Massimo ribasso, minima sicurezza: sai che impresa…

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Nel leggere l’accusa per gli arresti di Stresa – avere manomesso i freni d’emergenza per non bloccare l’impianto, e avere dunque provocato la tragedia del Mottarone – insieme al disgusto mi è venuta in mente questa frase: l’Italia del massimo ribasso. Procedura che probabilmente non c’entra nulla con la criminale decisione d’inserire sulla funivia il letale “forchettone” (termine molto italiano), ma che molto invece ha a che fare con quella cultura, diciamo così, d’impresa, che pur di aggiudicarsi un appalto – o di garantirsi gli incassi di giornata – non bada a spese. Nel senso che riduce i costi all’inverosimile, comprimendo i salari e favorendo il lavoro in nero.

Ma è soprattutto sulla minima sicurezza che si rivale il massimo ribasso, come dimostrano i numeri assurdi degli infortuni sul lavoro: 554.340 denunciati all’Inail nel 2020, leggermente in calo nell’anno della pandemia, ma con 1.270 morti, più 16,6% rispetto al 2019. Senza contare il problema delle infiltrazioni mafiose che nella deregulation trovano sempre un terreno più che fertile. Principio quello di risparmiare su tutto il risparmiabile sul quale si preferisce non sottilizzare troppo nel momento in cui l’Italia riprende a camminare. Infatti, se qualcuno prova a obiettare che la giusta necessità di accelerare il processo produttivo, evitando le lungaggini burocratiche, non può avvenire a discapito dell’incolumità dei dipendenti e degli utenti, apriti cielo. Nel migliore dei casi le osservazioni prudenziali sulla indispensabile incolumità delle persone saranno catalogate come “ideologiche” (ovvero stataliste e dunque anti-industriali). Come se chiedendo verifiche più rigorose avessi parlato male di Garibaldi.

Speriamo che dopo le aspre critiche di sindacati, Pd e sinistra sulla bozza del decreto Semplificazioni – con costi abbattuti in eccesso, subappalti a volontà e controlli affidati ai controllati – non si debba un giorno parlare del governo Draghi come del governo del massimo ribasso. E che l’auspicata ripresa non debba mai più consentire che le vite umane siano giocate sulla ruota della fortuna. Fino a quando succede che un cavo si spezza.

18 replies

  1. Allineato al pensiero di Travaglio, ovvero l’unico scopo è screditare Draghi, articolo inutile che non ha niente a vedere con l’accaduto

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    • Invece ha molto a vedere con l’accaduto, in cui i soldi hanno prevalso su sicurezza e senso etico del lavoro. E questi requisiti non si coltivano affidandosi al buon senso del singolo lavoratore, spesso stritolato tra scadenze, concorrenza, precariato, messaggi subliminali, ma con legislazioni chiare nella loro impostazione e che permettano a tutti i livelli di esaltare i principi di sicurezza e onestà, niente altro

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    • Veramente ha a che fare precisamente con il codice degli appalti che proprio in questi giorni si vorrebbe rivedere ripristinando il massimo ribasso invece del miglior prezzo. Così come l’ampliamento del subappalto: assumo bengalesi (quelli arrivati col barcone) li faccio lavorare 14 ore, ne segno 8 e l’utile me lo magno.

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      • E, di grazia, mi sai anche dire che legame c’è tra la scelta “offerta economicamente più vantaggiosa” / “massimo ribasso” e l’assunzione dei bengalesi? (Che poi, che ti hanno fatto? I bengalesi si fanno il mazzo, e tu non fai un cazzo da mane a sera: portagli rispetto!)

        Se io fossi delinquente, il fatto che tu mi paghi un dato lavoro 200 invece che 100 mi farebbe rinsavire? Come funziona questo ragionamento? Sono curioso…

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      • Non si capisce? Ci provo, ma non so se ce la fai a farcela.
        Allora, se la base d’asta è 100, che vuol dire? Che io, PA, ho fatto i conti e se lo facessi da me questo lavoro spenderei 100. Allora TU DELINQUENTE offri 50 perché sai che l’offerta più bassa vince, a me PA mi deve suonare il campanellino, perché c’è qualcosa che non va. Ma siccome tu mi proponi che 50 li paghi, ma 10 li dai a me funzionario corrotto non mi suona niente. Ad ogni modo, dove li vai recuperare TU DELINQUENTE quei 40? In materiali e manodopera. Se il criterio invece è il rapporto qualità/prezzo non ho garanzie che TU DELINQUENTE non parteciperai alla gara, ma certamente allargo la platea a non delinquenti che non utilizzano la farina per costruire i ponti e che trattano gli operai come esseri umani.
        Sul serio ti devo anche spiegare che il bengalese non mi ha fatto niente? E che lo rispetto più di te?

