Di Maio con chi starà?

Prossimi passi – Il comitato di garanzia indirà la votazione come ultimo atto su Sky Vote. L’ex premier illustrerà il suo statuto ai gruppi parlamentari

(pressreader.com) – di Luca De Carolis – Il Fatto Quotidiano – Di buon mattino, l’ex capo va a casa del capo mancato a cercare lo spiraglio per inseguire l’impossibile, cioè per evitare la scissione. Ma l’avvocato in testa ha solo il suo partito, il suo progetto politico “che non resterà nel cassetto” come ha assicurato mercoledì sera. Così Giuseppe Conte, dopo aver sondato già diversi big, lo chiede di persona anche a Luigi Di Maio: “Tu con chi starai, con me o con Grillo e Casaleggio?”. Perché la storia tra l’ex premier e il M5S sta finendo. E lo conferma indirettamente la risposta del comitato di garanzia (Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri) al diktat con cui Beppe Grillo aveva ordinato al reggente Crimi di indire “entro 24 ore” sulla piattaforma Rousseau, quella di Davide Casaleggio, la votazione del comitato direttivo. Cioè del nuovo organo collegiale che dovrebbe guidare il Movimento. Il comitato gli fa sapere che ha avviato la macchina per indire la votazione, prevista “non prima di 15 giorni”. Ma non su Rousseau, “bensì su SkyVote”, come confermano in serata fonti del M5S. Traduzione, Crimi e Lombardi rispetteranno il suo ordine fin dove necessario. Poi si dimetteranno.

Battaglie legali e normative, nel corpo di una guerra politica che sta tracimando nella scissione. E allora si torna a quella domanda – “tu con chi stai?” – che non fa dormire tutti i big del Movimento. L’interrogativo che ha reso afono in pubblico anche lui, Di Maio, “il miglior ministro degli Esteri della storia” per citare il Grillo di giovedì scorso davanti ai deputati. Troppo complimentoso, quindi in modalità campagna acquisti, perché il Garante fiutava già la rottura e ha provato subito a tirare dalla sua parte il pezzo più pesante, Di Maio, quello che può ancora spostare gli equilibri nel gruppo. Ma il ministro, decisamente il miglior pokerista nel M5S povero di giocatori, ora non sa proprio che carta scegliere. Così ieri mattina prova a convincere Conte della necessità di cercare un’alternativa alla spaccatura. “Giuseppe, non possiamo dividerci, dobbiamo cercare una soluzione perché così i gruppi parlamentari esplodono” sostiene (in sostanza) il ministro. E rilancia l’ipotesi di un incontro con Grillo, la stessa via che in serata i parlamentari chiedono di battere ai capigruppo, Ettore Licheri e Davide Crippa. Ma Conte non ci crede.

Così nel colloquio, un’ora di confronto tra due uomini che non si sono mai amati ma che sanno di avere bisogno l’uno dell’altro, l’ex premier cerca soprattutto di capire dove potrebbe pendere Di Maio. Prova a farlo esporre. Ma il ministro prende tempo: “Ora sto fermo, devo evitare che i gruppi parlamentari si lacerino”. Schiva, l’ex capo. Però una cosa la ottiene. “Incontra i parlamentari, mostragli il tuo Statuto” chiede all’avvocato. E Conte dice di sì, tanto che in serata lo conferma pubblicamente: “Se ricevo un invito lo farò volentieri”. Lo stesso invito, in giornata, lo aveva ricevuto anche Grillo, dal capogruppo alla Camera Crippa: “Beppe, ci fai vedere lo Statuto?”. E anche il Garante si è detto disponibile, ventilando anche un ritorno a Roma. Insomma, almeno su questo l’avvocato e Grillo sono concordi. Ed è facile capire perché: accontentare gli eletti, e magari convincerli mostrando loro il proprio progetto nero su bianco, può essere la via per reclutarli. Invece Di Maio spera che riportare entrambi davanti agli eletti serva a guadagnare tempo, prezioso per far svelenire il clima e cercare un’intesa che a oggi pare un’ipotesi del terzo tipo. La certezza attuale però è il tormento di tanti, che non sanno chi e cosa scegliere. E può valere anche per l’ex presidente della Camera, Roberto Fico, anche lui alla disperata ricerca di un appiglio per non dover decidere. “Ma io non so proprio cosa fare” sibilano anche diversi deputati e senatori. Perché i calcoli politici cozzano anche con valutazioni umane, con antichi rancori e voglia di rivalsa.

Poi ci sono i ragionamenti che fanno rima con paura, perfino di qualche 5Stelle pronto a saltare sulla nave di Conte: “Giuseppe non deve costruire un partito personale, ma un progetto condiviso. Non deve fare il padrone di casa che ci accoglie”. Consigli, mentre l’avvocato fa la lista dei parlamentari che considera già convinti. Nel frattempo sta sentendo tutti i big in bilico, e tramite due o tre parlamentari di fiducia cerca di sottrarre soldati al Garante. Ha fretta di partire. E di illustrare il suo nuovo progetto, con quel tour per l’Italia che avrebbe già dovuto fare da nuovo capo dei Cinque Stelle. Prima che Grillo facesse saltare tutto.

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6 replies

  1. Con chi gli garantisce la poltrona, come sempre. E’ attaccato col boystick, esteri, interno NUN CAGN NIENT basta che nel curriculum non ci deve mettere NN come prima di entrare in politica

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    • Ora hanno rifondato l’Italia dei Valori cosi con i mandati ripartono 0, come il flipper. A forza di palle raccontate era la fine piu giusta

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  2. comitato di garanzia (Vito Crimi, Roberta Lombardi e Giancarlo Cancelleri)

    Non ci posso credere. Quelli dello streaming con Bersanetor e del Ponte sullo stretto???

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