E’ mai possibile la libertà di stampa in un Non libero mercato?

(Dott. Paolo Caruso) – Nel Paese del Grande Fratello e dell’Isola dei Famosi, programmi che hanno fortemente segnato le coscienze di una generazione di giovani invertendo la scala dei valori, i media hanno creato in questi elementi fragili e privi di qualsiasi senso critico realistico, con la spettacolarizzazione dei loro sentimenti, prospettive di vita distorte da una falsa e effimera notorietà, una immagine patinata nei vari talk show che va sempre più a scolorire. In un Paese in cui spesso la realtà viene volutamente rappresentata in maniera difforme e piegata agli interessi di parte, dove si da credito a personaggi di dubbia onestà intellettuale, a politici poco trasparenti che pontificano forti del loro potere e dove il colpevole attacca la persona perbene grazie anche alla spettacolarizzazione interessata del conduttore televisivo, non può esserci una sana e libera informazione ne un costruttivo e equilibrato confronto. Se poi in questo nostro Paese a giustificarsi o a essere minacciato  deve essere il cittadino o qualsiasi altro giornalista libero da condizionamenti che porta alla ribalta della cronaca notizie scomode che vanno ad intaccare la “onorabilità” del potere (ultimo in ordine di tempo il caso Renzi Mancini, la testimone dell’autogrill, il giornalista Sigfrido Ranucci della trasmissione Report), allora si può tristemente affermare che qui i poteri forti hanno una valenza non indifferente sul coinvolgimento e controllo  mediatico. Del resto non si è mai assistito come in questi ultimi decenni ad un crescente appiattimento e imbarbarimento dell’informazione, che tramite la spettacolarizzazione dei talk show, improvvisati dibattiti, futili notizie accompagnate spesso da fake news e disinformazione, riesce a diffondere il verbo della insinuazione e il dubbio dell’evidenza. I cosiddetti “giornaloni” unico ceppo informativo riconducibile alle stesse proprietà editoriali hanno voluto portare l’informazione nell’agone politico, perdendo di vista l’obiettività e la credibilità, evidenziando il loro servilismo nei confronti di certa politica e delle lobby. Non è una novità che dietro il mondo dell’informazione si annidano i poteri forti a tutela dei propri esclusivi interessi e a discapito di una libera e corretta informazione. Per questo basta risalire ai gruppi editoriali e alle proprietà dei giornali come “Il Sole 24 ore”(Confindustria), “Il gruppo di Repubblica, la Stampa, l’Espresso, Huffington Post” (Agnelli-FCA), “Il Giornale (Berlusconi), “Il Messaggero”, Il Mattino”, “Il Gazzettino” (Caltagirone), “Domani”(De Benedetti), “Libero” (Angelucci il re della sanità privata) e poi al “gruppo di fuoco” dell’informazione radiotelevisiva con le reti mediaset (Berlusconi), LA7 (Cairo), e le stesse reti RAI lottizzate dalla politica. Il potere finanziario e la politica elargendo ingenti risorse di denaro anche pubblico la fanno da padrona in un campo come l’informazione che dovrebbe essere scevro da condizionamenti e segnato da pura obiettività. Il quadro ad oggi risulta alquanto sconfortante con una crisi dell’informazione che ormai appare irreversibile e sempre più condizionata dal conflitto di interessi dell’editoria. Soltanto con una sana e funzionale riforma dell’editoria infatti si potrà dare spazio alla libera informazione, riuscendo così a scalare posizioni su posizioni e lasciando ad altri il non invidiabile 41° posto dell’apposita classifica internazionale, posizione che la dice lunga sulla stampa italiana.

22 replies

  1. In una nazione dove la dignità viene vista come qualcosa da evitare a tutt’i costi…perchè saresti antico,sorpassato e dai di muffa.
    Scrivere la verità è solo un punto di vista di una decine di verità…..tutti è ad interpretazione.
    Oggi come oggi,oramai qualsiasi notizia scatta in me la domanda”DOVE STA LA FREGATURA”!?

