I Marchesi del Grillo riuniti in sindacato

(Anna Lombroso per il Simplicissimus) – Con impareggiabile sfrontatezza, immemori del numero di comuni sciolti per infiltrazione mafiosa, rimuovendo quello dei comuni che hanno dichiarato fallimento, ciechi davanti al panorama dei cumuli di immondizia, dello stato del verde pubblico, delle buche nelle strade presenti a ogni latitudine, della vaste zone del territorio amministrato prive dell’erogazione dell’acqua, a fronte di una  misura che hanno approvato e che ha recato un aumento del costo per la collettività di almeno il 20%,  i sindaci italiani sotto la dinamica guida di Decaro, primo cittadino di Bari,  hanno prodotto un toccante appello indirizzato a Esecutivo e Parlamento,   # dignità per i primi cittadini,  e con il quale chiedono più poteri, più fondi e più rispetto per il loro lavoro, a riconferma che l’ideologia del Marchese del Grillo ha contagiato tutte le categorie di chi ha diritto meritato, ereditato o conquistato o comprato, quando invece tutti quelli che non sono un cazzo non lo meritano quel rispetto, né per la loro dignità, né per i loro bisogni, né per i servizi che pagano con le imposte, né per il loro lavoro, oltraggiato, manomesso, avvilito, cancellato.

La rivendicazione che i sociologi, che a suo tempo apprezzarono lo spirito di iniziativa e il “radicamento” popolare della lega, assimilerebbero al cosiddetto sindacalismo territoriale, trova le sue motivazioni morali nell’incipit del documento:  Negli anni in cui le istituzioni e il sistema dei partiti venivano travolti dalla bufera giudiziaria di “mani pulite”, l’introduzione dell’elezione diretta del sindaco ha consentito di creare un legame forte fra elettore ed eletto, rafforzando autonomia e responsabilità con l’obiettivo di rinnovare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Beneficati da una riforma che ha costretto gli elettori dopo un mesto e sterile “voto inutile”, alla consegna al male minore che comunque è un male:  Brugnaro? Sala? Raggi? Nardella?

Assolti in caso di privatizzazioni, tagli ai servizi, predilezione per grandi opere, metro, stadi, aeroporti, rispetto alle piccole opere di manutenzione, per via dei obblighi di bilancio che sopportano di buon grado proprio in forma di alibi per inazione, impotenza e incapacità, eccoli lamentare che da anni si susseguano “casi e fattispecie che vedono i sindaci, gli amministratori e i dirigenti destinatari di provvedimenti relativi a imputazioni di responsabilità in sede penale, civile, amministrativa ed erariale per via del cumulo di responsabilità a loro carico, pretendendo quindi “l’affermazione concreta di un principio di eguaglianza e di pari dignità con le altre cariche elettive e di governo”.

«… lasciati in prima linea a contrastare, da soli, la disperazione della gente», come ebbe a dichiarare De Magistris durante il lockdown colpevole di aver “compresso lo spazio decisionale dei sindaci… mettendo tutto nelle mani del governo, dei commissari straordinari e dei presidenti di regione”, adesso hanno sentito il tintinnar peloso dell’elemosina europea e dunque aprono la trattativa per ottenere fondi straordinari al fine di evitare il dissesto. Ed anche  per l’adozione di norme che stabiliscano il medesimo regime sanzionatorio applicato agli altri organi elettivi e di governo in caso di procedimenti penali e uno status giuridico ed economico proporzionato alle responsabilità e alle funzioni.

Ma soprattutto esigono che, in applicazione dei principi che devono regolare una “democrazia matura”, abbiano l’opportunità di garantirsi una poltrona a vita, grazie alla possibilità per i sindaci sino a 5 mila abitanti di fare più mandati e sino a 15 mila abitanti di farne tre, e  per i sindaci sopra i 20 mila abitanti di candidarsi in Parlamento, così come avviene per i Presidenti di Regione, esercitando, ma successivamente, il legittimo diritto di opzione.

C’è da azzardare un’ipotesi sull’inizio della mutazione antropologica e sociologica che ha cancellato la memoria dei Nathan, dei Petroselli, dei Gianquinto, regalandoci sceriffi, podestà, piazzisti dei beni comuni pronti a girare col campionario presso emirati e sceiccati, quando si sono combinati l’ideologia leghista, l’indole speculativa berlusconiana,  il progressismo neoliberista del Pd e il pressapochismo inadeguato e dilettantistico dei 5stelle.

