Holiday on Ice

Cinquanta milioni per promuovere l’Italia. La Farnesina che dà l’incarico all’Istituto per il commercio estero. Gara con agenzie blasonate e assegnazione alla piccola Pomilio Blumm di Pescara. Risultato? Ricorsi al Tar e soldi non spesi.

(Marco Zini – tag43.it) – A parole, la politica è bravissima a celebrare le eccellenze italiane. Nei fatti, si vede come quasi sempre non si vada al di là delle intenzioni di principio. È passato più di un anno dai roboanti annunci del governo Conte sull’avvio di una imponente campagna pubblicitaria internazionale “straordinaria” a sostegno del Made in Italy così duramente colpito dalla pandemia. Dei 150 milioni stanziati a favore del ministero degli Esteri, circa un terzo dovevano essere indirizzati a promuovere il Belpaese. Eppure da allora nemmeno un euro è stato ancora speso. Anzi, come spesso accade con la nostra pubblica amministrazione (bravissima a decidere di spendere, meno a farlo), l’ingente somma rischia di rimanere nelle casse della Farnesina con tanto di inevitabili ricorsi giudiziari e strascichi polemici. L’ennesima storia all’italiana. Proviamo a ricostruirla.

Una pioggia di milioni per promuovere il Belpaese

Il ministero degli Esteri affida all’ambasciatore Lorenzo Angeloni, responsabile della Direzione Promozione del Sistema Paese, il coordinamento della campagna con l’obiettivo di varare in tempi record un’azione «nation branding distintiva e unificante, volta a celebrare le valenze dell’Italia e del Made in Italy nel mondo». I nostri diretti competitor (Spagna, Francia, Germania) si sono mossi per tempo sponsorizzando campagne promozionali per riportare i turisti nei rispettivi Paesi. Angeloni sa però che il ministero non ha le necessarie competenze tecniche e così decide di rivolgersi all’Ice. Il nostro Istituto per il commercio estero dovrebbe essere attrezzato visto che programma continuamente gare per sostenere la promozione di fiere, settori e prodotti. E così – e siamo già all’estate inoltrata del 2020 – partono le lettere di invito. Partecipano in molti, in alcuni casi consorziandosi per coprire i vari aspetti della campagna (la creatività, la produzione dei materiali, l’acquisto degli spazi, il digitale, i social, e così via) e tra questi blasonati nomi del settore, molti internazionali capaci di coprire con i loro uffici buona parte dei 26 Paesi identificati come target della campagna: Carat, Jakala, Armando Testa, Omnicom, Mindshare, Reply, più altre in associazione temporanea d’impresa. Il valore tecnico della proposta vale il 75 per cento, l’offerta economica solo il 25 per cento e questo dovrebbe garantire una scelta tecnicamente ineccepibile rispetto a chi giocherà al massimo ribasso.

I colossi della pubblicità battuti da Pomilio Blumm

Eppure dalla gara i colossi restano tutti esclusi. Alla fine la commessa viene assegnata a Pomilio Blumm, una piccola agenzia di Pescara, nota nell’ambiente per vincere con ribassi record molte gare pubbliche rivendicando con tanto di scuse ai committenti l’impossibilità di stare nel prezzo d’offerta. Pomilio, dal nome dell’omonima famiglia che l’ha fondata, offre un ribasso del 56 per cento sul prezzo base, poco più di 20 milioni su 40. Ma nessuno all’Ice si pone il problema oggettivo su come riuscirà a mettere spot e pagine pubblicitarie sui media di 26 Paesi nel mondo, né eccepisce su un ribasso così anomalo. L’Anac rinvia il dossier all’Ice per un approfondimento che l’Istituto non fa e aggiudica la gara a Pomilio in associazione con la milanese Triboo, il cui presidente Riccardo Maria Monti, quando si dice il caso, è stato presidente di Ice sotto i governi Monti, Renzi e Gentiloni, e con LVenture Group, azienda incubatrice di start up supportata dall’Università Luiss. Insomma, non certo società note per le loro campagne pubblicitarie a favore di clienti internazionali. Alcuni partecipanti alla gara fanno ricorso. Decideranno dunque il Tar e in ultima istanza il Consiglio di Stato se il procedimento sia stato o meno corretto. Intanto il Made in Italy, che ha già aspettato tanto, può aspettare ancora.

