Le destre a pezzi per la Rai

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Adesso chiama anche Mattarella. Giorgia Meloni, furibonda per aver perso il suo uomo nel Cda della Rai, vuole vendetta perché i suoi soci alle elezioni, Salvini e Berlusconi, hanno pensato alle loro di poltrone, e pazienza se gli assetti di Viale Mazzini non figurino tra le incombenze del Capo dello Stato.

Su una cosa però la leader di Fratelli d’Italia ha ragione, e ovviamente non parliamo della balla della minoranza di governo esclusa ingiustamente, storiella che le va bene quando c’è da acchiappare incarichi (vedi la presidenza Copasir) e poi scompare quando le destre fanno tutte insieme appassionatamente le liste per le amministrative, o governano Comuni e Regioni.

La cosa su cui ha ragione – per quanto indirettamente, perché il suo partito rivendica una cadrega esattamente quanto gli altri – è che la politica non ha mai messo un’unghia fuori dalla Rai, e il fatto che i neo consiglieri di amministrazione scelti dai partiti siano dei semi-sconosciuti ne è la prova più lampante. Così il servizio pubblico non ha nessuna possibilità di trasformarsi, perché anche il miglior manager al mondo dovrà fare i conti con gli equilibri del potere, e il personale si adeguerà a seguire il vento, come d’altra parte ha sempre fatto.

Parte da qua la staticità di questa azienda, che sperimenta poco e da più di cinquant’anni ci propina telegiornali sempre uguali, teche di vecchie glorie, le messe cantate di Bruno Vespa con i notabili di turno suoi amici. Il Paese si evolve, ma la Meloni invoca in manuale Cencelli. Se parliamo della Rai, lo può fare.

4 replies

  1. Pedulla sei un ingenuo
    A destra possono odiarsi sputarsi addosso detestarsi ma al momento di spartirsi la torta si mettono subito d’accordo.

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  2. Manuale Cencelli che prevede incarichi importanti e direzione di reti a chi ha più voti. Norma apparentemente democratica che in realtà fossilizza e rende schiava dei partiti L’informazione e la cultura in tv. M5s non ne fa parte pur essendo la prima forza politica, e questo è,allo stesso tempo, segno di coerenza ma anche di grande ingiustizia e di abbuso dei partiti tradizionali,nessuno escluso, che si comportano con la solita bulimia da potere occupando tutto ciò che c’è da occupare. Cosa fare? Se il movimento fosse ancora vivo dovrebbe alzare le barricate e fare sentire potente il suo rugito,invece non si ode neanche un belato.

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    • Se il movimento fosse ancora vivo…!
      da mo che il mov é stato “suicidato” per compiacere alle oligarchie predatorie partitiche… e anche di chi, per farsi trequarti di hazzi propri, ha tradito gli elettori onesti (33%) nonché di altri vendutisi per 30 denari e/o un piatto di lenticchie pur di rimanere incollati alle poltrone di “pelle umana…”!

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