Dopo Battiato il vuoto

(Marcello Veneziani) – Ora che si è concluso il “transito terrestre” Franco Battiato ha lasciato un vuoto pneumatico nella musica italiana e non solo. Si dice spesso di chi muore, per rendergli omaggio, che lascia un vuoto incolmato. Ma questa volta è la pura verità; e pneumatico viene da pneuma, spirito. Battiato era un’anomalia della musica, unico, senza eredi, perché spirituale.

Creatura ibrida, navigava a suo agio nel mondo pop e rock, cantava canzoni d’amore e perfino da discoteca; alcuni suoi motivi e parole, sono entrati come refrain nel gergo dei nostri anni. Eppure era Straniero, veniva da lontano, cantava l’Altrove. Nel tempo in cui l’unico messaggio “alto” dei cantanti è un modulo prestampato da compilare: niente confini, niente razzismo, siamo accoglienti e sradicati, diritti civili e umanitari, Battiato indica l’altra via: l’uscita dal mondo e dall’umanità, l’ascolto di esperienze superiori e l’apertura alla vita ulteriore, i percorsi dell’anima verso la Luce. Indistinta era la sua spiritualità o aperta a più percorsi, permeata da più esperienze, dal cattolicesimo materno al cristianesimo ortodosso, dall’Islam sufi al Buddismo Zen, fino ai Veda.

Ho definito il suo incrocio tra musica leggera e spiritualità come un esempio unico e paradossale di “mistica leggera”. L’essenza della sua musica è la spiritualità, di cui non si vede traccia nella canzone odierna: devi tornare ai grandi della musica sinfonica del passato o ripiegare all’opposto sugli spirituals afroamericani per avvertire almeno l’uso dell’espressione. Battiato invece era di casa nei mondi dell’altrove, negli stati spirituali ed era in solitudine siderale non solo rispetto al regno della musica leggera o “finto rock”. Ma anche rispetto ad altri saperi. Chi osa oggi un percorso spirituale nella filosofia o nella cultura, al di là delle confessioni religiose o della pura ricerca di studio? Lo spiritualismo pare un reperto di altre epoche o è confuso con l’idealismo e altre filosofie trapassate. O si fa spiritualità new age, all’ingrosso, quasi un rimedio psicanalitico per “stare bene con se stessi”.

Battiato non era un filosofo, e paradossalmente si accompagnava nella vita a un filosofo nichilista e cinico che era l’antitesi della sua visione metafisica: un apologeta dell’ateismo radicale e dell’empietà come Manlio Sgalambro. Ed era un sodalizio anche fruttuoso sul piano musicale, magari incrociando esperienze di confine tra i due mondi, come Baudelaire, doganiere tra l’inferno e il paradiso.

Franco aveva qualcosa del filosofo antico, presocratico: lo sguardo perso, in apparenza ebete, l’attitudine ai saperi vani e assoluti, l’indole giocosa e ironica, protesa al paradosso e alla maschera, per schermirsi e dire la verità nella pazzia e col sorriso. E un distacco dal mondo, una distanza dalla realtà profana, che i primi tempi poteva parere un atteggiamento ma che poi diventò la misura della sua vita, anzi – come dicono i maestri spirituali – la sua “equazione personale”. Ma la sua fu una ricerca dell’impersonalità; l’io scompare nell’Uno trascendente.

Eppure Battiato era lo stesso che aveva cantato l’amore, la nostalgia e perfino l’indignazione civile, per esempio con Povera Patria. Qui insorge la questione politica emersa anni fa: Battiato è di destra? Lui aveva il terrore di queste classificazioni e di queste appartenenze, non voleva farsi ingabbiare nelle etichette che fanno tanto male. Diciamo invece il contrario: che c’era un ambito, soprattutto culturale, della destra che si riconosceva nel suo linguaggio e nel suo amor del sacro e della sapienza, che frequentava Guénon e il pensiero tradizionale, andava oltre l’Occidente e attingeva ai Maestri della Metafisica. Era quel mondo a riconoscersi in lui e non viceversa; un po’ come accadde con Lucio Battisti, che forse qualche frequentazione di destra radicale invece ebbe. Ma in entrambi i casi è irrilevante per la musica, il marchio non serve, non giova e sminuisce. Il suo, il loro, resta un canto impolitico.

Battisti era un sublime “incantautore” che toccava i sentimenti, gli amori e le giovinezze perdute con quella voce da eterno adolescente, generando atmosfere fatate. Battiato puntava oltre l’anima, ai cieli della metafisica e della liberazione da ogni cura terrena, passando dagli amori per tendere infine all’Amore a cui ubbedisce l’universo, come cantava echeggiando Dante e il suo conterraneo Empedocle. Cercava aure e aurore spirituali nel tempo dell’imbrunire.