6 replies

  1. FQ
    Non fu un personaggio noto, nemmeno ai tempi del fascismo, Arnaldo Mussolini. Diploma di scuola agraria, fratello del Duce, in-
    segnante di Agraria, sottotenente nella Prima guerra, poi direttore amministrativo del Popolo d’Italia, fondato da Benito. Nel suo libro Il
    delitto Matteotti. Affarismo e politica nel primo governo Mussolini (Il Mulino, 1997), lo storico Mauro Canali, allievo di Renzo De Felice, documenta come, all’epoca dell’omicidio del deputato socialista (il 10 giugno 1924, il corpo fu ritrovato solo il 16 agosto), vi fosse anche il timore che quegli potesse scoperchiare lo scandalo delle tangenti pagate dalla Sinclair Oil al governo italiano. Il periodico English Life
    addirittura dette alle stampe un articolo postumo del deputato in cui raccontava degli accordi con la Sinclair. Il Daily Herald, giornale vicino ai laburisti, accusò lo stesso Arnaldo Mussolini di essere destinatario di una tangente da 30 milioni. In quello scandalo (il governo
    fu costretto proprio nel ‘24 a tagliare ogni rapporto con la Sinclair), altri storici ravvedono addirittura il ruolo del Re Vittorio Emanuele. In nessuno dei processi dell’epoca venne mai accertata la responsabilità diretta del Duce. Secondo lo storico De Felice, la borsa che Matteotti aveva con sé quel 10 giugno conteneva documenti dei rapporti della Sinclair Oil in Italia.

    P.s. Per chi si fosse perso la puntata, Arnaldo sarebbe quello del parco, acclamato dal gibbone leghista.

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  2. Di Arnaldo Mussolini Montanelli scrisse che esercitava una funzione indiretta di moderazione nell’espressione dei “segni nuovi” attraverso i quali suo fratello Benito dava forma e colore al seguito che gli Italiani avevano per il Fascismo. In pratica, lo sfotteva per certe pose, per l’improbabilita’ di tutta l’altisonanza messa in gioco, per le nuove parole d’ordine. Scherzavano assieme, maldicevano dei noti lecchini, si raccontavano cose.

    Morto Arnaldo, morto quel “ma che stai a dire? ma davvero ti fidi di lui?” ironico e divertito dalle loro differenze, non vi era piu’ nessun campanello d’allarme nella vita di quella scellerata persona.

    Dal punto di vista dell’integrita’, sara’ stato piu’ come un padre di Renzi che come un Musselli al tempo di Moro.

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  3. Autore originale del testo: Gianni Cuperlo

    Carissimo Governo dei Migliori,
    seguo come tutti con passione e facendo il tifo il lavoro complicato che state affrontando su fronti diversi: vaccini, fondi del PnRR, gestire le crisi aziendali con i licenziamenti che si moltiplicano. Molte cose le state aggredendo come si ha da fare spendendo giustamente l’autorevolezza del premier.
    Detto ciò, e non è colpa vostra s’intende (al netto che alcuni tra voi qualche responsabilità pregressa la portano), siamo un paese dove continua a piovere (anche d’estate), argini cedono, ponti (meno tragici del Morandi) non reggono, migliaia di edifici pubblici, tra questi una infinità di scuole, non hanno una manutenzione neppure ordinaria, l’Alta velocità ferroviaria è tuttora materia riservata a metà paese mentre sulle tratte dei pendolari si viaggia male e sovraccarichi, a volte patendo freddo d’inverno e mancanza d’aria in estate, o anche, per dire di una modesta esperienza giorni fa, la statale (credo sia la 106) che taglia la Calabria in orizzontale ha una galleria principale, poco più di tre chilometri di lunghezza e larga due sole corsie, che in pratica da sempre soffre di infiltrazioni d’acqua assai poco adatte a quel genere di opera pubblica.
    Bon, dinanzi a questo mi permetterei una domanda semplice e rispettosa.
    Ma davvero tra le vostre (e nostre) priorità ci sta il Ponte sullo Stretto?
    Davvero davvero?

