I femminicidi? Tossicodipendenti dalla loro ex

(Marcello Veneziani) – Cresce di giorno in giorno, e a volte s’impenna, l’escalation delle donne uccise dai loro ex. Col tragico senno di poi si ripete la rituale denuncia: ah, il carnefice era stato segnalato dalla vittima, non dovevano lasciarlo a piede libero. Il problema è che sono migliaia i potenziali assassini delle loro donne che hanno manifestato i loro intenti, poi alcuni di loro lo faranno davvero: si può dare il carcere preventivo ad oltranza per ogni criminale potenziale, punendo le intenzioni per prevenire i fatti? Di solito si conclude con l’invocazione di una nuova legge più aspra contro i femminicidi. Come se le leggi potessero correggere la realtà… Dimenticano il fondamento elementare del diritto: l’universalità. Le leggi devono valere per tutti. Poi ci possono essere caso per caso le circostanze aggravanti o attenuanti. Ma la legge deve essere uguale per tutti. Quando si cominciano a distinguere gli assassinii e ritenere che il femminicidio sia più omicidio di un altro, finisce il diritto e l’universalità delle norme. Uccidere un bambino, un vecchio, un fragile è meno grave che uccidere una donna?

A chi dice che la legge speciale è nata per fermare l’escalation di femminicidi, faccio notare che quei delitti crescono nonostante le leggi speciali già in vigore e le campagne mediatiche massicce: non sono un deterrente per chi perde la testa e decide di uccidere e poi di uccidersi. Perché per lui è crollato il mondo, una pena inasprita non lo ferma. Muoia Sansone con tutti i filistei.

Invece si dovrebbe mettere in discussione il modello prestampato di spiegazione dei femminicidi. Non è il machismo, il maschilismo animalesco o la supremazia maschile a scatenare la violenza assassina sulle ex; non è la pretesa sottomissione della donna, la voglia di tornare a un regime patriarcale e la riaffermazione virile e possessiva che tu sei roba mia a spiegare i tanti “femminicidi”, spesso seguiti da suicidio (basterebbe invertire la sequenza, cominciare dal suicidio e molte donne sarebbero salvate).

La molla primaria di tante uccisioni di donne, a mio parere, è un’altra e viene elusa, mai affrontata: è la dipendenza di quegli uomini dalle loro ex. Sì, come la tossicodipendenza, c’è una dipendenza tossica, patologica e ossessiva di molti maschi dalle loro donne. Non riescono a concepire la loro vita senza di lei, fuori da quel rapporto, non accettano di essere abbandonati, come minori, dalla loro donna, madre e icona. E perciò giungono al gesto folle e brutale di uccidere l’ex che si nega alla continuazione del loro rapporto e si rende “indipendente”. Ancor più che gelosia, è sindrome dell’abbandono puerile ai livelli estremi.

Prima le turbe maniaco-depressive, poi le minacce e l’impulso a reagire con un gesto drastico, definitivo: se non posso vivere senza di te, neanche tu potrai vivere senza di me. Come chiamarla? Uxordipendenza, direi.

Certo, non manca l’orgoglio ferito, la volontà arcaica di predominio, la donna come selvaggina e trofeo e un fondo oscuro di violenza animale; ma se si arriva a uccidere la donna che lascia, si conferma in modo definitivo la dipendenza da lei, la sconfitta, la propria impotenza. L’omicidio-suicidio è la conferma della propria inferiorità e dipendenza dalla vittima.

Lo schema tipico è che lei non vuole stare più con lui, lo ha lasciato, per un altro o anche no; e lui la perseguita, cerca di rimettersi insieme, vuole rivederla e poi la uccide. A volte uccide pure i figli piccoli che vivono con lei; a volte – sempre più spesso ‒ dopo il crimine si suicida o tenta di farlo.

Di solito si sottolinea, con malefica insistenza, che i crimini commessi contro le donne avvengono soprattutto tra le pareti domestiche e da parte di mariti, fidanzati e famigliari. Lo scopo è accusare la famiglia, farla scadere da focolare di affetti e premure a focolaio di violenze e abusi. Ma è ovvio che le violenze accadano più tra congiunti che tra estranei o verso casuali passanti. La persona che ti sta accanto è il primo bersaglio su cui scaricare le tue debolezze, ossessioni, dipendenze. L’intento subdolo della denuncia è ritenere la famiglia tradizionale o la coppia stabile come la fonte dei crimini e misfatti; non certo lo stupratore estraneo, magari straniero e pure clandestino (su questi crimini prevale la sordina). Il pregiudizio antifamigliare regge su un’enorme omissione: a fronte di alcune migliaia di casi di violenza e sopraffazione in casa, ci sono alcuni milioni di famiglie e di coppie che non conoscono violenze e soprusi ma amore, cura, comprensione, rispetto reciproco. Migliaia contro milioni; e se parliamo di femminicidi, decine di casi contro milioni di rapporti sereni, perfino noiosi. Magari pure contrastati o ipocriti, ma non violenti.