Perciò Battiato è stato per me un punto di riferimento e a lui ho voluto rendergli onore di recente dedicandogli la copertina di un libro che è stato scritto pensando anche a lui: La leggenda di Fiore, col suo derviscio con rosa in copertina. Un’opera firmata col suo nome orientale, Suphan Barzani. Volevo rendergli omaggio in vita, seppur ormai ottenebrato e ritirato dal mondo, tra ascesi e malattia. Di lui restano memorabili raccolte, indimenticabili concerti, perfino libri da lui curati, qualche sua pittura, molti esperimenti musicali e qualche scoperta. Dicevamo agli inizi della sua unicità; mai solitudine fu però più gremita di presenze sottili e di assenze vive, di voci lontane, di corpi invisibili e di mondi antichi. Nelle sue musiche risuonavano l’Oriente, il Sud infinito e luminoso, la Sicilia interiore e araba, le civiltà sepolte, il mondo degli dei. La via dei canti di Battiato continuerà ad accompagnarci in sua assenza; anzi, mai fu più irrilevante la vita terrena, di passaggio, nel determinare la presenza. Perché l’impronta di Battiato è spirituale.

Panorama n.23 (2021)

45 replies

  1. Letto tutto l’articolo non rimane niente se non “mistica leggera”. (Alla portata di tutti). È forse lì il suo “genio”?

    "Mi piace"

  2. “Battiato è di destra? …Diciamo invece il contrario: che c’era un ambito, soprattutto culturale, della destra che si riconosceva nel suo linguaggio e nel suo amor del sacro e della sapienza, che frequentava Guénon e il pensiero tradizionale, andava oltre l’Occidente e attingeva ai Maestri della Metafisica. Era quel mondo a riconoscersi in lui e non viceversa”: BISOGNA SEMPRE SISTEMARE LE COSE: CHE DUE MARONI!

    Diciamo che non era come ipotizzato dalla domanda, né il suo contrario, perché era il “mondo di destra” e Battiato che si riconoscevano In Guénon e nella Tradizione. Guénon più che trascenderli entrambi, cosa scontata visto l’ambito metafisico nel quale si poneva, non c’entrava semplicemente POCO o NULLA con loro. La destra, che con Guénon non aveva NULLA a che fare, se l’è impropriamente assimilato e l’ha sfruttato (discorso lunghissimo: la destra non ha pensatori suoi propri come può averli la sinistra, quindi nemmeno quelli che lo storicismo li ha fatti diventare tali – Evola, Nietzsche, ecc. – lo sono veramente), come per altri versi, non certo politici, ma nemmeno spirituali come sbrigativamente si sostiene (e in questo sono d’accordissimo con @Macello…), l’ha fatto Battiato, che con Guénon c’entrava, non proprio NULLA, ma POCHINO, e sia l’una che l’altro non c’hanno capito un granché, per non dire NIENTE!

    "Mi piace"

      • Sperando che repetita iuvEnt: VAI DI NUOVO A FAREINCULO! Che vuoi MEZZA SEGA? Che ti rode MISIMOSCIA? Tornatene a sparare con la balestra ai luccicanti crani sudaticci dei politici e a scrivere ridicole sceneggiature per strafatti della tua razza insignificante, capace solo di pubblicare riferimenti ipertestuali a capocchia, l’unica cosa che riuscite a fare nella vostra ridicola ed inutile, quanto laida esistenza.

        "Mi piace"

      • Oltre ad aver ammesso lo svarione, pare che repetita non iuvant. Ti nascondi dietro affermazioni, continui gesti verbali (per favore, niente battutacce), non sai dimostrare, confinato nella dimensione speculare del tuo ciarlare. Sei tu, e lo specchio che ti porti dentro, e nulla riesce a separarvi.

        Tra le altre cose, questa sera ho visto metá di Fuoco a Mare grazie ad un piccolo bonus offerto dalla rivista De Groene Amsterdammer, ti danno un mese su https://www.cinemember.nl. La persona che mi ospita, avendo pena e deserto nel cuore, non gliel’ha fatta. Metá mi é bastato per avere una utile prospettiva su quanto si legge, e si scrive, qui.