    Il titolo migliore: Carissimo PD davvero , davvero è anche colpa vostra

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  4. mi riallaccio, anche se OT, all’ice del titolo

    nessuno ne parla, ma presto ne dovrà parlare, il gas sta aumentando
    il modo “allarmante”, ora sta a 540$ per 1000m3

    e visto che in EU il gas è elettricità, questo vuole dire che pure questa è destinata ad aumentare

    il problema nasce da una specie di tempesta perfetta, tipo nei film catastrofici.

    Gazprom, che fornisce all’EU circa il 60% del gas aveva delle manutenzioni programmate
    su due rami che portano in gas in EU, nel periodo precedente chi doveva riempire i siti di stoccaggio
    sotterranei non l’ha fatto dato che i prezzi erano alti, ed il consumo dell’inverno scorso non li ha svuotati troppo,
    quindi hanno deciso di consumare, nel picco dovuto alla ripresa e al caldo estivo, quello che avevano
    li invece che comprare per riempire + consumare.

    intanto il GLN americano che avrebbe dovuto fare concorrenza al gas russo (i motivi delle sanzioni verso
    il nuovo metanodotto Nord Stream 2 è solo concorrenza sleale) è stato dirottato in Asia e Giappone
    dato che quel mercato lo paga il doppio che da noi, quindi in EU non ne arriva.

    inoltre la notte del 5 agosto è scoppiato un incendio nel più grande impianto di trattamento
    degli idrocarburi di Gazprom, vicino a Novy Urengoy, nell’area autonoma di Yamal-Nenets e questo
    come risultato ha avuto che il gas attualmente pompato verso l’EI è 1/3 di quello che viene normalmente
    pompato.

    morale della favola, ne arriva meno, non sanno in quanto tempo la situazione sarà ripristinata
    se 2 o 3 settimane il problema è superabile, altrimenti potrebbe essere un bel problema
    visto che con i siti di stoccaggio non pieni la fornitura, anche al massimo che potrebbe
    essere fornita, in inverno potrebbe non bastare (a questo servono quei siti, fanno da polmone
    per compensare i picchi di consumo, a fronte di una fornitura costante, ma insufficiente)

    c’è chi accusa (gli ucraini) essere questa una manovra russa per costringere la UE a far partire in fretta
    il nuovo metanodotto, ma la carenza di gas non è una strategia che i russi stanno attuando
    dato che dall’inizio dell’anno le consegna ai vari paesi sono tutte aumentate rispetto all’anno passato,
    le manutenzioni erano programmate da tempo ed un incidente non lo provochi volontariamente
    dato che poi lo devi sistemare ed anche ripagare le forniture mancate visto che hanno delle penali.

    quindi, o imbustate il caldo attuale, tipo l’aria di Napoli in scatola
    (non me lo invento eh! https://www.amazon.it/Scatola-Napolimania-NAPOLI-naples-italy/dp/B011R95GD8),
    oppure acquistate ora mutandoni di lana, che dovrebbero essere in saldo.

    fine ot

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    • aggiungo

      il problema forse toccherà marginalmente noi italiani ma, essendo tutto interconnesso
      sia a livello di costi/vendita sia di approvvigionamenti del gas, è possibile che
      una quota di rogne capiti pure da noi, non solo a tedeschi e paesi a nord
      in Italia la quota d’importazione dalla Russia è aumentata, da gennaio, del 16,2% rispetto l’anno scorso
      (la Germania del 42.2) quindi un calo avrà qualche ripercussione.

      c’è solo da sperare in un inverno clemente

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      • Dopo la catastrofe del mese scorso, proprio in Germania, Franza, Belgio e Olanda?

        Mah.

        Io spero che faccia molta neve e se ne conservi un pò anche per l’estate.

        L’unico modo per evitare i 50° prossimi venturi, tipo Canada.

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