    "Mi piace"

  2. La libera informazione porta alla formulazione di un “pensiero critico”, cosa assolutamente da evitare per chi e’ abituato a portare le pecore dove meglio crede. Dott. P. Caruso, e’ sempre un piacere leggerla ,grazie.

    Piace a 1 persona

  3. Ma dove è questa limitazione alla libertà di stampa, se ognuno è libero di scrivere tutte le stronzate che gli passano per la mente? Avete idea di cosa significhi “limitare la libertà di stampa”? Qualcuno ha mai impedito a questo Sig. Dott. Prof. Gen. Uff. Cav. Caruso di scrivere quello che gli passava per la mente?

    O secondo lui “libertà di stampa” significa che il primo scemo che passa prende e scrive l’editoriale sulla Repubblica, e il proprietario della Repubblica gli pubblica l’editoriale?

    "Mi piace"

  4. No, l’editore controlla ciò che si scrive e detta l’indirizzo del giornale. Vedi Repubblica dopo il cambio di proprietà e la nomina del nuovo direttore. Non ci voleva molto a capirlo…….

    Piace a 2 people

  5. Errore di fondo. Non siamo “noi” il Paese del Grande Fratello e dell’ Isola dei Famosi: sono entrambi programmi che abbiamo comprato dall’ estero e che impazzano in tutto l’ Occidente ( e non solo…).
    Tirate voi le conseguenze.

    @caruso paolo
    Perchè, l’ Editore di prima, no? Quasi quasi Repubblica è migliorata … Almeno le cose sono chiare e uno ci fa i conti. Prima si atteggiava a giornale “libero” e di “sinistra”…

    "Mi piace"

  6. Dato che la coercizione, in questo globalismo Dem, non si esercita più con la forza ma con la propaganda ed il controllo capillari oltre all’ obbligo ad uniformarsi al politicamente corretto – che non è “bontà” ma una ideologia obbligata – pena la gogna e l’ isolamento, i media sono lo strumento col quale il potere viene ottenuto e mantenuto. Quindi nessuna “libertà”.
    Ammesso e certamente non concesso che ci sia mai sta: consideriamo “libera” una stampa che rappresenta le nostre idee, “serva” quella che rappresenta quelle di altri. Il dialogo è scomparso, siamo tutti e solo in cerca di conferme, purtroppo. Per chi non è “della parrocchia” spuntano immediati l’ etichetta e l’ insulto.
    Del resto, nell’ epoca dei Tweet e della concentrazione che dura due secondi, argomentare non si può, quindi il “o con me o contro di me” a seconda se si condividono determinate parole d’ ordine senza mai entrare nel merito, funziona benissimo.
    E si vede.

    Abbiamo persino riesumato il “voi” fascista: questa volta è il “tu”, all’ inglese ma non con il medesimo significato.

    Piace a 1 persona

    • Il nuovo politicamente corretto:

      “Dato che la coercizione, in questo globalismo Dem, non si esercita più con la forza ma con la propaganda ed il controllo capillari oltre all’ obbligo ad uniformarsi al politicamente corretto – che non è “bontà” ma una ideologia obbligata – pena la gogna e l’ isolamento, i media sono lo strumento col quale il potere viene ottenuto e mantenuto. Quindi nessuna “libertà”.”

      "Mi piace"