        Lo vuoi guardare pure tu? Tié, installati qtbittorrent e beccati questo: https://ilcorsaronero.link/tor/117915/Fuocoammare__2016__BRrip_XviD___Italian_Ac3_5_1_sub_NUita_Ita_Eng_iCV_MIRCrew

        Dopo, vieni a parlarmi va’…

        "Mi piace"

      • Signor Ennio, una consulenza tecnica, ho una fascina di rami di tamerice, selezionati per fare frecce bilanciate, archi con filo
        acciaio e serracavo da mm. 2.5 -1.9, e per chi non ha il fisico 1.6, secondo lei la fibra può essere adatta per farci anche una balestra?

        "Mi piace"

      • Eccola qua la M3RDA che si leggono le teste di ca22o come la tua! Guénon agente della contro-iniziaizione e Pupo il decimo avatara di Vishnu! … Un commento a caso sotto le rivelazioni mariane del POETA (risate) Varano (nomen omen): “Certo ci vuol un fortissimo sprezzo del ridicolo asserire che il linguaggio di Guenon sia piano!” E tu saresti quello che sa dimostrare? Sei un onanista ipertestuale che eiacula link come un adolescente in calore si fa le seghe in bagno con Cosmopolitan!

        PS: che cosa ammetterei IMB3CILL3, lo svarione? Non sai il latino IDI0T4! Sei di gran lunga più STUPID0 di quello che sembri…

        "Mi piace"

      • Adesso che il commento di MISIMOSCIA si è arricchito anche del pertinente “Piace a” dell’altro cicisbeo partenopeo (iniuria verbis) con l’hobby delle balestre, la storia di Guénon contro-iniziato e di Pupo 10° Avatara di Vishnu passerà definitivamente in giudicato…

        "Mi piace"

      • No. All’inizio solo la fibra di canapa ed all’inizio budello. E non deve piovere, altrimenti la tensione é minore.

        Ma le corde di chitarra oggi possono andare benissimo.

        Come asse di base va bene qualunque cosa, purché dritta.

        Poi, leggendo due volte, ho capito che parli di fibra di carbonio. Troppo costosa, difficile da reperire. Invece fasci di acciaio sono piú probabili da incontrare.

        Il dardo, la quadrella, eh… quella é la cosa piú difficile da architettare.

        "Mi piace"

    • Ma chissa’ chissa’ chissa’ perche’ il “mondo di destra” si e’ sempre riconosciuto nella ti maiuscola radizione, eh?

      "Mi piace"

      • E qua sbagli nuovamente testa di caxxo (ma quando la pienterai di sparare minchiate?): la destra si è sempre riconosciuta nella “ti” minuscola “radizionalimo”! Capito coj0ne, eh?

        "Mi piace"

  3. A parte il vuoto che lascia questo articolo, qui tutti i partiti (m5stelle nane compreso) sperano che ritorni presto l’era del “semestre bianco”, tutto il resto è noia, meno Franco Battiato che dal Bardo ci sorride con illuminato distacco.

    "Mi piace"

  4. Zio Girino! Zio Girino! Il losco individuo che sbaglia le piú elementari citazioni dalla lingua latina mi minaccia!

    Dice che vuole farmi vedere il suo Verbo, e poi dice boicotterá la mia metempsicosi pagando fustelle agli angeli e demoni che gli passano quella roba.

    Che faccio? Mi ottenebro dall’orrore o gli chiedo di dimostrarmi qualcosa?

    "Mi piace"

    • Ma Signor Ennio!
      Lei mi sta parlando del budello ovino o di qualsiasi colon infiammato?

      uno dei tendini migliori per qualità, resistenza, lunghezza ed elasticità è il pene di toro/Nerbo di bue,
      che, in questo caso, viene inchiodato a una robusta pensilina/appeso (se la pensilina è in ferro)
      dall’estremità con massa maggiore,
      allungato tramite peso,
      tagliato in senso longitudinale a mo’ di strettissimi tagliolini, ritorto/intrecciato
      fino a fargli assumere la forma elicoidale.
      Il risultato è uno strumento di lunghezza variabile, estremamente flessibile ma anche molto duro…
      Mo’ il tempo è finito, mi riservo di affrontare la discussione in altro Moment

      "Mi piace"

  5. @Ennio
    Gatto non ha sbagliato le citazioni in latino, le ha fatte proprie.
    Ha usato IUVENT, anziché IUVANT perché voleva che fosse un congiuntivo esortativo.
    Ha usato INIURIA VERBIS anziché ABSIT INIURIA VERBIS volendo intendere che c’è l’offesa

    "Mi piace"

    • Grazie Adriana, come vedi questo è il livello di arroganza, ignoranza e stupidità (non lo fanno apposta, sono serissimi e in perfetta buona fede, cioè il massimo del fastidio…) dei trainer di questo blog che dettano l’agenda politica e gnostica a questo blog. O stai al rimorchio delle loro convinzioni o sei complottista, negazionista, criminale e bastardo, prof. dell’occulto e altre primizie del genere… Una buona giornata.

