Il leader del M5S: “Ottenni un sistema di solidarietà, oggi svanito. E il nuovo Patto inguaia l’Italia”

“Meloni ci isola: sugli sbarchi ha buttato il mio lavoro in Ue”

(estr. di Lorenzo Giarelli – ilfattoquotidiano.it) – […] Presidente Conte, l’Ue si sfalda sui migranti. Fa bene l’Italia a fare da sé, dopo Ceuta?

Meloni ha agito ancora una volta da leader di partito, come un Abascal qualsiasi, anziché da premier dell’Italia, e ha creato un precedente molto grave che potrebbe costare carissimo al Paese.

Teme ritorsioni?

Non è un tema di ritorsioni, ma affidandosi alla propaganda e sospendendo Schengen, Meloni ha legittimato il fatto che in futuro, di fronte a una crisi migratoria sul nostro territorio, altri Stati Ue possano sospendere Schengen a loro volta e lasciarci isolati. Non c’è stato nessun pericolo reale per l’Italia, Ceuta dista 700 miglia nautiche. La reazione di Meloni danneggia gli interessi nazionali.

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Anche la Germania però dimostra di pensare a sé.

Qui il tema è un altro. Il governo ha cantato vittoria per la revisione del Patto Ue sui migranti, ma la realtà è che quella revisione peggiora la nostra situazione. È diventato più facile per gli altri Stati rispedire nei Paesi di primo approdo come l’ Italia i migranti che riescono a oltrepassare il confine, con sistemi di registrazione più sofisticati e banche dati digitali. E si allunga da 12 a 20 mesi il periodo entro cui il Paese di primo approdo è responsabile del richiedente asilo. Fatemi capire: dov’è il successo per l’Italia?

È stato però legittimato il modello Albania.

Questo modello non risolve nulla e soprattutto non incide sul collo di bottiglia dei rimpatri, che il governo non riesce a fare. I costi sono altissimi e nel Patto restano tutti a carico dell’Italia, parliamo di quasi 1 miliardo in cinque anni.

Ma che margini ha un governo nazionale?

Sin dal giugno 2018, al mio primo Consiglio europeo, ottenemmo una svolta, fu riconosciuto che chi sbarca in Italia sbarca in Europa. Non fu facile, costrinsi i colleghi a restare in riunione sino all’alba.

Questo però come si tradusse in fatti concreti?

Non c’è mai stata una volta in cui, di fronte agli sbarchi, dopo aver fatto il giro delle cancellerie, non abbia ricevuto una concreta ridistribuzione di migranti. Fu introdotto un meccanismo di solidarietà e nel 2019 arrivammo anche a un accordo con Malta, Francia, Germania e Finlandia. Sancimmo un principio di ricollocamento automatico dei richiedenti asilo, con una rotazione dei porti sicuri. Tutto questo si è perso, affogato dalla propaganda di Meloni: avendo rivendicato per anni grandi successi, adesso non può neanche battersi per un meccanismo più efficiente, sarebbe come gettare la maschera.

Lei ambisce a riportare il M5S al governo: come pensate di gestire i flussi migratori?

Bisogna lavorare per rendere più stringenti i meccanismi di solidarietà in ambito Ue, rendendo non conveniente anche dal punto di vista economico, il tentativo di sottrarsi alla redistribuzione. Sulle partenze ricordo che Papa Leone nel giugno scorso ha ribadito al Parlamento spagnolo il “diritto a rimanere nella propria terra”. Significa lavorare con i Paesi d’origine e di transito per tutelare chi ha diritto alla protezione e potenziare i corridoi umanitari per sottrarli alle organizzazioni criminali E poi, per quanto riguarda i migranti economici, servono accordi di cooperazione per promuovere attività economiche locali nel reciproco vantaggio con i Paesi di partenza. Certo, dobbiamo pretendere che l’attuazione di questi accordi sia affidata ad agenzie internazionali delle Nazioni Unite.

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Teme che nel centrosinistra le rinfacceranno ancora i decreti Sicurezza?

I dl Sicurezza voluti da Salvini li abbiamo modificati nel Conte-2, e voglio sottolineare che mentre Salvini portava avanti la propaganda dei porti chiusi, io telefonavo ai colleghi europei per accordami sulla distribuzione dei migranti, che sono sempre sbarcati nonostante gli slogan. Ma al di là degli sbarchi, dobbiamo capire che il problema che pone l’immigrazione è quello delle politiche di integrazione, su cui siamo carenti. Per questo una battaglia a cui tengo molto è quella sullo Ius Scholae.

Presidente, ha visto gli sviluppi della vicenda dell’attentato a Ranucci? Che idea si è fatto?

La cosa che mi sta più a cuore è che il gip, dopo mesi di indagini, abbia accertato che Ranucci fosse parte lesa. Ha mostrato ingenuità nei rapporti con Lavitola, ma non risulta sia mai stato condizionato nelle inchieste giornalistiche. La destra se ne deve fare una ragione e lasciare stare Report.

Lei oggi sarà a Sant’Anna di Stazzema nell’anniversario della strage nazista. Alcuni esponenti locali dei partiti centristi hanno contestato il suo invito a causa delle sue posizioni sulla guerra in Ucraina. Con che spirito farà l’orazione?

Sono stato ben lieto di accogliere l’invito del sindaco di Sant’Anna di Stazzema e ne approfitterò per ricordare che quello è tra i luoghi fondativi della nostra Repubblica, testimonianza del passato, perché ha creato le basi per il riscatto della Nazione, ma anche monito per il futuro: ci impegna costantemente a costruire percorsi di dialogo e traiettorie di pace.