L’epica dei “migliori” ora sbatte con la realtà delle poche dosi

(di Daniela Ranieri – Il Fatto Quotidiano) – Beh, insomma, sì, dai, sempre meglio di prima eh, beh, servirebbe uno sprint. Per quanto ancora sussiegosi, si cominciano a captare i primi mormorii, una parolina un po’ aspra, un’increspatura nello splendido arazzo dell’Encomio Collettivo.

Siamo ben lungi da una critica: se non adeguatamente pompata, l’epica del Governo dei Migliori potrebbe afflosciarsi e verrebbe meno tutto l’ubi consistam di stampa e potere. È più un timido revirement, un rigido virare di bordo, l’antica attività di chi sta sempre a galla.

Mica vorremo che tornino gli incompetenti di prima: ricordate quanti morti al giorno c’erano tre mesi fa? (620). E quanti questo mercoledì? (627).È uno spasso leggere gli editoriali oggi: quella che è chiaramente una sciagura – il flop della campagna vaccinale – è un “rallentamento” nei piani del governo, inevitabile quando si viaggia a certe velocità, per quanto tra Draghi e Figliuolo sia tutto ancora un “correre” e “correremo”. Il commissario straordinario Generale Figliuolo, in tuta mimetica come fosse sempre in collegamento da Saigon, sancì da Fazio, boots on the ground, il “cambio di passo” basato sulla strategia in due punti: 1) procurarsi i vaccini; 2) inocularli. Per settimane, sulla base di questo schema semplice ma efficace, sui giornali è stata un’escalation: vacciniamo 300 mila persone al giorno. Anzi, no: 400 mila. Macché: 500 mila!, per la gioia di Matteo “io-l’avevo-detto” Renzi, che sparava questo numero quando in Italia ne arrivavano 200 mila al giorno. Poi la gente ha cominciato ad accorgersi che i vaccini non c’erano, che se ne facevano meno della metà, che le Regioni (a parte il Lazio) improvvisavano.

Come scriveva ieri il Corriere, “i dubbi sul cambio di passo che non arriva sono ormai di dominio pubblico”, e quand’è così non si può più tacere il torto che la realtà fa al Generale, che stava per raggiungere l’immunità di gregge a giorni e a mani nude. Ci si sono messi pure i ristoratori e i commercianti davanti a Montecitorio (nota di colore: tutti a chiedere di riaprire in sicurezza secondo le norme, tutti senza mascherina).

Incomprensibilmente: i cantori della Repubblica platonica dei Banchieri ci hanno spiegato che il decreto Sostegni, come si evince già dal nome, è più nobile del decreto Ristori di Conte, con sdilinquimento per quella frase di Draghi in conferenza stampa: “Questo è un anno in cui non si chiedono soldi, si danno soldi”; poi però ci si è accorti che “il decreto Sostegni premia le aziende più grandi lasciando ai piccoli pochi spiccioli” (Corriere), mannaggia. Il consenso cala, forse perché c’è chi, di sinistra, leggendo i giornali aveva creduto al cambio di passo chez Gelmini, e chi, di destra, pensava che Draghi riaprisse tutto lasciando il virus circolare liberamente, non come quegli ipocondriaci di Conte e Speranza. (Sui Dpcm che ci stavano portando alla dittatura sanitaria sostituiti dai decreti legge con possibilità di ritocchino chirurgico per far piacere ai leghisti, tacciamo).Sulla Libia: Draghi lascia tutto com’era, rinnova i patti, delega i respingimenti a quei galantuomini della guardia costiera libica; però lo fa indossando un fresco di lana stupendo che il provinciale Conte si sarebbe sognato. Ora ci vorrebbe uno sprint, e il governo, dice il Corriere, sta già pensando a una “campagna di comunicazione per riconciliare i cittadini col vaccino anglo-svedese”, presumibilmente convincendoli a non farsi venire una trombosi. Intanto Draghi si prepara a sbarcare sui social, perché, ci dicono, è “europeo”, non populista.

Insomma, si verifica la magia che accadono le stesse sfighe e gli stessi intralci di prima, solo che allora era colpa del governo degli incapaci, adesso è colpa dell’Olanda e della Norvegia che bloccano AstraZeneca; di AstraZeneca; dell’Ema; delle Regioni; del bilancio che non si fa scostare dal Governo dei Migliori. Forse, la buttiamo lì, ci vorrebbe il Mes.

9 replies

  1. “Intanto Draghi si prepara a sbarcare sui social”

    Sono alla ricerca del social media manager. Ora Massimo Franco che fa, si impicca?

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  2. ”già pensando a una “campagna di comunicazione per riconciliare i cittadini col vaccino anglo-svedese”, presumibilmente convincendoli a non farsi venire una trombosi.”

    KO TOTALE

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