  7. ECONOMIA CRIMINALE
    NANDO IOPPOLO, economista
    (Noi siamo dominati da un pensiero unico, che è il pensiero neoliberista. La Thatcher dichiarò che ‘non c’era altra alternativa’ che quello. In realtà è solo il pensiero di gruppi capitalisti che con esso dominano l’Occidente assimilando anche la cosiddetta sx moderata (per es. il Pd italiano). Il pensiero unico capitalista ci abitua a credere ad alcuni assiomi, verità assolute che non possono essere contestate ma che sono false, utili solo ai più ricchi per diventare più ricchi. Per es.’la crescita è illimitata’ (falso, perché il pianeta sta esaurendo le sue risorse), ‘l’economia governa tutto’ (non è vero ma purtroppo è anche una frase di Marx che dunque piace ai marxisti), ‘l’unico parametro per misurare tutto è il mercato’ (falso tanto che è il mercato per es. a creare la guerra o la disoccupazione o la sperequazioni crescenti tra poveri e ricchi), ‘servizi, istruzione, sanità, ambiente e stato sociale devono essere privatizzati’ (asserzione di Renzi che porta alla distruzione di qualsiasi salvaguardia dei deboli come dell’ambiente). Purtroppo in Occidente si è asservita a questo pensiero non solo la destra ma anche la sinistra (vd Renzi o Macron).
    Contro questo pensiero unico si sono levati intellettuali, economisti, ecologisti, no global..
    L’avvocato ed economista Nando Ioppolo ha definito il pensiero unico come «nient’altro che la falsa coscienza dei super-ricchi, l’immaginario che serve da involucro ideologico e ricopre adeguatamente l’interesse fazioso dei super-ricchi”.

    "Mi piace"

    • @Viviana

      Decisamente OT ma lo sappiamo che il liberismo per te è la causa di tutti i mali.
      Sei cresciuta a pane e statalismo, non puoi fare a meno di parlarne come i cavoli a merenda.

      A certa sinistra con le mani in pasta questo spauracchio del liberismo lo fa scintillare come uno specchietto per le allodole.

      Invitare a guardare al liberismo mentre col clientelismo ti fottono una parte di gettito fiscale tirando su qualche baraccone in cui infilare amici e militanti; e mentre per i compagni più in vista si riservano una serie di incarichi dirigenziali, sempre nella PA, è molto PARACULO, altro che equo e solidale.

      Ma il discorso ovviamente riguarda anche la destra, non solo la sinistra. Del resto sono due bande che si dpartoscono il potere e si impossessano della PA come fosse roba loro.

      Di questo schifo che drena risorse ai servizi pubblici per dirottarli nelle tasche private o in sperperi pubblici, nessuno parla.

      Dare in concessione ad un privato un servizio non vuol dire privare la collettività di quel servizio.

      La questione fondamentale, se pensiamo alla qualità dei servizi ed al rispetto dei nostri soldi, è il rapporto COSTI/BENEFICI.

      Se il servizio offerto dallo Stato è pessimo e costoso per la collettività (chi pensa che i SERVIZI PUBBLICI offerti dal PUBBLICO siano gratis per la collettività, è un autentico idiota), affidarsi allo Stato non è conveniente.

      Oppure: se il servizio è della stessa qualità ma la gestione statale costa di più, affidarlo allo Stato è contro gli interessi della collettività.

      Ci sono una infinità di pozzi di San Patrizio pubblici, Alitalia, RAI, Ama, Atac… te ne sei mai accorta?
      O keggi Marx e fingi di non vedere gli articoli di cronaca.
      Combattere i vizi del liberismo proponendo uno STATALISMO PARASSITARIO, è come passare dalla padella alla brace.

      Lo Stato non è sempre bello, può raggiungere vette di sopraffazione davvero meschine nei confronti dei diritti collettivi e del singolo.

      Perché non ti dichiari STATALISTA?
      Ci informi che detesti il liberismo ma non ci parli mai del tuo statalismo.

      Facci un esempio concreto di cosa vorresti si faccia?
      Come vuoi combattere le storture e inefficienze del pubblico?
      Invocare lo Stato senza preoccuparsi di una gestione oculata delle risorse pubbliche, dal punto di vista etico lascia perplessi.

      Le tue invettive contro il liberismo le conosciamo.
      Ora regalaci l’apologia dello statalismo.

      "Mi piace"

    • @ Viviana

      Ma poi perdonami, ma tu non sei colei che per il M5S preferiva l’alleanza con la Lega piuttosto che quella col PD?

      E secondo te l’ultraliberismo che tu detesti tanto lo combatti alleandoti col fautore della flat tax?
      Con Salvini che incoraggiare l’evasione fiscale?

