Davanti al notaio. L’autorizzazione all’uso del nome, le molestie, il ruolo di Nicole: cosa non torna nel dietrofront

(estr. di Thomas Mackinson e Antonio Massari – ilfattoquotidiano.it) – […] Roma – Punta del Este. La ritrattazione di Graciela consegnata a un notaio il 29 maggio scorso va letta con attenzione per comprendere se, e su cosa, abbia davvero fatto dietrofront. E per farlo bisogna sapere quel che ha detto e documentato al Fatto tra aprile e maggio. Analizziamolo punto per punto.
[…] “Riguardo alla signora Nicole Minetti – dichiara Graciela al notaio – durante tutto il tempo in cui ho lavorato nella tenuta “Gin Tonic”, non ho mai presenziato né in alcun modo mi consta con certezza, che la signora Minetti fosse coinvolta in una presupposta operazione orientata a cercare, coinvolgere, ingaggiare o in qualsiasi modo indurre a partecipare o invitare prostitute da nessuna parte”. Il Fatto non ha mai scritto che lei avesse assistito personalmente ai festini. Riguardo alle “certezze” è sufficiente riportare la trascrizione di alcuni messaggi. “Nicole c’entra con l’organizzazione, è la maitresse anche oggi secondo te?”, le chiede il collega Thomas MacKinson. La domanda è centrata quindi sul suo ruolo di “maitresse”. E Graciela risponde: “Sì, lei c’entra con tutto, tutto… guarda le ragazze. Le ragazze devono fare esercizio, hanno la loro parrucchiera… Io… stiamo parlando di come era l’organizzazione fino a un anno fa. Io parlo di un anno fa. Nicole guarda le ragazze: questa mi piace, questa non mi piace…”.
Torniamo alla sua dichiarazione al notaio che riguarda “l’adozione del figlio”. Su questo Graciela spiega che “il focus dell’attenzione” di Minetti “è stato fondamentalmente diretto alla cura e all’educazione del bambino, che come ho già espresso pubblicamente, è molto allegro ed è in perfette condizioni”. Al Fatto aveva detto: “Il bambino sta sempre e solo con la tata uruguayana Fatima” e che “viveva praticamente 24 ore su 24 con lui”.
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Terzo capitolo: le “molestie” subite da Giuseppe Cipriani. Graciela sostiene dinanzi al notaio: “Riguardo alla situazione con il signor Giuseppe Cipriani, indicata come molestia, devo chiarire che si è trattato di una situazione di molestia sul lavoro, conflitto risolto mediante accordo transattivo stipulato tra le parti”. Non specifica di quale tipo di molestia si sia trattato. E quindi non esclude affatto quel che ha già detto a MacKinson: “Ha cercato di baciarmi e un giorno mi ha chiesto un massaggio erotico (gli ho risposto che non facevo quel tipo di massaggio…). E l’ultimo giorno ha cercato di baciarmi di nuovo e voleva che lo toccassi. Mi sono rifiutata e la cosa non gli è piaciuta per niente”. Per dimostrare la veridicità del suo racconto allega un messaggio inviato alla factotum di casa Cipriani: “Io non faccio quel tipo di massaggio e Giuseppe mi ha insinuato molte volte di fargli un massaggio sensuale”. Nella sua dichiarazione davanti al notaio su questo punto non ritratta una sola parola rispetto a quelle consegnate al nostro giornale.
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A proposito della “copertura mediatica”, Graciela precisa: “La rivelazione del mio nome in maniera non autorizzata mi ha causato un danno enorme nella vita lavorativa e nella vita privata. Questo danno ha la sua origine nella pubblicazione del mio nome completo in un mezzo di stampa italiano, nonostante io, di fronte alla loro richiesta, abbia detto loro in maniera espressa e chiara che non autorizzavo la pubblicazione né l’utilizzo del mio nome. Hanno anche travisato alcune delle mie affermazioni”. Il 9 maggio, giorno prima della stesura dell’intervista pubblicata l’11 maggio, MacKinson le scrive: “Allora, mi autorizzi a dire al direttore che faremo l’intervista con nome e cognome, ma con l’accordo che prima di pubblicare avrai tempo per leggere tutto e non verrà modificato dopo?”. Risposta di Graciela: “Sì”. Il 10 maggio, alle 16:01, MacKinson le scrive: “Buongiorno, come stai? Oggi è il giorno che cambia le cose, grazie a te”, per spiegarle che scriverà l’intervista in giornata. Alle 20:29 MacKinson le invia il file Word con la bozza finale dell’intervista, pregandola di leggerla e segnalare modifiche. Graciela replica: “Lo farò più tardi stasera”. Risposta: “Devo chiudere il giornale tra un’ora, per questo te lo chiedo”. Anche ipotizzando un malinteso, in questo passaggio non ritratta nulla e non muta il contenuto delle sue dichiarazioni al Fatto.
Dal notaio Graciela assicura che proprio perché “attenta agli involontari malintesi, distorsioni e al rumore mediatico che queste pubblicazioni di carattere giornalistico hanno generato” non parlerà più con nessun giornalista. Soprattutto per “ritrovare la mia tranquillità familiare, salvaguardare i miei figli e me stessa da un’esposizione pubblica non desiderata né cercata e focalizzarmi interamente sul recupero della mia vita e sulla ricerca di un nuovo orizzonte lavorativo”.
