Serve un nuovo Movimento

(Tommaso Merlo) – La metà degli iscritti hanno votato incoronando Conte presidente. Ben per lui e per tutti quelli che lo seguiranno. Lo rivedremo in tour per l’Italia. Chissà se in treno o in camper, tra bagni di folla e selve di microfoni. Nulla di nuovo sotto il sole. Ma la politica è fatta di bivi e buona fortuna. Quello che invece non torna in tutto sto travaglio del Movimento, è che senso avesse disfare tutto. Sarebbe stato molto più intelligente che ognuno andasse per la sua strada. I seguaci di Conte da una parte e chi invece crede ancora nel Movimento originario dall’altra. Una pura e semplice scissione. Se invece l’idea era solo quella di riformare un Movimento di cittadini, allora lo avrebbero dovuto fare i cittadini, dal basso. Questo non è successo e adesso si aprono nuovi scenari politici. Nella sua incredibile parabola il Movimento ha subito diverse diaspore. Sono milioni le persone perse per strada. Semplici elettori, attivisti, portavoce. Serve un nuovo progetto politico che li rappresenti e anche in fretta, serve un nuovo Movimento e le condizioni affinché nasca sono più che favorevoli. Siamo in piena restaurazione. La vecchia partitocrazia ha stravinto e l’Italia è sempre la stessa. Siamo addirittura all’ennesimo mega inciucio e le istanze che han scatenato lo tsunami del 2018 sono più valide che mai. Serve solo chi gli dia voce, un progetto che riparta dall’esperienza del Movimento e dalla sua idea originaria. Un punto centrale. Il partito di Conte nasce sostanzialmente attorno ad un leader e al suo consenso personale. Il Movimento nasceva invece intorno una idea. Un’idea rivoluzionaria e ancora insuperata. Quella di una democrazia in cui il potere è sempre più condiviso e partecipato invece che accentrato, in cui la comunità di cittadini si fa leader di se stessa e si appropria del suo ruolo democratico sostituendo i politicanti in carriera. Una democrazia in cui le idee e le “cose da fare” prevalgono sulle individualità. Una democrazia di cittadini sempre più emancipati e consapevoli che smettono di tifare e si rimboccano le maniche riappropriandosi del ruolo democratico che gli spetta. Un’idea che contro ogni previsione ha funzionato eccome, producendo ottimi risultati sull’onda dell’entusiasmo dei primi mesi di governo gialloverde, ma che nonostante questo in soli tre anni è stata accantonata senza che si sia ancora capito il perché. Tre anni nei palazzi che hanno insegnato molto. Il nuovo Movimento non dovrà essere una fotocopia ma perfezionare ciò che non ha funzionato senza però stravolgere l’idea portante. Anche perché il futuro della democrazia va in quella direzione. Verso una partecipazione popolare sempre più diretta e condivisa anche grazie alle nuove tecnologie, verso una coscienza e intelligenza collettive che prevalgono sempre più su leader e classi dirigenti e s’impongono su ego personali ma anche collettivi. Nella sua incredibile parabola il Movimento ha subito diverse diaspore. Sono milioni le persone perse per strada. Semplici elettori, attivisti, portavoce. Sarebbe ora di mettere da parte egoismi e beghe personali e raccogliere i cocci per lanciare un nuovo progetto movimentista. Conte e i suoi seguaci hanno tutto il diritto di farsi il loro partito, ma chi crede ancora nell’idea portante del Movimento ha lo stesso diritto di continuare il suo percorso. Conte non propone nulla di nuovo mentre la vecchia partitocrazia è sempre più arrogante e non partorisce nessuna nuova idea da decenni, solo marketing. Oggi in Italia serve più che mai una forza politica antisistema, che abbia il coraggio di riprendere la strada del cambiamento radicale intrapresa nel 2018 e che abbia l’obiettivo di superare una volta per tutte una cultura politica e una partitocrazia del tutto fallimentari e superate dalla storia. Serve un nuovo Movimento e anche in fretta e le condizioni affinché nasca sono più che favorevoli.

29 replies

  1. Il cambiamento del M5* è iniziato il 5 marzo 2018, il giorno dopo, col 32% in saccoccia e con un bivio davanti a sé, prodotto dal rosatellum e anche dalla regola d’ingaggio: un governo con chi ci sta. L’altra strada sarebbe stata presentarsi agli elettori (11 milioni) e dire loro: scusate, non ce la sentiamo di metterci con nessuno.
    Improponibile. Tutti i partiti in questi tre anni hanno retto più o meno discretamente, sia pur con un gradimento a fisarmonica, con punti guadagnati e persi; idem con le elezioni
    locali. L’unica forza politica che ha solo dis – perso consenso è il M5*, più che dimezzato. Io, da modesto osservatore, registro una unica causale: il M5* è incompatibile coi partiti. Si può discutere all’infinito se sia proponibile/fattibile andare da soli o meno (come forza di governo nazionale) ma la sostanza rimane lì, ben visibile.
    Fare alleanze significa cedere ai compromessi con partiti che hanno distrutto il paese.