      Sotto il vestito della propaganda cosa rimane?

      "Mi piace"

  8. Beh, se tenti di argomentare in modo esaustivo qualcosa, salta su subito il pirla che ti dice che ‘stai facendo un comizio’ o che ‘non legge le autobiografie’. Se parli bene di qualcuno ‘sei agiografica’ o sembri ‘l’istituto Luce’. Se riporto il pensiero di qualcuno ‘lo santifichi’. Non solo non sceveriamo nulla ma, se tentiamo di farlo, rischiamo lo scherno e il ridicolo. La dialettica affoga subito nel grezzume. Gli slogan a manetta sono preferiti agli approfondimenti. L’insulto si associa al manganello. Se non ci sono argomentazioni vieni offeso sul piano personale. Si ribatte amplificando il bruscolino. L’eccezione prevale sulla norma. Se hai un ideale ti mettono alla gogna. Non si scrive per conoscerci o confrontarci ma per colpirci e offenderci. Non vanno di moda i visi scoperti ma le maschere multiple. Quello che attacca i diversi sessuali è un uomo che si traveste da donna. Si cambia nome come si cambia l’abito ma la cattiveria resta sempre scoperta. La verità non interessa a nessuno mentre troppi cercano solo di colpire e di fare del male. Nessuno è interessato all’etica o alla bellezza, ma il marciume attira come lo sporco i topi. E anche tutto questo è ‘fascismo’

    "Mi piace"

  9. La stampa avrebbe dovuto essere lo strumento dell’informazione. E’ diventata l’arma del capitale.
    Siamo tutti perfettamente convinti che tanti italiani poco colti e per niente informatizzati capiscano poco o niente di quello che accade. Siamo tutti perfettamente convinti che tanti leghisti non hanno ancora capito che il loro padrone è Berlusconi o un capitalista simile a lui e che tanti piddini non conoscono affatto i danni prodotti da Renzi. Solo pochi capiscono che i media sono strumenti che disinformano e uccidono il pensiero critico , tendendo al pensiero unico, perché un gregge che non pensa è più facile da dominare di chi stimola l’essere umano a conoscere e valutare. La campagna di Grillo contro i giornalisti disonesti è stata esorcizzata come fosse un bavaglio alla libera stampa e non una reazione a una diffamazione distorta e menzognera.
    I media sono pagati dal potere per sostenere e accrescere il potere. Ne discendono leggi con lo stesso intento. Qualunque intento educativo o informativo è totalmente assente dai media italiani. Persino Il fatto Quotidiano che dovrebbe essere il meno peggio tiene come ospiti fissi personaggi turpi come l’avvocato piddino Viola che dovrebbe essere cacciato dall’ordine degli avvocati. Forse Gomez crede che l’informazione sia più giusta perché è più varia, sarebbe come credere che la giustizia possa essere più giusta, sostenendo i delinquenti.
    I giornali, comunque, stanno perdendo compratori come colini bucati.
    L’informazione si sposta sui social dove almeno si spera in un confronto o nell’acquisizione di qualche notizia in più rispetto al mare morto della stampa, ormai tutta uguale a stessa, in fotocopia di manipolazione, dove tutto affoga in una melma indistinta. In tv la Pipitone prende più spazio della guerra israelo-palestinese e programmi come Report sono talmente assaltati dalle querele che rischiano l’estinzione.
    Siamo uccisi dalla troppa disinformazione, affoghiamo nelle falsità mediatiche a cui si aggiungono i miti metropolitani che agitano terrori inesistenti e aggravano la fatica del vivere e del capire.
    Ma malgrado tutti questi macigni contrari, continuiamo a lottare per trovare una scintilla di verità, per cercare compagni di lotta, aiuti insperati che ci diano qualche luce, che ci permettano ancora il cammino.