Infine, un’informazione molto importante. Che invece di chiudere il capitolo, potenzialmente lo riapre: “Affermo la mia totale disposizione a comparire dinanzi agli ambiti istituzionali o giudiziari dove sia formalmente richiesta, al solo fine di chiarire qualsiasi dubbio o fatto che, a causa della mia inesperienza davanti ai media, possa aver causato un danno ingiustificato a terzi o alle istituzioni”. Sarebbe davvero interessante se un magistrato italiano, o qualsiasi istituzione interessata a fare chiarezza su questa vicenda, accogliesse questo suo ennesimo invito.
Personalmente continuo a ribadire con assoluta fermezza che CREDO in quello che ha scritto il Giornalista Thomas Mackinson….!!! Pero’ mi chiedo un’ altra cosa….ma perche’ l’ inviato Giornalista del CORSERA…Francesco Battistini, citato da Marco Travaglio nel Suo editoriale odierno, rimane in silenzio….????? Perche’ la Procura di Milano…non lo convoca…..per avere maggiore chiarezza……?????
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Fru… non vorrai che venga fuori tutto per il reato di “LESA MAESTA’?… suvvia insabbiamo tutto…finche la barca và… lasciala andareeeee….
Ma gli italiani che dicono?La grande domanda al dormitoio italiano.
ps: Battistini ora sta rischiando il posto!
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Allora Mackinson, mettiamo in fila i fatti
a) Il comportamento da porconi da parte dei due c’è stato, anche se adesso sarà difficile dimostrarlo.
b) Graciela ve lo aveva detto con tutti i dettagli.
c) Vi aveva detto determinati fatti gravi mentre voi volevate lo scandalo.
Avete cercato quindi di ampliare la narrazione e quando lei si è resa conto che la storia stava prendendo una brutta piega ha iniziato a frenare, fino a rottura definitiva.
La rottura non è frutto del caso; è la conseguenza di una distanza crescente tra ciò che Graciela riteneva di aver raccontato e la narrazione che il giornale stava costruendo
Ci sono cose che non dovrebbero essere in quell’articolo.
Non voglio che l’articolo venga pubblicato in questo modo perché alcune cose sono superflue e mi addossa tutta la responsabilità. Non autorizzo e non voglio che includiate informazioni non vere, soprattutto quelle sull’immigrazione.
d) probabilmente si aspettava una sorta di sostegno anche da voi che non le avete dato.
Io non vi ho abbandonato, e ora voi state facendo lo stesso rivelando informazioni che potrebbero solo danneggiarmi”.
e) vi ha mandato affanculo.
Semplice e anche umanamente comprensibile
Le chat e gli audio: tutti i racconti di Graciela prima del dietrofront – infosannio
f) ora sono kazzi vostri.
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“I Giornalisti del Fatto volevano lo scandalo“…..ma fateci il piacere….!!!!
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Se non sai cosa replicare, puoi anche non farlo.
Non voglio che l’articolo venga pubblicato in questo modo perché alcune cose sono superflue e mi addossa tutta la responsabilità. Non autorizzo e non voglio che includiate informazioni non vere, soprattutto quelle sull’immigrazione.
Secondo te cosa significa?
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@lionheart…ma fatemi il piacere…..perche’ non rispondete alla mia osservazione…quella relativa alla improvvisa disponibilita’ di denaro di una Signora disoccupata e che non poteva nemmeno pagarsi il rinnovo del passaporto…????? buona giornata…!!!
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Si, ti rispondo subito.
L’improvvisa disponibilità di denaro può dipendere dal fatto che qualcuno glieli abbia dati per metterla a tacere e ritrattare.
Ma è una possibilità, un ‘ipotesi che VA PROVATA DAVANTI AD UN GIUDICE.
Fino a quando non lo si dimostra si chiama illazione, cioè arrivi a conclusioni non supportate dai fatti.
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@ lionheart…..esimio signore io non ho espresso nessuna illazione e NON ho fatto nessuna supposizione arbitraria…. ma mi sono limitato ad alcune……osservazioni…..In un qualsiasi vocabolario scolastico trovate la differenza che esiste tra “osservazione” partendo da dati di fatto realmente accaduti ed oggettivi ed è quello che ho scritto io…ed “illazione”….!! Evitate di attribuirmi parole che non ho mai scritto…chiaro…???….LeggeteVi bene i miei commenti…..e Vi prego evitate di farmi perdere del tempo….a risponderVi….Buona serata.
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sarebbe opportuno evidenziare le frasi e smentirmi in in modo appropriato.
quando si arriva a trarre conclusioni SENZA supportarle coi fatti si chiamano illazioni non osservazioni
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Vedo tanti commenti inutili, la moralità della signora e del compagno non è in discussione, come direbbe Hitchcock è “Notorious“, e non serviva parlane per contestare la legittimità della grazia (proceduralmente impossibile), anzi difenderla in modo inverosimile è solo un’arma di distrazione dalla domanda più importante:
CHI sono, DOVE agiscono e QUANTO POTENTI sono i NUMI TUTELARI della dinamica coppia per aver costretto la mummia sicula ad un atto così vergognoso da doverlo secretare?
Più passa il tempo, più mi faccio persuaso che non sono i Berluschini ad essersi spesi in modo così impegnativo per un inesistente beneficio indiretto per la memoria del NANO, risoltosi invece in uno sputtanamento di tutti i coinvolti, vivi e defunti.
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