Napoli: da “Casa della socialità” a “Casa passe-partout”

Mai inaugurata ma già proposta quale succursale scolastica e come hub vaccinale

            ” L’inaugurazione della “Casa della socialità”, la struttura realizzata dal Comune di Napoli in via Verrotti, nel quartiere Arenella, posta in un immobile che in passato era stato adibito a sottostazione elettrica dell’ex ATAN, rischia di diventare sempre più un miraggio mentre si sprecano le proposte per un diverso utilizzo dei locali  – esordisce  Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari che segue da anni quest’emblematica vicenda  -.  Già nei mesi scorsi la Giunta comunale di Napoli aveva deciso di concedere gli spazi in questione in comodato d’uso gratuito, per il corrente anno scolastico, a una scuola statale. Tramontata questa possibilità, adesso c’è chi propone di farne un hub vaccinale, laddove invece era stata già individuata dal CONI regionale, in base a una richiesta al riguardo formulata dal generale Figliuolo, Commissario Straordinario del Governo, la sede del polisportivo “Arturo Collana” per la creazione di una sede vaccinale per la municipalità collinare, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella “.

            ” Insomma la struttura in questione – ironizza con amarezza Capodanno -, senza essere mai stata inaugurata, rischia di passare alla storia, almeno nelle intenzioni dei proponenti, come “Casa passe-partout ” o anche come “Casa tappabuchi”, visto che ogni tanto spunta qualche idea balzana di destinarla ad attività diverse da quella per la quale è stata realizzata, investendo peraltro pubblico danaro, vale a dire quale sede comunale per le tante realtà associative che operano sul territorio collinare e che aspettano da anni di avere la disponibilità di locali, dove poter svolgere le proprie attività a favore della collettività  “.

            ” Una volontà – ricorda Capodanno – che, in tempi recenti, è stata ribadita, ancora una volta dai cittadini, attraverso l’ennesima protesta, espressa con un cartello affisso sulla porta d’ingresso dell’edificio. Su tale cartello veniva sintetizzata con poche frasi la storia dell’emblematica vicenda relativa all’immobile in questione: ” € 370.000 per restaurarlo, due anni per finirlo! Quando lo riapriranno? Quanto dobbiamo ancora aspettare? Lo chiediamo noi donne noi giovani noi anziani Vomero Arenella “. Nel frattempo l’edificio, in tutti questi anni, era finito più volte alla ribalta delle cronache per lo stato d’abbandono e d’incuria nel quale versava, dal momento che non si provvedeva neppure all’ordinaria manutenzione delle parti esterne, con la presenza anche di diversi cumuli di rifiuti “.

            ” In verità – ricorda Capodanno – la sua realizzazione era già stata annunciata con grande enfasi, quasi cinque anni fa, poco prima delle ultime elezioni amministrative, svoltesi nel mese di giugno del 2016. Fu proprio durante la campagna elettorale che comparve uno striscione che ricopriva buona parte della facciata del fabbricato su via Menzinger. Su tale striscione si leggeva che erano stati stanziati anche gli importi necessari per l’esecuzione dei lavori, con la  delibera di Giunta comunale n. 874 del 29 dicembre 2015 e con un impegno di spesa di € 366.000,00.  Dalla delibera citata è trascorso dunque oltre un lustro e, al momento, il giorno, a partire dal quale le associazioni e i cittadini potranno concretamente fruire di questo spazio sociale, per le finalità per le quali è stato realizzato, non è stato ancora definito con una data certa “.

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