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    • Potrebbe sembrare contraddittorio ciò che affermo. Il succo del mio pensiero è questo: o il M5* prende i voti necessari per governare da solo (campa cavallo, però chissà..), oppure, se risultasse forza con la maggioranza relativa, potrebbe fare l’unica proposta accettabile “a chi ci sta”: appoggio esterno. Ipotesi pretenziosa?
      E con chi si fa una ipotesi di futuro governo, col pd? Col cancro della cosiddetta “area progressista”?
      Il pd è un comitato d’affari gestito da maggiorenti ed è un partito di CDX sostenuto da un grumo mediatico pari grado.

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      • Giansenio,
        Zingaretti non c”era proprio.
        Martina, che era il segretario reggente, era d’accordo.
        Renzi, che non era più il segretario del PD ha detto NO ed è STATO PRESO IN CONSIDERAZIONE.
        Questa è la cosa imperdonabile.
        Aver dato importanza a Renzi.
        Certo, poi, pullulante di renziani com’ era ed è il Pd, Martina chissà se avrebbe potuto mai spuntarla, ma almeno la soddisfazione di dire a Giuda di SPOSTARSI perché non era NESSUNO ve la dovevate prendere… e darla anche a tutti noi di sinistra, che invece volevamo allearci.
        Tanto l’elemento vi porta rancore lo stesso, come lo porta al mondo intero.

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      • Martina era un re travicello che non aveva il controllo dei parlamentari. All’epoca, data l’incertezza della futura guida del PD, ben pochi osavano contraddire renzi. La situazione è stata messa in evidenza con la scissione di Forza Italia Viva, dove alcuni hanno seguito il fascio di rignano, mentre altri suoi lacché sono rimasti a tenere il partito di origine in ostaggio.
        Povero Gramsci… 🤦‍♂️

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    • Un compromesso deve rimanere nel solco delle istanze che hanno permesso di raccogliere oltre 11 500 000 voti, non stravolgersi e divenire parte del sistema, cambiare radicalmente, vedi gigino o la taverna,
      Fine, il mv è diventato mpu e come, tante volte detto, l’udeur e raccoglierà i soliti voti.

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  2. L’altra strada sarebbe stata presentarsi agli elettori (11 milioni) e dire loro: scusate, non ce la sentiamo di metterci con nessuno.Esattamente quello che dovevate fare.

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    • Una soluzione del genere sarebbe stata possibile alla unica condizione di proclamarlo in maniera netta e decisa *prima delle elezioni*. Tipo

      qualsiasi risultato sotto la maggioranza assoluta non verrà preso in considerazione dal M5*

      Oppure

      Con qualsiasi risultato sotto la maggioranza assoluta il M5* prenderà in considerazione solo appoggi esterni, senza concedere incarichi o poltrone.

      Invece ci siamo presentati con “chi ci sta” è benvenuto. Il PD subito disse no perché il zinga voleva depurare il partito dalla rogna renziana, cioè per interessi personali. Lega ladrona accettò dopo il via libera del delinquente da Arcore.
      Dal 32 al 15%, per compiacere alla feccia partitocratica, ai comitati d’affari che hanno distrutto il paese.

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      • EC
        Il pd aveva martina come segretario all’epoca. Che rifiutò la proposta 5* di formare il governo, aveva sostituito renzi. il zinga venne dopo, nel 2019 e voleva andare ad elezioni inizialmente
        (era caduto il conte 1).

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  3. Merlo, Merlo, e pensare che quelli come te si permettevano pure di stilare la lista dei giornalisti cattivi (che aveva il grosso torto di giudicare buoni i leccaculo protempore nella fase di ascesa del M5S, tipo Buttafuoco).

    Sei più truffaldino di un Vespa con questo tuo mix di cose vere e false.

    Condivido l’auspicio alla nascita di un nuovo movimento più orizzontale rispetto al partito di Conte (che comunque è il partito più innovativo e democratico nel panorama italiano, nonostante tutti i suoi limiti) ma tu non hai capito (o fingi di non capire) un cazzo di democrazia dal basso e di intelligenza collettiva.

    Lo dimostra il fatto che ritieni l’evoluzione che ha dato Conte al movimento, una involuzione verticistica, dimenticando che la figura del leader politico prevista dallo statuto di Conte è elettiva.