    Piace a 1 persona

    • Gentile Viviana la stampa- i media in genere, intesi come mezzi di comunicazione- sono sempre stati l'”arma”di qualcuno con un qualche potere.
      Dal Faraone che faceva decorare i monumenti con immagini di vittoria anche se la guerra veniva persa, agli Imperatori di ogni luogo, al De bello gallico …
      Non si scappa, purtroppo…

      Piace a 1 persona

  10. 2018.
    I GIORNALISTI E LA CASTA-Viviana Vivarelli

    Molti italiani non hanno ancora capito perché i giornalisti di tutta la carta stampata (con poche eccezioni del Manifesto e in parte di qualcuno di IFQ) e di tutte le televisioni italiane hanno sferrato un attacco diretto, unanime e concentrato, contro il M5S, che accusano di ogni nefandezza, amplificando al massimo una attenzione morbosa e negativa dell’opinione pubblica contro il Movimento.
    Molti sono deviati dalla cosiddetta informazione, che più che altro è ‘distrazione di massa’ e ‘disinformazione programmata’, affinché gli utenti si concentrino su cose marginali come gli efferati omicidi di cronaca, il pericolo dei migranti, le liti false o vere tra i capetti dei 60 partitini, le insulse frasette del giorno di questo o quel politichino, i personaggi della high society (su cui c’è tutta una serie di giornaletti distrattivi mirati specialmente alle donne), le vicende del calcio, il festival di San Remo ecc.
    Il risultato è che il 60% degli Italiani non vota e anche tra i votanti è larghissima l’ignoranza di quel che accade e intensa la manipolazione sistematica costante, per cui il risultato è un popolo infantilizzato e tenuto in stato permanente di minorità cognitiva.
    Qualcuno crede che l’attacco dei media contro il M5S dipenda dal fatto che, se il M5S arrivasse al Governo, eliminerebbe i finanziamenti pubblici ai partiti e ai giornali e gli infiniti benefit di cui queste due categorie godono ed eliminerebbe anche l’ordine dei giornalisti che è un ente inutile (110.000 iscritti, 1 ogni 550 italiani, che hanno pagato 700 euro e pagano altri 100 euro annui più 1000 euro per l’esame da professionista), gestito in modo da non poter fare alcun tipo di sorveglianza su quanto viene pubblicato né di applicare un qualsivoglia codice deontologico.
    Il risultato è che gli italiani non hanno protezione alcuna contro una pioggia continua di disinformazione, di manipolazione e di distrazione di massa, che li porta, anche in buona fede, o a disinteressarsi di quanto accade in politica o economia (ignoranza, scetticismo, astensionismo) o ad accendersi visceralmente in campagne guidate, di odio o di attacco, verso questo o quell’obiettivo distrattivo (ieri i furti in villa o l’omicidio di Yara, oggi la Pipitone o gli sbarchi dei migranti o le parole di Fedez).
    Perché tutto questo? Perché la Casta che ci governa e fa di noi il Paese peggio amministrato d’Europa continui a farlo indisturbata.
    Ma per Casta non si deve intendere solo il milione e 100.000 politici che ci succhiano anche l’anima, ma anche tutto il mondo capitalista che gravita attorno a loro e ci domina assieme a loro: i bancari, i grandi imprenditori, i manager delle multinazionali, gli speculatori finanziari…
    Di questo mondo ‘del potere’ i giornalisti sono i cani da guardia, gli scherani, gli scagnozzi, i tirapiedi, assunti con la precisa funzione di addormentare l’opinione pubblica e deviarla da qualunque riflessione critica che potrebbe portarli a capire il fondamento della vera realtà italiana, che è tutto fuorché democratica, progressiva e civile.
