor per la diffusione e produzione in Italia (poi bocciata dall’Ema).L’incarico del Renzi privato nella società di un imprenditore che non si può certo definire distante dagli interessi della diplomazia putiniana, potrebbe creare qualche imbarazzo al Renzi pubblico, enfaticamente europeista e filo atlantico. Ma la bilancia degli interessi renziani ormai pende sempre più chiaramente verso la dimensione imprenditoriale. Nel comunicato diffuso dell’ex premier si sottolineano la nazionalità italiana di Trani, la sede lussemburghese della società e la quotazione negli Stati Uniti: “Il senatore Matteo Renzi è molto felice di collaborare all’attività della società Delimobil il cui socio di riferimento, Vincenzo Trani, è un imprenditore napoletano che Renzi stima. La prossima quotazione a Wall Street rappresenta una fase di internazionalizzazione importante a livello globale. Il senatore Renzi, da sempre convinto dell’importanza di valorizzare le competenze degli imprenditori italiani in tutto il mondo, sarà al fianco del dottor Trani in questa sfida”. Nel prospetto pubblicato da Delimobil sono citate “le investigazioni in corso su Renzi da parte degli uffici dei pubblici ministeri di Roma e Firenze”. Si tratta dell’indagine per finanziamento illecito e false fatturazioni per il documentario prodotto da Lucio Presta “Firenze Secondo me”. In caso di condanna, Renzi dovrà lasciare il board.

7 replies

  1. sisi colosso

    ma di Yandex non sa niente nessuno? tipo yandex.ru/drive/
    attivo pure nella sperimentazione di veicoli a guida autonoma, auto e camion.

    possibile che si confonda un moscerino con l’elefante a cui ronza attorno?

    e poi, dietro a Vincenzo Trani, in Russia, chi c’è?
    senza uno sponsor locale (come accade in tutti i paesi ex CCCP anche quelli già UE o che vogliono entrarci)
    non apri manco un chiosco per vendere il kvas(*), figurarsi ottenere permessi per soppiantare i tassisti
    e quel gigante economico (e tecnologico) nominato all’inizio…

    l’oggetto dell’articolo non lo nomino neppure.

    (*) bevanda analcolica derivata, originariamente, dalla fermentazione del pane di segale,
    dicono essere leggermente alcolica, ma non ho idea se, per sentirne l’effetto, una autobotte basti
    pure a me che non bevo alcolici, pur non essendo astemio.

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    • Non stare li’ a ricamare, e’ il nome che conta. Se lo fa Renzi allora e’ sbagliato. Renzi, come membro del Senato, e’ sbagliato.

      Ma, ripeto, inutile cincischiare: se non si ammazza non cambia nulla.

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  2. bisogna riconoscere che negli affari è bravo. perchè non si dimette da senatore e leva il disturbo?
    PS: è un consulente? in cosa ? su cosa mai potrà dare consigli ? etica? rettitudine?😂

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  3. Mah, personalmente ogni volta che sento parlare delllo statista di Rignano sull’Arabia che se ne va all’estero a fare l’intellettuale sapiente consulente destoca§§o… spero sempre che ci si trovi talmente bene, da non voler più tornare in Italia.
    Lo spero sempre tanto.
    Qualsiasi cosa possa costui mai decidere di fare, è a prescindere cosa buona e giusta toglierselo dalle palle al più presto.

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  4. conoscendolo, finisce in siberia con le sue stesse mani.
    forse è la volta buona che sparisce.

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  5. Ma tutti questi onori e riconoscimenti, tutti questi ruoli di prestigio, a quale prezzo? Quali informazioni o segreti di Stato in cambio? Quali dossier economici o militari?
    Sembra una spy story…..

    Per Renzi valgono poi tutti quei sapienti e antichi detti:
    Di buona famiglia.
    Tutto suo padre.
    La mela non cade mai troppo lontana dall’albero.
    Figlio di buona donna
    Uomo tutto d’un pezzo, ma di mer…

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