    Prima c’era il padre nobile, la figura affettiva, Beppe il garante (gli sembrava brutto farsi chiamare “onestamente” padrone, a proposito di ONESTÀ) che spariva, poi appariva e decideva alleanze, annichiliva voci critiche con un vaffanculo – nel giubilo di grillini plaudenti verso un capo da cui dipendevano le loro misere carriere – poi spariva di nuovo.
    Li ho votati perché gli altri mi facevano schifo ma i limiti, per chi non era ceco, erano visibili da tempo.

    Caro Merlo, la mucca nel corridoio, il garante a capo del M5S per diritto acquisito, non la vedi mai?

    Vespa, Feltri, Belpitro, Sallusti, Sansonetti, Giordano, Facci sembrano obiettivi a confronto.

    Inveisce contro tutti e tutto ma su Grillo… zitto zitto.

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    • Grillo è bollito, d’accordo, e se grillo è bollito giuseppi è tutto fuorché uno del mv5 * dal momento che non si è mai iscritto, e x candidarsi ad una qualsiasi carica deve prima attendere i canonici 6 mesi,
      Il tutto è avvolto in una nebbia impenetrabile, dove l’immagine dell’avvocato non risulta ben chiara, considerato che sono mesi che non percepisce alcun compenso, ufficiale, e che cosi facendo rinuncia a lauti guadagni che la sua professione gli procura, guadagni che ufficialmente la politica mai gli darà,
      Gia la prima esternazione la dice lunga sul soggetto.

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      • @Cagliostro

        Tu scrivi che Grillo è bollito, come se il problema fosse solo la persona ed i suoi deliri di onnipotenza.

        Il problema era invece del “sistema M5S”, la figura del garante/padrone prima di tutto.

        Se Grillo non fosse bollito ma in perfetta forma, il problema rimarrebbe.

        Il partito di Conte, lontano dall’essere basato sulla democrazia dal basso, è comunque un tentativo più convincente in quella direzione di quanto lo fosse il M5S pre Conte leader.

        Se dovesse nascere un partito fondato e organizzato su una forma più spinta di partecipazione dal basso, che ben venga.
        Che sia di destra o sinistra conta poco.
        Anzi, a destra ne hanno più bisogno che a sinistra.
        Bisogna cambiare sistema, affezionarsi poco ai leader e molto alle idee.

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  4. Pensare che Conte così facendo, stia rinunciando ai lauti guadagni che la sua professione gli procurerebbe, mette un po’ tenerezza.
    Nella sua carriera, l’Avvocato Giuseppi non ha mai guadagnato cifre stratosferiche in quanto non è mai stato un professionista di grido. D’altronde, come sappiamo, al momento del suo insediamento aveva appena sanato qualche imbarazzante pendenza con l’Agenzia delle Entrate, (oltre ad aver presentato un curriculum artificialmente gonfiato).
    L’occasione di diventare Primo Ministro è stata per lui come vincere alla lotteria ed ha capito subito di poter dare una svolta alla sua vita.
    Tutto ciò che sta facendo ora gli permette di guadagnare visibilità ed un futuro politico che solo alcuni anni fa non avrebbe neanche potuto immaginare.
    O credete davvero che faccia tutto questo per spirito di servizio????

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    • Intanto Conte è anche professore universitario, non solo avvocato.
      Il curriculum parla di “aggiornamenti”, che Conte avrebbe seguito presso le biblioteche di altri atenei. Quello all’università di New York è confermato da Mark Geistfeld e Radu Popa, dipendenti (docente il primo, responsabile dei servizi informatici il secondo) della NYU. Per ragioni di di riservatezza gli altri istituti non hanno potuto confermare, né hanno smentito.
      Lo stipendio di Conte, dopo la sua riduzione, era di 4700 € mensili. Vuoi che un docente universitario e avvocato, seppure “non di grido”, non prenda di più?

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      • Pirgo, a parte l’anno in cui ha chiuso un sacco di robe pendenti, credo dichiarazione relativa al 2019 particolarmente alta, precedentemente era intorno ai 400 mila annui. È un grosso avvocato, anche in commissioni del consiglio di stato, mi pare da diversi anni, immagina che contatti e con quali grosse società.
        Quindi economicamente ci perde da 3 anni se si guarda dalla prospettiva del Cogliostro e Caglione et similia, la prospettiva di chi misura tutto col redfitometro. Dalla prospettiva delle persone perbene ci ha solo guadagnato. Berlinguer lasciava al partito tutto ciò che eccedeva lo stipendio dell’operaio: non tutti vivono per vedere il conto in banca ingrossarsi, c’è anche chi vive ebbasta!

