
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – Immersi più che mai, anche dopo il suo arresto, nei misteri di Valter Lavitola, partiamo da due tra i pochissimi fatti finora accertati. 1) Sigfrido Ranucci e i suoi famigliari sono le vittime dell’attentato mafioso del 16 ottobre a Pomezia che, pur con finalità “dimostrative”, poteva costare loro molto caro. 2) Il gip che ha arrestato Lavitola scrive: “Non è emerso alcun elemento… per ritenere che il giornalista […]
I misteri della vitola
(Di Marco Travaglio) – Immersi più che mai, anche dopo il suo arresto, nei misteri di Valter Lavitola, partiamo da due tra i pochissimi fatti finora accertati. 1) Sigfrido Ranucci e i suoi famigliari sono le vittime dell’attentato mafioso del 16 ottobre a Pomezia che, pur con finalità “dimostrative”, poteva costare loro molto caro. 2) Il gip che ha arrestato Lavitola scrive: “Non è emerso alcun elemento… per ritenere che il giornalista fosse d’accordo con Lavitola; anzi le risultanze acquisite inducono a ritenere che il giornalista sia stato vittima della manipolazione dell’indagato, in ragione da un lato della raffinata astuzia di quest’ultimo, dall’altro del profondo legame tra i due… tanto da indurre la persona offesa ad avere quella reazione di… incredulità appena appresa l’incriminazione dell’ amico”. Ranucci aveva trasformato Lavitola da fonte ad amico e non poteva credere che c’entrasse con la bomba. Così quello ha continuato a “manipolarlo” e “alimentare in lui il convincimento che la tesi degli inquirenti sia assolutamente inverosimile”. Ranucci ha seguitato a pensare che l’attentato fosse legato a qualche servizio di Report e Lavitola ne approfittava, “convinto che, finché avrà il sostegno della vittima, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata”. Le parole del gip confermano la buona fede di Ranucci. Escludono che, come insinua il peggio della politica e della stampa, si sia fatto l’attentato da solo. E non contengono una sillaba su eventuali servizi di Report condizionati da Lavitola: quindi i diktat Rai sulla sospensione delle repliche estive e i comitati etici, così come centinaia di articoli contro il programma che da anni i peggiori lestofanti sognano di silenziare sono carta straccia.
Tutto il resto, cioè il movente dell’attentato, è un campo minato di domande senza risposte. Lavitola voleva “martirizzare” Ranucci a sua insaputa per spingerlo in politica come premier del centrosinistra e “diventare il suo Gianni Letta”? Non essendoci limiti alla mitomania e alla follia, può persino darsi che il faccendiere berlusconiano, massone e pregiudicato pensasse di aiutare Ranucci con una bomba a due anni dalle elezioni e poi con un sondaggio ideato da un ex leghista e vidimato da Mieli e Cappellini. E già si vedesse con lui a Palazzo Chigi tra gli applausi di Pd, 5Stelle e Avs. Il tutto mentre Sigfrido negava in Vigilanza di volersi candidare e preparava la nuova stagione di Report proprio nell’anno elettorale. Certamente Ranucci è stato ingenuo, ma forse non al punto di immaginarsi grandi chance nel centrosinistra con un simile consigliere. Che sarà pure un manipolatore di “raffinata astuzia”, ma come bombarolo s’è rivelato un disastro. S’è fatto subito beccare ed è tornato da dove era venuto: in galera.
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E siccome Ranucci è una persona per bene, non avrebbe mai potuto immaginare di essersi fidato per le sue indagini ad un lestofante simile e addirittura di reputarlo un amico! Ogni giorno che passa gli esseri umani non finiscono di farmi sempre più schifo!
🤬🤬🤬🤬🤬🤬🤬
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P. S. Ovviamente la giustizia farà il suo corso..
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