Il partito della sinistra

(Giuseppe Di Maio) – Domenico De Masi ha tutta la mia ammirazione. Il suo punto di vista è autorevole, le sue osservazioni privilegiate forniscono i dati più recenti della ricerca sociologica. Ma con tutta evidenza la scienza della politica e le ricerche sulla composizione della società italiana non hanno uno studio più aggiornato del “Saggio sulle classi sociali” di Paolo Sylos Labini (1974) quale citato dal sociologo molisano nell’ultimo articolo su “Il fatto quotidiano”.

In mancanza di un osservatorio sociologico al pari di De Masi, esporrò un’opinione che non ha alcuna pretesa di essere scienza. E questo perché “mi pare” che stavolta il noto studioso non abbia intercettato il mutamento della società italiana. Non ha tenuto conto che il partito della sinistra mancante alla politica nostrana è stato invece occupato militarmente da una classe politica complementare a quella di destra, una classe fermamente asservita ai vantaggi privati della sua deputazione.

De Masi crede ancora che i periodi di crisi siano convenienti all’offerta politica di sinistra. Invece si sa che in tutto il mondo è sempre la destra la migliore interprete del risentimento sociale, anche di quello esploso in seguito al crollo economico del 2008. Non è dunque un errore, quello di Letta e i suoi, il non salire sulle spalle di giganti come Gramsci e Berlinguer, ma è un preciso disegno rivolto ad accaparrarsi il consenso dell’elettorato conservatore. Un blocco che rappresenta una classe sociale fedele allo Stato e alla regola, perché le garantiscono il benessere conquistato. Una torma gelosa e ottusa, abituata a considerare i perdenti della lotta di classe come genericamente “poveri”. Un elettorato speculare e complementare a quell’altro reazionario, enorme bacino turbolento di soggetti scontenti e intolleranti alle limitazioni imposte dalla legge, ansiosi di procurarsi vantaggi sul proprio concorrente di classe.

Questa divisione più semplice e più cruda della tradizionale suddivisione tra operai, impiegati, contadini, imprenditori e ricchi borghesi, tiene conto della trasformazione della società italiana allevata nel pensiero unico del capitalismo di massa. Una trasformazione che ha visto svanire il valore della cittadinanza di fronte ai miti del liberismo. Difatti la maggiore differenza con la società analizzata da Sylos Labini è la nascita del precariato, assieme a un elettorato fluido, opposto a quello fidelizzato del trentennio post bellico, dove i grandi elettori, e le loro idee, dominavano la società. Oggi, ogni cittadino giudica in tutta solitudine l’offerta politica, e il rischio che questa diventi sempre più scadente e perniciosa per poter acchiappare il consenso dell’ignoranza privata è reale.

Il partito che serve all’Italia è un partito che insegni a sognare. Un partito che indichi di nuovo gli obiettivi della vita sociale, che insegni le strategie della politica e smascheri chi abusa della credulità popolare. Un’organizzazione così non serve che sia di sinistra nel senso ristretto della tradizione. Ma deve indicare un progetto politico che controlli la disuguaglianza sociale, e releghi le questioni civili al rango secondario che le competono. Un partito così ha poi bisogno di persone oneste che siano portavoce, non di traditori del mandato popolare. Ha bisogno di chi non faccia combutta col padrone, di chi si preoccupi dell’attendibilità delle notizie, e garantisca il bene comune. Gente, cioè, che rappresenti i due terzi dell’elettorato lasciato proditoriamente nelle spire del liberismo.

Per tutto questo non ci vuole un partito di sinistra che si opponga a una destra, e dalla loro forzata alternanza si generi un elettorato impotente a scegliere diversamente. Il progressismo non è un luogo politico, ed è necessario indicare esattamente qual è la direzione dell’annunciato progresso. Un lavoro che non sta facendo il partito di Letta, ma piuttosto il partito di Conte, che ha ereditato un ribollente universo radicale senza precise indicazioni ideologiche. E noi facciamo gli auguri a quello di Conte, e non a quello di Letta che invece vanta sfacciatamente di discendere pure dal PCI, del quale ha passato gli ultimi trent’anni a rinnegare persino il nome.

19 replies

  1. “Non ha tenuto conto che il partito della sinistra mancante alla politica nostrana è stato invece occupato militarmente da una classe politica complementare a quella di destra, una classe fermamente asservita ai vantaggi privati della sua deputazione.”

