E’ probabile che vi sia stato negli eventi di Ceuta un ruolo da parte di servizi addetti alla guerra ibrida, marocchini e israeliani. Bersaglio dell’operazione il premier Sanchez

(Fabio Marcelli – ilfattoquotidiano.it) – Non bisogna essere malati di complottismo per capire come dietro i recenti avvenimenti di Ceuta ci siano una regia e degli intenti molto precisi. Non è del resto la prima volta che i flussi migratori vengono utilizzati come arma politica.
Beninteso, le motivazioni di fondo degli stessi sono ben note e risiedono nelle sempre meno accettabili condizioni di vita nei Paesi da tempo vittima dell’oppressione e dello sfruttamento capitalista. Ben può dirsi quindi che la migrazione di massa verso l’Europa, così come per altri versi quella verso gli Stati Uniti, rappresentano delle vere e proprie nemesi di secoli di dominazione coloniale o imperiale.
La portata addirittura fatale di tale nemesi storica diviene evidente nell’attuale contesto di declino storico inarrestabile dell’Occidente. Sempre più vecchie, paranoiche e incapaci di produrre un autentico sviluppo economico che sia anche e soprattutto espressione di istanze sociali e ambientali, le decrepite compagini politiche europee si rifugiano nel delirio razzista di chi vaneggia un impossibile ritorno ai tempi d’oro della supremazia coloniale e neocoloniale.
Ciò spiega il travolgente successo dei Vannacci di ogni Paese e l’innesco di una gara a chi la spara più grossa tra le destre di governo e quelle di opposizione, destinate in realtà ad essere a loro volta inglobate nel governo, salvo dar vita (si fa per dire) a nuove destre ancora più fasciste e razziste che possano raccogliere il consenso dei frustrati, cornuti e mazziati che fanno parte dei furon popoli europei.
Ciò in realtà è frutto di un duplice fallimento. Il primo è quello delle classi dominanti europee, sempre più subalterne alle lobby più perniciose, che abbandonano i fragili progetti di riconversione ecologica, pur tanto necessari, per investire nei settori degli armamenti e del fossile, sotto l’egida di una finanza sempre meno controllabile specie per effetto delle deleterie dottrine di abbandono del controllo pubblico sui flussi di denaro.
Il secondo è quello della fu sinistra europea che da tempo ha abbandonato ogni identità di classe, lasciando i ceti popolari in balia di ciarlatani che ne tesaurizzano il consenso per andare al governo e farsi gli affari propri. Da questo punto di vista il caso italiano è esemplare anche dal punto di vista della nascita di nuovi fascismi ancora più fascisti e razzisti di quelli precedenti, in certa misura logorati dalle esperienze di governo, nonostante il grande dispiegamento di apparati repressivi e di consenso.
E’ in questa cornice deteriorata, inquietante e malsana, che si inseriscono i fatti di Ceuta e le susseguenti dinamiche disgregative che colpiscono in modo sempre più duro l’Unione Europea, la cui classe dirigente appare fortemente subalterna ai centri di potere economico e costretta ad inseguire le destre sempre più fasciste ed estremiste prodotte, alla stregua di vermi maleodoranti e voraci, dal suo impotente declino.
E’ probabile che, come denunciato da più parti, vi sia stato negli eventi di Ceuta un ruolo da parte di servizi addetti alla guerra ibrida, marocchini e israeliani, del resto collegati tra loro da tempo. Bersaglio dell’operazione il premier spagnolo Pedro Sanchez e il suo ruolo di unico argine, a livello di governi, dell’ asservimento dell’Europa ai disegni sionisti e trumpiani. Vergognosa e sciacallesca la posizione italiana che si è concretizzata nella sospensione degli accordi di Schengen nei confronti della Spagna, che ha scatenato una serie di ritorsioni e contraccolpi da cui la stessa Meloni rischia di essere travolta, per quanto tenti di abbarbicarsi pateticamente all’omologa danese.
Come dimostrato da questi eventi le destre di vario genere e ispirazione competono sfacciatamente tra di loro attingendo alle paranoie e alle frustrazioni dei cittadini europei, che hanno ben altra origine e motivazione.
Continua assordante il silenzio della fu sinistra che, per esercitare un ruolo positivo, dovrebbe andare alla radice dei problemi. Partendo ad esempio da Marcinelle, strage di lavoratori migranti, come molte che si verificano ancora ai giorni nostri, perché il capitalismo si basa com’è noto sullo sfruttamento, fino alla morte, del lavoro, specie se migrante perché più fragile e finché mantenga tale fragilità.
In quel caso furono in prevalenza italiani, in altri, più recenti, marocchini, asiatici, africani o di altra nazionalità. Non cambia la sostanza di classe del problema. Ed è confortante che qualcuno lo abbia sottolineato volgendo le spalle, in occasione della celebrazione dell’anniversario, a La Russa, esponente di primo piano di un governo che opera contro i diritti di lavoratori e lavoratrici, in perfetta continuità ideologica coi suoi famigerati precedenti storici.
I migranti costituiscono una parte importante e crescente della classe lavoratrice italiana ed europea. Una verità elementare che non viene adeguatamente presa in considerazione da chi dovrebbe, per battere le destre, affermare contenuti realmente di sinistra contro guerre, razzismi e fascismi e sta tragicamente dilapidando per l’ennesima volta i consensi acquisiti al referendum di marzo rincorrendo inesistenti campi larghi e nefaste agende Draghi.
Sottoscrivo persino le virgole.
🙏
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