Il consiglio federale del Carroccio alla Camera è andato avanti per oltre tre ore. «E’ andato bene, quando parlo di Lega sono sempre felice» ha chiosato il segretario alla fine del vertice.

(di Andrea Gagliardi – ilsole24ore.com) – Chi si aspettava che il consiglio federale della Lega convocato oggi in presenza alla Camera partorisse decisioni sul futuro del partito è rimasto deluso. E’ stato un “federale” interlocutorio a livello operativo. Che non si è limitato però all’approvazione del bilancio. E’ stata l’occasione per far emergere il malcontento che cova nel partito per il calo di consensi, drenati soprattutto dal generale Vannacci e per iniziare a ragionare sull’idea di partito federale modello della Csu-Cdu tedesca sponsorizzato da Luca Zaia. Nessuna nomina. Quella dello stesso Zaia a vicesegretario è rimasta in standby. Primo a intervenire è stato Matteo Salvini, che avrebbe chiesto di ripartire “da squadra, organizzazione e temi”. Laconico il segretario alla fine del vertice. «E’ andato bene, quando parlo di Lega sono sempre felice» ha chiosato il segretario alla fine del vertice.

Nella nota ufficiale diffusa alla fine dell’incontro, che suona come un’apertura ai governatori presenti, si legge che Matteo Salvini ascoltato «con attenzione» gli interventi nel consiglio federale. Ed «è determinato a rafforzare sempre di più la Lega, valorizzando il grande impegno degli amministratori (apprezzati in tutti i territori) all’interno del partito».

Zaia: non esistono due Leghe

Più loquace Zaia. A chi gli chiedeva se nella riunione fosse stato affrontato il progetto di un partito che torni a rappresentare il Nord del Paese, in riferimento all’ipotesi di una costola del Carroccio sul modello della Csu in Germania. Ma ha aggiunto che «non esistono due Leghe e non sono mai esistite. La Lega è una sola. Quando hanno chiesto a Carducci bambino di scrivere un tema su sua mamma ha scritto “mia madre è mia madre”». «Abbiamo fatto un bellissimo federale, – ha spiegato ancora – tutti hanno potuto esporre le proprie idee e penso che sia stato costruttivo visto e considerato che moltissimi interventi sono stati in linea con l’idea di essere vicini ai cittadini. E si va in questa direzione, poi ci rincontreremo ancora. Più identità c’è e più consenso c’è».

«Vannacci? La Lega non vive di nostalgie»

Non è mancata una stoccata al generale Vannacci. A chi chiedeva se nella riunione fosse mancato l’ex vicesegretario Roberto Vannacci, Zaia ha risposto: «Noi non viviamo di nostalgie». L’ex governatore, venuto di persona a Roma per partecipare al “federale”, ha fattio capire senza mezzi termini che non accetterebbe di fare il vice di Salvini senza poteri relai. Nella prospettiva di un impegno maggiore nel Carroccio, Zaia, che può vantare un rapporto personale con Marina Berlusconi ed è fautore di una destra liberale attenta ai diritti civili (a partire dal fine vita), chiede non solo una riforma del partito in chiave federalista ma anche un cambio di passo politico: una Lega meno ideologica e più pragmatica, più sensibile alle istanze del Nord. No alla remigrazione sponsorizzata da Vannacci insomma. E più “sindacato del territorio”, a tutela di partite Iva e Pmi.

Riunione durata oltre tre ore

La riunione è andata avanti per oltre tre ore, senza interruzioni. Con il segretario Matteo Salvini e i vice hanno partecipato i ministri del partito, i capigruppo parlamentari, i governatori Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Alberto Stefani. I ministri Valditara e Calderoli hanno lasciato la sala Salvadori per partecipare alle 12 al consiglio dei ministri, rientrando poi alla Camera per la prosecuzione dei lavori.