    Il risultato sono questi pseudo giornalisti alla Gruber o alla Mirta Merlin o alla Giannini, che riempiono gli studi televisivi o scrivono sui pessimi giornali italiani.
    Del resto, per capire quanto sia asservita e non libera l’informazione italiana, basta sapere chi la gestisce e riempie i consigli di amministrazione dei giornali manipolando o ingannando i cittadini: Fiat, Italcementi, Unicredit, Italmobiliare e Mediobanca, Telecom Italia, Pirelli, Fondiaria, Mediobanca, Generali Assicurazioni, San Paolo… Grande finanza, banche, assicurazioni, telecomunicazioni, acciaierie, pneumatici, immobili, elettrodomestici: non manca nessun settore del made in Italy che non manovri la cosiddetta informazione.
    Tutto il mondo del capitalismo italiano è legato indifferentemente a doppio filo a qualunque Governo, non distingue dx, sx o centro, ma solo la possibilità di aumentare il capitale a scapito dei diritti del lavoro, del welfare e del benessere nazionale, ottenendo leggi e protezioni che difendano arbitrio e impunità, nascondendo o insabbiando i grandi scandali (vedi Consip o trivelle) e agendo indisturbato e a senso unico.
    Di questo mondo capitalista, che in Italia è vincente, visto che la sx gli si è asservita, fanno parte sia i politici che i giornalisti. I politici hanno il compito di difendere la Casta e di farla arricchire con leggi e riforme, derubando il popolo dei suoi beni e dei suoi diritti; i giornalisti hanno il compito di confondere l’opinione pubblica, nascondendo con cura quanto possa mettere in difficoltà la Casta.
    A questo conglomerato di interessi intrecciati, neoliberisti, plutocratici e antidemocratici, si opponeva finora solo il M5S, unico in Europa. Oggi anche questo capisaldo, con la resa vergognosa a Draghi, è crollato. E’ chiaro perché si trovi contro anche le caste europee che fanno parte dello stesso mondo capitalista occidentale, che ha asservito i vari partiti della sx europea riducendoli a barzelletta, dal momento che, come in Italia, si sono messi a servizio del capitale invece di combatterlo (basti vedere come il Macron delle banche abbia ridotto la sx francese).
    Chiaro perché i grandi scandali finanziari non arrivino nemmeno alla luce o scompaiano rapidamente dall’informazione pubblica, mentre si amplificano sciocchezze come il congiuntivo di Di Maio o la crisi di Spelacchio o delitti come quelli di Pamela.
    Chiaro perché il M5S sia odiato come l’unico nemico con un attacco concentrato da sx, dx e centro, che ormai costituiscono un insieme compatto di interessi senza la minima ideologia che non sia quella del potere e del capitale. Chiaro il perché del Rosatellum che prelude l’outing finale tra finta sx e dx peggiore. Chiaro anche, perché, con la caduta delle vendite dei giornali e dell’audience televisiva, si attacchi la rete con la scusa delle fake news, aumentino gli hacker, si censurino gli interventi nei blog dei giornali, e si incattivisca l’attacco contro il M5S.
    Davide contro Golia? Può darsi. Ma l’alternativa è arrendersi senza combattere ed essere distrutti.
    Per cui, se Grillo ha deciso che anche il M5S deve arrendersi al grande Capitale, la lotta non è finita. Sorgerà un altro Movimento, nasceranno altri spiriti critici, perché nella storia una cosa è certa: nessun potere per quanto infame riesce a reggere per sempre.

