
(estr. di Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – […] Il cosiddetto partito di Vannacci ha il vento in poppa. Se non ne parli lo sottovaluti e fai il suo gioco, se ne parli (e ovviamente lo critichi) fai ancora di più il suo gioco perché lo demonizzi. La tempesta perfetta. Sforzandosi di prendere per un attimo sul serio questo imbarazzante e pallosissimo accrocchio politico, viene da dire che forse il Generale Irrisolto sta esagerando un po’ con l’idea della “feccia”. Allo stato attuale, Trapassato Remoto (di “futuro” questa forza non ha nulla, quindi chiamatela con il nome giusto) è una forza politica piena di trasformisti e voltagabbana. E questo tutto sommato è abbastanza normale per qualsiasi forza di destra. Ma è pure una forza largamente composta da figuri ora improponibili, ora con inciampi giudiziari tremebondi e ora con un livello politico praticamente rasoterra (quando non tutte e tre le cose insieme). E anche questi aspetti, a pensarci bene, sono assai tipici dei partiti di destra italiani. Quindi, sotto ogni punto di vista,
[…] Trapassato Remoto non ha nulla di nuovo e tutto di bolso. Prendiamo ora in esame alcuni soggetti raccattati dal generale irrisolto. Laura Ravetto. Ex Forza Italia, ex Lega. Già macchietta 15 anni fa quando andava in televisione con il Blackberry. Sempre a un passo dallo sbrocco, tipo molti anni fa con Aldo Busi e peggio ancora di recente con una povera giornalista di RaiNews. La Ravetto era divenuta la riserva della riserva della riserva del centrodestra. Ora con Vannacci torna titolare. Son soddisfazioni! Emanuele Pozzolo. Qui si toccano vette leggendarie. Pozzolo è quello dello sparo di Capodanno, è quello che – stando ai racconti di Fini – fu scartato da Alleanza Nazionale perché ritenuto davvero improponibile, è quello dell’incidente automobilistico con annesso alcol test appena appena fuori regola. Un genio. In qualsiasi altro paese, uno come Pozzolo non farebbe mai politica, o comunque non lo voterebbe nessuno. Da noi invece è stato eletto in Parlamento e verrà pure gloriosamente rieletto l’anno prossimo. Viva l’Italia! Domenico Furgiuele. Altro genio contemporaneo, ex Lega, orgogliosamente nostalgico del Duce, convinto che Gramsci nel carcere di Turi facesse una dorata villeggiatura. Lambito in Calabria da una vicenda giudiziaria non proprio edificante, più volte al centro di inchieste giornalistiche vagamente impietose da parte di Report, Repubblica e Il Domani. Insomma: ha tutte le carte in regola per stare dove sta.
[…] Gianni Alemanno. Non ha fatto in tempo a uscire dal carcere che subito è stato accolto, celebrato e sdoganato da Vannacci. Nel partito del Generale Irrisolto non solo la questione morale non esiste, ma viene pure rovesciata: se sei stato indagato, meglio ancora condannato, e se sei pure orgogliosamente fascista, hai le porte spalancate per fare carriera: il mondo (veramente) al contrario. Accanto a un consesso così sontuoso di statisti illuminati e garbati, non sfigurerebbero Mario Adinolfi, Scaramacai, Mario Roggero, Jimmy il Fenomeno, Er Canaro e altri casi più o meno politici (e/o più o meno umani). I più speranzosi tra voi potrebbero a questo punto pensare che un simile partito, in virtù della sua pochezza, non avrà alcuna possibilità di successo. Macché! Proprio poiché forti di quelli che a noi paiono “difetti” non meno che vomitevoli, Trapassato Remoto farà il botto. Probabilmente andrà in doppia cifra. E risulterà decisiva nella vittoria della destra meloniana, che ovviamente (al di là dei litigi per finta) non vede l’ora di allearsi con Vannacci. Sia perché il Generale Irrisolto dice le stesse cose di Meloni e Salvini, sia perché Donna Giorgia – pur di confermarsi al potere – si alleerebbe con qualsiasi cosa. Persino con un palo della luce, un cedro del Libano o addirittura Pina Picierno. In Italia, si sa, più sei incapace, improponibile e vagamente antidemocratico, più hai possibilità di essere eletto. Funziona così. Buona catastrofe!
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