    Per questo e solo per questo era nato il m5s. Altrimenti anche noi avremmo votato un partito politico tradizionale e normale.

    “Il partito che serve all’Italia è un partito che insegni a sognare. Un partito che indichi di nuovo gli obiettivi della vita sociale, che insegni le strategie della politica e smascheri chi abusa della credulità popolare. Un’organizzazione così non serve che sia di sinistra nel senso ristretto della tradizione. Un partito così ha poi bisogno di persone oneste che siano portavoce, non di traditori del mandato popolare.”

    Il m5s NON è più fatto da persone che sono portavoce delle istanze dei cittadini, cioè da persone oneste, ma da TRADITORI del mandato popolare.

    Siamo passati dalle dirette streaming alle stanze chiuse, nelle quali un personaggio senza laurea si è impadronito di tutto e fa quel più gli piace. A modo suo, senza controlli, senza filtri, senza moderatori, senza che i cittadini possano influire in nessun minimo dettaglio e particolare nell’indirizzamento della linea politica.

    Il m5s è diventato in meno di 3 anni un partito padronale. E i margini per un peggioramento irreversibile ci sono tutti.

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    • Credi che se fosse rimasto alle dirette streaming tutto sarebbe meglio? La politica di evolve e ha bisogno dei tempi che comprendono momenti di luce e di buio. Niente è immutabile.
      Solo le facili critiche infinite di quelli che cercano pretesti per non farsi mai andar bene niente rimangono sempre uguali fin dalla notte dei tempi.

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    • @Andrea

      Il M5S è nato padronale, solo che i nodi sono venuti al pettine anni dopo (al mio ancor prima che Pizzarotti fosse eletto sindaco, ma si sa, io sono particolarmente sveglio!
      :-).
      Grillo è la sua corte hanno taciuto e nascosto le loro vere intenzioni (farsi il partito personale) perché era fondamentale nella fase di ascesa.
      Una volta al potere hanno incominciato a prendere a ceffoni e annichilire chiunque dissentire dalla loro, per lo più vaga e altalenante, linea politica.
      Gli indizi c’erano tutti per chi non aveva paraocchi.
      Ma c’era più bene che male e quindi molti di noi, mi riferisco a chi aveva sgamato la vera natura del M5S già da tempo, hanno comunque preferito votarlo.

      La sinistra, per come la concepiscono gli uomini della sinistra tradizionale, non serve ad un cazzo.
      Nel senso che non agevola le imprese senza aiutare le classi meno abbienti.
      La sinistra tradizionale è una zavorra all’equità, alla mobilità sociale, all’efficienza della PA (da cui dipendono i servizi offerti ai “poveri”).

      Non serve una ideologia di sinistra ma alcune regole, leggi da proporre. Ecco su cosa ci si dovrebbe concentrare.

      Che tassazione proponi?
      Come vuoi digitalizzare la PA?
      Perché non aumentare le deduzioni negli acquisti in modo da ridurre l’evasione e favorire l’economia? Se il privato può almeno in parte dedurre l’intervento dell’idraulico, avrà un motivo in più per farsi rilasciare la fattura.

      Tanto per fare pochi esempi.

      Ma la sinistra radicale (mi dispiace per coloro – per me pochissimi – che realmente ci credono) parla in termini ideologici e vaghi perché il fine non è risolvere un problema, ma perpetuarli all’infinito, in modo che i Vendola, le Boldrini è la loro cerchia campino alla grande coi soldi nostri, senza fare nulla di utile per gli altri ma solo per se stessi.

      Questo De Masi sembra un demagogo più che uno studioso dei problemi sociali.

      Concordo con quanto ha scritto il giornalista.

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      • @andreaex

        Tutto vero, però non difendermi quel pezzente di pizzarotti, che passava il tempo in tv a buttar solo merda sui 5 stelle indipendentemente dalle cose fatte, anche quelle buone. Perchè alla fine, nella migliore delle ipotesi, anche lui (pizzarotti) era come loro, ma anche peggio.

        Dovevo dare più peso al fatto che mi avessero bannato sul blog, era un segnale già molto chiaro: se banni un rompicoglioni come me, che dice parolacce però va dritto al sodo, cioè fa critiche che hanno un senso costruttivo, vuol dire che ti serve il gregge di pecore, cioè una massa numerosa di idioti al seguito, che clicckino sempre e solo pollice in su. BRUTTISSIMO segnale per la “democrazia diretta”.