È da allora che l’urbanistica, la pianificazione e la programmazione degli interventi di gestione del territorio sono stati retrocessi a pratica contrattuale tra amministrazione e  privati nella quale a dettare le leggi sono sempre questi ultimi, perfezionando la pratica delle mani sulla città della Dc.

È da allora che non è bastato più che le aziende di servizio fossero il teatro dei negoziati per il voto di scambio, grazie a clientelismo e familismo: serviva che si ispirassero a quei valori del profitto per i quali non serva la totale privatizzazione, basta che diminuiscano per volume e qualità le prestazioni e aumentassero le tariffe.

È da allora che una delle missioni strategiche dei primi cittadini è consistita nella tutela dell’ordine pubblico, favorita da leggi speciali che ne incrementavano i poteri di repressione grazie al potenziamento delle polizie locali, irrobustita da criteri a difesa del decoro, quelli inventati per criminalizzare i poveri, i marginali e gli immigrati – e per estensione i disobbedienti – gli ultimi insomma, da discriminare, sanzionare, punire in modo da rassicurare i penultimi.

È da allora che in capo ai primi cittadini viene concesso potere decisionale in merito al rapporto tra le esigenze rapaci dei colossi della logistica, i trasporti locali e le infrastrutture, piegando le necessità dei cittadini alle esigenze di occupazione del suoli e del mercato delle multinazionali, le stesse che hanno preteso in anni l’involuzione del commercio che ha penalizzato la rete del dettaglio, dei piccoli e medi esercizi, insieme ai  cittadini costretti a rifornirsi in grandi magazzini prima poi su Amazon e simili, fisiologicamente più attrezzati, strutturati e convenienti.

È da allora che la speculazione edilizia e immobiliare ha vissuto la sua età dell’oro, conquistandosi i centri storici per operazioni che hanno promosso la cacciata di abitanti, attività tradizionali, artigiani grazie a quel fenomeno, la gentrificazione, che viene presentato come ineluttabile e senza alternative, secondo un’ideologia che ha preso piede dalla Thatcher in poi, grazia alla quale è proibito anche immaginare che si possa ottenere qualcosa di “altro” rispetto al consumo di suolo, di persone, di talenti,  di paesaggio e beni diventati merce.

È da allora che à diventato altrettanto inevitabile, anzi “naturale”, che ogni autunno straripino fiumi, si allaghino le strade, si verifichino smottamenti, poiché l’alternativa: investire in salvaguardia e manutenzione invece che in interventi inutili se non dannosi, grandi opere, grandi infrastrutture, grandi eventi, non premia i decisori, non appaga la loro megalomania, non consolida le loro relazioni con i soliti noti del cemento e delle mani sulla città. Adesso si aggiunge una nuova competenza che nasce da una proibizione, quella che vieta ai  sindaci di regolamentare l’installazione di antenne 5G sul territorio comunale, e che li mette in condizione di trattare e negoziare localizzazioni e compensazioni, così come è sempre avvenuto per installazioni e insediamenti di accertato rischio per le popolazioni, così come è successo per la militarizzazione di porzioni del nostro territorio nazionale da parte della Nato.

Non lo chiediamo per noi, lo chiediamo per l’Italia, perché se liberiamo i sindaci, si liberano le energie delle loro comunità”, conclude così il documento dei primi cittadini. Malversazione, abuso d’atti di ufficio, concussione, peculato, corruzione,  sono le tipologie di crimini più diffusi nella loro corporazione, peccato che manchi la definizione del reato di spregiudicata sfacciataggine e di miserabile sfrontatezza, altrimenti sai  che affollamento nei tribunali.

2 replies

  1. Questo è un ottimo articolo controcorrente, e non è un buon segno se nessuno commenta.
    A questo punto bisogna ammettere che a chi li elegge e li sostiene vanno bene così,
    perchè sono molto corruttibili, e quindi dispensatori di tutti i tipi di favori, basta che uno paghi. L’epidemia di corruzione finora non l’ha mai vista e curata nessuno: fa comodo a tutti.

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  2. Fra l’altro, anche chi scrive bene come la sig.ra Lombroso viene vista da qualcuno con insofferenza, forse perchè è una donna di profonda cultura. Siamo in Italia, il paese dei balocchi.

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