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      • È arrivata la befana, la befana acida acida, il povero segaossi deve evitarla come la peste, non vorrei essere nei suoi panni, sai che tanfo emanano le sue parti molli? Raccapriccianti,
        Notte befana.

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      • Berlinguer
        “Ma fu Enrico Berlinguer, assurto alla carica di Segretario Nazionale del Pci nel 1972 che diede il colpo di grazia ad ogni rimasuglio di ideologia comunista nel partito.
        .
        Tanto per cominciare sviluppò quella sua precedente critica ai sovietici fino a sfociare nel cosiddetto “Eurocomunismo”.

        Era una terza via e come quasi tutte le terze vie, era una vera e propria trappola per contrabbandare, piano piano nel partito, l’adesione alla Nato.

        Ed in questo percorso non si può non vedere una mano massonica, ebraica e rothschildiana.

        Quindi con la scusa della pratica del “governo ombra” il partito mise a disposizione delle strutture borghesi, e degli apparati di polizia erepressione compresi, i suo uomini, per meeting, studi e cooperazione”
        Se grattiamo la vernice di tutti questi compagni esce solo ruggine, infatti i migliori compagni dei nazzifascisti sono quelli che oggi si definiscono pd-l o sinistra progressista.

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      • E chi ha parlato di Berlinguer? Poi la “mano massonica, ebraica e rotschildiana” fa veramente ridere, come se si sapesse di cosa si sta parlando.

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  5. @Anail

    Si, infatti dopo che ho postato qualcosa mi diceva di aver messo dentro anche qualche caxxata , sarà che quando mi tocca tirare in ballo il pd perdo lucidità
    🤬🤬. Ad ogni modo il segretario era martina, debole finché vogliamo ma la decisione per il no ricade in capo a lui.
    Mo’ vediamo come si mette.. speriamo si ricordino di Virginia Raggi e di sostenerla a dovere. È la persona che mi sta più a cuore.

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    • Giansenio,
      Il fatto è che lui NON ha detto no, anzi… era propenso.
      È proprio intervenuto Giuda con la storia dei popcorn e Di Maio ha immediatamente battuto i tacchi (grrrr🤬), scalzando il povero Martina.
      Giuro che mi ci sarei voluta io per poterlo sme*dare.
      L’avrebbe vinta lui, ma vuoi mettere la soddisfazione di non prenderlo PLATEALMENTE in CONSIDERAZIONE?(che per quel narcisista è il peggiore degli affronti) 😆
      Su Virginia Raggi, incrociamo le dita.
      Rabbrividisco all’idea di uno spareggio Gualtieri/Calenda o Michetti “chi?”.

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  6. @Pirgopolinice

    Copio e incollo da un tombino cosiddetto “progressista”

    Reddito dei politici 2020, Conte più “povero”: guadagna 150mila euro, un milione in meno rispetto al 2019

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  7. A dire il vero prima del 2018 nel M5Stelle nessuno parlava di alleanze, la richiesta era quella di avere l’incarico di fare un governo e poi presentarsi alle camere per cercare ivoti. Ma siccome il presidente non diede l’incarico a Di Maio, questi per non tornare al voto si inventò governo con chi ci sta,e rinunciò
    anche che fosse uno del M5Stelle a guidare il Governo. Epoi tanti di loro si sono mescolati nei palazzi

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  8. In questo blog si percepiscono menti illustri e illustrate in politica che credono, che la politica possa essere ancora un’arte di seria retorica, propongo la risoluzione di un paradosso: se ogni persona – individuo ha, ma fondamentalmente acquisisce, un opinione di se attraverso la formazione, la sua logica dovrebbe risultare alchemicamente inopinabile come in un opificio, la mia logica è inappuntabile perché inopinabile in quanto, legata all’essere fisiologico e culturale che sono e che posso dimostrare, a meno di coercizioni dovrà strutturali che impongono una deviazione alla struttura del mio esistere, come i credi, le fedi e la moralità, l’individuo formatosi deve deviare in funzione di un sistema in-positivo, per lavorare e sopravvivere, come un medico e un qualsiasi ingegnere; ma se il sistema sociale è guidato dalla politica diviene un problema in quanto la politica è pura opinione e quindi opinabile per antonomasia.
    Se un medico sbaglia dovrebbe andarsene al fresco, (invece sono ancora semi dei tra il popolo popolino e poveraccio ) ma se è un politico a sbagliare, dov’è la linea del fallo, se la stessa viene continuamente mutata in virtù delle matrici di opinioni che sono, per l’appunto, i tentacoli della scatolina ?

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