Ma torniamo ai carnefici, incapaci di concepirsi autonomi, indipendenti, sovrani della propria vita. Se avessero un minimo di dignità maschile, di orgoglio “virile”, si allontanerebbero, guarderebbero altrove, si sforzerebbero di eliminare la loro ex dalla mente e dal cuore, rifacendosi una vita o dedicandosi ad altro. Dimostrerebbero il coraggio di vivere senza di lei.

Ma la loro virilità è fragile, il loro io è costruito sulle spalle di lei, non riescono a farne a meno; un amore tossico li schiavizza e muta in odio in caso d’astinenza. La stessa eliminazione dei figli rivela che non sentono la paternità ma patiscono il narcisismo puerile: sono loro al centro del mondo e i figli sono solo anelli di congiunzione con la madre. Insomma, chi uccide non è l’antico Maschio Padrone, ma il Tossico-dipendente dalla sua donna. Se mi lasci finisce il mondo.

Panorama

15 replies

  1. C’è stato bisogno di un articolo-trattato per dire una cosa molto elementare: non date la colpa al giudice, non c’è modo di fermare con restrizioni, per forza di cose limitate,uno psicopatico insicuro, disposto persino a trucidare i propri figlioletti pur di far male alla madre. Questi grossi problemi di mancanza di autostima che abbiamo noi maschi, In attesa di una rivoluzione culturale vanno subito riconosciuti e trattati come malattia mentale!

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  2. Vorrei rispondere indirettamente alla signora Maristella, che forse viene da un matrimonio felice.
    I problemi sono in entrambi i sessi e non credo che oggi vi sia quello spessore morale che ha permesso , un tempo, di varcare l fatidiche nozze d’oro.
    Lei fa confusione con politica e antropologia, con la psicologia del profondo e una criminologia mondana che la TV ama sdoganare per la massa, sempre e comunque inebriata dalla televisione e dai fatti di sangue, come se in ogni famiglia mancassero croci.
    Da buona anti sinistra, esalta il maschio Italiano.. che sia una vecchia destra si comprende dalle continue strumentalizzazioni di un dolore che non ha rimedi e per questo, risulta veramente pesante, il maschio Italiano è un gran voyeur, e pur essendo povero, razionalizza in base ad un ludibrio esterofilo e puerile e a tutto questo ha dato manforte le starlette televisive e gli osanna della pubblicità.
    L’equilibrio mistico che rende una diade coppia, se n’è andato insieme alle mutande con Belen su ogni scatolina.. e chi non ha avuto la fortuna di nascere Venere o ricca di troverà ad essere disarcionata/o dal cavallo di Afrodite, ammesso che ne avesse uno.
    L’uomo reso macchina ha un livello empatico pari a quello di un moscerino e pur tendando, sicuramente spronato da buone intenzioni, non riuscirà ad attingere all’equilibrio femminile, vena sempre più profonda e artefatta ad un tempo. .. per questo l’educazione sessuale era fondamentale , ma non quella di Rik & Gian,.. sa com’è.. al posto dei libri oggi fa tanto Wiki..
    Cordialità.

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    • ……….,
      Grazie delle cordialità.
      Per quello che ho capito del suo molto molto articolato intervento, Lei Ha azzeccato che sono in un matrimonio felice, basato sull’amore e sul rispetto reciproci.
      Ma non sono di destra.
      Lei probabilmente è nuovo negli interventi a questo blog, ma in più occasioni ho rimarcato quanto meriti si’ rispetto , attenzioni, energie, legislazione dedicata il fenomeno dei “femminicidi”(neologismo per me bruttissimo) e della violenza in generale , ma altrettanta attenzione si deve al fenomeno inverso: cioè che anche le donne sanno essere violente Psicologicamente e anche fisicamente , narcisiste , prepotenti e aggressive verso gli anziani, bambini , e anche uomini .
      Solo che non si dice perché non è “a’la page”.
      E non è vero che le Protagoniste femminili sono numericamente meno degli uomini ; e se anche fosse, pure i disoccupati sono meno dei lavoratori, anche i disabili sono meno dei normodotati, pure gli omosessuali sono meno degli etero: che facciamo, non ce ne occupiamo?
      Il video che ho postato vuole dire questo, e solo questo. Tenere alta l’attenzione su TUTTE le devianze , da chiunque poste in essere.
      Invece anche la politica (non l’antropologia) si piega alle mode del momento, dimentica del fatto che ad esempio le morti sul lavoro-stragrande maggioranza uomini-viaggiano al ritmo di 3 al giorno, non “una ogni 3 giorni”.Ma non frega niente a nessuno, nessuno analizza le cause.
      Per il resto, mi perdoni , non sono proprio riuscita a seguirla in tutto, quindi non le posso replicare di altro.
      Mi dispiace.