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    • Sarebbe interessante ascoltare il tuo parere nel caso in cui su quella funivia ci fossero stati tuoi parenti e/o conoscenti…

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      • Calciolari, ho passato mezza vita sulle funivie leitner (tu ne hai presa una?) che sono il simbolo della sicurezza, per cui ribadisco che questa è una singola brutta storia che riguarda tre stronzi

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    • Paola,
      A me sembra totalmente pertinente , perché tratta della incredibile inosservanza delle condizioni di sicurezza, tanto sul lavoro come nella vita di ogni giorno

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  2. Il Decreto Semplificazioni sarà discusso oggi, auguriamoci che si faccia un buon lavoro nel senso auspicato dal giornalista.
    Vorrei far notare che l’avidità personale non si è esplicata solo nell’ambito degli appalti -vedi ponte Morandi e il caso di questi giorni-, ma anche in ambito sanitario, es. medici che hanno impiantato arti non necessari in vittime anziane ecc.
    Il tema “universale” è quello dell’etica, della responsabilità personale, dell’impunità di certi loschi figuri, anche dei mass media che celebrano la ricchezza facendo apparire belli-bravi-buoni i peggiori.

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    • Capisco si tratti di un dettaglio, ma perdonatemi per il sospirone che emetto nel leggere di arti non necessarii impiantati in vittime anziane.

      Leggere queste cose suggerisce che chi le scrive spari nel mucchio con nessuna cognizione di causa.

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      • @Ennio
        ho sbagliato a scrivere “arti”, dovevo scrivere “protesi”. Non stavo sparando nel mucchio, mi riferivo a fatti di cronaca realmente successi, riferibili a primari che, pur di guadagnare di più, effettuavano operazioni chirurgiche non necessarie per poter utilizzare protesi sulle quali percepivano ulteriori guadagni. Si parlava di etica, infatti, in una società in cui domina il desiderio di arricchirsi ad ogni costo.

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  3. E che ci azzeccano le norme sugli appalti con la follia della funivia? O con la poverina morta a Pistoia perché -pare- era stata levata una protezione dalla macchina?

    E che garanzia avete che, dopo che gli avete dato il doppio di quello che serviva per il lavoro (perché questo significa rinunciare al massimo ribasso), l’imprenditore non fa il delinquente?

    Misteri del grillinismo…

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  4. Secondo me l’applicazione del cosiddetto forchettone, non ha solo inficiato l’entrata in funzione del sistema di bloccaggio, ma anche favorito il logorio della corda di trazione che doveva lavorare sempre in tensione. Chiaramente non conosco il sistema, ma ho paura che quell’intervento abbia fatto doppio danno.

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  5. “E che ci azzeccano le norme sugli appalti con la follia della funivia?”

    Spiegazione: in un Paese in cui non si controlla la liceita’ delle cose, o la loro necessita’, o la loro consistenza con la sicurezza delle persone e dell’ambiente, allora se in un Paese succedono quelle cose allora succede anche questa.

    Tipo, metti un cretino al Viminale…

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  6. “E che ci azzeccano le norme sugli appalti con la follia della funivia?”

    Spiegazione: in un Paese in cui non si controlla la liceita’ delle cose, o la loro necessita’, o la loro consistenza con la sicurezza delle persone e dell’ambiente, allora se in un Paese succedono quelle cose allora succede anche questa.

    Tipo, metti un cretino al Viminale e poi leva di mezzo Lucano da Riace.

    “E che garanzia avete che, dopo che gli avete dato il doppio di quello che serviva per il lavoro (perché questo significa rinunciare al massimo ribasso), l’imprenditore non fa il delinquente?”

    Sento la eco di chi diceva che chi e’ gia’ ricco non ha bisogno di delinquere… Vabbe’. Spiegazione: in genere chi lavora (e concede di far lavorare) coi ribassi non solo spende la meta’ ma fonisce anche la meta’.

    Sento il fetore della “destra” in politica.

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