        TUTTO VERO il tuo pensiero sulla “sinistra”, che coincide perfettamente con il mio.

        Un consiglio: dovresti andarci giù in modo più duro con loro, per dare ancor meglio il senso di quello che realmente sono, un pericoloso e dannoso ingombro parassita a un quieto senso di vivere e intendere la democrazia.

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  2. Servirebbe tornare alle “origini” ma come si sa, indietro non si torna, neanche con la volontà.Però si può sempre migliorare.Cambiando magari qualche nome “altisonante” che più che tradire fa danni a tutti.Per i suoi interessi personali, si venderebbe pure la “sorella”.

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  3. Il traditore INFAME

    Questo gigino ci ha inculati a tutti. Ma se pensa che la passerà liscia, credo abbia sbagliato persone.

    Perchè gliela faremo pagare.

    Usque ad mortem.

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  4. È vergognoso come gigino o bibitaro e la sua banda di poltronari abbiano svenduto i valori del mv5 *
    Proprio vero che cialtroni si nasce e gigino lo nacque.

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  5. Con tutti, ma proprio tutti, i media contro, inutile anche provarci: sappiamo ( e quindi votiamo) solo quello che ci dicono e come ce lo dicono. Lo vediamo benissimo anche nei confronti della Lega di Salvini, che a quanto pare occorre “nazarenizzare”: da mesi è tutto uno sputtanare la gestione lombarda ( pubblica, ovviamente, i “zangrilli” ciellino non si criticano) , mentre altre regioni che si comportano allo stesso modo e con contagi anche maggiori, vengono incensate ( o non se ne parla).
    Se il M5S non diventerà un clone del PD – con tutto quello che ne consegue, business dell'”accoglienza” compresa ( nessuno parla di immigrazione, quindi è ovvio lo status quo)- temo proprio che Conte avrà sprecato il consenso ottenuto. Il PD Bergogliano è radicatissimo nel territorio e nei luoghi che contano, oltre che costituire la longa manus dei Dem ( con tutto quello che ne consegue) di Oltreoceano, quindi sperare “autonomia” nei nei suoi confronti è una pia illusione.

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  6. Non sono d’accordo sul fatto del perché la sinistra si sia spostata a destra. Il motivo non è il favorire un elettorato spostato a destra. Il motivo è che se un partito vuole garantirsi laute donazioni deve fare cose di destra, cioè cose a favore dei ricchi, quindi a discapito di tutti gli altri.
    Tipo la prescrizione Berlusconiana o la flat fax, per intenderci.
    Se fosse vero che, ai partiti, conviene sposare battaglie di destra per avere voti, allora com’è stato possibile per il movimento 5 stelle ottenere il 32,5% in un sistema tripolare?

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  7. L’uovo di Pasqualino e carente di umiltà

    .. la competizione, e che ciascuno di noi non faccia altro che cercare di massimizzare la propria ricchezza e il proprio “potere” a spese degli altri..

    Il neoliberismo ci ha lasciato strascichi che spaziano, dal soggettungolo che a un incrocio
    non lancia una freccia per fregare
    al prossimo un nano secondo della sua vita,
    a “l’elevato”,
    che pur di confermare le proprie tesi si butta nell’oblò di una lavatrice!

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  8. In questa assurda babele chissà perché il De Masi non ha considerato che in Italia bisogna ancora dopo 160 anni fare gli italiani. Non è mai questa considerazione!

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  9. @domenico riccio, mi meraviglio che qualcuno non l’ abbia ancora tacciata di razzismo: non sarà mica sovranista (ironico).! Non sa che gli Italiani non esistono ma è tale chiunque tocchi il suolo peninsulare?
    Non abbiamo ancora “fatto pace” tra regioni ma dobbiamo “allargarci” ad accogliere l’ intero mondo. Meraviglioso concetto, sulla carta: molto meno nella realtà. Ha già portato parecchio caos e più ancora ne porterà. Per i normali cittadini, ovviamente: per quelli che guidano il processo ( quelli “buoni”) è un immenso mercato che si allarga e miliardi di schiavi ai propri ordini, senza radici, eternamente nomadi nel nome della “realizzazione di sè”, in lotta per il pane. E mentre le loro ricchezze vengono spolpate, li si sposta da un continente all’ altro nell’ eterno miraggio del “sogno americano”.
    Altro che” sinistra”…

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