Il Movimento tra politica e storia

(Tommaso Merlo) – I restauratori godono per l’implosione del Movimento ma è un panorama politico ancora tutto da decifrare e che dipende molto dai milioni di elettori delusi dal Movimento. Se il loro voto non era solo una reazione isterica e rabbiosa ma un voto consapevole di cambiamento radicale, non torneranno a votare vecchi partiti o vecchie formule. Se i delusi dal Movimento lo avevano votato perché culturalmente evoluti, voteranno solo un’offerta politica all’altezza delle loro nuove consapevolezze. Non torneranno indietro. Altro che proposte moderate e governiste e perbeniste, altro che qualche salvatore della patria e operazioni di facciata. I restauratori godono ma alla fine il Movimento è stato solo uno strumento attraverso il quale si è espresso non solo il malcontento popolare ma anche nuova cultura che ha cercato di dar vita ad una nuova politica. Se lo strumento del Movimento non funziona più, quella cultura ne troverà un altro per esprimersi politicamente prima o poi. Questo è il punto cruciale. La cultura è storia, la crocetta sulla scheda è politica. Una nuova cultura dura una vita, una preferenza politica manco una legislatura ormai. E se davvero è emersa una nuova cultura, prima o poi la politica si dovrà adeguare. Altro che tromboni e parrucconi. La storia va avanti e mai indietro che piaccia o meno ai politicanti e ai loro sodali. Il Movimento voleva ribaltare il sistema ed oggi sta inciuciando con tutti ed è impegnato in una bega da condominio davvero imbarazzante. Manco i vecchi partiti hanno raggiunto certi livelli. Con gli stracci che volano da tutte le parti. Tutti a far passi avanti e nessuno indietro. La solita vecchia egopolitica nostrana. Le stelle del Movimento si son spente da mo’ e si tira a campare nei palazzi litigando di regolette e a quale capo salvifico accodarsi. Davvero un triste spettacolo e questo mentre milioni di cittadini sono rimasti senza rappresentanza politica. Una democrazia monca. Nessuna opposizione ma nemmeno nessun dibattito nel paese. Pensiero unico e tecnocrazia al potere. Ma i politicanti sono così, cambiano pelle ad ogni stagione. Soprattutto in Italia. Una volta entrati nei palazzi fanno di testa loro. Transumanze, nuovi partiti, nuove confezioni, nuove alleanze. Di tutto. I cittadini votano una cosa e poi si ritrovano tutt’altro, il solito pacco. Il Movimento si è normalizzato e afflosciato e sta provando addirittura la metamorfosi. Ma la storia va avanti e mai indietro. E la cultura è una cosa e la politica un’altra. Molto più superficiale e passeggera. Le ragioni culturali che hanno scatenato l’ondata populista sana – e cioè quella non basata su rigurgiti nazionalisti e razzisti – sono ancora tutte valide e la vecchia partitocrazia è ancora tutta lì. Più arrogante che mai. La pandemia ha rimescolato le carte ma siamo alla vigilia di un cambiamento di paradigma che richiederebbe il coraggio di scelte innovative e radicali. Altro che pensiero unico moderato e conformista. Altro che vuote chiacchiere politichesi e doppiopetti. I restauratori godono per l’implosione del Movimento ma il panorama politico è ancora tutto da decifrare. Il sogno dei restauratori è la rassegnazione popolare, è la sopravvivenza di un ristretto gruppo di elettori che ancora abbocca alla partitocrazia e permette al sistema di galleggiare passandosi la palla di tanto in tanto. Conservazione sistematica. I restauratori godono ma alla fine il Movimento è stato solo uno strumento attraverso il quale ha provato ad esprimersi una nuova cultura. Se quello strumento si rompe, quella cultura prima o poi ne troverà un altro per esprimersi e scrivere la storia.

11 replies

  1. Piu che Merlo sei un Grullo. Ancora vai appresso al bomba genovese, quello che va con lo yacht delgi amici in vacanza e vuole imporre agli altri la decrescita felice. Vai con Fofo Dj e Rocco a fare l’animatore nelle spiagge d’Italia, in politica ci vuole gente seria

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      • Taci e vai in pellegrinaggio a Sant’Ilario a baciare la pantofola d’oro di quello che voleva il referendum sull’euro e ora sta con i tecnici liberisti che definisce grillini. Figli di troika

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  2. Un analisi piu che eccellente, solo gli stolti, i duri di comprendonio e i troll hanno qualcosa da obbiettare,
    Poi ci sono i talebani voce grossa e poco cervello che maco con il martello gli entrerebbe nella zucca un minimo di realta di inteligenza.

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  3. Non è che abboccano è che ci guadagnano pure loro.
    Cosa è togliere il cashback se non favorire gli evasori e il nero.

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    • @Stefano
      Ancora con ‘sta storia del cashback. Quando Draghi (ex presidente della Bce), in Consiglio dei Ministri, afferma che il cashback è utile solo ai “ricchi” e che non sposta di una virgola la lotta all’evasione, tu che fai? Ci credi, oppure pensi all’affamatore del popolo greco che vuole favorire il nero e gli evasori? Io ci credo, anche perché sono un diretto interessato. Riceverò 150 euro dopo un semestre di spese. Non ne ho bisogno e usavo le carte anche prima. Riceverò un regalino, che fa sempre comodo. Se quesi soldi (tantissimi) vengono spostati sugli ammortizzatori sociali, tu che fai? Continuerai a scrivere le frasi fatte basate sul nulla come fai adesso, oppure cambierai idea?

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  4. La penso come Merlo al 90%.
    Però non dice quali siano gli elementi che stanno cambiando la storia.
    Secondo me sono due:

    l’avvento della rete internet e quindi l’inizio di un nuovo pluralismo (vero che in rete c’è una marea di bufalari, ma in tv sono TUTTI bufalari, non c’è un canale 247 dove si danno notizie reali, mentre in rete i siti esistono, questo per esempio, e chi li apre trova fonti di informazione che prima del 2000 non esistevano. E gli effetti, macroscopici, si vedono già, e in tutto il mondo.

    il crollo del sistema di potere cieco che si abbuffa di tutto senza pensare al futuro, ma il futuro è dietro l’angolo (crisi sanitarie, climatiche, economiche, sociali …)

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