    "Mi piace"

    • perché nella storia una cosa è certa: nessun potere per quanto infame riesce a reggere per sempre (cit)

      Se ci pensi bene qualsiasi “potere” viene sempre sostituito da un “altro potere”…,che di fatto ne prosegue (con alcune differenze) la funzione di perpetuare l’unico scopo reale….che è la forma gerarchica imposta a tutta l’Umanità,in cui una minoranza decide per tutti gli altri…
      E nonostante tutte le “belle parole” che si sono scritte (costituzioni,leggi,libri,ecc),in questa particolare “versione del mondo” (una delle infinite possibili) siamo al momento sottomessi a questa infame “stirpe reale” che si perpetua “nei secoli dei secoli” con la coercizione,sopraffazione sistematica,falsificazione storica,ecc.

      "Mi piace"

  11. Caro dott. Caruso, dopo aver letto alcuni commenti credo sia giustificato il 41° posto nella classifica, le citate trasmissioni, (drive in) e la carta stampata. Grazie.

    "Mi piace"

  12. Ottimo articolo dott. Caruso.
    Fino a pochissimi anni fa pensavamo che i giornalisti (mi è difficile adesso usare questo termine) fossero liberi ed esprimessero la loro opinione. Illusi.
    Adesso questa informazione sugli editori, sui padroni di ciascun giornale, tv, radio finalmente circola regolarmente (non ricordo chi è stato il primo a diffonderla, forse Grillo? Travaglio?). Ed è bene riportarla in cima spesso.
    Troppa gente fa finta per becero interesse, tifo, scarso intelletto. Troppa gente, per pigrizia, ancora non ha capito.

    Piace a 1 persona

  13. Per andreaex
    Come no global permanente è ovvio che per me il grande mostro planetario sia il liberismo. Questo non significa che abbia mai lodato uno statalismo di tipo fascista o comunista. Il M5S doveva rappresentare la fuga da entrambi i pericoli.
    In quanto alle coalizioni, è lampante che col 33% e il Rosatellum privo di ballottaggio e di premio di maggioranza da soli al Governo non ci potevamo andare. Il M5S si offrì di entrare in coalizione con chi ci stava. Il Pd che era arrivato secondo rifiutò, La Lega accettò. Il M5S preparò un contratto o patto per cui avrebbe fatto diventare leggi i punti del suo programma. la Lega accettò. Con la Lega o nonostante la Lega riuscimmo a realizzare moltissimi punti del programma. Poi dopo il tradimento di Salvini, il Pd improvvisamente cambiò idea. Io dissi da subito che sarebbe stato un socio molto peggiore di Governo e votai No su Rousseau pur comprendendo chi votava Sì, obtorto collo, perché non si potevano buttare al cesso unidici milioni di voti. Travaglio mi scrisse per convincermi che il Pd aveva molti punti in comune con il M5. Io dissi di no, assolutamente e litigammo. Poi le cose sono andate come tristemente avevo previsto: il Pd si è dimostrato infimo e traditore. Ma che questo qualcuno possa dedurre che io ‘preferissi’ la Lega ce ne corre. ‘Preferire’ è un verbo dall’accezione positiva e è opportuno usarlo per alleanze a cui ‘si è costretti’. In una costrizione non c’è ‘preferenza’. Che poi dall’essere stati costretti a stare in un Governo con la Lega se ne debba trarre come conclusione che ci piaccia tutto quanto della Lega, tipo la flat tax, come tu vorresti insinuare è una cosa che offende la logica come offende l’intelligenza in genere.

    "Mi piace"

    • Fammi un esempio di ultraliberismo in Italia.
      Fammi un esempio di una legge volta a combatterlo.

      Hai sempre in bocca il liberismo come un credente ha in mano un rosario.

      Descrivici la tua idea di società antiliberista, sentiamo.

      "Mi piace"

  14. X anrdeaex
    Errata corrrige “non è opportuno usarlo per alleanze a cui si è costretti”
    Se ero d’accordo col programma della Lega, votavo Lega, non ti pare?
    Le giravolte del tuo cervello sono stravaganti.
    Dunque, secondo te, se uno è costretto a coalizzarsi con un partito, ciò vuol dire che abbraccia tutto il programma di quel partito? ma come ragioni?

    "Mi piace"

  15. Le società sono sempre state in mano a chi ha i soldi, cioè il potere.
    Non esistono democrazie né dittature, solo oligarchie. Senza l’appoggio di chi conta nessuno arriva da alcuna parte
    Lo abbiamo ben visto anche recentemente con “L’uomo della Provvidenza” e con l’appoggio US – e degli industriali – a Hitler in chiave anti comunista. Facevano comodo,”lassù” altrimenti col cavolo che un maestro di provincia e un modesto pittore sarebbero arrivati dove sono arrivati.
    E nelle moderne “democrazie”sono gli oligarchi che hanno in mano la comunicazione che crea o nega il consenso.
    E questo vale per tutti, in qualunque tempo, in qualunque luogo.

    "Mi piace"