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      • Da un lato vi sono le varie discipline che analizzano i fenomeni umani e sociali da più contenuti, dall’altro vi sono le capacità individuali di saper svolgere una sintesi reale e in prospettiva per cercare di risolvere le questioni, ma tornando al nostro puntello e cioè il politico, pur essendo anch’esso animale da esibizione, ha la nostra bacchetta magica e finché non gliela si ruba, sarà sempre a lì a squarciare veli per poi ricomporli con le sue astruserie che sono un mix di leggi e decreti a fini applicativi su larga scala, perdendosi o dimenticandosi dei particolari che anche mio nonno che si diverte con la settimana enigmistica, sa quanto siano fondamentali. Le carceri femminili sono un inferno abbandonato da Dio, e in questa nostra società patriarcale, la macchia può estendersi oltre i figli, fino a toccare le terze generazioni.
        Purtroppo nessuno lo vorrebbe ma accade e nessuno vuole che le persone soffrano ma accade e quando un fattaccio a suggellato un percorso sinuoso, profondo di orrori su mezze misure, altro non è dato.
        Molta parte della politica aitante rivela una volontà a stare sul generico ed eventualmente a tornare indietro, guardando avanti e pensando che possa essere la via maestra come coloro che vorrebbero di nuovo i manicomi, io per esempio vorrei la chiusura o il ridimensionamento della salute mentale territoriale, divenuta così viscidamente inscindibile dallo smercio di farmaci e dal controllo derubricato delle così dette devianze; a questo punto le faccio una domanda se il medico è un clericale che vede la pornografia come forma deviata metterebbe tutte a tutte le pieno star il sigillo della follia, allontanandole dai palcoscenici di lap dance, ma se un medico, tipo Tonino, è un intellettuale, troverà una giusta misura per pesare la devianza, fatto indiscutibilmente anche politico. Non bisognerebbe dimenticare gli orrori che vanno in comunella con errori.. e varie figure di professionisti potrebbero arginare questa deriva on /off che cade come una spada di Damocle anche su chi osa dire la verità…

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  3. Poracci! È la dipendenza, è che non sanno immaginarsi senza, padroni della loro vita.
    Loro senza quella serva che si sono scelti, proprio non ce la fanno.

    Direi di curarli, pore stelle, ma senza processo, tanto è la tossicodipendenza il movente. I drogati invece sbattiamoli in carcere e buttiamo la chiave. Se sono negri è meglio.

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  4. Riassunto:

    Se per il femminicidio si crea una aggravante nel Codice alla stessa maniera in cui si creo’ una condizione speciale per certi reati commessi in stato di astinenza da droghe pesanti, all’ora l’astinenza forzata dall’amato bene va inquadrata in uno stato di dipendenza piu’ difendibile in tribunale. E questo mo’ perche’ quelle adesso possono permettersi di rifarsi una vita e non nasconderlo.

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  5. Bisognerebbe considerare un semplice fatto, che Veneziani ha intuito: la dipendenza dall’altro esiste ed è verificabile.

    E’ un fatto biochimico e mentale al contempo.

    Non sono balle, è l’odore, il suono, la memoria, gli ormoni, pensate solo alla potenza delle sostanze generate dal corpo come la serotonina.

    Ecco, ci siamo capiti. Purtroppo invece, anche le donne concepiscono i rapporti con gli uomini come dominio e violenza anche se pià sfumati e spesso non fanno niente per evitare il trauma, alle volte se ne vantano anche.

    Quanto al discorso di evitare i femminicidi: si può ricordare che 6 anni fa un tizio ha tentato di buttare fuori dalla finestra la ex, è stato arrestato, liberato senza perizia psichiatrica e dopo ha ammazzato a pistolettate la ex? Bene, cose del genere non dovrbebbero essere tollerate.

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