      "Mi piace"

      • e.c.: a proposito di ignoranza, premettendo che APPOSTA avverbio non è scorretto scriverlo così (mannaggia ai correttori automatici…) e che “Oggi, semplicemente, scrivere A POSTA significa adoperare una forma antiquata, rivolgendosi ai propri avi e non ai contemporanei.”, io siccome sono uno all’antica correggo in A POSTA!

        "Mi piace"

    • Carissima. ringrazioti per il tempo speso nella estenione del tuo concetto (alla Frege) ma mi corre l’obbligo, anzi, mi scappa proprio di dirti che il Signor Coso, detto il Gatto Quotidiano, ha bellamente ammesso lo svarione, dopo lascivi motteggi ed insulti puerili, laddove nel senso assunto, assumendo ne avesse, dalla frase in questione avrebbe dovuto essere singolare, terza persona, non plurale.

      Plurale come il novero di pernacchie che dai Paesi Bassi si innalzano, e che diamine! per schizzicare in faccia chi, di sicuro inconsapevole, che’ la contezza del proprio esser fesso par mancarlo, e non di misura, insozza la reputazione di Rene Guenon.

      Gli accenti li potete trovare, penduli come il moccio al naso, la’ ove non batte il sole.

      Podice verso.

      "Mi piace"

      • “il Signor Coso, detto il Gatto Quotidiano, ha bellamente ammesso lo svarione, dopo lascivi motteggi ed insulti puerili, laddove nel senso assunto, assumendo ne avesse, dalla frase in questione avrebbe dovuto essere singolare, terza persona, non plurale. [POVERACCIO, ndr.]”: sei proprio un coglione patentato! Innanzitutto, lo svarione che mi imputavi era sul presunto errore di scrittura della locuzione “repetita iuvant”, non sul congiuntivo da me usato, che io avevo detto comunque essere di “terza persona”, senza meglio specificare se singolare o plurale. Quando ho tradotto per comodità di significato “(che la) ripetizione GIOVI” e tu mi hai inutilmente fatto notare “che le ripetizioni giovino, giovine…” (mi vorrai far l’onore di essere a conoscenza di quale fosse la traduzione grammaticale corretta della locuzione latina, seconda per fama solo a “don’t worry be happy”…), non è stato perché non sapessi che era plurale, ma perché, dandoti su questo ragione, come aggiunsi, avevo così tradotto per semplificare. Infatti, come succede spesso, si traduce il valore semantico della frase, che può non collimare con la sua correttezza grammaticale (es. https://www.brocardi.it/R/repetita-iuvant.html ). Ecco, deficient3 gira frittate come è andata: io non ho ammesso nessuno svarione! E adesso piantala!

        "Mi piace"

      • Se attacchi col “valore semantico” di qualcosa – o forse, il *campo* semantico – mi sembra di sentire la persona che ha sbagliato ma dice, di se’ sicura, “Ma l’avevo pensato”.

        Tu ce l’hai un lavoro?

        "Mi piace"

      • …AHAHAHAH: sei proprio un TERRONE (S)BALESTRATO! Fate sempre finta di nulla voi… La MAFIA? L’hanno inventata al Nord! La PIZZA? E’ di Napoli, ovvio…

        "Mi piace"

  6. Ma quale lunghezza ed elasticità è il pene di toro/Nerbo di bue.magari pure di un toro miura per la miglior riuscita.Come la fate complicata.Dalle mie parti con cento euri compri una balestra perfetta e micidiale…Sembrate matti.https://duckduckgo.com/?q=+balestra&t=newext&atb=v1-1&iax=images&ia=images…Per esemplificare https://duckduckgo.com/?q=+balestra&t=newext&atb=v1-1&iax=videos&ia=videos&iai=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DsZ8KDrm1NOU E non balestrate i gatti, mi raccomando.Saluti

    "Mi piace"

    • E no! Se devo seccare Paolo Sisto la balestra me la voglio fare io.

      Le armi da fuoco, invece, me le dovete procurare voi.

      Ecco!

      "Mi piace"

  7. Traduci in Latino, se ne sei capace:

    Gli accenti li potete trovare, penduli come il moccio al naso, la’ ove non batte il sole.

    "Mi piace"